Tunisia
La terra dove la cultura si interseca con le oasi
La terra dove la cultura si interseca con le oasi
di Antonietta Peroni e Giovanni Camici
Pagine:
1 -
2 -
3 -
4 -
5 -
6 -
7 -
8 -
9 -
10 -
11 -
12 -
13 -
14 -
15 -
16 -
17 -
18 -
19 -
20 -
21 -
22 -
23
Abbiamo chiesto informazioni a un ragazzo e lui si è offerto ad accompagnarci, a
piedi l’abbiamo raggiunta, camminando una mezz’ora sotto il sole bollente.
Stesso scenario della precedente e stessi studenti! Lasciato questo posto, siamo
tornati sulla strada principale alla
ricerca di un mezzo di fortuna che ci portasse fino a Chebika,
il ragazzo abita lì, quindi ci siamo affidati a lui. L’attesa è stata molto
lunga, passavano soltanto jeep dei viaggi organizzati oppure auto già con
passeggeri, per fortuna a un certo punto è passato un pick-up carico d’acqua e
di arance e ci ha fatto salire. Per un po’ io ho viaggiato sulla parte esterna,
sentivo il vento che mi accarezzava i capelli, percorrere la strada in discesa e
piena di curve in queste condizioni era molto emozionante mentre lo scenario
all’orizzonte, meraviglioso. Poi l’autista mi ha fatto accomodare accanto a lui,
mi ha offerto del caffè, ha voluto sapere la nostra provenienza, lui ha un
fratello che lavora in Sicilia, il nostro itinerario e le impressioni sui posti
visitati e sugli abitanti.
Dopo venti minuti siamo arrivati a Chebika, abbiamo ringraziato il nostro autista di fortuna e salutato il ragazzo che abita qui, ma lui ha insistito a volerci accompagnare fino alla cascata.
Chebika - Oasi di montagna
Chebika - Oasi di montagna
Chebika - Oasi di montagna
Chebika - Oasi di montagna
Chebika - Oasi di montagna
Chebika - Oasi di montagna
Chebika - Oasi di montagna
Chebika - Oasi di montagna
Abbiamo fatto un pezzo di strada a piede sotto il sole bollente, dall’altra parte della strada un ragazzo ci ha salutato e chiedendoci di quale nazionalità fossimo, carinamente ci ha detto “mettetevi all’ombra!”, ma qui l’ombra non esiste neanche a pagarla oro! Un anziano signore che abita su questa strada, ci ha fatto accomodare all’ombra di una palma del suo giardino, ci ha fatto rinfrescare le mani e il viso, ci voleva offrire del cous cous e da bere, ci ha detto di stare lì, che ci avrebbe pensato lui a fermare qualcuno che andasse a Tozeur. Ha fermato tante vetture, ma nessuno andava lì, per fortuna dopo un’ora d’attesa due operai tornavano a Tozeur. Il viaggio di ritorno è stato tranquillo, neanche questi signori hanno voluto accettare qualcosa da parte nostra come ringraziamento. Rilassamento nel centro della città, mentre eravamo lì è passato il pullman con gli studenti di Metlaoui che ci hanno riconosciuto e si sono affrettati a salutarci. Cenetta e poi in stanza, per oggi siamo sfiniti.
Troverete altre fotografie del mio viaggio nelle pagine:
Pagine:
1 -
2 -
3 -
4 -
5 -
6 -
7 -
8 -
9 -
10 -
11 -
12 -
13 -
14 -
15 -
16 -
17 -
18 -
19 -
20 -
21 -
22 -
23
Questo racconto è stato cortesemente inviato da un nostro lettore. Se pensi che questo violi il Diritto d'autore o la Proprietà intellettuale o il Copyright preghiamo di avvisarci immediatamente scrivendo all'indirizzo scrivi@elicriso.it. Grazie
Se desideri pubblicare un tuo racconto di viaggio invialo a scrivi@elicriso.it