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COME COLTIVARE E CURARE LE NOSTRE PIANTE

GLICINE
(Wisteria)

Glicine o Wisteria, coltivazione e cura
Il glicine o Wisteria è una pianta rampicante, rustica che emana un profumo inebriante con le sue abbondanti e decorative fioriture.
Inquadramento botanico

Regno
:
Plantae

Clado
: Angiosperme
Clado
: Eudicotiledoni
Clado
: Euroside
Ordine
:
Fabales

Famiglia
:
Fabaceae
(ex Leguminosae)
Genere
:
Wisteria

Specie
: vedere il paragrafo «Principali specie»
Caratteristiche generali del glicine

Il genere Wisteria della famiglia Fabaceae, meglio conosciuto come GLICINE comprende poche specie di piante rampicanti, legnose, decidue, originarie delle zone umide della Cina, del Giappone e della Mongolia.

Schema di una pianta di glicine o Wisteria

Il fusto del glicine è molto particolare perchè durante la sua crescita si contorce e si attorciglia sul supporto o su se stesso, ora in senso orario in senso antiorario a seconda della specie, creando effetti visivi spettacolari.

Tronco attorcigliato di glicine

Le foglie sono disposte in maniera alternata lungo i rami, di un bel colore verde brillante durante la stagione di crescita e lunghe anche oltre 35 cm. E' una pianta decidua, vale a dire che perde le foglie durante il periodo invernale. Questo non deve essere considerato un difetto, come molti pensano, non nel caso del glicine, perchè senza foglie si vede meglio la bellezza del suo fusto e i fiori che sbocciano prima delle foglie. Il loro colore va dal verde chiaro al verde brillante durante la stagione di crescita e diventano gialle in autunno, prima di cadere.

I fiori sono molto appariscenti, profumati e sbocciano in primavera o in estate generalmente riuniti in racemi penduli, prima delle foglie e possono superare il metro di lunghezza. I colori variano dal  viola, al rosa, al bianco con tutte le sfumature intermedie a seconda della specie e della varietà.

Dettaglio fiori di glicine
Fiore (Nota 1)

I frutti sono verdi, penduli e rassomigliano a dei bacelli.

Frutti di Wisteria
Frutto (Nota 1)

Il glicine è una pianta che deve essere allevata all'esterno e tenuta sotto controllo nella sua crescita in quanto ci sono specie che possono superare i 40 m di altezza.

Principali specie coltivate

Esistono poco più di dieci specie nel genere Wisteria, le più coltivate e presenti nei nostri giardini sono:

WISTERIA FLORIBUNDA o GLICINE GIAPPONESE

La Wisteria floribunda è un glicine originario del Giappone. E' una pianta rampicante imponente con le foglie pennate composte da 10-20 foglioline da ovate a lanceolate. Presenta la particolarità che i suoi fusti si attorcigliano in senso orario se visti dall'alto.

Fiorisce nella tarda primavera - all'inizio dell'estate (a seconda delle varietà) producendo fiori riuniti in infiorescenze a racemo pendulo, molto profumati, di colore che può essere bianco, azzurro, rosa o violetto a seconda della varietà che si aprono a partire dalla base verso l'apice dello stelo, scalarmente. L'infiorescenza può essere lunga fino a 30 cm e anche oltre. I frutti sono a forma di baccello lunghi fino a 15 cm di colore verde vellutato.

Wisteria floribunda

Esistono numerose varietà tra le quali ricordiamo:

Wisteria floribunda Alba
Wisteria floribunda 'Longissima Alba'
WISTERIA SINENSIS o WISTERIA CHINENSIS o GLICINE COMUNE

La Wisteria sinensis o rampicante viola è la specie più conosciuta ed è originaria della Cina. E' una pianta rampicante molto vigorosa che può arrivare anche a 40 m di altezza e allargarsi fino a 70 m se non tenuta sotto controllo. Fiorisce in primavera producendo fiori di colore bianco, lilla, azzurri a seconda della varietà. I fiori sono molto profumati, riuniti in infiorescenze a racemo lunghe fino a 30 cm... uno spettacolo della natura.

Wisteria sinensis

Le cultivar più diffuse sono:

In definitiva il glicine comune (Wisteria sinensis) differisce dal glicine giapponese (Wisteria floribunda) per i seguenti aspetti:

WISTERIA FRUTESCENS

La Wisteria frutescens è la prima specie del genere a essere stata introdotto in Europa. Infatti fu importata in Inghilterra nel 1724 dall'America. Non è una specie da noi molto diffusa, probabilmente perchè le sue fioriture non sono così spettacolari come il glicine giapponese o il glicine comune.

E' una pianta vigorosa con i fusti che crescono in senso antiorario se visti dall'alto, come i glicini giapponesi. E' una pianta più tardiva in quanto la fioritura inizia a giugno - luglio con le foglie già formate sui rami dell'anno. I grappoli fiorali non sono molto lunghi rispetto a quelli delle altre specie in quanto non superano i 15-20 cm di lunghezza. I fiori sono di colore blu-violetto e poco profumati.

Wisteria frutescens
WISTERIA BRACHYBOTRYS

La Wisteria brachybotrys è originaria del Giappone delle zone montane dai 100 ai 900 m s.l.m.

Non è una specie molto diffusa e conosciuta anche se è una pianta interessante e vigorosa. Cresce fino a 19 m di altezza e i suoi fusti si avvolgono in senso orario. Le foglie sono pelose, composte e lunghe fino a 35 cm di lunghezza. I fiori sono profumati e iniziano a comparire nella tarda primavera- inizio estate di colore viola chiaro o bianchi con una macchia gialla. I grappoli non sono tanto lunghi infatti non superano i 15 cm di lunghezza.

L'aspetto interessante di questa pianta che dovrebbe farla apprezzare un po' di più rispetto alle cugine più famose è che ha una crescita contenuta per cui può essere un'ottima soluzione per gli spazi più ristretti.

Di questa specie esistono numerose cultivar e varietà tra le quali ricordiamo:

Consigli generali per la coltivazione del glicine

Il glicine non è una pianta semplicissima da coltivare in quanto occorre essere accorti nel seguire dei precisi piani di concimazione e una corretta potatura sia per non compromettere la fioritura, sia per contenere il suo sviluppo dato che ci sono cultivar che possono raggiungere altezze molto importanti.

E' importante inoltre ricordare che, dato che si tratta di una pianta rampicante, occorre posizionare un adeguato supporto, indispensabile per la sua crescita.

Il glicine viene coltivato per le sue abbondanti e bellissime fioriture ma risulta molto bello da vedere anche il suo tronco che si attorciglia, si contorce, adattandosi a qualunque supporto incontri durante la sua crescita ora in senso orario ora in senso antiorario, a seconda della specie.

Sicuramente del glicine dobbiamo dire che è una pianta esuberante pertanto occorre stare attenti quando si decide dove piantarla perchè le sue radici potrebbero danneggiare le pavimentazioni e il suo tronco tegole e grondaie.

Rusticità della pianta

Tutte le diverse specie di glicine sono delle piante abbastanza rustiche. Alcune specie, come a esempio la W. floribunda ha una maggiore resistenza rispetto alle altre specie al freddo pertanto è consigliata per le zone del nord Europa e alpine.

Esposizione

Il glicine è una pianta che inizia a fiorire in primavera. I fiori nascono (nella quasi totalità delle specie) su una pianta priva di foglie in quanto le foglie nascono successivamente alla fioritura. Questo comporta che le gemme fiorali sono per così dire "nude" nel senso che non hanno alcun tipo di protezione pertanto, quando si stabilisce dove piantare il glicine bisogna avere particolare attenzione a sistemarlo esposto a sud o a ovest in quanto le gemme sono facilmente danneggiate dalle gelate primaverili.

In ogni caso l'esposizione ideale per il glicine è in pieno sole che garantirà un'abbondante fioritura e una pianta rigogliosa.

Sono piante però che si possono adattare alle diverse situazioni in cui si trovano, tollerando anche l'ombra leggera. Questa esposizione causerà però una fioritura scarsa e più tardiva.

Temperatura di coltivazione del glicine

Il glicine vive bene ad ampi intervalli di temperatura sopportando bene temperature fino a -15°C.

E' una pianta rustica ma occorre fare attenzione alle gelate tardive che possono danneggiare la fioritura.

Annaffiature

Il glicine non è una pianta che ha grandi necessità idriche. In genere è sufficiente l'acqua piovana. Se però le precipitazioni sono scarse, occorre intervenire con annaffiature, in funzione del terreno (se sabbioso intervenire più spesso) e delle temperature estive.

Le irrigazioni sono comunque molto importanti durante i primi due anni della pianta in quanto le radici non si sono ancora ben affrancate. In questo caso occorre intervenire ogni qual volta il terreno si asciuga se non ci sono sufficienti piogge.

Annaffiare preferibile la mattina presto o la sera durante le calde giornate estive. In questo modo si ha una minore perdita dell'acqua per evaporazione.

Per aiutare il terreno a trattenere l'acqua e a mantenere una temperatura fresca del suolo è opportuno fare delle pacciamature intorno alla pianta. Si può realizzare per esempio con aghi di pino, pezzi di corteccia, paglia, trucioli di legno per un buon metro e anche più, a seconda dell'età della pianta. Più la pianta ha anni sulle spalle, maggiore deve essere la pacciamatura.

Tipo di terreno

Il glicine si adatta abbastanza bene ai diversi terreni a eccezione dei terreni calcarei che sono mal tollerati. L'ideale sarebbe comunque un terreno ricco di sostanza organica e ben drenante in quanto non ama i ristagni idrici. Questo per garantire una copiosa fioritura.

I suoli calcarei sono mal tollerati in quanto il glicine soffre di clorosi fogliare causata appunto da un terreno troppo calcareo. Il calcare infatti rende insolubile il ferro rendendolo inutilizzabile da parte della pianta (vedi il paragrafo Parassiti, malattie e sofferenze dovute a cause ambientali e come curarli ).

Concimazione

La concimazione del glicine è molto importante per una sua cresita corretta e soprattutto per avere delle belle fioriture.

Essendo una fabacea (ex leguminosa) non ha necessità di azoto in quanto le sue radici hanno dei batteri azotofissatori che pensano loro a procurare tale elemento alla pianta dal terreno. Una somministrazione eccessiva di questo elemento, porterebbe la pianta a produrre più foglie a discapito della fioritura.

La pianta pertanto va concimata con concimi con un tenore alto di potassio (k) all'inizio della primavera e durante il periodo estivo (quest'ultimo per le varietà rifiorenti cioè che rifioriscono d'estate) per favorire una fioritura più rigogliosa. Non bisogna però trascurare gli altro macro e microelementi quali, fosforo (P), magnesio (Mg), il ferro (Fe), il manganese (Mn), il rame (Cu), lo zinco (Zn), il boro (B), il molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.

Fioritura

Il glicine fiorisce all'inizio della primavera e per lungo tempo, fino all'estate, donandoci fioriture abbondantissime e molto profumate. I fiori sono, nelle specie e varietà più diffuse, di colore lillà nelle diverse sfumatura ma ritroviamo anche glicini che producono fiori bianchi, gialli, rosso e rosa (si rimanda al paragrafo Principali specie).

In quasi tutte le specie i fiori nascono prima delle foglie pertanto si avrà una pianta piena di fiori e senza alcuna foglia per un breve periodo.

Se la pianta non fiorisce potreste avere fatto degli errori nella sua coltivazioni che possono essere legati a:

Pertanto fate un'analisi su come avete allevato la pianta fino a quel momento in base alle indicazioni riportate nella presente scheda di coltivazione.

Glicine in fiore
Impianto del glicine e come metterlo a dimora

Il periodo migliore per piantare un glicine è l'autunno dato che la pianta avrà, in questo modo, tutto l'inverno per affrancarsi e far sviluppare per bene le radici. I buoni vivaisti sanno questo e sicuramente si riesce a trovare glicini in autunno.

La buca che ospiterà la pianta dovrà essere profonda e grande il doppio del contenitore della pianta e nel fondo è opportuno interrare del concime organico maturo. Si getta poi della terra in modo da formare un buon strato di separazione dalle radici e a quel punto si interra e si pressa per bene il terreno e si annaffia abbondantemente. Sarebbe anche opportuno porre della pacciamatura tutto intorno alla pianta, qualora si sia interrato in autunno, per evitare escursioni termiche che potrebbero danneggiare le giovani radici che per mantenere più a lungo l'umidità del terreno.

Una volta interrato, fino a quanto la pianta non avrà le radici ben affrancate (in genere occorrono un paio d'anni) e avrà iniziato ad avere un suo sviluppo, occorre annaffiare tutte le volte che il terreno si asciuga e concimare in primavera e all'inizio dell'autunno con un concime granulare a lenta cessione che contenga sia i macroelementi (azoto N, fosforo P e potassio K) che i microelementi (ferro Fe, manganese Mn, rame Cu, zinco Zn, boro B, molibdeno Mo) tutti importanti per una corretta crescita della pianta.

Ovviamente ricordarsi di approntare il giusto sostegno nel quale far aggrappare la pianta trattandosi di una pianta rampicante.

Scegliere una posizione soleggiata (esposto a sud o a ovest) e dove c'è ampio spazio per le radici di svilupparsi.

Sostegni per l'impianto

Il glicine è una pianta che deve essere coltivata a ridosso di un supporto che può essere un muro, una pergola, un albero e quant'altro, essendo una pianta rampicante ma potrebbe anche essere allevata come piccolo alberello. Tenete conto nel scegliere il tipo di sostegno che i fiori del glicine sono penduli e si possono vedere dal basso e che il grappolo fiorale può arrivare a misurare anche un metro. Il supporto da usare deve essere inoltre abbastanza grande perchè il glicine è una pianta che ha un rapido e importante sviluppo pertanto anche se quando di pianta è piccolo, pensate al futuro ed esagerate con le dimensioni del sostegno.

Prima potatura e potatura di mantenimento

L'epoca e come potare il glicine è l'aspetto più importante per uno sviluppo regolare e armonioso della pianta e per avere delle fioriture importanti e per indirizzare i rami nella direzione e nel modo desiderato. Infatti se la potatura del glicine non è eseguita correttamente si avranno delle piante con tanti rami e molte foglie ma pochi fiori e le fioriture dureranno molto meno tempo.

La prima potatura del glicine è necessario realizzarla a fine inverno, quando le gemme sono ben formate. Si tagliano i rami danneggiati, quelli piccoli e sottili, quelli che crescono nella direzione diversa da quella che abbiamo impostato e i polloni che sono cresciuti alla base della pianta. Tutti i rami si tagliano lasciando solo 3-5 gemme. Non di più.

In genere si rende necessario fare una seconda potatura alla fine dell'estate, eliminando i rami sottili e quelli vecchi per almeno un terzo della loro lunghezza.

In ogni caso, la potatura deve tenere conto del tipo di forma di allevamento che si è scelto di seguire. Se per esempio si vuole avere una pianta di glicine allevata a spalliera, occorre seguire il seguente schema di potatura:

La potatura di mantenimento come precedente detto, è fondamentale per assicurare alla pianta una bella e rigogliosa fioritura. Ben inteso, la pianta fiorisce lo stesso anche se non si pota, ma certamente non saranno fioriture così rigogliose come con una pianta potata correttamente. Pertanto, la potatura di mantenimento del glicine si realizza in questo modo per aumentare la produzione di nuove branche fiorifere:

Prima fioritura del glicine dopo il suo impianto

Per quanto riguarda la prima fioritura del glicine dopo l'impianto, occorre tenere conto di alcuni aspetti. Infatti, molti dei glicini che si comprano nei vivai sono ottenuti per talea o per innesto e pertanto la loro fioritura, potrà avvenire dopo circa 2/3 d'anni dall'impianto. Invece se la pianta è stata ottenuta da seme, i tempi della fioritura sono molto più lunghi, anche 5-9 anni. Occorre pertanto informarsi bene prima dell'acquisto dal vivaista.

Forme di allevamento

Il glicine nella sua coltivazione può soddisfare le esigenze più diverse. Infatti le diverse modalità di allevamento possono essere:

Moltiplicazione

Il glicine si moltiplica soprattutto per talea o per propaggine.

MOLTIPLICAZIONE PER TALEA

Le talee di glicine si fanno dalla fine del mese di luglio alla fine di agosto. Si prelevano dei rami dell'anno e si mettono a radicare in un terreno formato da torba e sabbia in parti uguali.

Per il taglio è importante usare una lama pulita e disinfettata alla fiamma, per evitare di trasmette pericolose malattie.

Moltiplicazione per talea: fare dei buchi nel terreno per la sistemazione delle talee
Moltiplicazione per talea: busta messa a cappuccio nel vaso per mantenere una temperatura costante e evitare l'eccessiva perdita di umidità

E' preferibile ricoprire il vaso con la talea con della plastica trasparente (o un sacchetto messo a cappuccio) e sistemarlo all'ombra, a una temperatura intorno ai 16°C mantenendo il terreno sempre leggermente umido. Importante è annaffiare con acqua a temperatura ambiente, non calcarea e facendo attenzione a non bagnare le talee in radicazione. Ogni giorno si toglie la plastica per controllate l'umidità del terreno ed eliminare la condensa dalla plastica. Una volta che iniziano a comparire i primi germogli, vuol dire che la talea ha radicato. A quel punto si toglie la plastica e si sistema il vaso in una zona più luminosa e alla stessa temperatura.

MOLTIPLICAZIONE PER PROPAGGINE

La moltiplicazione per propaggine si realizza in autunno. Si tratta di piegare un ramo lasciandolo attaccato alla pianta madre in modo da interrarne solo la parte ripiegata, dopo aver inciso i tessuti nel punto in cui sono interrati. Le propaggini possono essere staccate dopo un anno dalla pianta madre.
Moltiplicazione per propaggine
Parassiti, avversità e come curarli

Il glicine non è una pianta che viene particolarmente aggredita dai parassiti.

Clorosi fogliare

La clorosi fogliare è causata da un terreno troppo calcareo che rende insolubile il ferro causando anche una debolezza generale della pianta. In pratica la pianta non riesce a svolgere la fotosintesi clorofilliana. I sintomi sono chiari: un progressivo ingiallimento delle foglie, dove sono evidenti le nervature di un colore più scuro rispetto al resto della foglie e un deperimento generale della pianta, che spesso non riesce a fiorire.

Clorosi ferrica

Rimedi: somministrare del solfato di ferro per acidificare il terreno e per il futuro, utilizzare acqua non calcarea per irrigare.

La pianta ha poca fioritura ma molte foglie

Se accade questo vuol dire che alla vostra pianta state somministrando troppo azoto, o le potature non sono state eseguite correttamente o la pianta non è sufficientemente esposta al sole.

Rimedi: analizzate come avete allevato la pianta sino a ora seguendo le indicazioni riportate nella presente scheda e comportatevi di conseguenza.

La pianta presenta delle forme tumorali nel fusto

Questo sintomo è molto grave e denota la presenza di un batterio, l'Agrobacterium tumefaciens, molto dannoso. Il pratica il batterio trasmette un pezzo del suo DNA all’interno delle cellule, manifestandosi poi con delle forme tumorali evidenti a occhio nudo sia sui fusti i sui rami che nelle radici.

Agrobacterium tumefaciens
Nota 1

Rimedi: bisogna fare molta attenzione a non fare insorgere l'infezione soprattutto quando potiamo usando attrezzi puliti e disinfettati alla fiamma ed evitare di tagliare all'altezza del colletto della pianta. Dopo una potatura sarebbe opportuno trattare le parti tagliate con prodotti a base di rame, come la poltiglia bordolese.

Se l'infezione è in atto, non c'è nulla da fare. Occorre eliminare la pianta.

Presenza di piccoli animaletti biancastri sulla pianta

Se notate dei piccoli insetti mobili di colore bianco-giallastro-verdastri siete quasi sicuramente in presenza di afidi o come comunemente sono chiamati pidocchi. In genere si localizzano sugli apici fogliari o sui boccioli fiorali.
Osservateli con una lente di ingrandimento e confrontateli con la foto riportata sotto, sono inconfondibili, non ci si può sbagliare. La loro presenza risulta ancora più evidente dal fatto che si ritrovano foglie accartocchiate e soprattutto dalla melata, una sostanza appiccicosa localizzata per lo più nella pagina inferiore delle foglie che altro non è che gli escrementi degli afidi. Tale sostanza, in genere è associata alla presenza delle formiche dato che ne sono molto ghiotte.

In genere l'attacco inizia a metà primavera.

Afidi sulle piante di evonimo

Rimedi: dato che gli afidi prosperano negli ambienti caldi e umidi, come prevenzione cercare di mantenere una buona circolazione dell'aria e della luce tra i rami e le foglie delle piante. Una volta che è in atto l'infestazione è opportuno trattare la pianta con antiparassitari specifici facilmente reperibili da un buon vivaista. Si tratta in genere di prodotti sistemici, vale a dire che entrano nel circolo linfatico della pianta e quindi sono assorbiti durante la nutrizione degli insetti.

Foglie che iniziano a ingiallire, appaiono macchiettate di giallo e marrone

Se le foglie iniziano a ingiallire e successivamente si accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Se si osserva attentamente si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Con questa sintomatologia si è in presenza di acari o ragnetto rosso, come più comunemente è conosciuto.

In genere la loro presenza si ha durante l'estate, quando c'è un clima caldo e secco.

Acari delle piante

Rimedi: aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se l'infezione è grave si può intervenire durante l'inverno usando degli oli bianchi attivato (mescolato) con un acaricida attivo nei confronti delle uova e delle forme larvali in modo da contenere l'infezione estiva.

La pianta si ricopre di una patina polverulenta biancastra

Questo sintomo si manifesta soprattutto quando la primavera è stata particolarmente piovosa. Si tratta una infezione di mal bianco o oidio. Questa malattia è provocata da un fungo e interessa tutte le parti della pianta ma predilige le parti più tenere. La patina biancastra è il micelio del fungo.

Mal bianco causato da diverse specie di funghi

Rimedi: si consiglia di intervenire subito eliminando le foglie colpite e trattando la pianta con dello zolfo in polvere o bagnabile.

Curiosità

Circa l'etimologia del nome Wisteria, esistono diverse verità. Thomas Nuttall (botanico e zoologo britannico che ha vissuto e lavorato in America dal 1808 al 1841 e vissuto dal 1786 al 1859), il botanico che ha identificato per primo la pianta, ha affermato che l'aveva dedicata a  Caspar Wistar (1761-1818) un medico americano. Altri affermano invece che molto più probabilmente era stata dedicata a Nuttall Charles Jones Wister Sr., di Grumblethorpe , amico di  Thomas Nuttal.

L'aspetto curioso del glicine è che gli steli della pianta si avvolgono al supporto seguendo un andamento antiorario o orario a seconda della specie.

La pianta di Wisteria sinensis (glicine comune o glicine cinese, il più diffuso in Italia) ha i fiori commestibili.

Il glicine è molto amato dalle api. Infatti si legge che tra il 1500-1600 il miele di glicine venisse usato per curare la tosse secca. Venivano anche usati come impasto per curare i lividi e le vene varicose.

Significato del glicine nel linguaggio dei fiori

Nel linguaggio dei fiori il glicine indica riconoscenza e amicizia.

E' l'essenza astrale del segno zodiacale dei pesci. Infatti riattiverebbe, nei nati sotto questo segno, le idee che tendono a essere vaghe e spesso poco ancorate alla realtà. Quindi alla fine ne risulta una maggiore concretezza.

E' considerato inoltre un potente talismano contro le calamità.

Tossicità della pianta

Quasi tutte le parti della pianta di glicine, foglie, rami, frutti o semi sono tossiche per la presenza di wistarina un glucoside che provoca vomito, diarrea e dolori addominali se ingerite. L'unica eccezione sono i fiori della Wisteria sinensis che possono essere pastellati e mangiati fritti oppure crudi a insalata.

Note
1. Immagine concessa sotto licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

Altre fonti bibliografiche
- Patrizia Gaidano, MangiAmo i fiori. Ricette con fiori ed erbe selvatiche, Youcanprint editore, 2020

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