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LE NOSTRE AMICHE ORCHIDEE
PLEIONE
Tecniche di coltivazione
Pleione scheda di coltivazine
Pleione formosana
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CLASSIFICAZIONE BOTANICA


Regno
:
Plantae

Clado
: Angiosperme
Clado
: Monocotiledoni
Ordine
:
Asparagales

Famiglia
:
Orchidaceae

Genere
:
Pleione

Specie
: vedere pagina 2
CARATTERISTICHE GENERALI

Il Pleione è un genere che comprende poche specie di orchidee, una ventina (il loro numero e anche la loro nomenclatura è controversa tra i diversi botanici), abbastanza rustiche e di piccole dimensioni.

Sono piante le cui zone di origine vanno dal sud della Cina, al Tibet fino al Nepal, tutti luoghi dove si ha una netta e precisa distinzione delle stagioni e questo è molto importante sottolinearlo in quanto il Pleione segue le stagioni.

Pleione formosanum

Sono orchidee che possono essere sia TERRESTRI che EPIFITE e sono caratteristiche dei climi di montagna subtropicale.

Sono provviste di pseudobulbi ovoidali, di grandi dimensioni dai quali si sviluppano le foglie lunghe e strette che vengono perse durante il periodo di riposo vegetativo della pianta.

I fiori del Pleione che emergono dal nuovo getto e sempre dal pseudobulbo, sono molto grandi e variopinti con tonalità dal giallo, al viola con labello molto pronunciato e per lo più sfrangiato con il fondo in genere bianco variamente sfumato di rosa o di giallo.

Una particolarità dei Pleione è che spesso possono produrre dei bulbilli all'apice del pseudobulbo. Questi (che in autunno in genere sono abbastanza grandi) al momento o del rinvaso o della messa a dimora, devono essere prelevati e allevati a parte e nel giro di due - tre anni potranno dare fiori.

E' un' orchidea abbastanza semplice da coltivare se si tiene conto che durante il periodo invernale entra in riposo vegetativo e la regola d'oro da seguire è: durante il periodo di crescita della pianta caldo e umido mentre durante il periodo di riposo secco e freddo.

In considerazione del fatto che sono piante di piccole dimensioni è preferibile allevarle in gruppi.

CICLO DI SVILUPPO

Alla fine dell'estate il Pleione inizia a predisporsi per entrare in riposo vegetativo e con l'autunno si ha la maturazione dei bulbi, la caduta delle foglie e la pianta entra quindi in riposo vegetativo che proseguirà per tutto l'inverno. Se non si rispetta questo periodo di riposo la pianta, nel tempo, è destinata a morire.

La cosa migliora è che abbiano la possibilità di rimanere nel vaso durante il periodo invernale questo però a condizione che si possano garantire delle temperature intorno a 3-5°C e un ambiente asciutto. Questa è la condizione ideale in quanto non amano essere disturbati ma se questo non è possibile in quanto allevati in piena terra in zone dove durante il periodo invernale le temperature si abbassano sensibilmente e le piogge sono persistenti, allora occorre prelevare gli pseudobulbi, ripulirli da tutto il terriccio eliminando le vecchie radici e i residui del vecchio substrato e conservarli in luoghi freschi (il vano delle verdure del frigorifero è perfetto allo scopo) dentro dei sacchetti di plastica forati con della sabbia leggermente umida e controllati regolarmente.

Se avete la possibilità di lasciarli nel terreno, assicuratevi che il luogo dove li riponete rimanga asciutto durante l'inverno e che non ci sia la possibilità di avere temperature di congelamento (intorno agli 0°C) nel qual caso se notate che dovesse verificarsi per caso questa eventualità ricoprite il terreno con del pacciame (paglia o foglie a esempio).

All'inizio della primavera quando iniziano a comparire i primi germogli, indice che l'orchidea sta riprendendo la fase vegetativa, occorre rinvasare (se avete conservato i bulbi) oppure iniziare le cure colturali di seguito specificate.

TEMPERATURE E VENTILAZIONE

Nel considerare le temperature ottimali occorre tenere presente che i Pleione durante il periodo invernale entrano in riposo vegetativo pertanto le temperature durante questo periodo devono aggirarsi intorno a 3-5 °C. Sopportano il gelo (per brevissimi periodi) a condizione che il terreno sia perfettamente asciutto.

Le temperature estive ottimali sono intorno ai 25°C di giorno e circa 15-16°C di notte. Temperature intorno ai 30°C non sono sopportate. Se dovessero verificarsi questi innalzamenti, assicurate all'orchidea un'ottima ventilazione, sospendete le concimazioni e garantite una buona umidità ambientale.

(Per maggiori chiarimenti sulla temperatura e ventilazione consulta l'articolo: «Temperatura e ventilazione delle orchidee»).
LUCE

Dalla fine della primavera, quando orami le temperature si sono stabilizzate sistemate i Pleione in posizione luminosa ma dove non arriva la luce diretta del sole che comprometterebbe la fioritura e le foglie. Se allevate all'aperto, posizionatele all'ombra di qualche pianta in modo da poter avere sempre dell'aria fresca e assicurate sempre una buona circolazione dell'aria.

Durante l'inverno, dato che la pianta è in fase di riposo vegetativo, la quantità di luce che riceve è ininfluente.

(Per maggiori chiarimenti sulla luce consulta l'articolo: «Esigenze di luce delle orchidee»).
ANNAFFIATURE E UMIDITA'

I Pleione vanno annaffiati seguendo scrupolosamente il ciclo di sviluppo della pianta: a partire dall'inizio della primavera iniziare a irrigare ma con molta moderazione in quanto un eccesso di acqua potrebbe far marcire le radici. Lo scopo di annaffiare con molta moderazione è quello di stimolare le radici dell'orchidea a svilupparsi per andare alla ricerca dell'acqua. Via via che le radici dell'orchidea si sviluppano (ci rendiamo conto che le radici sono in pieno sviluppo in quanto parallelamente si ha una rapida crescita delle foglie), aumentare le annaffiature fino ad annaffiarle ogni 3-4 giorni.

Questo periodo è importantissimo per il Pleione ed è fondamentale non sbagliare la tempistica vale a dire che iniziate a irrigare troppo presto: aspettate che le foglie si sviluppino per bene prima di riprendere regolari annaffiature.

Verso la fine dell'estate le irrigazioni iniziano a ridursi (un segnale chiaro ce lo forniscono le foglie in quanto iniziano a ingiallire e nel giro di poche settimane si seccano del tutto e cadono) fino a essere completamente sospese in autunno e in inverno (nel caso in cui gli pseudobulbi sono lasciati a dimora).

Se l'acqua della vostra zona è molto calcarea è preferibile non utilizzarla ma usare acqua piovana oppure demineralizzata.

(Per maggiori chiarimenti sull'annaffiatura consulta l'articolo: «Annaffiatura e umidità delle orchidee»).
CONCIMAZIONE

Le concimazioni del Pleione devono avvenire solo ed esclusivamente durante il periodo di crescita attiva della pianta vale a dire durante il periodo primaverile - estivo. Anche in questo caso per le concimazioni vale la stessa regola delle annaffiature: iniziate a concimare quando le foglie inizano la loro crescita attiva.

Un piano di concimazione potrebbe essere: una volta alla settimana riducendo di un quarto la dose rispetto a quanto indicato nella confezione.

Per agevolare la ripresa vegetativa della pianta si consiglia di dare un concime che abbia una maggiore quantità di azoto (N) pertanto si usa la formula 30:10:10 (N:P:K) che vuol dire: 30 parti di azoto, 10 parti di fosforo (P) e 10 parti di potassio (K). Mentre durante il periodo della fioritura occorre diminuire l'azoto e incrementare il potassio e si usa pertanto la formula 10:10:20.

E' bene diluire il concime nell'acqua di irrigazione (a questo proposito vedi: Tipo di substrato e rinvaso delle orchidee).

Un consiglio valido per tutte le orchidee e quindi anche per il Pleione: concimate sempre dopo aver inumidito per bene il substrato e abbiate l'accortezza, dopo 4-5 concimazioni di fare una annaffiatura senza concime in modo da risciacquare il substrato e abbassare la concentrazione dei sali.

(Per maggiori chiarimenti sulle concimazioni puoi consultare l'articolo: «Concimazione delle orchidee»).

TIPO DI TERRENO - RINVASO

La cosa migliora per i Pleione è che abbiano la possibilità di rimanere nel vaso durante il periodo invernale questo però a condizione che si possano garantire delle temperature intorno ai 3-5°C e un ambiente asciutto. Questa è la condizione ideale in quanto sono orchidee che non amano essere disturbate ma se questo non è possibile, allora occorre prelevare gli pseudobulbi, ripulirli da tutto il terriccio e dalle vecchie radici e conservarli in luoghi freschi, a esempio nel vano del frigo riservato alle verdure dentro sacchetti di plastica preventivamente forati adagiati su della sabbia leggermente umida e controllati periodicamente.

Per quanto riguarda il tipo di terriccio se avete prelevato e conservato i pseudobulbi, alla fine dell'inverno o comunque prima della ripresa della crescita (mai quando la crescita è ben avviata in quanto se le radici si rompono, non ricrescono), rinvasate in un terriccio che possa garantire una buona circolazione dell'aria e un rapido drenaggio. Delle soluzioni potrebbero essere: due parti di corteccia di media grossezza e una di sfagno; oppure due parti di bark fine, 3 parti di sfagno e una di perlite.

Sistemate gli pseudobulbi in modo che 1/3 rimanga in superficie: in pratica circa un paio di cm devono emergere dal terreno (anche se alcune scuole di pensiero preferiscono l'interramento totale). In genere è preferibile piantare più bulbi in uno stesso vaso in quanto le piante sono di piccole dimensioni e quindi l'effetto finale, quando la pianta è in fiore, è molto più decorativo.

Per quanto riguarda il tipo di contenitore, nel caso del Pleione, le scuole di pensiero sono diverse: c'è chi sostiene che i vasi di terracotta, in quanto porosi, consentendo al terreno di traspirare permettano una più rapida asciugatura del terriccio dando quindi maggiore umidità e freschezza a livello dell'apparato radicale con l'evaporazione dell'acqua; chi invece sostiene quelli di plastica in quanto consentirebbero di fare meno annaffiature e sono più facili da mantenere puliti. In ogni caso, qualunque sia la soluzione che vorrete adottare tenete conto che i Pleione non hanno un apparato radicale che va molto in profondità per cui non è necessario che sia particolarmente profondo e sempre e comunque quando si tratta di orchidee, abbiate cura di preventivamente di pulire accuratamente e disinfettare il vaso che le dovrà ospitare.

(Per maggiori chiarimenti sul rinvaso puoi consultare l'articolo: «Tipo di substrato e rinvaso delle orchidee»).

FIORITURA

Per la maggior parte i Pleione fioriscono in primavera anche se esistono alcune eccezioni come a esempio il Pleione maculata, Pleione praecox, Pleione saxicola e i loro ibridi che fioriscono in autunno. In questo caso il ciclo rimane invariato hanno solo un periodo di riposo più breve.

Durante il periodo della fioritura è bene non bagnare i fiori dell'orchidea che potrebbero macchiarsi e proteggerli anche dall'insolazione diretta.

PARASSITI E MALATTIE

Per quanto riguarda le malattie dell'Pleione si rimanda al capitolo: «Malattie e cure delle orchidee».

CURIOSITA'

Il nome del genere deriva da Pleione (figlia di Oceano e di Teti secondo la mitologia greca), madre delle 7 fanciulle che ebbe da Atlante, chiamate le Pleiadi: Alcione, Celeno, Elettra, Maia, Merope, Sterope e Taigete. Secondo una leggenda furono perseguitate da Orione che si era invaghito di loro e nel tentativo di sfuggirgli invocarono l'aiuto di Zeus che per aiutarle prima le trasformò in colombe e successivamente in una costellazione di stelle (le Pleiadi appunto). Divenute stelle, sei sono molto luminose mentre una sola, Merope, è appena visibile perché si diceva si vergognasse di aver amato un mortale e non un dio come le altre sorelle.

Le Pleiadi per il pittore simbolista Elihu Vedder (1885) - Metropolitan Museum of Art, New York City
Le Pleiadi per il pittore simbolista Elihu Vedder (1885) - Metropolitan Museum of Art, New York City

Narra infatti Ovidio (Fasti, IV, 169-178) «...Le Pleiadi... sono sette, ma di solito appaiono in sei, perché sei soltanto godettero di un amplesso divino (infatti dicono che Sterope giacque con Marte; Alcione e la bella Celano con Nettuno; Maia, Elettra e Taigete con Giove). La settima, Merope, sposò un mortale, Sisifo e di questo si pentì, e, unica, si nasconde, vergognosa di quanto ha commesso. Ma forse la stella opaca è Elettra, che, non sostenendo lo spettacolo della rovina di Troia, si copre gli occhi con le mani».

Le Pleiadi costellazione
LINGUAGGIO DEI FIORI E DELLE PIANTE

Vedi: «Le orchidee - Il linguaggio dei fiori e delle piante».

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