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COME COLTIVARE E CURARE LE NOSTRE PIANTE

EUONYMUS
(EVONIMO)

Evonimo o Euonymus, coltivazione e cura
L'evonimo è una deliziosa pianta arborea o arbustiva molto presente nei giardini come bordura, per i bei colori delle sue foglie e per i frutti appariscenti e colorati.
Inquadramento botanico

Regno
:
Plantae

Clado
: Angiosperme
Clado
: Eudicotiledoni
Clado
: Euroside
Ordine
:
Oxalidales

Famiglia
:
Celastraceae

Genere
:
Euonymus

Specie
: vedere il paragrafo «Principali specie»
Caratteristiche generali della pianta

Il genere Euonymus della famiglia Celastraceae, meglio conosciuto come evonimo (o fusaggine o berretta del prete) comprende piante diffuse in Asia, in Europa, nell'America settentrionale e centrale e in Madagascar. Sono piante coltivate per il loro splendido apparato fogliare e per i frutti che aprendosi rivelano i propri semi circondati da un rivestimento molto colorato e decorativo (arillo) presenti per lo più nel periodo autunno-invernale.

Sono piante a portamento arbustivo, arboreo o rampicanti e, dato il grande numero di specie, possono essere piante decidue, sempreverdi o semisempreverdi.

Frutti di Euonymus japonicus
Frutti aperti che rivelano i semi colorati di rosso di Euonymus japonicus

Le foglie sono opposte e per lo più semplici, anche se si possono ritrovare alterne e di forma dentata o cremata. Il loro colore va dal verde chiaro al verde scuro intenso, con numerose varietà che presentano variegature più o meno marcate di giallo o di bianco, così come si ritrovano foglie rosse nelle specie decidue, che danno un tocco di luce molto suggestivo in qualunque giardino.

I fiori sono piccoli di un bel colore verde o bianco o alle volte rossi a seconda della specie, raccolti in infiorescenze a grappolo.

E' una pianta molto utilizzata per realizzare siepi nelle zone a clima mediterraneo.

Principali specie coltivate

Esistono circa 175 specie nel genere Euonymus tra le quali le più diffuse e utilizzate sono:

EUONYMUS JAPONICUS

La specie Euonymus japonicus conosciuta come evonimo del Giappone, è la più conosciuta e diffusa. E' un arbusto sempreverde che può diventare un alberello fino a 3-5 m di altezza. Le foglie sono ovate, dentate e coriacee di un bel colore verde scuro, lucide lunghe fino a 6 cm. I fiori sono di colore bianco-verde e sbocciano a maggio/giugno. I frutti sono rosa ma compaiono raramente mentre i semi sono rivestiti da un arillo arancione.

E' una specie che, con le sue numerose varietà, è particolarmente indicata per realizzare siepi. Si adatta anche a essere coltivata nei giardini prospicenti il mare in quanto riesce a tollerare senza tante difficoltà la salsedine e il vento.

Occorre ricordare che questa specie, rispetto a tutte le altre, è la più aggredita dalla cocciniglia (vedi paragrafo Cocciniglie sulla pianta). Pertanto occorre fare le dovute considerazioni, prima di fare un impianto con questa pianta.

Euonymus japonicus

Di questa specie si trovano in commercio numerose varietà tra le quali ricordiamo: Euonymus japonicus var. Albomarginata con i bordi delle foglie bianchi (foto sotto); la Euonymus japonicus var. Aureopictus con le foglie macchiate di giallo al centro (foto sotto); E. japonicus var. Macrophylla Alba buon arbusto da muro con foglie grandi dai margini bianchi.

Euonymus japonicus Albomarginata
Euonymus japonicus var. Albomarginata
Euonymus japonicus Albomarginata
Euonymus japonicus var. Aureopictus
EUONYMUS ALATUS

L'Euonymus alatus è un arbusto a foglie decidue originario della Cina e del Giappone.

Euonymus alatus
Nota 1

Ha portamento arbustivo con le foglie ovate di un bel colore verde intenso lunghe fino a 7 cm, pendule, che in autunno assumono la colorazione rosso scuro brillante. I frutti sono sferici di colore rosso porpora mentre i semi sono rivestiti da un arillo arancione.

EUONYMUS EUROPAEUS

La specie Euonymus europaeus meglio conosciuta come berretta del prete o fusaggine è una pianta che può raggiungere anche gli 8 metri di altezza. Produce piccoli fiori bianco verdastro che sbocciano in primavera e formano in autunno piccole bacche di colore rosso dalla forma simile al cappello di un prete da cui il nome popolare berretta del prete. Invece il nome fusaggine, pare che derivi dalla tradizione di usare il suo legno per fare fusi per filare la lana, da cui appunto il nome (vedi il paragrafo Notizie curiose sull'evonimo).

Euonymus europaeus

In Italia si ritrova un po' in tutti gli aerali, sia come arbusto nei boschi di latifoglie o nelle siepi fino a 800 m s.l.m. mentre nelle zone calde (isola meridionali) si può trovare fino a 1.300 m s.l.m.

Esistono diverse cultivar, molto importanti da un punto di vista ornamentale quali la Euonymus europaeus 'Red Cascade' decidua con foglie ovali di colore verde scuro, lunghe fino a 7 cm che diventano rosse in autunno. I frutti sono anche loro di colore rosso, sempre quadrilobati e larghi fino a 2 cm con i semi dall'arillo arancione.

EUONYMUS FORTUNEI

L'Euonymus fortunei è una pianta a portamento arbustivo sempreverde che può essere allevato prostrato quindi ottimo come tappezzante oppure come ricadente nelle fioriere oppure, se dotato di un adeguato supporto, come rampicante.

Euonymus  fortunei

Le foglie sono ovali e dentate, poco coriacee e di un bel colore verde scuro lunghe fino a 5 cm. Si ritrovano spesso variegate di bianco o giallo oro con frutti di colore bianco che contengono al loro interno semi con arillo arancione.

Come far crescere al meglio l'evonimo

L'evonimo è una pianta che non richiede particolari cure essendo abbastanza rustica.

In generale è una pianta che ha necessità di essere riparata dai venti freddi e secchi. Viceversa sopporta abbastanza bene l'aria salmastra e l'inquinamento. Solo le specie a foglie variegate, più delicate, hanno necessità di essere coltivare in posizioni più riparate rispetto alle specie a foglia di colore uniforme.

Dato che sono piante da siepe, occorre ricordare che per formare una bella bordura, le piante devono essere posizionate a 30-40 cm di distanza lungo la fila (vedi paragrafo Tipo di terreno da utilizzare, rinvaso e primo impianto dell'evonimo).

Luce necessaria

L'evonimo è una pianta che deve essere coltivata in pieno sole o in ombra parziale (poche ore di ombra durante la giornata).

Le specie sempreverdi tollerano abbastanza l'ombra mentre le varietà a foglie variegate hanno necessità del pieno sole per mantenere la loro variegatura.

Temperatura ottimale di coltivazione

L'evonimo, come detto in precedenza, è una pianta che ben si adatta alle diverse situazioni e pertanto non è esigente in fatto di temperature tollerando abbastanza bene sia le basse che le alte temperature.

Annaffiatura corretta

E' importante annaffiare in modo regolare ma lasciando asciugare il terreno (per breve tempo) tra una annffiatura e l'altra. Pertanto, a partire dalla primavera e per tutta l'estate, si annaffia abbondantemente, mentre dalla fine dell'estate (quando finisce il periodo di crescita attiva della pianta) le annaffiature vanno ridotte in proporzione all'abbassarsi della temperatura.

Per le specie coltivate in pieno sole, è opportuno aumentare la frequenza delle annaffiature se le temperature tendono a essere molto alte nel periodo estivo.

Tipo di terreno da utilizzare, rinvaso e primo impianto

L'evonimo non è una pianta esigente in fatto di terreno, è però importante che sia ben drenato per evitare i ristagni idrici che non sono graditi.

Se il terreno è particolarmente duro, al momento dell'impianto o del rinvaso, è opportuno correggerlo con della sabbia o altro materiale inerte (vedi il paragrafo I materiali di origine minerale), al fine di migliorarne la porosità e quindi il drenaggio.

Tollerano anche una certa quantità di calcare, ma senza esagerare.

Se si comprano delle piante in vivaio queste devono essere piantate in periodi differenti a seconda del tipo di pianta. Infatti le specie sempreverdi vanno piantate a ottobre o ad aprile mentre le specie a foglia decidua devono essere piantate da ottobre a marzo. Inoltre occorre ricordare che per formare le siepi le piantine devono essere posizionate a circa 30-40 cm di distanza e devono essere cimate regolarmente almeno il primo anno, per favorire la ramificazione per avere una pianta più compatta.

Cimatura apici vegetativi dell'evonimo
Cimatura apici vegetativi
Concimazione ideale

L'evonimo va concimato da aprile ad agosto vale a dire per tutto il periodo di crescita attiva della pianta. Si concima ogni due settimane aggiungendo il concime all'acqua di annaffiatura.

E' opportuno usare un concime che oltre ad avere i macroelementi quali azoto (N), fosforo (P) e potassio (K) abbia anche i microelementi quali il ferro (Fe), il manganese (Mn), il rame (Cu), lo zinco (Zn), il boro (B), il molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta crescita della pianta.

Come potare per avere piante compatte e rigogliose

La potatura dell'evonimo viene fatta sia per dare alla pianta una forma precisa che per rinvigorire la pianta.

Le specie a foglia decidua non necessitano di potature regolari. E' sufficiente infatti accorciare e diradare i rami troppo esuberanti nel mese di febbraio. Le specie sempreverdi invece, devono essere potate in aprile e cimate, se necessario, per avere una pianta più compatta, da metà agosto e metà settembre.

Epoca di fioritura

L'epoca di fioritura dell'evonimo è dalla tarda primavera all'estate.

Fiori di Euonymus japonicus
Fiori di Euonymus japonicus
Come si moltiplica

L'evonimo è una pianta che si moltiplica soprattutto per talea. Si prelevano le talee in primavera lunghe 8-10 con una porzione di ramo portante e si piantano in una composta formata da torba e sabbia in parti uguali. E' importante che si usino delle lame pulite e disinfettate alla fiamma, per evitare di trasmette pericolose malattie.

Moltiplicazione per talea: fare dei buchi nel terreno per la sistemazione delle talee
Moltiplicazione per talea: busta messa a cappuccio nel vaso per mantenere una temperatura costante e evitare l'eccessiva perdita di umidità

La cassetta o il vaso si ricopre con della plastica trasparente (o un sacchetto messo a cappuccio) e si sistema all'ombra, a una temperatura intorno ai 20°C mantenendo il terreno sempre leggermente umido. Importante è annaffiare con acqua a temperatura ambiente, possibilmente non calcarea e facendo attenzione a non bagnare le talee in radicazione. Ogni giorno si toglie la plastica per controllate l'umidità del terreno ed eliminare la condensa dalla plastica. Una volta che iniziano a comparire i primi germogli, vuol dire che la talea ha radicato. A quel punto si toglie la plastica e si sistema il vaso in una zona più luminosa e alla stessa temperatura.

Le giovani piantine vanno tenute in vaso per due anni prima della messa a dimora che dovrà avvenire:

Per formare le siepi le piantine devono essere posizionate a circa 30-40 cm di distanza e si cimano regolarmente per favorire la ramificazione e avere una pianta più compatta.

Parassiti, malattie e sofferenze dovute a cause ambientali e come curarli

L'evonimo è una pianta che viene pesantemente attaccata dai parassiti pertanto occorre porre molto attenzione e combatterli non appena iniziano a comparire i primi sintomi.

La pianta perde le foglie senza un'apparente ragione

Una delle cause che può provocare una perdita repentina delle foglie in una pianta sana, è una sbagliata irrigazione. Infatti un terreno asciutto per troppo tempo, causa la perdita delle foglie.

Rimedi: innaffiare la pianta e per il futuro, seguire le indicazioni riportate nel paragrafo Annaffiatura corretta per l'evonimo

Muffa bianca sulle foglie

La presenza di una muffa bianca sulle foglie, indica che è in corso un'infezione dovuta a mal bianco un fungo, l'Oidium evonymijaponici, favorito da elevata umidità e alta temperatura. Si manifesta soprattutto in primavera e in autunno soprattutto in concomitanza a periodi caldi e piovosi. Si formano dapprima sulle foglie delle macchie biancastre isolate che via via confluiscono a formare delle macchie sempre più grandi che necrotizzano a partire dalla parte centrale. Questo porta a un accartocciamento fogliare lungo la nervatura centrale e infine alla loro morte.

Mal bianco causato da diverse specie di funghi

Rimedi: occorre aumentare la circolazione dell'aria tra i rami e le foglie della pianta. Se l'infezione è in corso non c'è altro da fare che trattare con fungicidi specifici facilmente reperibili da un buon vivaista a carattere sistemico, vale a dire che entrano in circolo nella pianta arrivando dappertutto. E' opportuno per favorire la guarigione, eliminare le parti della pianta colpite dal fungo. I trattamenti in genere vanno effettuati 2-3 volte in primavera e altrettanti in autunno.

Cocciniglie sulla pianta

E' quasi impossibile non trovare una pianta di evonimo non infestata dalle cocciniglie. Si riconoscono molto facilmente per il fatto che formano una specie di crosta sulle foglie, sui rami, sui germogli, insomma, su tutte le parti della pianta, senza alcuna pietà. L'evonimo giapponese, fra le diverse specie, è il più colpito.

Il parassita è la cocciniglia bianca dell'evonimo, appartenente alla famiglia dei Diaspididae e alla specie Chionaspis evonymi chiamata così perchè vive solo sulla pianta di evonimo, nelle sue diverse specie, varietà e cultivars.

Il danno provocato da questi insetti è legato alla sottrazione di linfa della pianta, portandola a un rapido deperimento. Le foglie perdono il loro turgore e via via rinsecchiscono e cadono. L'evonimo così debilitato, se la malattia non viene controllata, è destinato a morire.

Queste cocciniglie sono facilmente riconoscibili: le femmine hanno l'aspetto di piccoli scudetti di colore bruno mentre i maschi sono bianchi e molto più piccoli delle femmine. I maschi si ritrovano soprattutto lungo le nervature delle foglie mentre le femmine si trovano più frequentemente sui rami, tutte ravvicinate tanto da formare delle vere e proprie incrostazioni. Non sono delle specie che compiono grandi spostamenti. In genere una volta infilati i loro stiletti dell'apparato boccale nella nervatura di una foglia per succhiare la linfa, restano li senza più muoversi. Per essere certi se si tratta di loro, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e osservarli. Confrontateli con la foto riportata sotto. Sono inconfondibili, non si può sbagliare.

Chionaspis evonymi si evonimo

Rimedi: se si decide di piantare, soprattutto l'evonimo giapponese, è consigliabile non addensare troppo le piante evitando di fare delle lunghe bordure. E' preferibile fare dei piccoli gruppi di piante o meglio sistemarle singolarmente in modo da poter tenere sotto controllo più facilmente la cocciniglia. Occorre inoltre adottare delle buone pratiche agronomiche vale a dire tutti quegli accorgimenti per mantenere le piante asciutte e sane. L'umidità elevata associata ad alte temperature, favoriscono l'insorgenza della malattia pertanto è opportuno tenere la pianta in modo tale che l'aria e il sole circolino liberamente tra i suoi rami e il terreno non sia mai asfittico.

Se le piante non sono tante, al primo insorgere della malattia è consigliabile ripulirle manualmente con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o asportando le parti colpite. Se le piante invece sono tante e l'infezione è andata molto avanti, occorre intervenire con antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista seguendo le indicazioni riportate nella confezione.

Presenza di piccoli animaletti biancastri sulla piantata

Se notate dei piccoli insetti mobili di colore bianco-giallastro-verdastri siete quasi sicuramente in presenza di afidi o come comunemente sono chiamati pidocchi.
Osservateli con una lente di ingrandimento e confrontateli con la foto riportata sotto, sono inconfondibili, non ci si può sbagliare. La loro presenza risulta ancora più evidente dal fatto che si ritrovano foglie accartocchiate e soprattutto dalla melata, una sostanza appiccicosa localizzata soprattutto nella pagina inferiore delle foglie che altro non è che gli escrementi degli afidi. Tale sostanza, in genere è associata alla presenza delle formiche dato che ne sono molto ghiotte.

Afidi sulle piante di evonimo

Rimedi: dato che gli afidi come le cocciniglie prosperano negli ambienti caldi e umidi, come prevenzione cercare di mantenere una buona circolazione dell'aria e della luce tra i rami e le foglie delle piante ed evitare un'irrigazione che bagna le foglie. Una volta che è in atto l'infestazione è opportuno trattare la pianta con antiparassitari specifici facilmente reperibili da un buon vivaista. Si tratta in genere di prodotti sistemici, vale a dire che entrano nel circolo linfatico della pianta e quindi sono assorbiti durante la nutrizione degli insetti.

Foglie con macchie brunastre

Se sulle foglie, soprattutto nella tarda primavera/estate, iniziano a comparire delle macchie brunastre dapprima puntiformi poi via via sempre più estese fino a che la foglia si secca e cade, allora vuol dire che è in corso un'infezione causata dal fungo Phyllosticta evonymicola o Gloeosporium evonymi. Se l'infezione è particolarmente avanzata, tutta la pianta ha un aspetto sofferente e appare defogliata.

Phyllosticta evonymicola su evonimo

Rimedi: si deve intervenire prima possibile effettuando 3-4 trattamenti a distanza di 10-15 giorni l'uno dall'altro con rame o con fungicidi specifici facilmente reperibili da un buon vivaista..

Notizie curiose

Il nome Euonymus deriva dal greco εὐώνυμος «di buon auspicio» probabilmente usato in senso ironico o scaramantico dato che tutte le parti della pianta sono velenose.

Il nome fusaggine o fusario è derivato dal fatto che nell'antichità il suo legno si usava per fare fusi per filare la lana. Invece il termine berretto del prete deriva dal fatto che la forma dei frutti di alcune specie (Euonymus europaeus, Euonymus latifolius e E. verrucosus) sono simili al berretto a spicchi con pompon centrale, tipico dei preti di campagna di un tempo.

Berretto del prete
Berretto del prete
Frutti diEuonymus europaeus
Frutti di Euonymus europaeus che ricordano il berretto del prete

Dai rami dell'Euonymus europaeus nel Medioevo si realizzavano archi e archetti per viole data la loro elasticità ma allo stesso tempo consistenza. Erano anche utilizzati per fare stuzzicadenti oppure i suoi rami carbonizzati davano degli ottimi carboncini da disegno.

L'Euonymus fortunei è invece il nome usato da Teofrasto in onore del botanico scozzese Robert Fortune (1813-1880), esploratore e collezionista di piante che aveva lungamente viaggiato in Cina e in Giappone per conto della Royal Horticultural Society fondata nel Regno Unito nel 1804 e attualmente una delle più famose organizzazioni mondiali dedicate all'orticultura e al giardinaggio.

Poesia dedicata all'evonimo Euonymus europaeus

Riportiamo con piacere una deliziosa poesia dedicata all'Euonymus europaeus pianta meglio conosciuta come berretta del prete o fusaggine scritta da Fabio Strinati, che ringraziamo.

LA FUSAGGINE - LA BERRETTA DEL PRETE

Minuscoli fiori bianchi
ciondolano al vento; tocca il cielo
di nuvole stracolmo, striato
di navi passeggere e roseo, l’intenso
deiscente al pensier venato,
al fresco d’ombra, un pettirosso
vi dimora per filar la lana!

Pennellate d’intrichi, nel vuoto,
si rallegrano le siepi; oscillano
pensieri astratti, la formula
del carboncino sul sentiero casalingo;

discutono al rosso della sera
i suoni omogenei e fluidi
ritratti amalgamati; ai bordi della strada,
s’allinea il tramonto esagerato!

Di Fabio Strinati

Tossicità della pianta

Tutte le parti della pianta, foglie, rami, frutti o semi sono tossiche se ingerite.

Note
1. Immagine concessa sotto licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International per gentile concessione di Chercheur101.
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