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LE NOSTRE AMICHE ORCHIDEE
ANNAFFIATURA E UMIDITA' DELLE ORCHIDEE
Annaffiatura delle orchidee
Sophronitis acoensis
(Per gentile concessione di Adelindo Giuliani)
Importanza dell'ambiente per la salute e l'annaffiatura delle orchidee

Per comprendere quanto un ambiente appropriato sia fondamentale per la sanità delle nostre piante bisogna sempre pensare al loro luogo di origine. Nel caso delle orchidee, dobbiamo ricordare che sono piante per lo più originarie dei paesi tropicali e quindi di ambienti molto caldi e molto umidi dove le uniche stagioni dell'anno sono la stagione secca e la stagione delle piogge. Nel loro ambiente naturale si sono adattate a questo clima vegetando durante la stagione delle piogge ed entrando in riposo vegetativo durante i periodi di siccità, usufruendo in questo periodo, solo della rugiada mattutina e nutrendosi con quel poco che possono catturare dall'aria o sfruttando i loro pseudobulbi, se provviste (consulta l'articolo Anatomia delle orchidee per sapere quali hanno radici aeree e quali orchidee hanno invece pseudobulbi).

Anche se non ce ne rendiamo conto, lo stesso ciclo di vita viene seguito dalle orchidee anche nei nostri climi e nelle nostre case. Infatti ci accorgiamo che la pianta si sta risvegliando quando iniziano a comparire nuovi germogli o nuovo steli fiorali (e questo avviene di solito in primavere o all'accensione dei termosifoni a novembre/dicembre essendo tratte in inganno da una temperatura improvvisamente alta) o quando i vecchi pseudobulbi avvizziscono perchè le loro riserve nutritive, utilizzate per la sopravvivenza della pianta nei periodi avversi, sono esauriti e iniziano a crescerne dei nuovi.

Il segreto per qualunque creatura vivente sia essa animale o vegetale è fermarsi ogni giorno qualche minuto e osservarla con attenzione. Pensate a loro come a una persona che ha esigenze non solo nutrizionali ma anche ambientali diverse a seconda dell'età e della stagione. Se avrete cura di osservarle durante la loro crescita, vi assicurerete delle piante che vi ricambieranno con uno spettacolo che solo la natura può donare.

Microclima umido intorno all'orchidea

Tutte le orchidee come abbiamo detto in premessa sono originarie delle zone tropicali umide, pertanto un primo aspetto importante è tenere l'orchidea attorno ad altre piante in modo da avere un microclima più idoneo (attenzione perchè secondo alcuni studi sembrerebbe che non gradiscano la compagnia del Ficus) anche come umidità. Oltre ciò per creare un buon microclima, si deve spruzzare dell'acqua intorno alla pianta e sopra le foglie due volte al giorno (evitare di bagnare i fiori che potrebbero macchiarsi) ma avendo cura di far si che la pianta non resti bagnata la notte e che non ristagni all'ascella delle foglie perchè questo potrebbe far insorgere malattie parassitarie.

La pianta non va nebulizzata nelle ore più calde della giornata infatti in quelle ore i pori sono molto aperti e l'acqua rappresenta un veicolo ideale per l'attacco di microorganismi patogeni.

bagnare le orchidee

Un altro accorgimento è quello di posare il vaso che contiene l'orchidea su un sottovaso (o altro recipiente) nel quale sarà presente dell'argilla espansa o della ghiaia nel quale terrete sempre un filo d'acqua. In questo modo le radici dell' orchidea non entreranno in contatto con l'acqua che evaporando garantirà un ambiente umido intorno alla pianta.

Come annaffiare un'orchidea d'estate e d'inverno

Per quanto riguarda le annaffiature vere e proprie si deve seguire il buon senso e assolutamente non seguire annaffiature a calendario. Pertanto sia d'estate che d'inverno non ci sono regole diverse per annaffiare perchè sarà l'orchidea stessa a dire se ha bisogno di acqua oppure no.

Infatti, se avete un'orchidea come la Phalaenopsis, vale a dire un'orchidea semiepifita (o epifita come la Cattleya, la Vanda o l' Odontoglossum) che viene allevata in un vaso trasparente e dove si vedono le radici, se osservate che sono di colore argentato (foto sotto), allora vuol dire che hanno bisogno di essere bagnate.

Radici asciutte della Phalaenopsis
Radici asciutte


Radici bagnate della Phalaenopsis
Radici bagnate

Il modo migliore per annaffiare la nostra orchidea è immergere il vaso in acqua in un recipiente più grande del vaso che la contiene, per circa dieci minuti. Dopo di che, si lascia sgocciolare l'acqua in eccesso e prima di rimetterla al suo posto occorre assicurarsi che l'acqua sia sgrondata.

Dato che il vaso è molto leggero e tende a stare a galla, si può tenere in immersione adottando diverse strategia, come per esempio mettergli un peso sopra (io uso il batticarne)...

Annaffiatura della Phalaenopsis per immersione

Se invece avete un'orchidea di terra, tipo il Cymbidium, Cypripedium, Paphiopedilum dove le radici sono ben salde nella terra, in questo caso mettete il provvidenziale "dito" dentro la terra per capire se occorre annaffiare oppure no: se la terra è asciutta, allora procedete all'annaffiatura.
Regole da seguire per una buona annaffiatura

In pratica per una buona annaffiatura occorre tenere presente che non ci sono regole fisse e rigide su quante volte annaffiare anche perchè molto dipende dal substrato che si usa, dall'andamento stagionale e dalle temperature della vostra casa. Infatti se il substrato è formato solo da pezzi di corteccia che trattengono poco l'umidità, occorrerà annaffiare più spesso rispetto a un'orchidea coltivata in un substrato misto composto da corteccia, gommapiuma, polistirolo, spugna, fibra di cocco, sfagno e quant'altro, materiali che trattengono l'acqua.

Tipo di acqua con la quale annaffiare

Per quanto riguarda il tipo di acqua da utilizzare per annaffiare le orchidee è importante che non contenga cloro e non sia un'acqua dura vale a dire ricca di carbonato di calcio e di magnesio e sia distribuita a temperatura ambiente. Sarebbe preferibile utilizzare acqua piovana o se non disponibile, acqua demineralizzata (a esempio l'acqua dei condizionatori va benissimo oppure l'acqua che si usa per i ferri da stiro) o l'acqua della bottiglia che si usa per bere.

Regola d'oro per l'annaffiatura delle orchidee

Meglio un'annaffiatura in meno che una in più. Infatti gli eccessi provocano pericolosi marciume che porterebbero la vostra orchidea rapidamente alla morte. Sono infatti morte più orchidee per eccesso d'acqua che per serie malattie.

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