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Elicriso: cos'è, benefici e la sua storia

L'elicriso, pianta della macchia mediterranea, fin dai tempi più antichi era considerata la pianta degli dei ed era usata a scopo terapeutico: un pilastro della fitoterapia mediterranea. Raccontiamo cos'è l'elicriso, la sua storia e come i suoi benefici sono arrivati sino ai nostri giorni.

Raccontiamo cos'è l'elicriso, la sua storia e come i suoi benefici sono arrivati sino ai nostri giorni.
Indice
Nome scientifico dell'elicriso

L'elicriso, è una piccola pianta il cui nome scientifico del genere è Helichrysum della famiglia delle Asteraceae (ex Compositae).

Origine

L'elicriso, con le sue 250 specie lo ritroviamo in numerose parti del mondo: Mediterrano, sud Africa e Australia.

Cosa è l'elicriso

L'elicriso, è una pianta perenne arbustiva molto ramificata, legnosa, tipica della macchia mediterranea che non supera i 30-50 cm di altezza ed è stata utilizzata fin dai tempi più antichi per le sue proprietà medicinali tanto che ai giorni nostri la ricerca è molto attiva, soprattutto relativamente alla specie Helichrysum italicum tipica dell'Europa meridionale. In Italia si trova lungo le zone costiere e fino a 2000 m di altitudine sul livello del mare.

E' una pianta da sempre ammirata per le sue fioriture dorate presenti da giugno e per tutta l'estate. I fiori, raccolti in infiorescenze a capolino, persistono con il loro colore giallo anche quando la pianta è secca con il loro profumo. Le foglie e il fusto risultano di un colore verde pallido, leggermente pelose.

La storia di come le proprietà medicinali dell'elicriso siano arrivate sino a noi

Il nome dell'elicriso deriva dalle parole greche helios «sole»krysos «oro» in riferimento al colore giallo dei suoi fiori, baciati dal sole splendente come l'oro.

Già al tempo degli antichi egizi si conosceva l'elicriso infatti al tempo del faraone Tolomeo (62/61 a.C. – 47 a.C.), è stato ritrovato raffigurato in molte pitture.

L'elicriso è menzionato in tutti i principali trattati medici della tradizione greca e romana. Basti pensare che Teofrasto (nel 3° secolo a.C.  nella sua Historia Plantarum, il più antico trattato di piante medicinali esistente della tradizione occidentale)  parla dell'elicriso per trattare le ustioni mescolato al miele. Dioscoride (1° secolo d.C.) parla di un vino di elicriso per trattare condizioni artritiche e la sciatica. E così  Plinio il Vecchio (23 - 79 d.C.) lo citava per curare il dolore alla schiena, all'anca ma anche per problemi agli occhi e per i funghi della pelle.

Gli antichi romani e greci decoravano le statue degli dei con ghirlande di fiori di elicriso perchè il colore giallo oro dei fiori in pieno sole, dava l'effetto di una corona d'oro.

Con il Rinascimento si fa tesoro di quanto tramandato dagli antichi mettendo in pratica quanto scoperto ma senza nessuno studio effettivo o approfondimento della materia.

Pietro Andrea Mattioli (1501 – 1578) è stato un umanista, un medico e un botanico italiano. Nei suoi Discorsi e commenti parla dell'elicriso con grande dettaglio descrivendo con cura la pianta dicendo che sia Galeno che Dioscoride la usavano per provocare le mestruazioni.

Raccontiamo cos'è l'elicriso, la sua storia e come i suoi benefici sono arrivati sino ai nostri giorni.

Castore Durante (1529-1590) lo consigliava per trattare i disturbi al fegato e il catarro usando un vino medicinale infuso con capolini di elicriso. Oltre ciò lo consigliava per i morsi di serpente e per il sangue delle urine. Dice anche che i fiori cotti nel vino facevano andare via i pidocchi.

Bisogna però arrivare a Leonardo Santini (1904 – 1983), medico e farmacologo italiano per saperne di più su questa pianta. Infatti Santini ha dedicato buona parte della sua vita allo studio dell'elicriso ed è considerato il padre degli studi moderni sull'elicriso. Ha saputo fondere gli antichi insegnamenti con le sue scoperte, facendo fare un balzo in avanti allo studio di questa incredibile pianta. I suoi studi sono iniziati con i decotti di elicriso (decotto al 5% dei capolini essiccati)  per curare, con successo, alcuni dei suoi pazienti che soffrivano di bronchite e tosse asmatica. Pubblicò numerosi articoli sull'argomento tra il 1949 al 1953 su riviste italiane che sancivano l'efficacia della pianta la cui attività clinica la assimilava al cortisone. Così come scoprì che era molto efficace come decotto per la cura della psoriasi.

Successivamente un altro studioso, Renzo Benigni (che ha scritto il libro Piante medicinali, chimica, farmacologia e terapia edito dalla casa editrice Inverni & Della Beffa nel 1962) ha ripreso gli studi di Santini. Successivamente iniziano a comparire sul mercato i primi sciroppo a base di elicriso venduto per combattere la tosse. Tuttavia poco dopo era stato tolto dal mercato perchè non c'erano studi tali da poter essere utilizzato. Solo nel 1981 si ritrova uno studio che afferma che su bambini affetti da bronchite il decotto di elicriso era molto efficace.

Da allora sono numerosi gli studi su questa pianta soprattutto sull'H. italicum... e la ricerca va avanti.

Come puoi coltivare l'elicriso

Sono pochissime le attenzioni che richiede:

Data la sua semplicità di coltivazione puoi far crescere l'elicriso nei giardini costieri e cittadini, rocciosi o sabbiosi o creare un grande prato o come bordura... insomma c'è di che scegliere .

Specie più usata a scopo fitoterapico

La specie che possiede le migliori proprietà per essere usata a scopo fitoterapico è l'Helichrysum italicum con tutte le sue sottospecie, varietà e ibridi. Esistono infatti numerosi profili chimici dei diversi ecotipi che fanno si che ciascuna abbia una impronta chimica diversa.

Utilizzi dell'elicriso

La pianta dell'elicriso trova diversi utilizzi:

Raccontiamo cos'è l'elicriso, la sua storia e come i suoi benefici sono arrivati sino ai nostri giorni.
Quali parti della pianta si utilizzano

Della pianta di elicriso si usano i capolini fioriti raccolti all'inizio della fioritura. Tutta la pianta, compresi i fiori, mantengono il colore e il profumo una volta secchi.

In che modo si usa e i benefici dell'elicriso

Dalla pianta di elicriso si possono ottenere diversi prodotti:

Il maggiore utilizzo si ha con il decotto, lo sciroppo e la pomata.

Principi attivi responsabili delle sue proprietà

Sono numerosi e non ancora del tutto scoperti i principi attivi responsabili della straordinarietà di questa pianta: flavonoidi, elicrisine, luteolina, quercetina, apigenine. olio di neroli, geraniolo, pinene, fitosteroli, acido caffeico, tannini, cere e molti minerali quali silicio, ferro, potassio, magnesio, zolfo, fosforo e altri.

Benefici dell'elicriso alle vie respiratorie

L'olio essenziale apporta notevoli miglioramenti a chi ha problemi respiratori. Infatti ha proprietà espettoranti aiutando l’apparato respiratorio a liberarsi dal muco ed evitare che si riformi. Viene anche consigliato come sedativo bronchiale e calmante della tosse. Queste azioni sono determinate dal fatto che si è visto che l'elicriso è un ottimo simil-cortisone.

L'elicriso nel suo ambiente naturale
Benefici dell'elicriso per uso esterno (uso topico)

Sulla pelle sono notevoli i benefici che si possono avere: cura con successo psoriasi, eczema, infezioni cutanee e dermatiti. Lo ritroviamo anche eccezionale nelle infiammazioni della pelle e per le scottature solari. Ottimo per la cicatrizzante delle ferite; nella cura dei geloni e dei piedi freddi. E' stato visto inoltre che attenua le smagliature. Ci sono numerosi studi che affermano che l'olio essenziale di elicriso è un ottimo antinvecchiamento.

Benefici dell'elicriso come uso interno

Per uso interno l'elicriso svolge i seguenti benefici: antibatterico, antinfiammatorio, decongestionante. Inoltre è stata accertata la sua efficacia nelle malattie del fegato, nei disturbi della cistifellea, nelle infiammazione dei muscoli e delle articolazioni. E' stato anche visto che migliora la digestione. E' inoltre un ottimo stimolante dell'escrezione della bile dalla cistifellea ed è un fantastico epatoprotettivo oltre a svolgere un effetto antiallergico (allergie alimentari, respiratorie, oculari, dermatosi).

Benefici nella chemioterapia

Assieme all'olio essenziale di lavanda e della Melaleuca (albero del tè, Melaleuca alternifolia) apporta benefici verso le condizioni cutanee associate alla chemioterapia (sindrome mano-piede in oncologia causata dai farmaci antitumorali) così come assieme gli agenti anti-VEGF (fattore di crescita endoteliale vascolare) o anti-EGF (fattore di crescita epidermico) è usato per combattere l'acne indotto dalla chemioterapia.

Come preparare l'oleolito di elicriso

Dell'elicriso, oltre alla preparazione di decotti e infusi, a casa si può preparare l'oleolito. L'oleolito non è altro che una preparazione che utilizza l'olio come solvente per estrarre principi attivi liposolubili mediante macerazione. Come si prepara: 200 grammi di fiori di elicriso freschi mescolati con 1 litro di olio extravergine d’oliva biologico. Si uniscono i due ingredienti in un contenitore di vetro a chiusura ermetica e si lascia macerare al sole per 30 giorni, mescolando ogni giorno. Trascorso il tempo si filtra con della garza per separare le parti grossolane dall'oleolito.

Gli oleoliti possono essere usati per i massaggi e per i problemi della pelle o da aggiungere alle creme per il corpo e per il viso o usati direttamente al posto della crema corpo dopo il bagno o la doccia quando la pelle è ancora umida.

Elicriso elisir di giovinezza

In commercio si trovano diversi prodotti a base di elicriso per trattare l'invecchiamento perchè i flavonoidi contenuti nei suoi oli essenziali contrastano i radicali liberi e aiutano a prevenire l'invecchiamento della pelle.

Parti utilizzate della pianta

Dell'elicriso si utilizzano i fiori raccolti all'inizio della fioritura mentre le altre parti della pianta non vengono estirpate.

L'elicriso nelle usanze popolari

L'elicriso nella tradizione popolare ha numerosi nome:

Come si vede quasi tutti questi nomi ricordano il fatto che mantiene i fiori gialli e profumati anche con la pianta secca, un fenomeno unico.

Controindicazioni

Non ci sono controindicazioni o avvertenze particolari riguardo al suo uso se non per accertata allergia alla pianta.

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