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CURE NATURALI
Arnica: le sue proprietà e i suoi utilizzi

L’arnica, una pianta usata da tantissimi anni con successo in erboristeria e nella medicina omeopatica, si è dimostrata un ottimo rimedio naturale soprattutto per trattare i problemi di salute legati al dolore dimostrandosi un'ottima alternativa agli antidolorifici di sintesi. Conosciamola meglio.

Arnica:  combatte edemi, contusione e dolori articolari
Indice
Nome scientifico

L'Arnica è una pianta il cui nome scientifico è Arnica montana della famiglia delle Asteraceae (ex Compositae). E' anche conosciuta con il nome di starnutella per le sue proprietà starnutatorie.

Origine e caratteristiche botaniche dell'arnica

L'Arnica montana è originaria dell'Europa e dell'Asia occidentale e si trova spesso nei prati e nei pascoli su terreni acidi di montagna (tra 800 e oltre 2.000 m s.l.m.) delle Alpi e dell'Appennino dove spesso diventa infestante. Difficilmente si ritrova a sud dell'Emilia.

E' una pianta erbacea perenne che fiorisce d'estate (luglio-agosto) con capolini solitari di colore giallo scuro o giallo arancio simili a quelli della calendula ma al contrario di quest'ultima i petali sono "spettinati". I fiori sono portati da steli lunghi 25-50 cm, pelosi come le foglie ma solo nella loro pagina inferiore.

Che cos'è l'arnica

I fiori e le radici dell'arnica sono usati in fitoterapia e in erboristeria per trattare diversi problemi di salute soprattutto i problemi legati al dolore. L'uso dell'arnica rientra tra le medicine omeopatiche e si è dimostrata un'ottima alternativa in molti casi agli antidolorifici. È un ottimo antinfiammatorio e antidolorifico, lenisce il dolore dovuto a traumi, attenua il gonfiore, assorbe i lividi e aiuta anche nella cicatrizzare delle ferite.

Principi attivi dell'arnica responsabili delle sue proprietà medicamentose

Sono diverse le sostanze responsabili delle sue caratteristiche e precisamente:

Arnica: combatte edemi, contusione e dolori articolari
Quali parti della pianta di arnica si utilizzano

Della pianta di arnica, in fitoterapia, si utilizzano quasi esclusivamente i fiori (raccolti a luglio appena iniziano a schiudersi). Si possono usare anche le foglie radicali (raccolte alla fioritura), le radici (rizoma raccolto a settembre e seccato al sole) entrambi molto meno richiesti dei fiori.

I fiori si fanno essiccare rapidamente all'aria e all'ombra e si conservano in scatole di latta al riparo dall'aria e dall'umidità. Hanno un odore aromatico e forte e sapore amaro e acre.

Per cosa si usa l'arnica

L'arnica si può usare per diverse patologie e sotto diverse forme:

Per lenire i lividi causati da contusioni, distorsioni, fratture, compressione
I lividi cutanei sono la conseguenza della rottura di un vaso sanguigno a seguito di un trauma o una lacerazione. L'arnica con i suoi principi attivi tonifica i vasi sanguigni, diminuendo la loro permeabilità, riducendo l'edema. Si usano gli impacchi che possono essere fatti con tintura d'arnica o con un infuso.

Per ridurre i problemi legati a distorsioni
L'arnica aiuta in caso di legamento strappato o allungato.

Indolenzimento muscolare
E' stata vista la sua efficacia per ridurre appunto la mialgia soprattutto dopo l’attività fisica.

Per i dolori reumatici e artritici
Una caratteristica dell'arnica è la sua iperemia cioè l'aumento del flusso sanguigno in una determinata parte del corpo e per il senso di calore che ne consegue alla sua applicazione. L'artrosi è una malattia in cui la cartilagine (tessuto protettivo alle estremità delle ossa) dell'articolazione si logora. Questo può portare dolore e gonfiore. Viene spesso trattato con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Alcuni studiosi ritengono che l'arnica potrebbe essere un'alternativa ai FANS anche se non ci sono studi definitivi che confermino questo.

Per i capelli e la pelle
L’arnica, aiutando nel microcircolo sanguigno, aiuta a irrorare meglio la cute migliorando pertanto i problemi legati all’acne, agli eczemi e alle dermatiti. Le applicazioni di estratti di arnica montana sono anche benefiche per i capelli infatti, una pulizia profonda dei follicoli aiuta i capelli a crescere più forti e sani e aiuta a liberarsi dalla forfora.

Per ridurre i gonfiori delle articolazioni e nelle punture di insetto

Come realizzare i diversi preparati a base di arnica

Tintura madre
Per preparare la tintura di arnica si prendono 150 gr di fiori secchi e si mettono in un litro di alcool e si lasciano a macerare al buio, per 15 giorni. Dopo di che si filtra il tutto e la tintura è pronta per essere usata. Questa tintura va usata con precauzione dopo averla diluita in acqua o con una miscela di acqua e glicerina in parti uguali.

Oleolito di arnica
L'oleolito di arnica si realizza dai fiori che devono essere raccolti in piena estate (luglio/agosto). Una volta raccolti si fanno essiccare al buio e a testa in giù in un locale ventilato e si aspetta che si siano seccati. Dopo di che si sistemano in un barattolo di vetro fino a tre quarti e il resto si riempie con olio di mandorle dolci. Questa miscela va tenuta per un mese in macerazione al buio. Nella prima settimana si agita il barattolo diverse volte al giorno. Successivamente è sufficiente una volta al giorno. Dopo tale periodo si filtra con l'aiuto di un colino. E' importante schiacciare i capolini nel colino per recuperare altro prezioso olio. Se necessario, fate un secondo filtraggio con della garza di cotone. Alla fine sistemate l’olio in un contenitore dotato di contagocce.

L'olio esplica la sua azioni versandone poche gocce sulla zona interessata oppure diluendolo precedentemente in un olio da massaggio. Si massaggia fino a completo assorbimento. E' ottimo per dare energia ai muscoli doloranti e per lenire i dolori.

Infuso di arnica
L'infuso di arnica è semplice da preparare: versa 8 cucchiaini di fiori di Arnica montana secchi in mezzo litro di acqua bollente. Lascia macerare per circa per 15 minuti, filtra e usa per fare impacchi sulla parte interessata usando dei teli di fibra naturale. Bagna i teli con l'infuso (occhio che la pelle sia priva di abrasioni o tagli), strizzali e ancora caldi mettili sulla parte dolente. Avvolgi il tutto con un panno asciutto e possibilmente di lana per mantenere la zona calda. Lascia l'impacco per diverse ore aiutandoti a mantenerlo caldo con una borsa d'acqua calda.

Arnica: combatte edemi, contusione e dolori articolari
Fiori di Arnica montana essiccati
Forme in cui l'arnica si trova in commercio

L'arnica si può trovare in commercio per uso topico (esterno) sotto forma di gel, unguenti, pomate, creme. Non è usata molto spesso per uso interno perchè dosi di arnica non diluita possono essere fatali. Esistono però i rimedi omeopatici a base di arnica che però sono prodotti altamente diluiti. L'erba in se non dovrebbe essere mai messa in bocca. Altre forme in cui è possibile trovare l'arnica sono: tintura madre (applicata tramite impacchi), integratori, olio per aromaterapia o come erba essiccata.

L’unica accortezza è quella di usare l’arnica su pelle integra, cioè priva di ferite o escoriazioni in modo da evitare che penetri nell'organismo perchè alcuni suoi ingredienti sono tossici (lattoni sesquiterpenici).

È importante ricordare che l’uso dell’arnica in fitoterapia non deve essere confuso con le preparazioni omeopatiche a base di arnica, che usano preparati utilizzati anche per via orale.

Curiosità sull'arnica

In passato le foglie di arnica essiccate venivano usate come tabacco da naso e da pipa per questo motivo uno dei suoi tanti nome popolari è tabacco di montagna.

Gli animali erbivori non la mangiano a causa del loro forte odore.

L'etimologia del nome arnica è incerta: potrebbe infatti essere una deformazione del greco ptarmica «che fa starnutire».

L'agenzia Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA) del Regno Unito ha registrato per prima un medicinale a base di arnica denominato Artrogel.

Tradizioni popolari

Ritroviamo memoria di questa pianta per la prima volta negli scritti di Santa Ildegarda (Badessa Hildegard von Bingen, vissuta in Germania dal 1098 al 1179, studiosa di medicina) e solo in seguito utilizzata dalla Scuola medica salernitana (la madre di tutte le università le cui prime notizie risalgono al IX secolo d.C. anche se il massimo splendore si ebbe nel corso del XII e XIII secolo). Nel 1500 P. A. Mattioli (umanista, medico e botanico italiano vissuto tra il 1501 - 1578) la descrive per la prima volta e la disegna nel suo Commentario di Dioscoride un ampio trattato di botanica, presentando questa pianta al mondo. Da allora i medici iniziarono a prescriverla. C'era però una grande discussione sui benefici o meno di questa pianta. Nel 1800 venne chiamata «china dei poveri» un pratica un sostituto povero del chinino per le sue proprietà anti febbrifughe.

Ai nostri giorni si sa che è una pianta tossica per l'organismo e che deve essere usata esternamente sia negli uomini che negli animali salvo diversa prescrizione medica (solo preparati omeopatici a bassissimo dosaggio di arnica).

Note importante, controindicazioni ed effetti collaterali

L'arnica può provocare irritazione e gonfiore sulla pelle. I medici sconsigliano l'uso dell'arnica sulla pelle lesa così come sconsigliano di usarla per lunghi periodi perché può irritare. Inoltre, le donne in gravidanza o che allattano al seno devono consultare un medico prima di usarla.

Diverse persone manifestano allergie all'arnica o mostrano ipersensibilità. In questo caso, è necessario smettere subito di usarla.

A forti dosaggi l'arnica è velenosa e per uso interno può essere usata solo nelle diluizioni omeopatiche e sotto stretto controllo medico.

Non va usata su ferite aperte, vicino agli occhi, alla bocca o negli organi genitali.

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