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CLIMA E AMBIENTE
Perchè un programma comico contribuisce alla cultura meteorologica meglio degli articoli di tanti esperti?
Sviluppare una cultura meteorologica

Chi ci ha seguito in tutti questi anni avrà avvertito un certo disagio da parte nostra nei riguardi di quegli articoli che, sulla stampa a larga diffusione, spesso riprendono le notizie apparse su pubblicazioni scientifiche specializzate sul Clima, travisandole specie nelle conclusioni e pervenendo a previsioni drammatiche da sconvolgere l'esistenza dell'umanità.

Sviluppare una cultura meteorologica

Quando, con notevole anticipo, è stata annunciata la trasmissione " Che tempo che fa " condotta da Fabio Fazio e programmata su Rai tre per le ore 20 dei tre giorni consecutivi di fine settimana, eravamo curiosi di vedere come un gruppo di bravi attori, per vocazione portati a trattare argomentazioni con vena comica, si sarebbero uniti a scienziati dediti a un campo così difficile come quello della meteorologia.

Temevamo che si sarebbe caduti nei soliti luoghi comuni come il buco dell'ozono, l'effetto serra, le previsioni di aumenti delle temperature a valori terrificanti, lo scioglimento di ghiacciai di tale dimensione da provocare l'invasione dei mari per vaste regioni, il tutto condito da inquinamenti irreversibili, o peggio nelle solite battute o vignette sulle previsioni del tempo e sugli eventi meteorologici.

Sviluppare una cultura meteorologica

Invece a distanza di poche settimane dal debutto abbiamo dovuto ricrederci e apprezzare chi ha escogitato tale formula, sperando che si mantenga al livello delle prime puntate.

E' sperabile che, al termine della serie di trasmissioni, sia ben chiaro alla maggior parte di chi scrive sui giornali di previsioni meteorologiche, che al di là dei tre giorni non è possibile prevedere con sufficiente attendibilità le variazioni del tempo, e pertanto non è il caso di forzare la mano ai meteorologi per avere delle previsioni a lungo termine, a meno di non cadere in asserzioni che facilmente la realtà smentirà, con il risultato di alimentare la sfiducia da parte dei lettori o telespettatori, con le solite battutaccie sugli addetti ai lavori.

Come ha ben precisato il Prof, Prodi nel corso di una puntata, le difficoltà per arrivare a delle attendibili previsioni a lungo e medio termine, sono legate alle difficoltà nell'individuare i fattori che influiscono sul tempo e studiarne il loro comportamento.

In questi ultimi decenni sono stati individuati numerosi fattori, il cui studio ha fatto fare notevoli progressi alla meteorologia, ma ancora tanti fenomeni vanno individuati e studiati.

Sviluppare una cultura meteorologica

Speriamo che con il proseguire delle puntate venga chiaramente illustrata ai telespettatori la differenza tra Tempo meteorologico, le cui variazioni e previsione sono legate a escursioni, nell'ambito di brevi periodi, e dall'altra il Clima il cui andamento attraverso decenni e decenni caratterizzano le varie regioni del globo.

Purtroppo le incertezze delle variazioni fino a ora non permettono di formulare con una certa attendibilità previsioni sul Clima a lungo termine, avvalendosi più che altro dei dati statistici basati sulle rilevazioni fatte nel passato, ma limitatamente a poco più di un secolo e mezzo e per aree limitate.

Nonostante queste incertezze vi sono molti che azzardano previsioni le più disparate e in antitesi tra loro, per cui il lettore viene terrorizzato dalla previsione dell'andamento di un certo fenomeno, a esempio la situazione degli strati dell'ozono in corrispondenza nell'Antartide, per cui è da aspettarsi una riduzione lei ghiacciai tale da sconvolgere tutto sistema bioecologico

Sviluppare una cultura meteorologica
Sviluppare una cultura meteorologica

A distanza di pochi giorni, su un altro giornale o magari sullo stesso, appare la notizia che da rilevazioni fatte da altrettanto autorevoli scienziati, l'andamento dell'ozono è notevolmente migliorato in questi ultimi anni, grazie ai provvedimenti presi a suo tempo limitando l'impiego nell'industria di prodotti che avrebbero la caratteristica di distruggere l'ozono.

Ovviamente il lettore rimane disorientato dalle contrastanti notizie, non solo per quanto riguarda l'ozono, ma nei riguardi di tanti altri fenomeni come il ritiro dei ghiacciai, l'inquinamento dell'atmosfera a opera delle attività umane, etc. arrivando quindi a ritenere inutili tutti gli accorgimenti che gli sono raccomandati specie a protezione della salute.

Saremo attenti per vedere come i simpatici meteorologi accompagnati dai comici pseudo scienziati se la caveranno e sapranno rimuovere tanti luoghi comuni.

Dott. Pio Petrocchi

Trovapiante