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Dai tessuti ai prodotti alternativi
Prodotti alternativi ai tessuti: la ginestra

La ginestra (Spartium junceum L.) è nota fin dall`antichita` per il suo impiego come pianta da fibra. La stessa etimologia della parola greca “spartos” sta a confermare la tradizionale utilizzazione della fibra nella produzione di stuoie, corde, e manufatti vari.

A San Paolo Albanese tutta la campagna e` ricca di ginestra. La ginestra, lavorata, e` trasformata in tessuto, dal quale i contadini e i pastori hanno ricavato indumenti, tovaglie, sacchi, bisacche, ecc. Ogni famiglia in passato si approviggionava di tessuto di ginestra per i suoi usi domestici e di lavoro. Passata la fioritura sul finir dell`estate, tutte le famiglie si dedicavano al lavoro di trasformazione della ginestra. L`intera comunita` si raccoglieva in luoghi del paese attorno a fuochi con caldaie per bollire e scorticare i gambi di ginestra. Era uno dei tanti momenti “collettivi” di vita comunitaria, che diventava occasione anche per stare insieme, raccontare fatti di vita quotidiana, racconti, aneddoti e canti popolari.

Oggi sembra che il mercato delle fibre naturali sia in forte crescita sia a livello Italiano sia comunitario, grazie alle sue caratteristiche strutturali, la fibra è utilizzata come elemento in materiali compositi al posto di minerali o sostanze sintetiche etc.

Diverse esperienze sono state condotte sull`idonieta` della ginestra per la produzione di pasta cellulosa, con risultati lusinghieri, per le buone caratteristiche qualitative e meccaniche della fibra. Le fibre, ricavate dai suoi rametti verdi, le vermene, mostrano incredibili capacità di resistenza e flessibilità. Tali proprietà derivano dalla stessa struttura della pianta, un vero e proprio materiale composito naturale, perché la sua microfibra è inclusa in resistenti impasti di cellulosa ed emicellulosa, unito da leganti come la lignina.

Dalla lavorazione della pianta si ottengono quali importanti sottoprodotti parti legnose o cellulosiche, che possono essere utilizzate nell’industria pannellistica, essenze odorose per i profumi, il colore giallo naturale, estraibile dai fiori, utilizzabile in tante applicazioni, tra cui le tinture per capelli e la sparteina, un alcaloide avvincente del cuore ad azione diuretica. Presto, inoltre, assicurano gli stilisti, la ginestra sfilerà in passerella.

L'impiego però più promettente della ginestra sembra essere quello in campo automobilistico. Dopo anni di ricerche, finanziate con l’apporto di numerosi progetti comunitari, il Centro Ricerche della Fiat ha cominciato il collaudo di plance e sportelli realizzati con una combinazione di miscele plastiche e ginestra. Le vermene sono, infatti, un ottimo sostituto della fibra di vetro, la quale ha il grave difetto di non essere riciclabile. Il vermene inoltre è difficilmente infiammabile, e in caso d’incendio della vettura riduce la tossicità delle esalazioni da combustione. L’utilizzo di fibre simili, come quella di lino, pianta autoctona del Nord-Europa, è già ampiamente diffuso nel settore automobilistico e inserito stabilmente nella produzione d’Audi, Mercede e BMW. Le fibre naturali dunque rappresentano un elemento fondamentale per la creazione d’autovetture ecocompatibili, al punto che nel 1999 la Commissione Europea ha stanziato otto milioni d’euro, circa 15 miliardi di lire, per il progetto “ecocomp”, che coinvolge oltre a diverse case automobilistiche europee, diverse industrie elettroniche e aerospaziali e, per l’Italia, la Facoltà di Scienza dei Materiali di Terni.

Dott. Davide Sicilia
(consulente RAIUNO “La vecchia Fattoria”)

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