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Torna l'autunno, tornano le alluvioni, torna l'ipocrisia
Le alluvioni: cause e conseguenze

Puntualmente con l’autunno ritornano le alluvioni, fenomeno che avviene da milioni di anni e con la stessa cadenza torna l’ipocrisia da parte di coloro che gridano meraviglie per l’entità dei danni e per il numero delle vittime, come se negli ultimi decenni le cose fossero andate diversamente.

Forse quest’anno si è toccato il culmine dell’ipocrisia da parte delle Istituzioni, fino al punto da far gridare a qualcuno "Dove era Iddio al momento in cui le acque straripavano dagli alvei e trascinavano cose e uomini?" A prescindere dal cattivo gusto di coinvolgere Dio in tanta catastrofe, non sarebbe stato più opportuno non confondere cause ed effetti, perché volendo proprio rivolgersi a Dio sarebbe stato più opportuno esclamare "Dove era Iddio quando gli uomini intrallazzavano con le Istituzioni per i propri egoismi, creando i presupposti per tante catastrofi?".

L’entità dei disastri dovrebbe piuttosto far riflettere sul fatto che tali dimensioni sono raggiungibili solo perché il deterioramento del territorio e lo scriteriato sistema di installare le opere degli uomini in prossimità di zone a rischio, hanno raggiunto livelli tali da far escludere ogni possibilità di ricorrere ad interventi a breve termine per recuperare condizioni ambientali da contenere entro limiti sopportabili gli effetti delle alluvioni.

La cosa più grave è che esistono costosi studi sull’ambiente, accompagnati da una serie di suggerimenti per gli addetti ai lavori, per realizzare le opere nel rispetto delle Leggi in vigore da decenni.

Perché non vengono mai individuati i responsabili di tante e gravi inadempienze?

Se i responsabili delle Istituzioni, cominciando dai Sindaci, fossero chiamati a rispondere in proprio dei danni causati dalla loro insana gestione, probabilmente non rilascerebbero autorizzazioni ignorando le norme in vigore (basterebbero quelle dettate dal buon senso).

Se esistesse la norma che chi costruisce in condizioni precarie sapesse che non potrà mai ricorrere alla solidarietà pubblica dei contribuenti, rinuncerebbe alla costruzione di edifici abusivi o in spregio alle leggi antisismiche o lungo le falde di vulcani attivi o in aree soggette ad alluvioni.

Ma esistono troppi esempi di proprietari per i quali una catastrofe naturale rappresenta un colpo di fortuna, in quanto, con la complicità delle autorità, possono trasformare una piccola casupola in una palazzina a due o tre piani, ovviamente a spese del contribuente.

D’altra parte come può il cittadino farsi una coscienza e conoscenza dei problemi connessi con le catastrofi naturali se dai mass media viene bombardato da espressioni tipo "catastrofe preannunciata" o "catastrofe imprevedibile", a seconda di quali interessi sono portavoce, magari facendo ricorso a enti superiori in modo da confondere l’opinione dell’uomo della strada evitando di individuare le responsabilità?

Le alluvioni: Fiume Po tra Valenza Po (AL) e Torreberetti (PV) sulla S.S. 494 Vigevanese
Fiume Po tra Valenza Po (AL) e Torreberetti (PV) sulla S.S. 494 Vigevanese

Ogni volta che vi è una catastrofe di qualsiasi natura si trova sempre qualcuno che dichiara "Non si ricorda a memoria d’uomo un evento di tale portata", però nessun spiega all’intervistato che è inutile andare indietro nel tempo per cercare catastrofi di grande portata, perché le cause che le provocano sono state messe in essere da pochi decenni. Purtroppo i responsabili contano sulla scarsa memoria dei…..nonni, ignorando che esistono documenti storici a smentirli.

Perché si preferisce perdere migliaia di miliardi per far fronte al risarcimento di danni per vittime e cose, anziché obbligare i Comuni e gli altri Enti ad assumere geologi e tecnici specializzati (evitando compiacenti consulenti), che rispondano personalmente per omissioni od errori nell’esprimere pareri ed autorizzazioni dalle piccole opere, come una baracca, a quelle più impegnative, come opere più importanti o la protezione del territorio?

Penso che i lettori d’Elicriso potrebbero suggerire cosa fare, come migliorare la situazione anche se recuperare il tempo perso sembra molto arduo.

Come mai nel giro di pochi giorni sono stati individuati ed arrestati i responsabili di scavi abusivi in Piemonte, causa dei disastri nella zona del fiume Toce?

Come si vede quando si vuole le Istituzioni possono essere tempestive!

Ma l'uomo della strada si domanda: Perchè le autorità responsabili non sono intervenute quando hanno cominciato a scavare abusivamente?

Pio Petrocchi

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