Home => Problemi orchidea => Come mi devo comportare ora che i fiori della mia phalaenopsis sono appassiti?
L'AGRONOMO RISPONDE SU COME COLTIVARE E CURARE LE PIANTE
DOMANDA SULLE ORCHIDEE
COME DEVO COMPORTARMI ORA CHE I FIORI DELLA MIA PHALAENOPSIS SONO APPASSITI?
QUESITO DI DAVIDE

Possiedo una orchidea phalaenopsis che ha completato la fioritura, è rimasto il gambo senza fiori. Desidero sapere se per una nuova fioritura devo recidere il vecchio gambo o se questo emetterà nuove gemme. Infine che tipo di concime devo usare per avere una ricca fioritura?

Grazie

AGRONOMO RISPONDE

Ciao Davide,

il mio consiglio è, una volta che è caduto l'ultimo fiore, taglia solo la parte dello stelo fiorale che si secca naturalmente con delle forbici pulite e disinfettate con alcool o alla fiamma. Fatto questo sigilla il taglio con della comune cera per evitare di far seccare lo stelo. Da quello stelo possono nascere dei nuovi rami laterali, oppure può rifiorire, oppure ancora può nascere un keiki. Leggi la Scheda tecnica della Phalaenopsis così avrai le idee più chiare.

Per quanto riguarda la concimazione tieni conto di questa regola: i concimi hanno una formula internazionale indicata con N:P:K che altro non sono che azoto:fosforo:potassio che sono i tre elementi base per la vita delle piante e le loro quantità sono indicate con le formule 18:18:18 oppure 20:18:18 ecc.

Per favorire lo sviluppo della vegetazione si dà più azoto per cui si usa una formula 30:10:10; per favorire una maggiore fioritura si diminuisce l'azoto e si aumeta il fosforo per cui si usa una formula 10:30:20.

Per la Phalaenopsis somministralo una volta ogni 15 gg e ogni caso non superare la dose di 1 grammo per litro d'acqua.

Tieni conto inoltre che la quantità di concime varia anche in funzione del substrato nel quale si trova la pianta. Non mi dici nulla in proposito perciò tieni conto che se il substrato nel quale si trova la tua orchidea è sfagno o torba, la tua orchidea ha già un apporto di sali minerali per cui devi concimare un po' meno rispetto a un substrato di bark che è povero di elementi nutritivi.

Se hai dei dubbi, sai dove trovarmi.

Dott.ssa M. G. Davoli

Se desideri conoscere meglio questa pianta, consulta le schede tecniche:
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