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COME COLTIVARE E CURARE LE PIANTE
 GERBERA



Il genere comprende piante erbacee molto apprezzate per i loro fiori molto colorati e durevoli che sono molto utilizzati anche come fiore reciso.  

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In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Fioritura Potatura Moltiplicazione Parassiti e malattie Curiosità La gerbera vista con gli occhi di un'artista
CLASSIFICAZIONE BOTANICA 

Subregno: Tracheobionta (piante vascolari)
Divisione: Magnoliophyta (ex Angiospermae)
Classe: Magnoliopsida (ex Dicotyledones)
Ordine: Asterales
Famiglia: Asteraceae (o Compositae)
Genere: Gerbera
Specie: vedere il paragrafo "Principali specie"

CRATTERISTICHE GENERALI

Il genere Gerbera appartiene alla famiglia delle Asteraceae e comprende numerose specie originarie del sud Africa, in particolare degli altopiani del Trasnvaal e del Natal, crescendo ad una altitudine di 1100 m s.l.m. Il suo paese natale è caratterizzato da precipitazioni medie annue di 650 mm (all'incirca come quelle italiane) e da temperature che si aggirano intorno ai 16-20°C. Vive in zone ombreggiate, al riparo degli alberi quindi non si trova mai alla luce diretta del sole. 

Il genere comprende piante erbacee molto apprezzate per i loro fiori colorati e durevoli, molto utilizzati anche come fiore reciso.

La pianta è caratterizzata da un rizoma dal quale si sviluppano le radici che si spingono anche fino ad un metro di profondità. Dallo stesso rizoma si sviluppano le foglie che da giovani sono rotondeggianti e con la maturità diventano grandi, lanceolate e profondamente lobate e al tatto risultano setose (simili a quelle del tarassaco).

 

I fiori sono portati da lunghi steli che terminano con una infiorescenza a capolino che porta i fiori veri e propri così disposti: fiori femminili a forma di petalo (fiori ligulati) più esterni e variamente colorati, fiori ermafroditi con funzionalità femminile e fiori ermafroditi con funzionalità maschile che costituiscono il disco, la parte centrale del capolino.

Il colore del fiore è dato dai fiori ligulati che possono essere bianchi, rossi, gialli, rosa, viola con varie sfumature  a seconda della specie e della varietà.

La parte centrale, il disco, di solito ha colore chiaro, sul giallo, ma esistono varietà con disco nero.

Esistono poi gerbere a fiori semplici o gerbere a fiori doppi.

Il seme è un achenio con striature longitudinali che termina con un pappo.

PRINCIPALI SPECIE 

Esistono un centinaio di specie tra le quali la più diffusa e commercializzata è:

GERBERA JAMENSONII

La Gerbera jamesonii è conosciuta anche come "margherita del Transvaal" perchè proviene dalla regione del Transvaal del Sudafrica.  

Presenta foglie lobate, provviste di una fitta peluria sulla pagina inferiore e disposte a rosetta.

A partire dal mese di maggio e per tutta l'estate compaiono dei lunghi steli fiorali alla cui sommità si formano i fiori, semplici o doppi,  i cui petali sono molto colorati. Possiamo infatti ritrovare varietà di colore bianco, rosso, giallo, arancio e rosa.


Gerbera jamesonii a fiori doppi

Gerbera jamesonii a fiori semplici

Gerbera jamesonii a fiori doppi

Gerbera jamesonii a fiori semplici

TECNICA COLTURALE

Le gerbere vanno poste in luoghi molto luminosi, ma non al sole diretto e molto ben aerati. Nel suo paese d'origine è infatti una pianta che cresce con la luce soffusa tra le rocce e gli alberi. Mai in pieno campo.

Le temperature ottimali notturne sono intorno ai 15°C mentre quella diurna è di 20-25°C. Tollerano molto bene le alte temperature estive purchè il terreno abbia un giusto grado di umidità. Durante il periodo invernale è importante che le temperature non scendano sotto i 5°C.

E' molto importante la temperatura del terreno il cui valore ottimale è di circa 16-20°C. Infatti una buona temperatura del terreno stimola la formazione di un buon apparato radicale con la formazione di numerosi peli radicali e a loro volta le radici stimolano la produzione di foglie e quindi dei fiori (la pianta deve avere emesso almeno 10-15 foglie perchè vada a fiore).  Se la temperatura del terreno è bassa il capolino rimane piccolo, lo stelo corto e quindi la fioritura modesta. Infatti con una temperatura del terreno di 8-10°C la pianta smette di crescere. Non muore ma rimane in stato vegetativo ed in questo stato può sopportare anche temperature del terreno di 0°C. 

Non amano le correnti di aria fredda.

Non è particolarmente esigente e si adatta abbastanza bene alle diverse situazioni pedo-climatiche può infatti essere coltivata all'aperto là dove le temperature non siano troppo rigide durante il periodo invernale.

ANNAFFIATURA

Si annaffia regolarmente in modo che il terreno rimanga sempre umido, non fradicio, in maniera regolare da maggio fino ad ottobre. Una irrigazione costante è fondamentale specialmente quando la pianta è in fiore.

Attenzione ai ristagni idrici che non sono in alcun modo tollerati.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

Preferiscono dei terreni ricchi di sostanza organica, leggeri, che favoriscano il rapido sgrondo delle acqua in eccesso e va fatto in primavera.

Attenzione al momento del rinvaso a non interrare il colletto della pianta per evitare l'insorgenza di malattie fungine.

CONCIMAZIONE

Per concimare si usa un fertilizzante liquido opportunamente diluito nell'acqua d'irrigazione ogni 15 gg dal momento in cui iniziano a formarsi i germogli e per tutta la fioritura. Usate un concime che abbia un titolo più elevato in Potassio e Fosforo in quanto favoriscono la fioritura. Pertanto, quando comprate un concime, accertatevi che oltre ad avere Azoto, Fosforo e Potassio e che tra questi il Potassio ed il Fosforo siano in "maggiore quantità" che abbia anche i "microelementi" quali il Ferro, il Manganese, il Rame, lo Zinco, il Boro, il Molibdeno, tutti importanti per la crescita della pianta.

Fare molta attenzione alla quantità di Azoto che viene apportata in quanto se elevata, favorirà un maggiore sviluppo delle foglie a discapito dei fiori. In pratica, se si desidera avere un maggior numero di fiori, è bene utilizzare delle dosi dimezzate di Azoto rispetto al Fosforo ed al Potassio.

FIORITURA 

Nella maggior parte delle specie la fioritura  si ha con l'inizio della primavera fino all'autunno inoltrato.

POTATURA

E' una pianta che normalmente non si pota, si asportate semplicemente le foglie ed i fiori che via via disseccano, eliminandoli alla base del picciolo perchè monconi di piccioli lasciati sulla pianta sono fonte di attacchi fungini (Botrytis). Inoltre eliminando le foglie vecchie si assicura una migliore circolazione dell'aria ed il passaggio della luce.  

Usate sempre attrezzi puliti e disinfettati (alla fiamma o con varechina o con alcool) per evitare di infettare i tessuti.

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Vendita opere di Toru Iwaya
Dedicato a Pio Petrocchi
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