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domenica 14 marzo 2010
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COME COLTIVARE E CURARE LE PIANTE
ARAUCARIA



Parliamo degli alberi più maestosi che la natura ci abbia donato, considerati dei fossili viventi che nei loro ambienti di origine possono raggiungere anche i 70 m di altezza e più. 

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In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Fioritura Potatura Moltiplicazione Parassiti e malattie Curiosità Le testimonianze dei nostri lettori Foto del Parco Nazionale di Nahuelbuta (Cile)
CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Regno : Plantae
Subregno: Tracheobionta (piante vascolari)
Divisione: Coniferophyta
Classe: Pinopsida
Ordine: Pinales
Famiglia: Araucariaceae
Genere: Araucaria
Specie: vedere il paragrafo "Principali specie"

CARATTERISTICHE GENERALI

Il genere Araucaria appartiene alla famiglia delle Araucariaceae (famiglia nata abbastanza di recente in quanto prima questo genere era classificato nella famiglia delle Pinaceae) che comprende tre generi:

  • Araucaria;
  • Agathis; 
  • Wollemia (scoperto di recente. Vedi paragrafo "Curiosità").

In questa famiglia ritroviamo, a mio giudizio, gli alberi più belli che il nostro pianeta possa ospitare che nei loro ambienti naturali raggiungono anche i 70 m di altezza e più.

Sono delle Conifere originarie dell'America meridionale e dell'Oceania e sono le uniche della famiglia che si prestano ad essere allevate nei nostri giardini e purtroppo nelle nostre case grazie al loro delizioso portamento a palchi ravvicinati e a forma di cono rovesciato.

Il loro portamento può variare a seconda della specie ed in alcuni casi, a seconda che si tratti di piante femminili e di piante maschili. Infatti per la maggior parte sono piante dioiche, vale a dire che esistono piante che portano solo fiori femminili e piante che portano solo fiori maschili. Molto più raramente è monoica vale a dire che si ritrovano delle piante che portano fiori maschili e fiori femminili distinti sulla stessa pianta. Salvo rare eccezioni è molto difficile, fino a quando non fiorisce, sapere se una pianta è femminile o maschile, bisogna attendere la fioritura che, nella migliore delle ipotesi, non avviene prima che la pianta abbia compiuto venti anni d'età. Mediamente occorrono 1 maschio per 5-6 femmine per ottenere la fecondazione dei fiori.

Le foglie sono trasformate in aghi più o meno pungenti ed affusolati a seconda della specie e di colore verde più o meno intenso.

I frutti  chiamati strobili, sono dei coni simili alle pigne che contengono al loro interno i semi, in genere uno per ogni squama di forma e dimensione variabile a seconda della specie. Ad esempio nell'A. heterophylla sono grandi ed alati (foto sotto).


Coni e semi di A. heterophylla

PRINCIPALI SPECIE   

Sono diverse le specie e molte sono endemiche della Nuova Caledonia. Si ritrovano soprattutto allo stato spontaneo nell'isola di Norfolk nell'Australia orientale, in Nuova Guinea, in Argentina, in Cile e nel Brasile meridionale.

Sono molto apprezzate sia per la loro bellezza ed imponenza sia perchè alcune specie sono molto importanti per la produzione di legname e per i semi commestibili, simili ai nostri pinoli (i semi di diverse specie del genere Pinus) ma molto più grandi.

Araucaria excelsa o heterophylla

A. Heterophylla o Excelsa è conosciuta anche come "Pino di Norkfolk" in quanto fu scoperta dal botanico inglese Joseph Banksnel in Australia nel 1780, nell'isola di Norfolk, in Australia.

L'A. Heterophylla è un albero sempreverde che allo stato spontaneo raggiunge anche i 60 m di altezza, con portamento simmetrico a forma di piramide.

E' prevalentemente, occasionalmente monoica.

Le foglie possono essere di due forme: quelle dei rami più giovani di colore verde chiaro e non pungenti, mentre quelle dei rami più anziani sono più corte, embricate (disposte come le tegole del tetto) e con apice rigido.

L'A. heterophylla una volta adulta è molto resistente al gelo, al vento ed alla salinità (essendo originaria dell'Isola di Norfolk dove si sviluppa lungo le scogliere).

E' una pianta  molto diffusa nei climi mediterranei ed è una specie che si presta ad essere coltivata in appartamento.

Araucaria araucana

L'A. araucana è soprannominata "Puzzle della scimmia" perchè una leggenda vuole che nel 1850 un signore inglese, proprietario di uno di questi alberi, mentre faceva ammirare a degli amici un esemplare giovane, uno di essi disse che "sarebbe stato difficile anche per una scimmia arrampicarsi", vedendolo così articolati e con le foglie spinose e taglienti e da qui il nome. Prima che questo nome diventasse popolare veniva chiamata "Pino del Cile" in quanto nativo delle Ande cilene, oltre che dell'Argentina.

E' una delle due specie che si ritrova più facilmente nei nostri appartamenti assieme alla A. Heterophylla.

E'  una pianta principalmente dioica, occasionalmente monoica ed è molto longeva ma anche a crescita molto lenta in quanto cresce circa 35 cm l'anno.

I semi non vengono prodotti tutti gli anni ma ad intervalli di 3-4 anni inoltre i suoi coni sono spinosi e quindi non vengono mangiati dagli animali (se si fa eccezione per le capre).

I semi sono lunghi circa 3 cm e sono commestibili e mantengono per diversi anni la loro germinabilità.

Un'altra particolarità è che i coni femminili sono molto grandi, quasi come un pallone ed ognuno contiene fino a 200 semi che vengono dispersi solo quando il cono cade dall'albero, in autunno e sono tanto pesanti che possono spezzare anche il ramo che li porta.

In genere infatti, nei loro paesi di origine, per le alberazioni stradali, dove crescono maestose, si coltiva solo l'Araucaria araucana "maschio" in quanto i coni sono di dimensioni decisamente più piccole e meno pericolosi per le persone.

Sono piante che, nei loro ambienti naturali, raggiungono i 45-50 m di altezza e non tollerano l'inquinamento atmosferico e crescono senza problemi anche in ambienti marittimi.

Per maggiori informazioni riguardo questa pianta, leggi la testimonianza di Guido Coppari.

Araucaria columnaris

L'A. columnaris, chiamata anche "Pino del cuoco" è nativa della Nuova Caledonia e molto spesso viene confusa con il "Pino di Norfolk" quando è giovane. E' un albero che cresce bene anche nei giardini costieri esposti a forti venti.

Araucaria angustifolia

L'A. angustifolia, originaria del Brasile, è chiamata anche "Pino del Paranà". I semi sono commestibili sia per gli uomini che per gli animali considerati ottime foraggere.

Gli alberi sono per lo più dioici (coni maschili e coni femminili su alberi diversi) anche se occasionalmente sono stati ritrovati alberi monoici (coni maschili e coni femminili sullo stesso albero). I semi mantengono la loro capacità germinativa per circa sei settimane.

Araucaria bidwillii

L'A. bidwillii è originaria delle zone costiere del Queensland in Australia. Presenta fogliame spinoso e semi commestibili. Il suo portamento è tipicamente piramidale. L'A. bidwillii è tipica delle zone subtropicali fredde.

Araucaria cumminghmii

L'A. cunninghamii o Pino australiano è nativo del litorale di nordest del Queensland in Australia e della Nuova Guinea. Si sviluppa fino a 2500 m di altitudine in Nuova Guinea e fino a 200 m in Australia. Molti studiosi ritengono che la forma della nuova Guinea è in realtà l'A. Bernieri. Tollera il freddo e da giovane si presenta molto spinosa. Con la maturità il tronco perde facilmente la corteccia spinosa per rivelare una colorazione color rame. L'A. cunninghami non raggiunge grandi altezza, 4 m di altezza per 2 m di larghezza.

Araucaria hunsteinii

L'A. hunsteinii è originaria della Nuova Guinea. E' anche chiamata "Pino di Klinkii". Nelle zone natali, si possono trovare alberi alti anche 90 m di altezza. Si sviluppa tra i 700 ed i 1000 m sul livello del mare.

Araucaria laubenfelsii

L'A. laubenfelsii è originaria della Nuova Caledonia ed è anche lei un imponente albero che in natura arriva fino a 50 m di altezza. Ha un fogliame molto lussureggiante e di un bel colore verde intenso.

Araucaria luxurians

L'A. luxurians è nativa della Nuova Caledonia. E' un albero molto apprezzato per il legname pregiato che fornisce e cresce fino a 200 m sul livello del mare.

Consentitemi una breve nota riguardo al fatto che queste piante siano costrette nelle case ed in piccoli vasi perchè le abbiamo viste così carine dal vivaista tanto da indurci a comprarle. Come avete avuto modo di leggere nelle note sulle singole specie queste piante sono dei "Giganti della natura" pertanto vederle costrette in casa, in piccoli vasi, personalmente mi si stringe il cuore. Al più allevatele in giardino, dando modo a queste creature di poter crescere e svilupparsi con un po' più di dignità.

TECNICA COLTURALE

Durante l'inverno bisogna tenerla nella zona più fresca della casa, lontano dai termosifoni e se le temperature sono superiori ai 18°C (la temperatura ottimale di coltivazione si aggira intorno ai 12-18°C) assicurate una buona umidità ambientale e possibilmente aria fresca con frequenti nebulizzazioni alla chioma e mai il sole diretto.  In ogni caso le temperature invernali non devono scendere al di sotto dei 7 °C.

Durante il periodo estivo sarebbe preferibile sistemarla all'aperto, in una posizione ombreggiata e lontano dalle correnti d'aria ma attenzione alle temperature che non devono essere superiori ai 25°C.

Se decidete di coltivarla in giardino dopo che è vissuta nella vostra casa per un certo periodo di tempo, poichè viene da un ambiente protetto, abituatela gradatamente all'esterno prima di trapiantarla in piena terra iniziando da qualche minuto al giorno e via via aumentando sempre più.

Come abbiamo visto, in natura sono degli alberi imponenti ma negli appartamenti non superano i due metri di altezza (se siamo stati molto bravi ad allevarle). In ogni caso sono piante a crescita lenta, circa 15 cm all'anno. Accade, coltivata in casa (ma succede anche in natura) che i rami più bassi si secchino. Non dobbiamo allarmarci o pensare che stia male: questo fa parte della normale crescita della pianta, sta invecchiando.

Non ama l'inquinamento atmosferico.

ANNAFFIATURA

Durante il periodo estivo va annaffiata spesso e bisogna aspettare che il terriccio si asciughi tra un'annaffiatura ed un'altra.  Durante l'inverno le irrigazioni vanno diminuite a meno che la stanza che la ospita non sia particolarmente calda (cosa da evitare).

E' importante evitare i ristagni nel sottovaso che non sono in alcun modo tollerati, specialmente nel periodo invernale che provocano marciumi alle radici con conseguente caduta degli aghi.

E' opportuno nebulizzare spesso le foglie preferibile fare la mattina presto, in modo che alla sera siano ben asciutte.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

Si rinvasa in genere ogni 2-3 anni, all'inizio della primavera usando un buon terriccio fertile, arricchito con sostanza organica (meglio se formato da foglie decomposte) mischiato a sabbia grossolana, a reazione leggermente acida e molto ben drenate in quanto non tollera i ristagni idrici.

Se in rinvaso non è possibile perchè è diventata troppo grande allora rimuovete lo strato superficiale del terreno e sostituitelo con del substrato fresco.

CONCIMAZIONE

Dalla primavera e per tutta l'estate va concimata ogni 2 settimane con un concime liquido, per piante acidofile, da diluire nell'acqua di irrigazione oppure ogni settimana ma dimezzando le dosi rispetto a quanto riportato nella confezione. In ogni caso, diminuite sempre leggermente le dosi indicate in quanto sono sempre esagerate.

A partire dall'autunno e per tutto l'inverno, è preferibile concimare ogni 3-4 settimane.

Per assicurare  un ottimo sviluppo è importante utilizzare un fertilizzante equamente bilanciato in Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K), ad esempio usando la formula 30:30:30 e che contenga anche i "microelementi" quali il Magnesio (Mg), il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per la sua crescita.

FIORITURA 

E' molto raro che fiorisca in appartamento ed in ogni caso non prima che abbia raggiunto i venti anni di età.

POTATURA

Non necessita di potatura se contenuta in vasi non troppo grandi non si svilupperà oltre una certa altezza.

MOLTIPLICAZIONE

La moltiplicazione avviene per seme o per talea.

MOLTIPLICAZIONE PER SEME

I semi freschi germinano con relativa facilità e vanno seminati tra gennaio-febbraio in una composta formata da una parte di terriccio fertile ed una di sabbia grossolana e sistemati uno per vaso per evitare il successivo stress da trapianto.

Il vaso che contiene il seme, largo non più di 4 cm di diametro, va sistemato preferibilmente sotto una campana di vetro o sotto un foglio di plastica trasparente. Il vaso va tenuto in serra o comunque in un luogo riparato ad una temperatura intorno ai 15°C. Il terriccio deve essere costantemente umido (usate uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione.

Il foglio di plastica o la campana di vetro va rimossa ogni giorno per controllare il grado di umidità del terreno e togliere la condensa che si forma.

Una volta che i semi hanno germogliato (dopo 1-2 mesi) e quando le nuove piantine saranno sufficientemente grandi si trapiantano in vasi più grandi con tutto il pane di terra e si portano all'aperto e si trattano come le piante adulte. Per i primi anni è bene che durante l'inverno siano tenute durante l'inverno in luoghi riparati e non all'aperto.

La crescita è molto lenta.

MOLTIPLICAZIONE PER TALEA

La moltiplicazione per talea si ottiene da araucarie adulte, cimando la punta della pianta. La pianta madre così mutilata, dal punto di inserzione delle branche del palco superiore sul fusto, creerà nuovi germogli che sostituiranno la punta tagliata. Questi germogli una volta che hanno raggiunta una lunghezza di 5-7 cm si staccano interi e si mettono a radicare tenendo la pianta madre in particolari condizioni che le consentano di non morire e dare talee anche gli anni successivi.

Questa pratica viene seguita dai floricoltori esperti. In casa non si consiglia la sua attuazione in quanto capitozzando la pianta l'unico risultato quasi certo è quello di farla morire. 

PARASSITI E MALATTIE

Non sono particolarmente soggette a malattie. In ogni caso le patologie che si possono riscontrare sono le seguenti:

Gli aghi ingialliscono e cadono

Purtroppo questa patologia che si verifica molto di frequente non è associata ad una singola causa. Infatti può dipendere da diversi fattori tutti legati ad una cattiva tecnica di coltivazione: troppa acqua, troppo caldo, luce troppo scarsa o concimazione insufficiente. Pertanto come rimedio occorre che facciate un'analisi di come la state allevando in base alle indicazioni riportate nei singoli paragrafi e quindi vi regoliate di conseguenza.

Cocciniglie sulla pianta

Le  Cocciniglie  possono infestarla e si evidenziano mediante macchie concentrate soprattutto nelle foglie. E' soprattutto la cocciniglia farinosa che può disturbarla. Riconoscerla è molto semplice in quanto si manifesta come dei piccoli pezzi di cotone fioccoso e se si prova a toglierla semplicemente con un'unghia, viene via senza problemi.
Rimedi: si può provare ad eliminarle usando un batuffolo di cotone imbevuto di alcool denaturato ma data la fittezza delle foglie è preferibile intervenire con insetticidi specifici.

CURIOSITA' 

Tutte le specie sono molto antiche e sono stati trovati fossili che risalgono all'età dei dinosauri.

I semi di molte specie  sono commestibili e ricordano i nostri pinoli solo di dimensioni molto più grandi, più simili come dimensioni alle nostre mandorle.

La famiglia delle Araucariaceae, come abbiamo detto nell'introduzione, è una famiglia di recente costituzione in quanto prima il genere era inglobato nella famiglia delle Pinaceae. Un genere di recentissima introduzione in questa famiglia è il Wollemia, con l'unica specie, la Wollemia nobilis (foto a sinistra), scoperta nel 1994 in una zona remota del Wollemi Nationa Park (da cui il nome), nel Nuovo Galles del Sud, a 150 km a nord di Sydney, Australia. All'inizio, quando fu scoperta si pensò si trattasse di una specie di pino, ma studi comparativi con le Araucarie l'hanno fatta classificare all'interno di questa famiglia.  E' considerata una pianta rara e sicuramente molto antica della quale tra l'altro esistono pochissimi esemplari.

Fonti bibliografiche online
(en) Agricultural Research Service

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Dedicato a Pio Petrocchi
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