elicriso.it - rivista sull'ambiente e sulla natura
domenica 14 marzo 2010
  Skip Navigation Links
   Elicriso offerto in  
Testo normale Testo grande Testo molto grande
Rubriche sulle piante
Come coltivare e curare le piante
Le amiche silenziose
Cure per le vacanze
Abutilon
Acalypha
Achimenes
Adiantum
Aechmea
Aeschynanthus
Agapanthus
Agave
Aglaonema
Albizia
Allamanda
Alocasia
Aloe
Anthurium
Aphelandra
Aquilegia
Araucaria
Ardisia
Arisaema
Asarum
Asparagus
Aspidistra
Asplenium
Aucuba
Azalea (Rhododendron)
Babiana
Bambù (subtribù Bambusine)
Bauhinia
Beaucarnea
Begonia
Beloperone
Billbergia
Bouvardia
Bromeliaceae
Browallia
Brunfelsia
Caladium
Calatea (Calathea)
Calceolaria
Calendula
Calla (Zantedeschia)
Callistemon
Camelia
Campanula
Capelvenere
Celosia
Ceropegia
Chamaedorea
Chlorophytum
Ciclamino (Cyclamen)
Cissus
Clerodendrum
Clivia
Coffea
Coleus
Columnea
Cordyline
Cotyledon
Crassula
Crossandra
Croton
Cryptanthus
Cycas
Cyrtomium
Cytisus
Davallia
Dieffenbachia
Dipladenia
Dizygotheca
Dracena (Dracaena)
Echeveria
Echinopsis
Episcia
Erica
Exacum
Fatsia
Felci
Fico d'india
Ficus
Filodendro (Philodendron)
Fittonia
Gardenia
Geranio (Pelargonium)
Gerbera
Guzmania
Gynura
Haworthia
Hedychium
Helxine
Hemerocallis
Ibisco (Hibiscus)
Hippeastrum (Amarillo)
Hosta
Hoya
Hypoestes
Impatiens
Ipomoea
Iresine
Ixora
Jacaranda
Jacobinia
Kalanchoe
Kentia
Lampranthus
Lapageria
Lithops
Mammillaria
Maranta
Medinilla
Musa
Neoregelia
Nephrolepsis
Nertera
Nidularium
Oleandro (Nerium)
Orchidea
Ortensia (Hidrangea)
Pachira
Pachystachys
Pandanus
Papiro (Cyperus)
Passiflora
Pellaea
Peperomia
Pereskia
Pervinca (Vinca)
Piante grasse
Pilea
Pittosporo (Pittosporum)
Platycerium
Plectranthus
Plumbago
Plumeria
Polystichum
Pothos (Scindapsus)
Primula
Pteris
Rebutia
Rechsteineria
Rhapis
Rhoeo
Rose
Sansevieria
Saxifraga
Schefflera
Sedum
Selaginella
Sinningia
Solanum
Sparmannia
Spathiphyllum
Stapelia
Stella di Natale
Stephanotis
Strelitzia
Streptocarpus
Syngonium
Tetrastigma
Thunbergia
Tillandsia
Tolmiea
Trachycarpus
Urceolina
Vallota
Veltheimia
Tibouchina
Violetta africana (Saintpaulia)
Vriesea
Woodwardia
Xanthosoma
Yucca
Le nostre amiche orchidee
Piante medicinali
Piante aromatiche
Il linguaggio dei fiori e delle piante
Come le donne famose della storia si facevano belle con le piante
Piante carnivore
Piante allucinogene
Piante tonificanti e afrodisiache
I principali nemici delle nostre piante
L'agronomo risponde
Epoca di raccolta e vendita della frutta italiana
Rubriche sugli animali
Mammiferi
Uccelli
Rettili
Anfibi
Pesci
Echinodermi
Suoni emessi dagli animali
Altre rubriche
Geologia e ambiente
Clima e ambiente
Mitologia e ambiente
Geologia e biologia marina
Quando l'uomo diventerà un essere umano?
Diritto ambientale
Directory
La natura in cucina
Natura, usi, costumi del sud America
La conservazione delle specie e dell'ambiente
Arte e ambiente
Aree protette
Musica e ambiente
Tutto ciò che dobbiamo sapere sugli incendi
Quattro risate in compagnia
L'angolo della Sardina
Le nostre vignette
Spazio aperto ai lettori
Pubblicazione foto dei nostri amici animali
Racconti di viaggio
Gli articoli dei lettori
Vecchi siti geologici
Forum
Toru Iwaya
Toru Iwaya
COME COLTIVARE E CURARE LE PIANTE
DIPLADENIA

Le Dipladenia sono dei rampicanti sempreverdi particolarmente apprezzate per il loro fogliame, per le fioriture variopinte ed abbondanti e per l'estrema facilità di coltivazione. 
Specie Displadenia sanderi
D. sanderii
In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Fioritura Potatura Moltiplicazione Parassiti e malattie Curiosità
CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Regno: Plantae
Subregno: Tracheobionta (piante vascolari)
Divisione: Magnoliophyta  (ex Angiospermae)
Classe: Magnoliopsida  (ex Dicotyledones)
Ordine: Gentianales
Famiglia: Apocynaceae
Genere: Dipladenia
Specie:vedere il paragrafo "Principali specie"


CARATTERISTICHE GENERALI

Il genere Dipladenia appartenente alla famiglia delle  Apocynaceae che comprende piante rampicanti sempreverdi a portamento erbaceo o arbustivo originarie della giungla sud americana dove raggiungono anche i 10 m di altezza. In considerazione di questo fatto non sono molte le specie adatte ad essere allevate in appartamento a meno che non si disponga di notevole spazio a disposizione.

Sono molto apprezzate per il loro fogliame caratterizzato da foglie opposte, lisce e di colore verde più o meno intenso e di consistenza spesso coriacea e per i fiori imbutiformi di colore bianco, rosa o rosso a seconda della specie che sbocciano abbondanti durante tutto il periodo estivo e parte autunnale,  lievemente profumati.   


PRINCIPALI SPECIE

Esistono una quarantina di specie tra le quali ricordiamo:

Dipladenia boliviensis (o Mandevilla boliviensis)

E' una specie che come dice il nome stesso è originaria della Bolivia e produce fiori bianchi con la gola di colore aranciato-giallo, profumati, ma non particolarmente grandi infatti non superano i 5 cm di lunghezza.

Specie Displadenia boliviensis
Specie Displadenia sanderi

Dipladenia sanderi (o Mandevilla sanderi)

Originaria del Brasile presenta foglie ovali, appuntite, di colore verde brillante nella pagina superiore e verde scuro in quella inferiore, coriacee e lucide. I fiori sono di colore rosa più o meno intenso e lunghi fino a 7 cm.

Dipladenia splendens (o Mandevilla splendens)

Caratterizzata da foglie ovali di colore verde molto intenso, grandi (sono lunghe fino a 20 cm e larghe 10 cm). I fiori sono di colore bianco o rosso a seconda della varietà ed ogni singolo fiore dura dai 3 ai 4 giorni. 

TECNICA COLTURALE

In considerazione del fatto che si tratta di una pianta rampicante, ha necessità di sostegni per avere un portamento ordinato. E' sufficiente una canna o un intreccio di fili di ferro ai quali ancorarla e permetterle in questo modo di poter esprimere tutta la sua bellezza.

Le temperature ottimali di coltivazione non devono scendere al di sotto dei 12°C durante il periodo invernale mentre non ha grossi problemi per le temperature massime (21°C sono le temperature estive ottimali).

Nel periodo invernale entra in riposo vegetativo pertanto è importante assicurarle temperature intorno ai 13°C durante tale periodo pena la non fioritura l'anno successivo.

Un aspetto importante, dato che sono piante originarie della giungla, è che hanno necessità di ambienti umidi pertanto è importante assicurare una buona umidità ambientale.

Amano la luce e l'aria ma è da evitare il sole diretto e le correnti d'aria. 

ANNAFFIATURA

Il terreno deve rimanere costantemente umido durante tutto il periodo attivo di crescita, vale a dire durante la primavera e l'estate (non inzuppato). Durante l'autunno e l'inverno si annaffia il tanto da mantenere il terreno appena umido.

Tanto quanto le annaffiature è importante l'umidità ambientale che dovrà essere mantenuta sia con frequenti nebulizzazioni alla chioma sia sistemando il vaso in un sottovaso contenente argilla espansa (o altro materiale) dove sarà presente dell'acqua che evaporando assicurerà un ambiente umido (fate attenzione che il fondo del vaso non sia a contatto con l'acqua).

TIPO DI TERRENO - RINVASO

Il rinvaso si effettua ogni due anni, all'inizio della primavera.

Usate un terriccio a base di terreno fertile, torba e sabbia grossolana ed abbiate cura di sistemare sul fondo del vaso uno spesso strato di pezzi di coccio in modo da garantire un perfetto drenaggio dell'acqua di annaffiatura. 

CONCIMAZIONE

A partire dalla primavera e per tutta l'estate usate un concime liquido diluito nell'acqua di irrigazione, diminuendo leggermente le dosi rispetto a quanto riportato nella confezione. E' preferibile usare un fertilizzante completo vale a dire che oltre a contenere Azoto, Potassio e Fosforo abbia anche gli elementi minori altrettanto importanti per la crescita della pianta quali il Magnesio, il Manganese, il Ferro, il Boro, il Rame, lo Zinco, il Molibdeno.  

FIORITURA

Fiorisce abbondantemente durante l'estate ed è importante durante questo periodo assicurare che le temperature non scendano al di sotto dei 18°C. 

POTATURA

Per queste piante è necessario fare una vera e propria potatura in autunno, quando è finita la fioritura tagliando drasticamente tutti i nuovi rami dell'anno a 5 cm dalla base. Questa operazione è importante in quanto si stimola la pianta a produrre nuovi rami l'anno successivo e quindi ad avere un portamento più rigoglioso e compatto. 

MOLTIPLICAZIONE

Si moltiplicano per talea.

MOLTIPLICAZIONE PER TALEA

In primavera, dai rami dell'anno, si prelevano delle talee lunghe circa 7 cm con taglio obliquo che garantirà sia una maggiore superficie per la radicazione sia eviterà che l'acqua si accumuli su questa superficie. Abbiate l'accortezza di usare una lama ben affilata, pulita e disinfettata in quanto da una parte è importante non avere tessuti sfilacciati, dall'altra si eviterà di trasmettere eventuali malattie parassitarie.

Dopo aver eliminato dalla talea le foglie che si trovano più in basso si cosparge la superficie con ormoni rizogeni vale a dire ormoni che favoriscono l'emissione delle radici e si sistema in un vaso (o in una cassetta da moltiplicazione) dove avrete preventivamente preparato una miscela di terriccio formato da torba e sabbia grossolana in parti uguali. 

Piantata la talea è inumidite abbondantemente il terreno facendo attenzione a non bagnare la talea ma solo il terreno.

Moltiplicazione per talea: taglio obliquo
Una volta che il vaso è pronto, si chiude con un foglio di plastica trasparente o con un sacchetto, sempre trasparente, messo a cappuccio (qualora non si disponga di una cassetta da moltiplicazione) che si terrà lontano dalla talea sistemando dei bastoncini (vedi foto sotto). Questo garantirà sia una temperatura costante sia che il terreno di asciughi troppo rapidamente.

Sistemate il vaso così preparato in una zona della casa dove è possibile avere delle temperature intorno di 24-27°C e non troppo illuminato. 
Moltiplicazione per talea: eliminazione foglie Moltiplicazione per talea: ormoni rizogeni

Ogni giorno, per pochi minuti, togliete la plastica sia per controllare l'umidità del terreno sia per togliere la condensa che sicuramente si sarà formata sulla plastica.  

Vi renderete conto che la talea ha radicato perchè vedrete che inizieranno a comparire nuovi germogli. Non appena ciò avviene, togliete la plastica definitivamente, aspettate che la talea si sia irrobustita e dopo di che potete sistemarla nel vaso definitivo e trattarla come se fosse adulta.

Moltiplicazione per talea: cappuccio per radicazione

PARASSITI E MALATTIE

Le principali patologie che possiamo riscontrate sono:

Le foglie rimangono pendenti

Questo sintomo, che possiamo osservare soprattutto durante l'inverno, è indice di una temperatura troppo bassa.
Rimedi: spostare subito la pianta in un luogo più caldo.

Le foglie presentano delle macchie brune

Macchie brune sulle foglie potrebbero significare o che è stata annaffiata poco o è stata esposta al sole diretto.
Rimedi: fate un'analisi su come avete allevato la pianta e regolatevi di conseguenza.

Le foglie ingialliscono e sono ricoperte da piccoli puntini scuri

Questo sintomo, associato alla presenza di sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie, indica che è in corso un'infestazione dovuta al ragnetto rosso, un acaro che può diventare molto dannoso se non si interviene tempestivamente.

Rimedi: il rimedio principe è quello di aumentare l'umidità intorno alla pianta in quanto è l'aria secca ed asciutta che favorisce la sua proliferazione. Se l'infezione è però particolarmente grave occorre intervenire con acaricidi specifici reperibili nei centri specializzati in giardinaggio.

Foto acaro

Presenza di chiazze bianche e cotonose

Questo sintomo indica molto chiaramente che siamo in presenza della cocciniglia  cotonosa (o farinosa). Si tratta di insetti molto dannosi localizzati soprattutto all'ascella delle foglie e sulla pagina inferiore che devono essere eliminati rapidamente.
Rimedi: possono essere rimossi usando un batuffolo di cotone intriso di alcool denaturato oppure se è troppo grande usare un insetticida specifico reperibile nei centri specializzati in giardinaggio.

foto cocciniglia farinosa

CURIOSITA'

Il nome del genere deriva dal greco "diplos=doppio"  e "aden=ghiandola" a causa della presenza di due ghiandole nell’ovario.

Le Dipladenia spesso sono chiamate Mandevilla in quanto un tempo erano classificate all'interno di questo genere.  

Dedicato a Pio Petrocchi
Contatti Perchè Elicriso Links Redazione Privacy
Copyright© 2000-2010 Elicriso.it - Note legali