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domenica 14 marzo 2010
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COME COLTIVARE E CURARE LE PIANTE
ECHEVERIA




L'Echeveria, questa deliziosa pianta grassa è originaria dell'America centrale, soprattutto del Messico e dell' America nord-occidentale in particolare delle zone caratterizzate da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. 
In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Fioritura Potatura Moltiplicazione Parassiti e malattie Curiosità
CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Famiglia: Crassulaceae
Genere: Echeveria
Specie: vedere il paragrafo "Principali specie"

CARATTERISTICHE GENERALI

Il genere Echeveria appartiene alla famiglia delle Crassulaceae, vasto gruppo di piante succulenti originarie dell'America centrale (soprattutto del Messico) e dell' America nord-occidentale delle zone caratterizzate da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte.

La particolarità dell'echeveria sono le foglie carnose, di forma per lo più ovoidale e disposte a rosetta, molto compatte. Il colore è vario dal verde intenso, al grigiastro, al grigio-azzurro, al verde rosato.

I fiori si sviluppano su un lungo stelo che cresce dal centro della rosetta.

In genere sono molto vistosi, campanulati,  di colore rosso o rosato e con i margini gialli.

Fiorisce a partire dalla primavera e per tutta l'estate. 

PRINCIPALI SPECIE

Il genere Echeveria comprende numerosissime specie tra le quali ricordiamo

 
ECHEVERIA DERENBERGII
 
ECHEVERIA HARMSII

ECHEVERIA GIBBIFLORA

ECHEVERIA PULVINATA 

ECHEVERIA AGAVOIDES 

ECHEVERIA SETOSA 

Altre specie sono: Echeveria affinis; Echeveria amoena; Echeveria cuspidata; Echeveria carnicolor; Echeveria chiclensis;  Echeveria elegans; Echeveria subrigida; Echeveria pulchella; Echeveria racemosa; Echeveria nodulosa; Echeveria gracilis; Echeveria fulgens; Echeveria pallida; Echeveria stolonifera; Echeveria strictiflora.

TECNICA COLTURALE

Una credenza molto diffusa è che "le piante grasse" così come in questo caso "le piante succulenti" crescono bene anche se sono trascurate. Questo non è affatto vero perchè come tutti gli esseri viventi, hanno necessità di attenzioni e cure. Possono "sopravvivere" se le trascuriamo ma non certo vivere al meglio delle loro capacità. Considerando che le cure che richiedono non sono poi tante, dedichiamo pochi minuti alla settimana a queste incredibili piante ed esse ci ripagheranno con una crescita stupenda.

In considerazione del fatto che in commercio si trovano per lo più ibridi, quindi piante che sono state ottenute per offrire una maggiore spettacolarità estetica il loro adattamento climatico in casa richiede molta luce in tutte le stagioni dell'anno e anche al sole diretto ma non nelle ore più calde delle giornate estive dalle quali è preferibile proteggerle.

Le temperature estive ottimali di coltivazione oscillano tra i 15-21°C ma tollerano anche temperature superiori. Le temperature invernali è preferibile che non scendano sotto i 7°C. Se le temperature scendono intorno a questi valori, spostatela in un luogo più caldo e luminoso.

Sono piante che amano l'aria per cui date loro aria fresca soprattutto d'estate sistemandole vicino ad una finestra aperta.

Le foglie di molto specie di Echeveria sono ricoperte da una sostanza polverosa e bisogna avere cura di non toglierla o lavare le foglie.

ANNAFFIATURA

Un aspetto importante da tenere presente nel caso dell'Echeveria è che non vanno assolutamente bagnate le foglie o meglio lasciare acqua stagnante tra le foglie. La pianta cresce molto compatta e se ha occupato tutto lo spazio del vaso e non si riuscisse ad evitare di bagnarle, è meglio che annaffiate per immersione, vale a dire lasciare il vaso per qualche minuto in immersione in acqua in modo che la terra assorba l'umidità necessaria.

In ogni caso le annaffiature dell'Echeveria devono essere effettuate quando la superficie del terriccio è secca. Una buona pratica è bagnare per bene il terriccio, poi far sgrondare tutta l'acqua in eccesso e quindi aspettare che il terreno sia secco prima di procedere con la successiva irrigazione.

Durante il periodo autunno-invernale le irrigazioni vanno sensibilmente ridotte e se le temperature si abbassano, diminuirle sempre di più.

Bisogna evitare con cura di lasciare acqua stagnante nel sottovaso in quanto i ristagni idrici non sono in alcun modo tollerati e porterebbero al marciume delle radici.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

La pianta di Echeveria come tutte le piante, ha necessità di essere rinvasata periodicamente, in primavera, se le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione.

Il rinvaso è anche un ottimo momento per controllare lo stato delle radici: se notate delle radici annerite o grigiastre (le radici devono essere bianco-panna) vanno eliminate. Prendete allora delle forbici lavate e sterilizzate (possibilmente alla fiamma) e procedete al taglio. Dopo di che cospargete nelle ferite del taglio della polvere fungicida ad ampio spettro e quindi rinvasate. In questo caso però aspettate almeno una settimana prima di annaffiare per consentire alle ferite di cicatrizzarsi. 

Per il rinvaso utilizzate una composta specifica per Cactaceae alla quale unite sabbia grossolana o perlite nella misura di 2:1 (2 parti di composta per 1 parte di sabbia o perlite).

Abbiate cura di sistemare nel foro di drenaggio dei pezzi di coccio in modo che la terra o le radici non ostruiscano il foro di drenaggio in quando i ristagni idrici sono letali per questa pianta.

Personalmente consiglio sempre di usare dei vasi di terracotta e non di plastica in quanto consentono alla terra di respirare e se il foro di drenaggio è stato sistemato in modo da garantire un buon scolo delle acque, bè, direi che è perfetto. Inoltre i vasi devono essere più larghi che profondi in quanto l'apparato radicale tende a svilupparsi in larghezza più che in profondità.

La prima annaffiatura dopo il rinvaso fatela per immersione. Ricordatevi che se avete potato le radici occorre aspettare almeno una settimana prima annaffiare per dare il tempo alle ferite di cicatrizzarsi.

CONCIMAZIONE

Dalla primavera e per tutta l'estate concimare ogni 3-4 settimane somministrando all'Echeveria un concime liquido da diluire nell'acqua di irrigazione diminuendo le dosi rispetto a quanto riportato nella confezione.

A partire dall'autunno e per tutto l'inverno, sospendere le concimazioni perchè l'Echeveria va in riposo vegetativo per cui non si devono dare concimi che si accumulerebbero nel terreno creando un ambiente dannoso per le radici della pianta.

Per assicurare alla vostra Echeveria un'ottima crescita, somministrate un concime equamente bilanciato in Azoto, Fosforo e Potassio (ad esempio 30:30:30). Oltre all'Azoto, al Fosforo ed al Potassio (macroelementi) assicuratevi però che il fertilizzante che usate contenga sempre anche i "microelementi" quali il Magnesio (Mg), il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.

FIORITURA

Se assicurate alla vostra Echeveria la giusta quantità di luce, acqua e concime, così come indicato nei rispettivi paragrafi, avrete delle bellissime fioriture.

La pianta di solito inizia a fiorire da marzo e prosegue per tutta l'estate, fino a settembre.

POTATURA

L'Echeveria non si pota. Vanno semplicemente eliminate le foglie che via via disseccano o si danneggiano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie. 

Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.

MOLTIPLICAZIONE

L'Echeveria si moltiplica per talea fogliare, per seme, per polloni.

Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere una pianta di Echeveria ben precisa o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.

MOLTIPLICAZIONE PER POLLONI

A marzo si preleva dall'Echeveria un pollone basale (sono le piccole piantine che crescono alla base della pianta madre) utilizzando un coltello ben affilato pulito e disinfettato (possibilmente alla fiamma). 

Si lascia asciugare la superficie tagliata per 1-2 gg per far cicatrizzare la ferita.

Il pollone si pianta in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali e si tiene al caldo, in buona luce ma non al sole diretto e si concima una volta la mese.

Una volta che vedrete nascere i nuovi germogli vuol dire che l'Echeveria ha radicato. A quel punto la potete trattare come una pianta adulta. 

MOLTIPLICAZIONE PER TALEE FOGLIARI

Le talee fogliari si prelevano staccando delicatamente dal fusto una foglia.  

Si pianta la parte basale della foglia in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali e si tiene in un luogo luminoso e a temperatura tra i 15-18°C e si annaffia il tanto necessario da non fare seccare il terriccio.  

Via via la foglia avvizzirà ma contemporaneamente si formeranno i nuovi germogli. Quando questi saranno sufficientemente grandi da essere manipolati si rinvasano nel vaso definitivo così come indicato per le piante adulte e si trattano come tali.

MOLTIPLICAZIONE PER SEMI

La moltiplicazione per semi dell'Echeveria si effettua tra gennaio e marzo distribuendo i semi il più uniformemente possibile su un terriccio formato da 2 parti di sabbia sottile ed una di terriccio per seme.

Potete usare dei vasi non troppo alti o dei vassoi da moltiplicazione lasciando uno spazio di almeno 2 cm tra il bordo del vaso ed il terreno. Immergete quindi il vaso nell'acqua fino a quando il terreno non sarà ben bagnato. A quel punto lasciate sgrondare l'acqua in eccesso e sistemate i semi di Echeveria sulla superficie del terriccio bagnato in modo uniforme e non interrateli ma semplicemente spruzzate un pochino d'acqua in modo che aderiscano meglio al terreno.  

Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente o una lastra di vetro che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio. Il foglio di plastica va rimosso ogni giorno per controllare il grado di umidità del terreno e togliere la condensa che si forma sulla plastica o nel vetro.
 

Il vassoio o il vaso che contiene i semi di Echeveria va tenuto all'ombra, ad una temperatura intorno ai 13-18°C e leggermente umido (usate uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione.

Una volta che i semi hanno germogliato si toglie il telo di plastica o il vetro.

Una volta che le piantine di Echeveria saranno sufficientemente grandi da essere manipolate si trapiantano nel vaso definitivo così come indicato per le piante adulte e si trattano come tali.

PARASSITI E MALATTIE

L'Echeveria, come tutte le piante succulente, non sono piante particolarmente soggette a malattie. Nel loro caso forse è più corretto parlare di fisiopatie vale a dire malattie dovute non a causa di agenti patogeni ma a cattive tecniche di coltivazione.

Il fusto della pianta marcisce

Questo nell'Echeveria è il classico sintomo di troppe annaffiature.
Rimedi: purtroppo se tutta la pianta si presenta in questo modo, non c'è più niente da fare. Se invece alcuni fusti non sono ancora colpiti, potete tentare di salvare la pianta. Togliete la pianta con tutto il pane di terra dal vaso e lasciatelo all'aria in modo che il terreno si asciughi rapidamente. Controllare le radici ed eliminate quelle eventualmente marce tagliandole per almeno 1 cm sopra la zona marcia con una forbice affilata e disinfettata (possibilmente alla fiamma), così come i fusti oramai morti. Cospargete la superficie di taglio con una polvere fungicida ad ampio spettro e quindi rinvasate. Aspettate almeno due settimana prima di annaffiare nuovamente e soprattutto adottate, per il futuro, maggiore cautela nella quantità d'acqua che somministrate.

La pianta avvizzisce e perde le foglie

Per lo più questo sintomo è dovuto a temperature troppo basse o a correnti d'aria fredda.
Rimedi: sistemate la pianta in posizione più idonea.

Le parti verdi della pianta si decolorano ed appaiono come "svuotate":

Questo sintomo è in genere dovuto a troppo poche irrigazioni. Se stiamo diversi mesi senza annaffiare la pianta, specialmente d'estate, la pianta esaurisce tutta l'acqua contenuta nei tessuti e quindi appare come "svuotata".
Rimedi: non sempre se si arriva a questo stadio è possibile recuperare la pianta, in ogni caso, val la pena fare un tentativo ridando un po' più di attenzione alla nostra pianta con giuste irrigazioni.

Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie

Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza di  Cocciniglia ed in particolare della Cocciniglia bruna. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza di  Cocciniglia ed in particolare della Cocciniglia farinosa. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.

CURIOSITA'

L'Echeveria deve il suo nome al pittore naturalistico messicano Atanasio Echeverria vissuto alla fine del 1700 molto famoso per i suoi dipinti sulla natura.

Dedicato a Pio Petrocchi
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