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martedì 7 febbraio 2012
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COME COLTIVARE E CURARE LE PIANTE
ECHINOPSIS



Le Echinopsis sono delle piante molto diffuse originarie delle zone desertiche dell'America meridionale. 
In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Fioritura Moltiplicazione Parassiti e malattie
CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Famiglia: Cactaceae
Genere: Echinopsis
Specie: vedere il paragrafo "Principali specie"

CARATTERISTICHE GENERALI

Il genere Echinopsis appartiene alla famiglia delle Cactaceae e comprende numerosissime specie originarie del sud America. In particolare questo genere è originario delle zone desertiche tanto che fa parte di quel vasto gruppo di piante chiamate "Piante del deserto", adattate quindi a vivere in condizioni proibitive: sole molto caldo di giorno e notti spesso fredde se non gelide.  Sono quindi adattate a vivere anche in condizioni che farebbero morire qualunque altra pianta. Ciò e possibile grazie alla struttura dei loro fusti che sono in grado di immagazzinare l'acqua che non viene dispersa grazie alle loro foglie trasformate in spine.

L'Echinopsis, come tutti i generi appartenenti alla famiglia delle Cactaceae,   viene chiamata anche "pianta grassa" che sta ad indicare il fatto che è una pianta che è in grado di accumulare acqua nei suoi tessuti. Altri nomi generici con i quali sono identificate questo tipo di piante sono:  "piante carnose" per via dei loro fusti grossi e polposi e "piante succulente" per il fatto che se vengono tagliate, lasciano fuoriuscire un liquido più o meno viscoso.

La particolarità delle Cactaceae  è che sono piante totalmente sprovviste di rami  ed i fiori crescono da un "cuscino" di peli (areola) direttamente dal fusto. 

Sono piante provviste di un fusto globoso, molto spesso allungato provvisto di costolature per tutta la sua lunghezza nelle quale si sviluppano delle spine abbastanza consistenti che altro non sono che le foglie. Questa trasformazione è un adattamento della natura alle condizioni nelle quali vivono nei loro ambienti naturali che consente di ridurre la traspirazione al minimo e quindi la perdita dell'acqua immagazzinata con tanta difficoltà. 

Le spine nascono lungo le costolature da  delle piccole protuberanze dette "areole"   disposte a ciuffetti che ricordano una stella.

I fiori compaiono d'estate, in corrispondenza delle areole  non prima che la pianta abbia raggiunto il terzo anno d'età, molto grandi, appariscenti, di colore per lo più bianco-rosato variamente sfumato, profumati. 

I fiori non hanno una lunga vita, durano infatti non più di due giorni:  sbocciano poco dopo il tramonto e durano una notte e tutto il giorno dopo e poi muoiono ma vengono rinnovati continuamente per tutta l'estate. 


Echinopsis tubiflora 

PRINCIPALI SPECIE

Esistono numerosissime specie appartenenti al genere Echinopsis tra le quali ricordiamo:

Echinopsis eyriesii; Echinopsis ancistrophora; Echinopsis bridgesii; Echinopsis leucantha; Echinopsis mamillosa; Echinopsis tubiflora; Echinopsis melanopotamica; Echinopsis mirabilis; Echinopsis obrepanda; Echinopsis huascha; Echinopsis mamillosa; Echinopsis minuana; Echinopsis multiplex; Echinopsis oxygona; Echinopsis pachanoi; Echinopsis shaferi; Echinopsis silvestrii; Echinopsis subdenudata; Echinopsis tapecuana; Echinopsis calochora, Echinopsis turbinata; Echinopsis vallegrandensis; Echinopsis tubiflora.

TECNICA COLTURALE

Una credenza molto diffusa è che "le piante grasse" crescono bene anche se sono trascurate. Questo non è affatto vero perchè come tutti gli esseri viventi, hanno necessità di attenzioni e cure. Possono "sopravvivere" se le trascuriamo ma non certo vivere al meglio delle loro capacità. Considerando che le cure che richiedono non sono poi tante, dedichiamo pochi minuti alla settimana a queste incredibili piante ed esse ci ripagheranno con una crescita stupenda.


Echinopsis pachanoi 

Le Echinopsis sono piante che richiedono molta luce, in tutte le stagioni dell'anno, con l'esposizione al sole diretto. L'ottimale è un'esposizione a sud e da evitare invece un'esposizione a nord.

Se la pianta è tenuta su un davanzale dietro dei vetri doppi, durante l'estate tenetela in leggera ombra in quanto i raggi del sole in quel caso sono troppo concentrati.

Le temperature estive ottimali di coltivazione sono tra i 15 - 24°C. Mentre quelle autunnali ed invernali si devono aggirare tra i 10-13 °C e sopportano anche temperature intorno ai 7°C.

Sono piante che amano l'aria per cui date loro aria fresca soprattutto d'estate sistemandole vicino ad una finestra aperta.

ANNAFFIATURA

Le annaffiature dell'Echinopsis devono essere effettuate quando la superficie del terriccio è secca. Mediamente quindi durante il periodo primaverile - estivo una volta alla settimana e durante il periodo autunno-invernale una volta al mese, ovviamente in funzione della temperatura.

Bisogna evitare con cura di lasciare acqua stagnante nel sottovaso in quanto i ristagni idrici non sono in alcun modo tollerati e porterebbero al marciume delle radici.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

La Echinopsis, come tutte le piante, ha necessità di essere rinvasata periodicamente. Molto spesso non effettuiamo questa pratica scoraggiati dalle spine per cui rimandiamo sempre il "momento difficile" con grave danno per la nostra pianta.

In genere tutte le Cactacee hanno un apparato radicale che si espande molto per il fatto che le radici, nel loro ambiente naturale, vanno a ricercare nel terreno circostante la poca umidità ed il poco nutrimento che riescono a trovare. Pensiamo che in natura un Cactus del deserto di appena 15 cm può avere delle radici che si espandono per un metro quadrato! 

Un segnale che vi da la pianta per dirvi che il vaso che le ospita è troppo piccolo, malgrado le annaffiature, le concimazioni e l'esposizione siano perfette, è un rallentamento della crescita. Se sollevate la pianta dal vaso vedrete che le radici sono un tutt'uno con il terreno e qualcuna spunta anche dal foro di drenaggio.  Per cui è buona norma ogni anno, in primavera, controllare  per vedere se le radici sono costrette e troppo ammassate.


Echinopsis tubiflora 

Il rinvaso è anche un ottimo momento per controllare lo stato delle radici: se notate delle radici annerite o grigiastre (le radici devono essere bianco-panna) vanno eliminate. Prendete allora delle forbici lavate e sterilizzate (possibilmente alla fiamma) e procedete al taglio. Dopo di che cospargete nelle ferite del taglio della polvere fungicida ad ampio spettro e quindi rinvasate. In questo caso però aspettate almeno una settimana prima di annaffiare per consentire alle ferite di cicatrizzarsi. 

Per il rinvaso utilizzate una composta specifica per Cactaceae alla quale unite sabbia grossolana o perlite nella misura di 2:1 (2 parti di composta per 1 parte di sabbia o perlite).

Abbiate cura di sistemare nel foro di drenaggio dei pezzi di coccio in modo che la terra o le radici non ostruiscano il foro di drenaggio in quando i ristagni idrici sono letali per questa pianta.

Personalmente consiglio sempre di usare dei vasi di terracotta e non di plastica in quanto  consentono alla terra di respirare e se il foro di drenaggio è stato sistemato in modo da garantire un buon scolo delle acque, bè, direi che è perfetto. Inoltre i vasi devono essere più larghi che profondi in quanto l'apparato radicale tende a svilupparsi in larghezza più che in profondità. 

Per effettuare un buon rinvaso di queste "piante spinose" procedete in questo modo: annaffiate per bene il terriccio e lasciate sgrondare l'acqua per qualche ora: questa operazione rende più facile l'estrazione della pianta dal vaso. Quindi indossate un bel paio di guanti o prendete dei foglie di giornale che userete come un guanto.

Rovesciate il vaso picchiettando sul fondo e tirate delicatamente la pianta. Se la pianta fa resistenza, infilate una matita nel foro di drenaggio e spingete.

Poco prima avrete già preparato il nuovo vaso, più grande, nel quale avrete sistemato nel fondo dei pezzi di coccio nel foro di drenaggio ed un po' del terriccio indicato precedentemente miscelato e pronto ad essere utilizzato. Sistemate quindi il nuovo terriccio tutto intorno avendo molta cura che la composta e quindi l'altezza alla quale sistemate la pianta, sia uguale alla precedente. Non interratela nè di più, nè di meno.

La prima annaffiatura dopo il rinvaso fatela per immersione del vaso. Ricordatevi che se avete potato le radici occorre aspettare almeno una settimana prima annaffiare per dare il tempo alle ferite di cicatrizzarsi.

CONCIMAZIONE

Dalla primavera e per tutta l'estate concimare ogni 3-4 settimane con un concime liquido da diluire nell'acqua di irrigazione.

A partire dall'autunno e per tutto l'inverno, sospendere le concimazioni perchè l'Echinopsis va in riposo vegetativo per cui non si devono dare concimi che si accumulerebbero nel terreno creando un ambiente dannoso per le radici della pianta.

Per assicurare alla vostra Echinopsis un'ottima crescita ed una eccellente fioritura, somministrate un concime equamente bilanciato in Azoto, Fosforo e Potassio (ad esempio 30:30:30). Oltre all'Azoto, al Fosforo ed al Potassio (macroelementi) assicuratevi però che il fertilizzante che usate per le vostre Echinopsis contenga sempre anche i "microelementi" quali il Magnesio (Mg), il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.


Echinopsis minuana
FIORITURA

Se assicurate alla Echinopsis la giusta quantità di luce solare, acqua e concime, così come indicato nei rispettivi paragrafi, avrete delle bellissime fioriture.

La pianta di solito inizia a fiorire dall'inizio dell'estate e prosegue per tutta l'estate. I fiori non hanno una lunga vita, durano infatti non più di due giorni: sbocciano poco dopo il tramonto e durano una notte e tutto il giorno dopo e poi muoiono ma vengono rinnovati continuamente per tutta l'estate.

MOLTIPLICAZIONE

L'Echinopsis si moltiplica per divisione dei germogli basali o per seme. Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere una pianta ben precisa o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.

MOLTIPLICAZIONE PER GERMOGLI BASALI

I germogli basali sono le piccole piantine che crescono alla base della pianta madre. Per asportarli utilizzate un coltello bel affilato e disinfettato (possibilmente alla fiamma).

Spesso questi germogli sono provvisto di radici per cui in questo caso, appena vengono prelevati dalla pianta madre vanno subito rinvasati  senza annaffiare per circa 2-3 settimane per evitare l'insorgenza di marciumi.

Nel caso il germoglio che prelevate sia sprovvisto di radici allora prima di rinvasare si lasciano asciugare le superfici tagliate per circa 7 gg.

Utilizzate in entrambi i casi un composto come indicato nel paragrafo "Rinvaso".

Dopo il rinvaso la pianta va trattata come una pianta adulta.

 

MOLTIPLICAZIONE PER SEMI

La moltiplicazione per semi della Echinopsis si effettua in marzo-aprile distribuendo i semi il più uniformemente possibile su un terriccio formato da 2 parti di terriccio per seme ed una di vermiculite.

Potete usare dei vasi non troppo alti o dei vassoi da moltiplicazione lasciando uno spazio di almeno 2 cm tra il bordo del vaso ed il terreno. Immergete quindi il vaso nell'acqua fino a quando il terreno non sarà ben bagnato. A quel punto lasciate sgrondare l'acqua in eccesso e sistemate i semi sulla superficie del terriccio in modo uniforme ed eventualmente usate un pezzo di legno per interrarli in maniera uniforme oppure cospargete sopra un po' di terriccio.

Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente o una lastra di vetro che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio. Il foglio di plastica va rimosso ogni giorno per controllare il grado di umidità del terreno e togliere la condensa che si forma sulla plastica o nel vetro.

Il vassoio o il vaso che contiene i semi di Echinopsis va tenuto all'ombra, ad una temperatura intorno ai 21°C e leggermente umido (usate uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione.

Una volta che i semi hanno germogliato (in genere la germinazione avviene dopo 1-2 mesi ed alle volte anche di più) si toglie il telo di plastica o il vetro. Ora poichè i semi non germogliano tutti assieme ma in maniera scalare, occorrerà garantire alle nuove nate un po' di luce. Per cui sistemate il vassoio o il vaso in modo che ricevano un po' di luce, ma non eccessiva, in modo da rispettare anche i semi che ancora non hanno germinato.

In ogni caso a quel punto togliete la plastica o la lastra di vetro.

Una volta che le piantine saranno sufficientemente grandi da essere manipolate si trapiantano nel vaso definitivo. Tenete conto in questa fase che le piantine impiegheranno diversi mesi ed anche un anno prima di avere le dimensioni idonee per essere trapiantate. Non vi scoraggiate. Tenetele tranquillamente nel loro vassoio e trattatele come le piante adulte ma non rinvasatele prima che abbiamo le dimensioni adeguate.

PARASSITI E MALATTIE

Le Echinopsis, come tutte le Cacataceae, non sono piante particolarmente soggette a malattie. Nel loro caso forse è più corretto parlare di fisiopatie vale a dire malattie dovute non a causa di agenti patogeni ma a cattive tecniche di coltivazione.

La pianta raggrinzisce e diventa molle

Questo nelle cactacee è il classico sintomo di troppe annaffiature.
Rimedi: purtroppo quando si arriva a questo stadio non sempre è possibile recuperare la pianta. In ogni caso, togliete la pianta con tutto il pane di terra dal vaso e lasciatelo all'aria in modo che il terreno si asciughi rapidamente. Controllare le radici ed eliminate quelle eventualmente marce tagliandole per almeno 1 cm sopra la zona marcia con una forbice affilata e disinfettata (possibilmente alla fiamma), cospargete la superficie delle radici tagliate con una polvere fungicida ad ampio spettro e quindi rinvasate. Aspettate almeno due settimana prima di annaffiare nuovamente e soprattutto adottate maggiore cautela nella quantità d'acqua che somministrate.

La pianta non fiorisce, assume delle forme "strane":

per lo più la pianta si allunga ed assume una colorazione verde chiaro. Questo è il classico sintomo di poca luce.
Rimedi: sistemate la pianta in posizione più illuminata.

Le parti verdi della pianta si decolorano ed appaiono come "svuotate"

Questo sintomo è in genere dovuto a troppo poche irrigazioni. Se stiamo diversi mesi senza annaffiare la pianta, specialmente d'estate, la pianta esaurisce tutta l'acqua contenuta nei tessuti e quindi appare come "svuotata".
Rimedi: non sempre se si arriva a questo stadio è possibile recuperare la pianta, in ogni caso, val la pena fare un tentativo ridando un po' più di attenzione alla nostra pianta con giuste irrigazioni.

Le parti verdi appaiono imbrunite

se la pianta inizia a presenta questo sintomo, come se la pianta si fosse "ustionata" e si notano piccoli spacchi, vuol dire che le temperature sono troppo basse.
Rimedi: sistemare la pianta in un luogo più idoneo

Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie

Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza di  Cocciniglia ed in particolare della Cocciniglia bruna. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza di  Cocciniglia ed in particolare della Cocciniglia farinosa. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.

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