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COME COLTIVARE E CURARE LE NOSTRE PIANTE
IBISCO
(HIBISCUS)
Ibisco (Hibiscus) coltivazione e cura

L'ibisco è una splendida pianta presente in moltissimi giardini per rallegrarci con i suoi fiori.

CLASSIFICAZIONE BOTANICA


Regno
:
Plantae

Clado
: Angiosperme
Clado
: Eudicotiledoni
Clado
: Rosides
Ordine
:
Malvales

Famiglia
:
Malvaceae

Genere
:
Hibiscus

Specie
: vedere il paragrafo «Principali specie»
CARATTERISTICHE GENERALI

Il genere Hibiscus della famiglia delle Malvaceae comprende numerose specie, per lo più ornamentali, ma alcune anche di interesse economico. Ritroviamo arbusti, e piante erbacee, annuali o perenni, decidue o sempreverdi. Sono tutte piante originarie delle aree tropicali dell'Asia e delle isole del Pacifico dove possono raggiungere dimensioni notevoli mentre nelle zone con clima mite, rimangono di dimensioni più contenute.

Pur esistendo numerosissime specie tutte hanno in comune la caratteristica che i fiori, che compaiono all'ascella delle foglie o all'apice dei rami, sono imbutiformi e possono essere semplici, doppi, o plurimi e dai colori più vari: rosa, rosso, blu, giallo, bianco e talvolta con la corolla di un colore e gli stami di un colore contrastante. Il calice è costituito da cinque sepali e la corolla è formata da 5 petali, nei fiori semplici. Dal centro del fiore fuoriesce la colonna staminale sulla quale sono disposti gli stami ed in genere è più lunga della corolla. La colonna staminale porta sul suo prolungamento cinque pistilli. I fiori non sono profumati ad eccezione di poche specie (Hibiscus arnottianus e Hibiscus waimae, lievemente profumate).

E' coltivato come alberello o come siepe ed è frequente ritrovarlo in quasi tutte le città italiane per la sua resistenza sia agli agenti inquinanti quali ossidi, azoto e anidride solforosa che alle avverse condizioni climatiche.

PRINCIPALI SPECIE

Esistono circa 300 specie di Hibiscus tra le quali ricordiamo:

HIBISCUS ROSA-SINENSIS

Il più noto fiore ornamentale, detto anche ibisco della Cina è di origine incerta e comprende più di 1000 cultivars, ibridi o varietà , ottenute per ibridazione o per mutazione naturale. Il loro habitus è arbustivo, di forma arrotondata e possono raggiungere anche gli 8 m di altezza o formare delle siepi molto fitte. I fiori, il cui colore può essere rosa, scarlatto, giallo e bianco, possono essere penduli o eretti con un diametro che arriva fino a 15 cm. Ha una fioritura molto abbondante a partire dal mese di giugno e fino a settembre.

A seguire le immagini di alcune varietà... uno spettacolo!

Hibiscus rosa sinensis
Hibiscus rosa sinensis
Hibiscus rosa sinensis
Hibiscus rosa sinensis
Hibiscus rosa sinensis
Hibiscus rosa sinensis di colore giallo
Hibiscus rosa sinensis di colore rosa
HIBISCUS SYRIACUS

l'Hibiscus syriacus è una specie arbustiva a foglie decidue originaria delle zone tra la Cina e l'India, di dimensione medio-alte che può raggiungere anche i 4 m d'altezza.

Hibiscus syriacus

I fiori sono bianchi o rosa, semplici o doppi con corolla espansa e con gli stami più corti della corolla e quindi da essa non emergenti. Fiorisce a partire da fine estate a metà autunno.

HIBISCUS MILITARIS

Originaria del nord America è una pianta erbacea perenne di un paio di metri d'altezza.

Hibiscus militaris

I fiori sono larghi al massima 10-12 cm campanulati di colore molto intenso che varia dal rosa al rosso. La fioritura è tipicamente estiva (luglio - agosto).

HIBISCUS TRIONUM

Specie di origine incerta, è una pianta annuale (o perenne a vita breve), a crescita rapida, dall'aspetto cespuglioso che può raggiungere il metro di altezza.

Hibiscus trionum

Il colore dei suoi fiori varia dal giallo al bianco-crema con un caratteristico colore marrone al centro e dalla tipica forma a trombetta, larghi fino a 8 cm. Fiorisce dall'estate all'inizio dell'autunno.

Altre specie, poco coltivate nel nostro paese sono:
HIBISCUS MUTABILIS


L'ibisco mutabilis grande arbusto o piccolo alberello originario della Cina e così chiamato perché con il tempo cambia colore acquistando sfumature più scure del colore di base. E' una pianta sempreverde con i fusti ricoperti da una leggera peluria. Produce fiori imbutiformi dalla primavera all'estate, bianchi o rosa, larghi 8-12 cm talvolta con la base di colore più scuro.
HIBISCUS ELATU
 

L'ibisco elatu è un albero sempreverde, che può raggiungere i 25 m di altezza e i 35 cm di diametro. Originario di Cuba e della Giamaica è tipico delle zone di montagna e umide. Ha foglie a forma di cuore portate da larghi piccioli e i fiori tipici a imbuto. Il suo legno è molto pregiato e utilizzato per la fabbricazione di mobili di pregio.
TECNICA COLTURALE

L'ibisco è una pianta molto versatile che puo' essere coltivata con successo sia in appartamento che all'aperto, chiaramente in quest'ultimo caso purché le condizioni climatiche lo consentono. Infatti, proprio per la loro origine, non sopportano i freddi invernali per cui crescono bene all'aperto solo nelle zone caratterizzate da clima mite e in posizione soleggiata.

Coltivati in vaso, possono abbellire anche una terrazza del centro-nord Italia, purché questa sia soleggiata ed esposta a sud e soprattutto purché in inverno, o meglio quando la temperatura scende al di sotto dei 13°C, vengono portati dentro casa.

Se le vostre condizioni climatiche non permettono di tenere la pianta all'aperto tutto l'anno ma solo nei periodi primaverili ed estivi ricordatevi che l'ibisco va abituato molto gradatamente all'aria aperta. All'inizio andrà sistemata in posizione ombreggiata e protetta per diversi giorni. Successivamente per circa 10 gg si posiziona al sole diretto solo la mattina, riportandola all'ombra nelle ore di punta. Dopo di che potete lasciarla tranquillamente al sole, senza concimarla per circa un mese in modo da darle in tempo di abituarsi al cambio di sistemazione. Non vi preoccupate se all'inizio vedrete che alcune foglie ingialliscono e muoiono, è normale.

L'Hibiscus può crescere anche all'interno delle nostre case. In questo caso va collocato in una posizione molto luminosa, comunque al riparo dalle correnti d'aria. In estate è bene arieggiare il locale in cui è allocato per evitare che la temperatura superi i 25°C.

Esistono Hibiscus annuali e Hibiscus perenni. Ricordiamo che gli Hibiscus annuali, muoiono dopo la fioritura.

Hibiscus
ANNAFFIATURA

L'ibisco in estate si annaffia anche tutti i giorni, in modo che la composta sia sempre umida, evitando però i ristagni d'acqua che non sono in alcun modo tollerati, anche per brevi periodi.

E' opportuno inoltre nebulizzare regolarmente la pianta per mantenere attorno ad essa un ambiente sufficientemente umido.

Sottovaso con acqua per mantenere intorno alla pianta un ambiente umido
Un accorgimento è quello di posare il vaso che contiene la pianta su un sottovaso (o altro recipiente) nel quale avrete sistemato dell'argilla espansa o della ghiaia nel quale terrete sempre un filo d'acqua. In questo modo le radici della pianta non entreranno in contatto con l'acqua che evaporando garantirà un ambiente umido.

Dotare i termosifoni di umidificatori.

E' preferibile non utilizzare acqua calcarea in quanto sposterebbe il ph del terreno che deve essere e rimanere leggermente acido.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

Ovviamente si riferisce alle specie perenni che vanno rinvasate ogni anno, in un vaso di diametro via via maggiore contenente un buon terriccio a reazione leggermente acida, che favorisce l'assorbimento degli elementi nutritivi, molto drenante e morbido. Mescolare al terriccio della vermiculite o della perlite assieme a della corteccia che renderanno in terreno più soffice e maggiormente drenante.

Dopo il rinvaso è buona consuetudine collocare la pianta in una posizione molto luminosa ma lontana dal sole diretto.

CONCIMAZIONE

Dalla ripresa vegetativa e per tutta l'estate l'ibisco va concimato regolarmente ogni due settimane con concimi liquidi da diluire nell'acqua di irrigazione.

Sono molto sensibili in fatto di concimazione. Infatti bisogna utilizzare dei concimi completi che includano anche i microelementi quali il ferro, il rame, il boro, il manganese e il molibdeno. Mentre per quanto riguarda i macroelementi vale a dire l'azoto, il fosforo e il potassio, l'ibisco è molto sensibile al fosforo (infatti un suo accumulo nel terreno causa un declino generale della pianta). Pertanto, poichè il fosforo è comunque un elemento fondamentale per la fioritura, si consiglia di utilizzare un concime bilanciato del tipo 7:2:7 (vale a dire 7 parti di azoto, 2 di fosforo e 7 di potassio) per le concimazioni con fertilizzanti che saranno distribuiti con l'acqua di irrigazione ma usare anche un concime del tipo 10:40:10 per le concimazioni fogliari.

Durante gli altri periodi le concimazioni vanno sospese.

fioritura di una pianta di Hibiscus
FIORITURA

La fioritura è variabile a seconda della specie ma in ogni caso sempre nel periodo primaverile - estivo.

POTATURA

L'ibisco è una pianta che va potata regolarmente quando ha raggiunto i 3-4 anni di età. E' importante in quanto serve per modellare la forma, per rinvigorire piante di una certa età e per eliminare parti danneggiate o malate.

La potatura va effettuata all'inizio della primavera, alla ripresa vegetativa della pianta. Utilizzare degli attrezzi puliti e disinfettati ed il taglio va fatto appena sopra il nodo in maniera netta, senza lasciare sfilacciature ed in maniera leggermente inclinata, nella direzione in cui desiderate che il futuro ramo si sviluppi.

Potatura Hibiscus

Una buona consuetudine è la cimatura che consente di incrementare la formazione delle ramificazioni laterali e quindi avere una pianta più ricca.

MOLTIPLICAZIONE

L'ibisco annuale si propaga per seme mentre l'ibisco perenne si propaga per talea legnosa.

Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere una pianta di ibisco ben precisa o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.

MOLTIPLICAZIONE PER SEMI

La moltiplicazione per semi si effettua in marzo distribuendo i semi il più uniformemente possibile date le piccole dimensioni, in file parallele su un terriccio per semi. Dato che i semi sono piccoli, per interrarli leggermente, spingeteli sotto il terriccio usando un pezzo di legno piatto. Sarebbe buona norma, per prevenire eventuali attacchi di funghi, somministrare con l'acqua di irrigazione anche un fungicida ad ampio spettro, nelle dosi indicate nella confezione.

Moltiplicazione per seme: 
disposizione dei semi nel terreno
Moltiplicazione per seme: uso di un nebulizzatore per inumidire il terreno
Moltiplicazione per seme: uso di un foglio di plastica trasparente per evitare che il terreno si secchi troppo rapidamente e per mantenere una umidità costante

Il vassoio che contiene i semi va tenuto all'ombra, ad una temperatura intorno ai 13-17°C e costantemente umido (usate uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione. Il vassoio va inoltre ricoperto con un foglio di plastica trasparente che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio.

Una volta che i semi hanno germogliato, si toglie il telo di plastica, e mano a mano che le piantine crescono, si aumenta la quantità di luce (mai il sole diretto) , si riduce la temperatura intorno ai 18°C e si assicura una buona ventilazione. Tra tutte le piantine nate, sicuramente ci saranno quelle meno vigorose rispetto ad altre. Individuatele ed eliminatele in questo modo garantirete più spazio alle piantine più robuste. Quando saranno sufficientemente grandi da poter essere manipolate (almeno 10 cm di altezza), le trapianterete facendo in ogni caso molta attenzione a non rovinare alcuna parte della pianta (sarebbe preferibile usare una forchetta per queste operazioni che infilerete al di sotto del terreno per prendere la piantina intera e metterla nel nuovo vaso) in un terriccio così come indicato per le piante adulte e le trattate come tali.

L'ibisco perenne si propaga per TALEA LEGNOSA tra aprile ed agosto. In questo caso, si toglie un germoglio dalla pianta madre, che abbia alla base un pezzo di legno prodotto nell'anno precedente; la base della stessa può essere immersa in una polvere rizogena (che stimola la produzione di radici).  Fatto questo la talea di ibisco si pianta in una cassetta contenente terriccio misto a sabbia di fiume (perlite) fino a 2/3 della lunghezza; la cassetta va poi coperta con un involucro di plastica trasparente. Usate dei bastoncini che sistemerete nel terriccio per tenere la plastica lontana dalla talea.

Collocate il vaso in una posizione dove ci sia luce abbondante ma non sole diretto e una temperatura intorno ai 21°C.Ogni giorno aprite l'involucro e controllate il grado di umidità del terriccio e fate un modo che sia sempre umido ed eliminate eventuale condensa presente nella plastica.

Dopo circa 3 mesi avranno radicato e si potranno così trasferire in singoli vasi del diametro di 10 cm.

PARASSITI E MALATTIE

L'ibisco è soggetto agli attacchi dei principali fitofagi (acari, afidi, cocciniglie) ed è soggetto a diverse fisiopatie legate a cattive tecniche di coltivazione.

Una avvertenza molto importante da seguire è quella di non usare gli stessi prodotti sia per la piante allevate in casa che per quelle all'aperto; per queste ultime infatti i fitofarmaci da usare sono molto più concentrati per cui potrebbero risultare tossici per l'uomo e per le piante stesse.

Una buona consuetudine, per le piante che crescono in vaso all'aperto è di pulire la pianta con getti d'acqua in modo da eliminare polvere ed eventuali insetti indesiderati. Preventivamente però abbiate l'accortezza di coprire il vaso con un foglio di plastica in modo da non far andare l'acqua nella terra. Certamente questo sistema non è risolutivo se avete ad esempio afidi o altri "ospiti" indesiderati, ma certamente aiuta ed il vostro ibisco vi ringrazierà. Questo sistema è consigliata anche prima di eventuali trattamenti in quanto contribuisce a ridurre il numero dei patogeni. Ovviamente tale operazione va fatta la mattina presto, in modo da dare il tempo alla pianta di asciugarsi prima dei raggi del sole più cocenti che rischierebbero di bruciare la pianta per il pericoloso "effetto lente" causato dalle gocce d'acqua.

Produzione di molte foglie ma nessun fiore

E' probabile che le concimazioni siano troppo abbondanti o frequenti.
Rimedi: sospendere le concimazioni per uno-due mesi e riprendere diradandole e diminuendo le dosi.

Le foglie ingialliscono o avvizziscono

Probabilmente la pianta è esposta a correnti d'aria, oppure è danneggiata dal gelo se viene dimenticata all' aperto nella stagione fredda.
Rimedi: sistematela in una posizione più idonea.

Foglie che crescono stentatamente deboli e gialle

Questo sintomo è una manifestazione di una carenza d'azoto.
Rimedi: concimare la pianta con un buon fertilizzante azotato ad alto titolo, meglio liquido.

Attenzione a non confondere questo sintomo con il normale adattamento fisiologico della pianta quando viene portata all'aperto con la bella stagione.

Crescita stentata di tutta la pianta

E' probabile che il vaso non sia più sufficiente a contenere tutte le radici.
Rimedi: trapiantare l'ibisco in un vaso più capiente.

Boccioli sempre chiusi

Questo sintomo è indice di poca luce.
Rimedi: spostare l'ibisco in una posizione più luminosa.

Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie

Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza di cocciniglia: cocciniglia farinosa (o cotonosa) e cocciniglia bruna. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e osservarle. Confrontatele con la foto riportata, sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.

Cocciniglia bruna e cocciniglia farinosa sulla pianta

Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.

Foglie che iniziano ad ingiallire, appaiono macchiettate di giallo e marrone

Se le foglie iniziano ad ingiallire e successivamente a queste manifestazioni si accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Osservando attentamente si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Con questa sintomatologia siamo molto probalbilmente in presenza di un attacco di ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso e dannoso.

Acari delle piante

Rimedi: aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se la pianta non è particolarmente grande, si può anche provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il parassita usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato. Dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.

Presenza di piccoli animaletti biancastri sulla pianta

Se notate dei piccoli insettini mobili di colore bianco-giallastro-verdastri siete quasi sicuramente in presenza di afidi o come comunemente sono chiamati pidocchi. Osservateli con una lente di ingrandimento e confrontateli con la foto a lato, sono inconfondibili, non ci si può sbagliare.

Afidi delle piante

Rimedi: trattare la pianta con antiparassitari specifici facilmente reperibili da un buon vivaista.

Per combattere tutti gli insetti ad apparato boccale pungente - succhiate e masticatore si consiglia di utilizzare prodotti sistemici, vale a dire che entrano nel circolo linfatico della pianta e quindi sono assorbiti durante la nutrizione. Sortiscono degli ottimi risultati i prodotti a base di Imidacloprid. Nell'ibisco non utilizzare mai prodotti a base di malathion in quanto non è tollerato dalla pianta.

CURIOSITA'

Tra le 300 specie di di interesse economico abbiamo l'Hibiscus cannabinus noto come kenaf utilizzato nell'industria cartaria per il suo alto contenuto in cellulosa e nell'industria della canapa.

L'ibisco è il fiore nazionale della Malesia.

E' una pianta molto apprezzata nei Paesi del centroamerica quali le Hawai dove specie provenienti dalla Cina si sono incrociate con le specie endemiche hawaiane dando origine a delle piante spettacolari. Troviamo però grandi coltivazioni di ibisco anche in Australia e Nuova Zelanda.

Noto anche l'Hibiscus esculentus (foto sotto) coltivato nei paesi tropicali e sub tropicali per i suoi frutti e semi usati come alimento.

Frutto di Hibiscus sculentus

Con l'Hibiscus sabdariffa (foto sottoo), tipico dell'Africa orientale ma coltivato anche in America e in India, si ottiene una famosa bevanda, il karkadè (parola di origine eritrea) che si ottiene dai calici del fiore, dal sapore acidulo per la presenza di acido citrico e acido tartarico.

Hibiscus sabdariffa

Il karkadè era molto favorito durante il regime fascista, perchè prodotto in Abissinia, ossia nell'Africa Orientale Italiana e veniva proposto come sostituto italiano del the, disprezzata bevanda inglese (1).
Negli ultimi anni questa gradevole bevanda è ritornata di moda preferendola al tè in quanto meno eccitante.

LINGUAGGIO DEI FIORI E DELLE PIANTE

Vedi: «Ibisco - Il linguaggio dei fiori e delle piante».

Note
(1) Specifica del nostro lettore Maurizio da Brescia

Trovapiante