|
CLASSIFICAZIONE BOTANICA
Famiglia: Malvaceae
Genere: Hibiscus
Specie:
vedere il paragrafo "Principali specie"
CARATTERISTICHE GENERALI
Il genere Hibiscus appartiene alla famiglia delle Malvacee ed esistono numerose
specie per lo più ornamentali ma alcune anche di interesse economico. E' un arbusto
sempreverde e nelle sue zone di origine, le aree tropicali dell'Asia e le isole
del Pacifico, può raggiungere dimensioni notevoli mentre nelle zone con clima mite,
non raggiunge dimensioni rilevanti.
Pur esistendo numerosissime specie tutte hanno in comune la caratteristica che i
fiori, che compaiono all'ascella delle foglie o all'apice dei rami, sono imbutiformi.
Possono essere semplici, doppi, o plurimi. Il calice è costituito da cinque sepali
e la corolla è formata da 5 petali nei fiori semplici. Dal centro del fiore fuoriesce
la colonna staminale sulla quale sono disposti gli stami ed in genere è più lunga
della corolla. La colonna staminale porta sul suo prolungamento cinque pistilli.
I fiori non sono profumati ad eccezione di poche specie (Hibiscus arnottianus e
Hibiscus waimae, lievemente profumate).
E' coltivato come alberello o come siepe ed è frequente ritrovarlo in quasi tutte
le città italiane per la sua resistenza sia agli agenti inquinanti quali gli Ossidi
a Azoto e Anidride solforosa sia ad avverse condizioni climatiche.
PRINCIPALI SPECIE
Esistono circa 300 specie di Hibiscus tra le quali ricordiamo:
|
HIBISCUS ROSA SINENSIS
Il più noto fiore ornamentale, detto anche "Ibisco della Cina" con circa
1000 varietà di incerta origine, ottenute per ibridazione e per mutazione. Il loro
habitus è arbustivo, di forma arrotondata e possono raggiungere anche i 8 m di altezza
o formare delle siepi molto fitte. I fiori, il cui colore può essere rosa, scarlatto,
giallo e bianco, possono essere penduli o eretti con un diametro che arriva fino
a 15 cm. Ha una fioritura molto abbondante a partire dal mese di giugno e fino a
settembre.
Riportiamo alcune varietà.
|
|
HIBISCUS SIRIACUS
Specie arbustiva originaria della Siria di dimensione medio-alta che può raggiungere
anche i 4 m d'altezza.
I fiori sono bianchi o rosa, semplici o doppi con corolla espansa e con gli stami
più corti della corolla e quindi da essa non emergenti.
Fiorisce a partire da luglio e fino ad ottobre.
|
HIBISCUS MILITARIS
Originaria del Nord-America è una pianta erbacea perenne di un paio di metri d'altezza.
I fiori sono larghi al massima 10-12 cm campanulati di colore molto intenso che
varia dal rosa al rosso.
La fioritura è tipicamente estiva (luglio - agosto).
|
|
|
HIBISCUS TRIONUM
Originario dell'Africa è una pianta annuale dall'aspetto cespuglioso che può raggiungere
il metro di altezza.
Il colore dei suoi fiori varia dal giallo al bianco-crema con un caratteristico
colore marrone al centro.
Fiorisce da agosto a settembre.
|
Altre specie, poco coltivate nel nostro paese sono: HIBISCUS
MUTABILIS, originario della Cina meridionale cosi' chiamato perché
con il tempo cambia colore acquistando sfumature più scure del colore di base.
HIBISCUS ELATUS, è l'albero nazionale della
Giamaica ed è una specie forestale di montagna che può raggiungere anche i 25 m
d'altezza.
HIBISCUS TILIACEUS cresce nelle coste delle
Isole Salomone e le cui fibre vengono utilizzate per confezionare gonnellini da
ballo.
TECNICA COLTURALE
L'Hibiscus è una pianta molto versatile che puo' essere coltivata con successo sia
in appartamento che all'aperto, chiaramente in quest'ultimo caso purché le condizioni
climatiche lo consentono. Infatti, proprio per la loro origine, non sopportano i
freddi invernali per cui crescono bene all'aperto solo nelle zone caratterizzate
da clima mite e in posizione soleggiata.
Coltivati in vaso, possono abbellire anche una terrazza del centro-nord Italia,
purché questa sia soleggiata ed esposta a sud e soprattutto purché in inverno, o
meglio quando la temperatura scende al di sotto dei 13°C, vengono portati dentro
casa.
Se le vostre condizioni climatiche non permettono di tenere la pianta all'aperto
tutto l'anno ma solo nei periodi primaverili ed estivi ricordatevi che l'Ibisco
va abituato molto gradatamente all'aria aperta. All'inizio andrà sistemata in posizione
ombreggiata e protetta per diversi giorni. Successivamente per circa 10 gg si posiziona
al sole diretto solo la mattina, riportandola all'ombra nelle ore di punta. Dopo
di che potete lasciarla tranquillamente al sole, senza concimarla per circa un mese
in modo da darle in tempo di abituarsi al cambio di sistemazione. Non vi preoccupate
se all'inizio vedrete che alcune foglie ingialliscono e muoiono, è normale.
L'Hibiscus può crescere anche all'interno delle nostre case. In questo caso va collocato
in una posizione molto luminosa, comunque al riparo dalle correnti d'aria. In estate
è bene arieggiare il locale in cui è allocato per evitare che la temperatura superi
i 25°C.
Esistono Hibiscus annuali e Hibiscus perenni. Ricordiamo che gli Hibiscus annuali,
muoiono dopo la fioritura.
ANNAFFIATURA
In estate si annaffia anche tutti i giorni, in modo che la composta sia sempre umida,
evitando però i ristagni d'acqua che non sono in alcun modo tollerati, anche per
brevi periodi.
E' opportuno inoltre nebulizzare regolarmente la pianta per mantenere attorno ad
essa un ambiente sufficientemente umido.
|
Un accorgimento è quello di posare il vaso che contiene la pianta su un sottovaso
(o altro recipiente) nel quale avrete sistemato dell'argilla espansa o della ghiaia
nel quale terrete sempre un filo d'acqua. In questo modo le radici della pianta
non entreranno in contatto con l'acqua che evaporando garantirà un ambiente umido.
|
|
Dotare i termosifoni di umidificatori.
E' preferibile non utilizzare acqua calcarea in quanto sposterebbe il ph del terreno
che deve essere e rimanere leggermente acido.
TIPO DI TERRENO - RINVASO
Ovviamente si riferisce alle specie perenni che vanno rinvasate ogni anno, in un
vaso di diametro via via maggiore contenente un buon terriccio a reazione leggermente
acida, che favorisce l'assorbimento degli elementi nutritivi, molto drenante e morbido.
Mescolare al terriccio della vermiculite o della perlite assieme a della corteccia
che renderanno in terreno più soffice e maggiormente drenante.
Dopo il rinvaso è buona consuetudine collocare la pianta in una posizione molto
luminosa ma lontana dal sole diretto.
CONCIMAZIONE
Dalla ripresa vegetativa e per tutta l'estate l'Ibisco va concimato regolarmente
ogni due settimane con concimi liquidi da diluire nell'acqua di irrigazione.
Gli Ibisco sono molto sensibili in fatto di concimazione. Innanzitutto bisogna utilizzare
dei concimi completi che includano anche i microelementi quali il Ferro, il Rame,
il Boro, il Manganese, il Molibdeno, ecc.
Per quanto riguarda inoltre l'Azoto, il Fosforo ed il Potassio, l'Ibisco è una pianta
molto sensibile al Fosforo infatti un suo accumulo nel terreno causa un declino
generale della pianta. Pertanto, poichè il Fosforo è comunque un elemento fondamentale
per la fioritura, si consiglia di utilizzare un concime bilanciato del tipo 7:2:7
per le concimazioni con fertilizzanti che saranno distribuiti con l'acqua di irrigazione
ma di integrare con un concime del tipo 10:40:10 facendo delle concimazioni fogliari.
Durante gli altri periodi le concimazioni vanno sospese.
|
FIORITURA
La fioritura è variabile a seconda della specie ma in ogni caso sempre nel periodo
primaverile - estivo.
|
POTATURA
L'Ibisco è una pianta che va potata regolarmente quando ha raggiunto i 3-4 anni
di età. E' importante in quanto serve per modellare la forma che assumeranno, per
rinvigorire piante di una certa età e per eliminare parti danneggiate o malate.
La potatura va effettuata all'inizio della primavera, alla ripresa vegetativa della
pianta. Utilizzare degli attrezzi puliti e disinfettati ed il taglio va fatto appena
sopra il nodo in maniera netta, senza lasciare sfilacciature ed in maniera leggermente
inclinata, nella direzione in cui desiderate che il futuro ramo si sviluppi.

Una buona consuetudine è la cimatura che consente di incrementare la formazione
delle ramificazioni laterali e quindi avere una pianta più ricca.
MOLTIPLICAZIONE
L'Ibisco annuale si propaga per seme mentre l'Ibisco perenne si propaga per
talea legnosa.
Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione
per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si
è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora
si voglia ottenere una pianta di Ibisco ben precisa o non si è certi della qualità
del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.
Per quanto riguarda la MOLTIPLICAZIONE PER
SEMI si effettua in marzo distribuendo i semi il più uniformemente possibile
date le piccole dimensioni, in file parallele su un terriccio per semi. Dato che
i semi sono piccoli, per interrarli leggermente, spingeteli sotto il terriccio usando
un pezzo di legno piatto.
Sarebbe buona norma, per prevenire eventuali attacchi di funghi, somministrare
con l'acqua di irrigazione anche un fungicida ad ampio spettro, nelle dosi indicate
nella confezione.
|
|
Il vassoio che contiene i semi va tenuto all'ombra, ad una temperatura intorno ai
13-17°C e costantemente umido (usate uno spruzzatore per inumidire totalmente il
terriccio) fino al momento della germinazione.
Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente che garantirà una
buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio.
|
|
|
Una volta che i semi hanno germogliato, si toglie il telo di plastica, e mano a
mano che le piantine crescono, si aumenta la quantità di luce (mai il sole diretto)
, si riduce la temperatura intorno ai 18°C e si assicura una buona ventilazione.
Tra tutte le piantine nate, sicuramente ci saranno quelle meno vigorose rispetto
ad altre. Individuatele ed eliminatele in questo modo garantirete più spazio alle
piantine più robuste.
|
|
Quando saranno sufficientemente grandi da poter essere manipolate (almeno 10 cm
di altezza), le trapianterete facendo in ogni caso molta attenzione a non rovinare
alcuna parte della pianta (sarebbe preferibile usare una forchetta per queste operazioni
che infilerete al di sotto del terreno per prendere la piantina intera e metterla
nel nuovo vaso) in un terriccio così come indicato per le piante adulte e le trattate
come tali.
L'Ibisco perenne si propaga per TALEA LEGNOSA tra aprile ed agosto. In questo caso,
si toglie un germoglio dalla pianta madre, che abbia alla base un pezzo di legno
prodotto nell'anno precedente; la base della stessa può essere immersa in una polvere
rizogena (che stimola la produzione di radici).
Fatto questo la talea di Ibisco si pianta in una cassetta contenente terriccio misto
a sabbia di fiume (perlite) fino a 2/3 della lunghezza; la cassetta va poi coperta
con un involucro di plastica trasparente. Usate dei bastoncini che sistemerete nel
terriccio per tenere la plastica lontana dalla talea.
Collocate il vaso in una posizione dove ci sia luce abbondante ma non sole diretto
e una temperatura intorno ai 21°C.Ogni giorno aprite l'involucro e controllate il
grado di umidità del terriccio e fate un modo che sia sempre umido ed eliminate
eventuale condensa presente nella plastica.
Dopo circa 3 mesi avranno radicato e si potranno così trasferire in singoli vasi
del diametro di 10 cm.
PARASSITI E MALATTIE
L'Hibiscus è soggetto agli attacchi dei principali fitofagi (acari, afidi, cocciniglie)
ed è soggetto a diverse fisiopatie legate a cattive tecniche di coltivazione.
Una avvertenza molto importante da seguire è quella di non usare gli stessi prodotti
sia per la piante allevate in casa che per quelle all'aperto; per queste ultime
infatti i fitofarmaci da usare sono molto più concentrati per cui potrebbero risultare
tossici per l'uomo e per le piante stesse.
Una buona consuetudine, per le piante che crescono in vaso all'aperto è di pulire
la pianta con getti d'acqua in modo da eliminare polvere ed eventuali insetti indesiderati.
Preventivamente però abbiate l'accortezza di coprire il vaso con un foglio di plastica
in modo da non far andare l'acqua nella terra. Certamente questo sistema non è risolutivo
se avete ad esempio afidi o altri "ospiti" indesiderati, ma certamente
aiuta ed il vostro Ibisco vi ringrazierà. Questo sistema è consigliata anche prima
di eventuali trattamenti in quanto contribuisce a ridurre il numero dei patogeni.
Ovviamente tale operazione va fatta la mattina presto, in modo da dare il tempo
alla pianta di asciugarsi prima dei raggi del sole più cocenti che rischierebbero
di bruciare la pianta per il pericoloso "effetto lente" causato dalle
gocce d'acqua.
Produzione di molte foglie ma nessun fiore
E' probabile che le concimazioni siano troppo abbondanti o frequenti.
Rimedi: sospendere le concimazioni per uno-due mesi e riprendere diradandole e diminuendo
le dosi.
Le foglie ingialliscono o avvizziscono
Probabilmente la pianta è esposta a correnti d'aria, oppure è danneggiata dal gelo
se viene dimenticata all' aperto nella stagione fredda.
Rimedi: sistematela in una posizione più idonea.
Foglie che crescono stentatamente deboli e gialle
Questo sintomo è una manifestazione di una carenza d'azoto.
Rimedi: concimare la pianta con un buon fertilizzante azotato ad alto titolo, meglio
liquido.
Attenzione a non confondere questo sintomo con il normale adattamento fisiologico
della pianta quando viene portata all'aperto con la bella stagione.
Crescita stentata di tutta la pianta
E' probabile che il vaso non sia più sufficiente a contenere tutte le radici.
Rimedi: trapiantare l'Ibisco in un vaso più capiente.
Boccioli sempre chiusi
Questo sintomo è indice di poca luce.
Rimedi: spostare l'ibisco in una posizione più luminoso.
Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie
Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete
in presenza di Cocciniglia
ed in particolare della Cocciniglia bruna. Per essere certi, si consiglia di fare
uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto al lato.
Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con
un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta
è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto
delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va
risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi
e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da
un buon vivaista.
|
|
Macchie sulla pagina inferiore delle foglie
Macchie sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in
presenza di Cocciniglia
ed in particolare della Cocciniglia farinosa. Per essere certi, si consiglia di
fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto
al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle
con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta
è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto
delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va
risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi
e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da
un buon vivaista.
|
|
Foglie che iniziano ad ingiallire, appaiono macchiettate
di giallo e marrone
Se le foglie iniziano ad ingiallire e successivamente a queste manifestazioni si
accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Osservando attentamente
si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle
foglie. Con questa sintomatologia siamo molto probalbilmente in presenza di un attacco
di ragnetto rosso, un acaro molto
fastidioso e dannoso.
Rimedi: aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di
umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni
particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se la pianta non è particolarmente
grande, si può anche provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il
parassita usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato. Dopo di che la pianta
va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.
|
 |
Presenza di piccoli animaletti biancastri sulla pianta
Se notate dei piccoli insettini mobili di colore bianco-giallastro-verdastri siete
quasi sicuramente in presenza di afidi o come comunemente sono chiamati "pidocchi". Osservateli con una lente di ingrandimento
e confrontateli con la foto a lato, sono inconfondibili, non ci si può sbagliare.
Rimedi: trattare la pianta con antiparassitari specifici facilmente reperibili da
un buon vivaista.
|
|
Per combattere tutti gli insetti ad apparato boccale pungente - succhiate e masticatore
si consiglia di utilizzare prodotti sistemici, vale a dire che entrano nel circolo
linfatico della pianta e quindi sono assorbiti durante la nutrizione. Sortiscono
degli ottimi risultati i prodotti a base di Imidacloprid. Nell'Ibisco non utilizzare
mai prodotti a base di Malathion in quanto non è tollerato dalla pianta.
CURIOSITA'
Tra le 300 specie di di interesse economico abbiamo l'Hibiscus cannabinus utilizzato
nell'industria cartaria per il suo alto contenuto in cellulosa e nell'industria
della canapa.
L'Ibisco è il fiore nazionale della Malesia.
L'ibisco è una pianta molto apprezzata nei Paesi del centroamerica quali le Hawai
dove specie provenienti dalla Cina si sono incrociate con le specie endemiche Hawaiane
dando origine a delle piante spettacolari. Troviamo però grandi coltivazioni di
Ibisco anche in Australia, Nuova Zelanda
|
Noto anche l'Hibiscus esculentus coltivato nei paesi tropicali e sub tropicali per
i suoi frutti raccolti immaturi e usati come alimento.
|
|
|
Con l'Hibiscus sabdariffa (foto al lato), tipico dell'Africa orientale
ma coltivato anche in America ed in India, si ottiene una famosa bevanda, il
karkadè (parola di origine eritrea)
che si ottiene dai calici del fiore, dal sapore acidulo per la presenza di acido
citrico e acido tartarico.
Il Karkadè era molto favorito durante il regime fascista, perchè prodotto in Abissinia,
ossia nell'Africa Orientale Italiana e veniva proposto come sostituto italiano
del the, disprezzata bevanda inglese (1).
Negli ultimi anni questa gradevole bevanda è ritornata di moda preferendola al tè
in quanto meno eccitante.
|
LINGUAGGIO DEI FIORI E DELLE PIANTE
Vedi "Ibisco - Il linguaggio
dei fiori e delle piante"
Note
(1) Specifica del nostro lettore Maurizio da Brescia
|