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LE BROMELIACEAE
CLASSIFICAZIONE BOTANICA
Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta (ex Angiospermae)
Classe: Liliopsida (ex Monocotyledones)
Ordine: Bromeliales (o Poales)
Famiglia: Bromeliaceae
Sottofamiglie:
- Bromelioideae: questa sottofamiglia è caratterizzata dall'avere le foglie disposte a rosetta che formano il caratteristico pozzetto, con foglie spinose. Spesso sono epifite (posseggono solo radici aeree e crescono fissate agli alberi che utilizzano come supporto) ma diverse sono terrestri. I generi classificati all'interno di questa sottofamiglia sono: Aechmea, Ananas, Neoregelia, Cryptanthus, Nidularium.
- Tillandsioideae: la maggior parte delle specie di questa sottofamiglia sono epifite e crescono sulle rocce, che vengono utilizzate solo come supporto. Le foglie sono prive di spine ed il frutto è una capsula. I generi che ritroviamo in questa sottofamiglia sono: Tillandsia, Vriesea, Guzmania.
- Pitcairnoideae: si tratta di bromeliacee terrestri con foglie molto spesso spinose ai margini e carnose rassomigliando a quelle dell'agave
con la quale condividono gli stessi ambienti. Ritroviamo in questa sottofamiglia il genere Pitcairnia.
Le tre sottofamiglie sono ben distinte tra loro e non vi è un accordo generale tra i botanici sulla classificazione.
Genere: ci sono circa 56 generi nella famiglia delle Bromeliaceae. Nel paragrafo "Schede monografiche dei principali generi e specie" vengono descritti i più diffusi e coltivati.
CARATTERISTICHE
La famiglia delle Bromeliaceae, raggruppa piante estremamente decorative non solo per le loro foglie dai colori molto vari e vivaci ma spesso anche per le loro fioriture spettacolari. Sono piante che ormai da diversi anni iniziano ad essere presenti un po' in tutte le case.
Poche famiglie del regno vegetale raggruppano tanta varietà come questa sia come dimensioni, forma, colore e fogliame.

Neoregelia
Il nome "bromeliaceae" deriva dal botanico svedese Olaf Bromel (1639-1705) che per primo le studiò.
Sono piante native delle foreste umide dell'America tropicale e sub-tropicale (prevalentemente dal Brasile ma si va dal Cile, all'Argentina per proseguire ai Caraibi fino a raggiungere il loro limite settentrionale in Virginia) che si ritrovano dal livello del mare fino a parecchie centinaio di metri s.l.m. ad eccezione della Pitcairnia feliciana, nativa dell'Africa occidentale.
Molte bromeliaceae sono epifite (che posseggono solo radici aeree e crescono fissate agli alberi che utilizzano come supporto); altre terrestri (che crescono nella terra mediante radici in terreni molto ricchi di humus); alcune rampicanti abbarbicandosi sui fusti degli alberi con le loro radici avventizie; altre crescono nelle paludi altre ancora nei terreni salmastri, insomma, con 56 generi e circa 3000 specie che annovera questa grande famiglia, c'è veramente una grande varietà.
Anche le loro dimensioni sono estremamente varie: da pochi centimetri (come alcune tillandsia) fino a diversi metri (come le Aechmea).

Tillandsia
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Aechmea
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Quasi tutte le specie di bromeliacee hanno la particolarità d'avere le foglie disposte a rosetta, più o meno allargate alla base, che possono essere più o meno erette o più o meno inclinate o addirittura orizzontali e rigide. In ogni caso tutte hanno grandi foglie che in alcune specie sono spinose lungo i margini delle lamine fogliari altre sono totalmente inermi altre sono succulente e con colori molto vari: tutte le tonalità di verde più o meno screziate, maculate o striate dal rosso, al viola, al nero, al crema.
In molti generi le foglie sono provviste di peli (tricomi) che aiutano a resistere alla disidratazione e a riflettere la luce e quindi contribuiscono a ridurre le perdire d'acqua rendendole quindi capaci di colonizzare zone aride.

Vriesea
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La particolarità che ritroviamo in tutte le specie di bromeliaceae (in maniera più o meno evidente) è la presenza nella parte centrale della rosetta di una sorta di coppa o pozzetto impermeabile. In questa coppa nelle piante in natura, si raccoglie l'acqua piovana che serve da riserva idrica per la pianta. Oltre all'acqua in questo "pozzetto" si raccolgono anche diversi organismi sia animali che vegetali che morendo e degradandosi, forniscono alla pianta una fonte di nutrimento che viene assorbito dalla parte basale delle foglie.
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In natura questi serbatoi sono spesso importanti per alcune specie di rane tropicali in quanto le loro uova ed i girini si sviluppano al loro interno ed è grazie a questo ecosistema che alcune rane trascorrono tutta la loro vita sulle cime degli alberi tropicali. Così come molti ragni, uccelli, pipistrelli, serpenti e salamandre le utilizzano come riparo e come fonte d'acqua. Le bromeliaceae formano quindi dei veri e propri ecosistemi che in alcuni paese (ad esempio in Florida) rappresentano un patrimonio di biodiversità insostituibile e da proteggere.
Dalla rosetta centrale delle foglie (con poche eccezioni) si sviluppa da uno stelo fiorale un'infiorescenza formata da piccoli fiori raccolti normalmente all'interno di brattee variamente colorate e molto appariscenti. In alcune specie di Bromeliacee i fiori sono profumati per attirare gli insetti impollinatori.

Nidularium
Al termine della fioritura queste piante ci deliziano con la produzione delle bacche o capsule a seconda della specie, molto colorate, all'interno delle quali si sviluppano i semi che sono per lo più a diffusione anemofila (ad opera del vento).
La particolarità della fioritura delle bromeliacee che avviene a partire dal centro della rosetta porta con se lo svantaggio che dopo di essa la pianta madre muore in quanto impossibilitata a produrre nuove foglie (questo avviene nella maggior parte delle specie). Prima però che questo avvenga, la pianta crea alla sua base dei polloni che possono essere staccati e allevati autonomamente (vedi i dettagli nelle schede delle singole piante).
Le piante che ritroviamo in casa di solito sono epifite anche se si sono adattate ad essere allevate in vaso (ad eccezione della tillandsia).
La prima bromeliaceae che è stata introdotto in Europa è stata l'ananas, con Cristoforo Colombo, al rientro dal suo secondo viaggio dal nuovo mondo (1943). Solo molto tempo dopo si iniziarono ad introdurre anche le altre specie e tra le prime la Guzmania (1776) seguita dalla Aechmea (1828) e quindi dalla Vriesea (1840).
Le modalità di coltivazione delle diverse bromeliacee sono specificate nelle schede delle singole specie che di seguito riportiamo:
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