elicriso.it - rivista sull'ambiente e sulla natura
sabato 25 ottobre 2014
  Skip Navigation Links
   Elicriso offerto in  
Testo normale Testo grande Testo molto grande
Skip Navigation LinksHome > Rubriche sulle piante > Come coltivare e curare le piante > Bambù (subtribù Bambusine)
Rubriche sulle piante
Come coltivare e curare le piante
Le amiche silenziose
Cure per le vacanze
Rinvaso
Abutilon
Acacia
Acalypha
Acanthus
Achimenes
Acorus
Actaea
Adiantum
Adromischus
Aeonium
Aechmea
Aeschynanthus
Agapanthus
Agave
Ageratum
Aglaonema
Albizia
Allamanda
Alocasia
Aloe
Alpinia
Alsobia
Amaryllis
Ananas
Anthurium
Antirrhinum
Aphelandra
Aporocactus
Aquilegia
Araucaria
Ardisia
Areca
Arisaema
Aristolochia
Asarum
Asparagus
Aspidistra
Asplenium
Aucuba
Azalea (Rhododendron)
Babiana
Bambù (subtribù Bambusine)
Bauhinia
Beaucarnea
Begonia
Beloperone
Bessera
Billbergia
Blechnum
Bouganville
Bouvardia
Bowiea
Bromeliaceae
Browallia
Brunfelsia
Caladium
Calatea (Calathea)
Calceolaria
Calendula
Calla (Zantedeschia)
Callisia
Callistemon
Camelia
Campanula
Campsis
Canna
Capelvenere
Casuarina
Catharanthus
Celosia
Cereus
Ceropegia
Chamaedorea
Chamaerops
Chlorophytum
Ciclamino (Cyclamen)
Cissus
Clerodendrum
Clivia
Clusia
Codonanthe
Coffea
Coleus
Columnea
Conophytum
Cordyline
Cotyledon
Crassula
Crossandra
Croton
Cryptanthus
Ctenanthe
Curcuma
Cycas
Cyrtomium
Cytisus
Davallia
Dieffenbachia
Dimorphotheca
Dionaea
Dipladenia
Dizygotheca
Doryanthes
Dracena (Dracaena)
Echeveria
Echinopsis
Echinocactus
Epiphyllum
Episcia
Erica
Eustoma
Exacum
Fatshedera
Fatsia
Felci
Fico d'india
Ficus
Filodendro (Philodendron)
Fittonia
Fucsia
Gardenia
Gelsomino
Geranio (Pelargonium)
Gerbera
Gloriosa
Grevillea
Gunnera
Guzmania
Gynura
Hardenbergia
Haworthia
Hedera
Hedychium
Helxine
Hemerocallis
Ibisco (Hibiscus)
Hippeastrum (Amarillo)
Hoffmannia
Hosta
Hoya
Hypoestes
Impatiens
Ipomoea
Iresine
Ixora
Jacaranda
Jacobinia
Kalanchoe
Kentia
Kohleria
Lampranthus
Lapageria
Leptospermum
Lithops
Lobelia
Mammillaria
Maranta
Medinilla
Murraya
Musa
Neoregelia
Nephrolepsis
Nertera
Nidularium
Oleandro (Nerium)
Orchidea
Ortensia (Hidrangea)
Pachira
Pachypodium
Pachystachys
Pandanus
Papiro (Cyperus)
Passiflora
Pellaea
Pellionia
Peperomia
Pereskia
Pervinca (Vinca)
Philesia
Piante grasse
Pitcairnia
Pilea
Pittosporo (Pittosporum)
Platycerium
Plectranthus
Plumbago
Plumeria
Polianthes
Polypodium
Polyscias
Polystichum
Pothos (Scindapsus)
Primula
Pteris
Quesnelia
Ravenea
Rebutia
Rechsteineria
Rhapis
Rhoeo
Rhoicissus
Ricino
Rose
Ruellia
Russelia
Sanchezia
Sansevieria
Saxifraga
Schefflera
Sedum
Selaginella
Senecio
Setcreasea
Skimmia
Sinningia
Solanum
Sparmannia
Spathiphyllum
Stapelia
Stella di Natale
Stephanotis
Strelitzia
Streptocarpus
Streptosolen
Stromanthe
Syngonium
Tagetes
Tetrastigma
Thunbergia
Tillandsia
Tolmiea
Trachycarpus
Tradescantia
Tropaeolum
Urceolina
Vallota
Veltheimia
Tibouchina
Violetta africana (Saintpaulia)
Vriesea
Woodwardia
Xanthosoma
Yucca
Zamia
Zamioculcas
Le nostre amiche orchidee
Piante medicinali
Piante aromatiche
Conoscere le piante: come vivono e come sono fatte
I fiori di Bach
Il linguaggio dei fiori e delle piante
Come le donne famose della storia si facevano belle con le piante
Piante carnivore
Piante allucinogene
Piante tonificanti e afrodisiache
I principali nemici delle nostre piante
L'agronomo risponde
Epoca di raccolta e vendita della frutta italiana
Dizionario botanico
Rubriche sugli animali
Mammiferi
Uccelli
Rettili
Anfibi
Pesci
Echinodermi
Cefalopodi
Suoni emessi dagli animali
Altre rubriche
News ambientali
Geologia e ambiente
Clima e ambiente
Mitologia e ambiente
Agricoltura e ambiente
Geologia e biologia marina
Quando l'uomo diventerà un essere umano?
Energie rinnovabili
Diritto ambientale
Directory
La natura in cucina
Conservazione delle specie e dell'ambiente
Natura, usi, costumi del sud America
Arte e ambiente
Aree protette
Musica e ambiente
Tutto ciò che dobbiamo sapere sugli incendi
Quattro risate in compagnia ed altro
L'angolo della Sardina
Le nostre vignette
Video
Foto natura
Recensioni
Spazio aperto ai lettori
Pubblicazione foto dei nostri amici animali
Racconti di viaggio
Gli articoli dei lettori
Vecchi siti geologici
Forum
Toru Iwaya
Come coltivare e curare le nostre piante
COME COLTIVARE E CURARE LE PIANTE
BAMBU'




I bambú sono delle imponenti piante originarie delle regioni tropicali e sub tropicali per lo più dell'Estremo Oriente, molto vigorose e dato il gran numero di specie possono essere alte da pochi centimetri fino a raggiungere notevoli dimensioni.

Bambù, scheda di coltivazione
In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Fioritura Potatura Estirpazione Moltiplicazione Parassiti e malattie Proprietà terapeutiche Curiosità Linguaggio dei fiori e delle piante
CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Regno
:
Plantae

Clado
: Angiosperme
Clado
: Monocotiledoni
Clado
: Comellinoide
Ordine
:
Poales

Famiglia
:
Poaceae

Subfamiglia
:
Bambusoideae

Genere
: vedere il paragrafo “Principali generi e specie”

CARATTERISTICHE GENERALI

Le piante che comunemente chiamiamo bambú (o bamboo) appartengono alla famiglia delle Poaceae (ex Graminaceae), con più di 75 generi e oltre 1200 specie. Nel caso del bambú non si può quindi parlare di un singolo genere ma di diversi generi che raggruppano piante straordinarie le cui proprietà e caratteristiche hanno fatto si che dai loro luoghi di origine si siano diffuse praticamente in tutto il mondo.

I bambú sono piante originarie delle regioni tropicali e sub tropicali per lo più dell'Estremo Oriente soprattutto Cina e Giappone anche se ritroviamo specie spontanee anche in Africa, Oceania e America.

Fusto di bambùSono piante a portamento arbustivo, sempreverdi, molto vigorose e dato il gran numero di specie possono essere alte pochi centimetri fino a raggiungere notevoli dimensioni, come nel caso del Dendrocalamus giganteus che raggiunge i 40 m di altezza e 30 cm di diametro.

Le radici di bambú sono rizomatose e si sviluppano considerevolmente in profondità. Il loro diverso modo di svilupparsi consente di identificare i diversi tipi di bambú. Abbiamo infatti i bambú che sviluppano rapidamente il proprio apparato radicale allontanandosi velocemente dal luogo di origine e quindi diventando molto invasive; altri che si sviluppano invece più lentamente ed altri che sono una via di mezzo. Generalmente, contrariamente a quello che si può pensare, i bambú tropicali tendono ad essere meno invasivi mentre quelli che crescono nei climi più temperati, tendono ad essere molto invasivi.

Il fusto è quello tipico delle Graminaceae, con internodi cavi e nodi cilindrici molto evidenti dai quali si sviluppano le foglie.

I fusti di bambú sono noti a tutti per la loro robustezza, leggerezza e flessibilità tanto da creare un commercio molto florido in tutto il mondo nell'artigianato, nel mobile e nel tessile.

Le foglie sono sottili, lunghe, lanceolate, rassomigliano a dei fili d'erba, erette o reclinate verso l'esterno, di colore verde più o meno intenso a seconda dei generi e delle specie.

Phyllostachys

I fiori di bambú rassomigliano a dei lunghi e grossi asparagi anche se nel caso di piante coltivate è raro che fioriscano. Molto spesso si sente dire che quando la pianta di bambú fiorisce, muore o che quando fiorisce un bambú in una zona, contemporaneamente sta fiorendo in tutto il resto del mondo. Tutto ciò non è vero.

Una pianta dopo la fioritura, per lo stress subito può anche morire, è frequente nel bambú, ma ciò non è genetico. Una delle ipotesi che vengano fatte per spiegare perchè alle volte il bambú muoia dopo che fiorisce è legato al fatto che sono piante ad impollinazione anemofila vale a dire ad opera del vento. Quindi una singola pianta deve produrre una grande quantità di fiori per avere la certezza di poter produrre i semi e questo già di per se stesso costituisce un grande sforzo per la pianta. Inoltre, considerando che il bambú di per se stesso è una pianta a crescita molto fitta, per garantire ai semi, quindi alle future piantine spazio vitale (vale a dire luce, acqua, aria, alimento) la "pianta madre" deve "liberare spazio" e quindi sacrifica se stessa per la futura generazione. Ovviamente queste sono ipotesi in quanto le vere ragioni non sono ancora state chiarite.

PRINCIPALI GENERI E SPECIE

La classificazione dei bambú è molto varia e viene aggiornata ogni anno. Diciamo che attualmente i generi più importanti sono: Bambusa (con 120 specie), Chusquea (con 100 specie), Arundinaria (con 50 specie) e Phyllostachys (con 45 specie). Se a queste specie aggiungiamo gli ibridi che in questi ultimi anni si sono creati grazie al grande interesse che queste piante suscitano, bè, converrete con me che se non si ha un interesse particolare per queste piante è complesso riuscire a starle dietro.

Ricordiamo i principali generi:

Phyllostachys
GENERE PHYLLOSTACHYS

Il genere Phyllostachys è originario delle zone tropicali dell'Asia, soprattutto della Cina, ma si ritrova anche nei climi più temperati.

E' il genere dove ritroviamo le specie che comunemente chiamiamo Bamboo e comprende circa 45 specie con numerose varietà.

Sono piante che possono raggiungere notevoli dimensioni, anche 30 m in condizioni ottimali di coltivazione.

Diverse specie di questo genere sono coltivate per la produzione di legname utilizzato nell'industria del mobile, tanto da essere anche conosciuto con il nome di bambú del legname.

Sono piante molto invasive nel senso che tendono ad espandersi molto rapidamente.

Bambù genere Bambusa
GENERE BAMBUSA

Il genere Bambusa comprende 120 specie di bamboo giganti che ben si adattano a vivere anche nei climi temperati.

Sono originari delle regioni tropicali e subtropicali dell'Asia.

Sono piante che sviluppano numerosi rami a partire dal nodo dei quali uno o due diventano preponderanti rispetto agli altri.

Al contrario delle Phyllostachys non sono piante particolarmente invasive.

GENERE ARUNDINARIA

Il genere Arundinaria comprende 50 specie, comunemente chiamate canne.

E' un genere che ben si adatta a vivere nelle zone a clima temperato.

Il genere comprende specie originarie delle zone tropicali dell'America orientale.

Sono piante che non raggiungono notevoli dimensioni non superando di solito gli 8 m di altezza.

Le foglie sono di un bel colore verde scuro. Sono piante a crescita veloce e a sviluppo rizomatoso.

Bambù genere Arundinaria Bambù genere Arundinaria



Chusquea culeou.jpg
GENERE CHUSQUEA

Il genere Chusquea comprende 100 specie originarie delle zone montane del centro e sud America.

Una differenza con gli altri generi è che i fusti al loro interno non sono cavi ma pieni (foto al lato Chusquea culeou).

TECNICA COLTURALE

I bambú sono piante che possono essere allevate sia in vaso che in piena terra.

Se il bambú viene allevato in casa, è preferibile non sistemarlo in pieno sole ma in un luogo molto luminoso della casa.

Considerando che i bambú sono piante di origine tropicale quindi che richiedono un ambiente caldo ed umido, se allevate all'aperto, le foglie secche che cadono nel terreno è opportuno che non vengano del tutto eliminate in quanto costituiscono un ottimo pacciame che impedisce l'evaporazione dell'acqua dal terreno e decomponendosi, arricchiscono il terreno di sostanza organica. Le foglie secche inoltre, mantengono le radici fresche d'estate e calde d'inverno. Questo soprattutto nei climi dove le temperature invernali si abbassano sensibilmente ed il freddo può far gelare il terreno (l'acqua del terreno) rendendo l'assorbimento dell'acqua da parte delle radici impossibile tanto da poter arrivare, nei casi estremi, che la pianta muoia "di sete" e non di freddo. Se non amate il disordine che possono provocare le foglie accumulate nel terreno potete sistemare della paglia, che oltre ad avere un bell'effetto svolgerà la stessa funzione delle foglie secche.

Tenete sempre conto che ciò che è importante per una pianta sono le radici che vanno protette sempre e comunque. La parte aerea può anche deperire e seccarsi perchè c'è troppo vento o troppo freddo ma se le radici sono ben protette e sane, la pianta, alla ripresa vegetativa, ricrescerà.

Poichè alcune specie di bambú sono molto invasive, come nel caso del Phyllostachys se si vuole evitare ogni anno di eliminare i fusti invadenti si può circoscrivere la zona di coltivazione dove si intende allevarle, facendo un divisorio in muratura nel terreno o mettendo una fascia di plastica per almeno 70 cm di profondità in modo da circoscrivere la zona. I rizomi potrebbere a quel punto tentare di scavalcare il divisorio ma in qual caso verrebbero alla luce e quindi possono essere agevolmente eliminati.

Il vento è un fattore importante nella coltivazione del bambú in quanto se è forte, rovina le foglie perchè aumenta la traspirazione. In parte questo problema può essere evitato mantenendo il terreno umido e sufficientemente pacciamato vale a dire lasciando un buon strato di foglie o paglia o quant'altro possa evitare l'eccessiva evaporazione dell'acqua dal terreno.

ANNAFFIATURA

Dalla primavera e per tutta l'estate il bambú va annaffiata abbondantemente ma senza lasciare ristagni idrici nel sottovaso. A partire dall'autunno, iniziate a diradare le irrigazioni ed effettuatele solo quanto basta per non fare seccare il terreno.

Sottovaso con acqua per mantenere intorno alla pianta un ambiente umido
E' fondamentale per il bambú un ottimo grado di umidità dell'ambiente che la circonda. Occorre pertanto nebulizzare frequantemente la chioma e disporre la pianta su un sottovaso pieno di ciottoli e poi riempirlo d'acqua facendo attenzione però che il fondo del vaso non sia immerso nell'acqua in quanto in questo modo il terreno si saturerebbe di acqua facendo marcire le radici. Questo sistema consente, quando fa caldo, di far evaporare l'acqua del sottovaso che di conseguenza inumidisce l'aria circostante. Ricordarsi di riempire il sottovaso ogni qualvolta l'acqua è evaporata.

Se il vostro bamboo è coltivato all'aperto, al momento dell'impianto, abbiate cura di non metterlo in corrispondenza di depressioni del terreno dove potrebbe accumularsi sia l'acqua piovana che l'acqua di irrigazione.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

Il bambú se allevato in vaso, si rinvasa ogni 1-2 anni, ad aprile-maggio.

La prima cosa da tenere presente è che il terreno che si utilizza deve avere come caratteristica primaria la possibilità di consentire un rapido sgrondo delle acque in eccesso e allo stesso tempo mantenere l'umidità per un certo numero di giorni.

Una miscela potrebbe essere così costituita: 5 parti di torba o fibre di cocco, 2 parti di terriccio normale, 1 parte di perlite o sabbia grossolana e 2 parti di corteccia di pino.

Un aspetto molto importante nella coltivazione del bambú è la dimensione del vaso che oltre ad essere largo deve anche essere sufficientemente profondo da consentire all'apparato radicale di svilupparsi. Indicativamente per i bambú nani occorre garantire una profondità di almeno 35-40 cm; per quelli medi 70-80 cm per quelli più grandi di almeno 80-100 cm.

Consigliamo sempre di usare dei vasi di terracotta anche se per questa pianta molti optano per i vasi di plastica (meno costosi e più fori di drenaggio). Ritengo che quelli di terracotta consentono alla terra di avere scambi gassosi con l'esterno e quindi correggere eventuali eccessi di annaffiatura.

Se la pianta di bamboo viene piantata all'aperto ed avete a che fare con un terreno argilloso, assicuratevi prima dell'impianto di fare uno scavo profondo e di mescolare della sostanza organica e della sabbia (circa il 30%) per migliorare il drenaggio. Inoltre scegliete una collocazione che non sia nelle valli o negli affossamenti che creerebbero dei pericolosi ristagni idrici.

CONCIMAZIONE

Dalla primavera e per tutta l'estate il bambú si concima una volta la mese con un concime liquido da diluire nell'acqua di irrigazione. Negli altri periodi le concimazioni vanno sospese.

Per assicurare ai vostri bambú un'ottima crescita somministrate un concime che contenga azoto, fosforo e potassio (macroelementi) nella misura di 10:5:5 assicurandovi però che il fertilizzante che usate contenga sempre anche i microelementi quali il magnesio (Mg), il ferro (Fe), il manganese (Mn), il rame (Cu), lo zinco (Zn), il boro (B), il molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.

FIORITURA

Nei climi mediterranei e soprattutto se la pianta di bambú è allevata in vaso è estremamente raro che fiorisca.

Nei suoi ambienti naturali inoltre il bambú non fiorisce tutti gli anni ma ad intervalli variabili che possono essere ogni 10, 20 .... 100 anni (molto indicativamente) con il rischio che la pianta muoia dopo la fioritura.

Ma se il vostro bambú dovesse fiorire e non volete correre il rischio che la pianta muoia (per i motivi espressi in premessa) ho letto che alcune persone hanno adottato con successo la tecnica di recidere, non appena si formano, i culmi fiorali e subito dopo concimare. Pare che questo interrompa in qualche modo il segnale chimico che induce la pianta a fiorire.

POTATURA

La potatura va effettuata quando i nuovi germogli hanno terminato la loro crescita e quando iniziano a svilupparsi le nuove foglie. E' probabile che debba essere fatta in più riprese in quanto non tutti i germogli crescono contemporaneamente per cui, via via che si presentano, si provvede al taglio.

I bambú nani, crescono più rigogliosi e compatti se vengono potati ogni anno, alla fine dell'inverno praticamente rasoterra.

Anche nel caso della potatura non mi stancherò mai di ripeterlo: sterilizzare, possibilmente alla fiamma, le cesoie che utilizzate per tagliare soprattutto quando passate da una pianta ad un'altra.

ESTIRPAZIONE DI UNA COLTURA DI BAMBU'

Potrebbe capitare di avere un'esigenza inversa, nel caso della coltura di bambú: doverlo estirpare definitivamente.

Ora considerando il tipo di pianta, l'argomento merita un paragrafo a se in quanto non è certamente facile e richiede molta pazienza. Infatti l'unico modo per farlo in maniera sana e a minor impatto ambientale è quello in prima battuta di tagliare il più possibile i fusti alla base e di eliminare i nuovi getti appena nascono. Con questo sistema i rizomi si esauriscono e quindi smetteranno di cacciare nuovi getti.

MOLTIPLICAZIONE

Il bambú si moltiplica per divisione dei rizomi o per seme.

Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere un bambú ben preciso o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.

MOLTIPLICAZIONE PER DIVISIONE DEI RIZOMI

I rizomi di bambú possono essere prelevati in primavera. Eliminate il terreno dalle singole piante e poi tagliate il rizoma in più parti avendo cura che ogni porzione che prelevate abbia almeno un germoglio.

Eliminate tutte le parti danneggiate o secche e cospargete la superficie di taglio con un fungicida in polvere ad ampio spettro.

Sistemateli quindi in una composta formata da torba e sabbia in parti uguali. Aspettate qualche giorno prima di annaffiare per consentire alle ferite di cicatrizzarsi e poi cominciate ad irrigare mantenendo la composta leggermente umida e tenete il vaso in un luogo appena ombreggiato ad una temperatura intorno ai 18-21°C.

Dopo circa 3-4 settimane inizieranno a comparire i primi germogli ciò vuol dire che il bambú ha radicato. A quel punto portatelo in un luogo più luminoso (non al sole diretto) e quando le piantine saranno sufficientemente grandi da essere manipolare, trapiantatele nel vaso definitivo così come indicato per le piante adulte e trattatele come tali.

MOLTIPLICAZIONE PER SEME

I semi di bambú vanno seminati in una composta formata da una parte di terriccio fertile ed una di sabbia grossolana o perlite o vemiculite.

Il vassoio che contiene i semi va tenuto all'ombra, ad una temperatura intorno ai 18°C e costantemente umido.

Moltiplicazione per seme: uso di un nebulizzatore per inumidire il terreno

Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente (o con una lastra di vetro) che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio. Il foglio di plastica va rimosso ogni giorno per controllare il grado di umidità del terreno e togliere la condensa.

Una volta che i semi hanno germogliato (in genere un mesetto), si toglie il telo di plastica e si sposta la cassetta in una posizione più luminosa (non sole diretto).

Moltiplicazione per seme: uso di un foglio di plastica trasparente per evitare che il terreno si secchi troppo rapidamente e per mantenere una umidità costante

Tra tutte le piantine nate, sicuramente ci saranno quelle meno vigorose rispetto ad altre. Individuatele ed eliminatele in questo modo garantirete più spazio alle piantine più robuste.

Una volta che le piantine di bambú saranno sufficientemente grandi da essere manipolate (circa 15-20 cm) si trapiantano in vasetti singoli e si trattano come le piante adulte.

PARASSITI E MALATTIE

I bambú non sono piante particolarmente soggetti a malattie.

Molto spesso, in primavera e d'estate, quando vediamo che la pianta sta perdendo le foglie pensiamo che stia male in quanto, nei nostri climi, siamo abituati a vedere la perdita delle foglie in autunno. Niente di più sbagliato. Per il bambú dobbiamo ricordarci che rinnova il proprio apparato fogliare proprio tra la primavera e l'inizio dell'estate per cui è proprio nel periodo in cui siamo soliti vedere crescere le foglie che le vediamo seccarsi e cadere. In ogni caso se abbiamo ancora un attimo di pazienza vedremo che con grande rapidità quelle vecchie saranno sostituite da nuove per cui i culmi di fatto non restano mai spogli del tutto (succede solo in pochissime specie).

In ogni caso le patologie che si possono riscontrare sono le seguenti:

La pianta perde le foglie al di fuori della primavera - inizio estate

Se accade questo occorre verificare lo stato delle radici e del terreno perchè molto probabilmente si tratta di eccessive irrigazioni che hanno reso il terreno asfittico e quindi hanno creato a livello radicale una totale mancanza d'aria.
Rimedi: se la situazione è appena all'inizio ed intervenite subito, lavorando il terreno e lasciandolo asciugare, la pianta si può anche salvare ma se si arriva troppo tardi, non c'è più nulla da fare.

Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie

Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza di cocciniglia, cocciniglia bruna e cocciniglia cotonosa. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto riportata sotto. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.

Cocciniglia bruna e cocciniglia farinosa sulla pianta

Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.

Acari delle piante
Foglie che iniziano ad ingiallire, appaiono macchiettate di giallo e marrone

Se le foglie iniziano ad ingiallire e successivamente a queste manifestazioni si accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Osservando attentamente si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Con questa sintomatologia siamo molto probalbilmente in presenza di un attacco di ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso e dannoso.

Rimedi: aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se la pianta non è particolarmente grande, si può anche provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il parassita usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato. Dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.

Afidi delle piante
Presenza di piccoli animaletti biancastri sulla pianta

Se notate dei piccoli insettini mobili di colore bianco-giallastro-verdastri siete quasi sicuramente in presenza di afidi o come comunemente sono chiamati "pidocchi". Osservateli con una lente di ingrandimento e confrontateli con la foto a lato, sono inconfondibili, non ci si può sbagliare.
Rimedi: trattare la pianta con antiparassitari specifici facilmente reperibili da un buon vivaista.

PROPRIETA' TERAPEUTICHE

Alcune specie di bambú, come il Bambusa vulgaris, è usato nell'industria cosmetica per la fabbricazione di creme e lozioni. La sua linfa contiene infatti amminoacidi, vitamine e numerosi sali minerali tra i quali il silicio. Per le sue caratteristiche è pertanto usato come emolliente, rinfrescante e tonificante della pelle inoltre migliora la resistenza dei capelli e svolge un'azione protettiva nei confronti degli agenti esterni.

CURIOSITA'

Il bambú è la pianta dai mille usi. Infatti oltre ad essere una pianta di incredibile bellezza, trova numerosissimi utilizzi: come alimento umano (soprattutto nella cucina asiatica) e animale; come materiale da costruzione; per la produzione di carta, tessuti, parquet (grazie al fatto che le fibre di bambú sono molto lunghe).

Se desiderate lanciarvi nella realizzazione di oggetti con il bambú che state allevando il periodo migliore per tagliarlo e poi utilizzarlo è sicuramente l'inverno (e molti sostengono con la luna calante) questo perchè c'è una minore quantità di linfa in circolazione e quindi si conserverà meglio oltre che essere meno appetibili dagli insetti quali ad esempio i tarli che potrebbero in futuro prendere di mira i vostri manufatti.

Il bambú è inoltre molto conosciuto in quanto nelle foreste di bambú della Cina centro-meridionale, tra i 1800-3000 di altitudine vive il Panda gigante (Ailuropoda melanoleuca) che si nutre delle sue foglie.

Panda gigante, Ailuropoda melanoleuca

Il Panda purtroppo, secondo le informazioni fornite dal WWF è considerata la specie a maggior rischio di estinzione sia per il continuo impoverimento del suo habitat naturale (è diminuito del 50% durante gli ultimi 15 anni), sia a causa del bracconaggio per ricavarne la pelle, sia per il basso tasso di natalità della specie e sia perchè spesso i bambú muoiono dopo la fioritura e per potersi riformare una foresta occorrono molti anni. Quando l'attività antropica non era accentuata come nel nostro secolo, per i Panda non c'erano problemi in quanto potevano muoversi liberamente da una zona ad un'altra. Ma attualmente gli insediamenti umani rendono impossibili gli spostamenti.

Oggi si stima che vi siano meno di 1000 individui divisi in 29 popolazioni.

LINGUAGGIO DEI FIORI E DELLE PIANTE

Vedi "Bambù - Il linguaggio dei fiori e delle piante"

Vendita opere di Toru Iwaya
Dedicato a Pio Petrocchi
Contatti Perchè Elicriso Links Redazione Privacy
Copyright© 2000-2014 Elicriso.it - Note legali