|
CLASSIFICAZIONE BOTANICA
Regno: Plantae
Subregno: Tracheobionta (piante
vascolari)
Divisione: Magnoliophyta (ex
Angiospermae)
Classe: Magnoliopsida (ex Dicotyledones)
Subclasse: Asteridae
Ordine: Campanulales
Famiglia: Campanulaceae
Genere: Lobelia
Specie:vedere il paragrafo "Principali specie"
CARATTERISTICHE GENERALI
Il genere Lobelia della famiglia delle Campanulaceae comprende piante sia annuali
che perenni che possono essere allevate sia in vaso che in piena terra, originarie
dell'Oceania, dell'America e del sud Africa.
Alcune specie possono raggiungere i tre metri di altezza ma quelle che
normalmente si trovano in commercio ed utilizzate a scopo ornamentale non superano
i 5o cm.
Ha fusti legnosi alla base, sottili e flessibili, con foglie di colore verde chiaro
molto aromatiche e di odore pungente. I fiori sono piccoli ma molto numerosi, tubolari,
bilabiati con il labbro inferiore più grande di quello superiore. I colori dei fiori
sono diversi a seconda della specie e della varietà e vanno dal blu, al viola, all'azzurro,
al rosso, al bianco.
PRINCIPALI SPECIE
Esistono diverse specie nel genere Lobelia tra le quali ricordiamo:
LOBELIA ERINUS
La Lobelia erinus è sicuramente la specie annuale più coltivata in Europa come pianta
da vaso e da giardino. E' caratterizzata da un portamento prostrato con fusti molto
sottili e flessibili che non superano i 25 cm di altezza sui quali si formano le
foglie.
Ha una fioritura continuata dalla primavera all'autunno producendo piccoli fiori
tubolari di colore viola anche se esistono ormai diverse varietà che producono fiori
anche di colore blu, azzurri, bianchi o rosa.
E' una pianta biennale ma viene normalmente utilizzata come annuale.
|

Nota 1 |

LOBELIA CARDINALIS (Nota 2)
|

LOBELIA SPICATA (Nota 3)
|

LOBELIA PUBERULA (Nota 2)
|

LOBELIA SIPHILITICA (Nota 2)
|
TECNICA COLTURALE
Le Lobelia sono piante molto facili da coltivare e in considerazione che le specie
che normalmente si trovano sul mercato e vendute come piante ornamentali sono annuali
(o comunque trattate come tali), va da se che non creano grossi problemi di coltivazione.
L'esposizione ottimale per queste piante sono le posizioni ombreggiate o semiombreggiate.
Amano avere qualche raggio diretto del sole ma non nelle ore più calde delle giornate
estive.
In autunno con l'arrivo delle basse temperature, le Lobelia seccano rapidamente.
Sono piante che possono essere allevate sia in vaso che in piena terra e in questo
ultimo caso sono deliziose come bordure e ricchi cespugli grazie alle loro
colorate e vistose fioriture.
ANNAFFIATURA
La Lobelia si annaffia regolarmente avendo l'accortezza di lasciare asciugare in
superficie il terreno tra una annaffiatura ed un'altra. Attenzione a non lasciare
ristagni idrici nel sottovaso che non sono graditi.
TIPO DI TERRENO - RINVASO
Utilizzate un buon terriccio fertile mescolato a della
torba e della sabbia per rendere in questo modo il terreno ricco e ben drenante
in quanto non tollera i ristagni idrici.
CONCIMAZIONE
Per la concimazione è buona norma diluire nell'acqua di annaffiatura un fertilizzante
liquido ogni due settimane dimezzando le dosi rispetto a quanto riportato nella
confezione del fertilizzante.
E' opportuno usare un concime che oltre ad avere i macroelementi quali Azoto (N),
Fosforo (P) e Potassio (K) abbia anche i "microelementi" quali il
Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno
(Mo), tutti importanti per una corretta crescita della pianta.
POTATURA
Sono piante che non si potano. Si eliminano della Lobelia solo le parti della pianta
che si seccano o si danneggiano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.
Ricordarsi di usare delle forbici che siano pulite e disinfettate (possibilmente
alla fiamma) per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.
MOLTIPLICAZIONE
La moltiplicazione avviene per seme.
MOLTIPLICAZIONE PER SEMI
Se si prevede di fare la semina in vaso o in semenzaio, i semi vanno seminati a
fine inverno (febbraio-marzo) in una composta formata da terriccio fertile e sabbia.
Dato che i semi sono piccoli, per interrarli leggermente, spingeteli sotto il terriccio
usando un pezzo di legno piatto oppure potete versare sopra del nuovo terriccio.
Il vassoio che contiene i semi va tenuto all'ombra, ad una temperatura intorno ai
18°C ed è fondamentale che il terriccio sia costantemente umido (usate uno spruzzatore
per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione.
|
|
Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente (o con una lastra
di vetro) che sarà fissato al vassoio con un elastico che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo
rapido del terriccio. Il foglio di plastica va rimosso ogni giorno per controllare
il grado di umidità del terreno e togliere la condensa che si forma sulla plastica.
Una volta che i semi hanno germogliato si toglie il telo di plastica e si sposta
la cassetta in una posizione più luminosa (non sole diretto).
|
|
|
Tra tutte le nuove piantine sicuramente ci saranno quelle meno vigorose rispetto
ad altre. Individuatele ed eliminatele in questo modo garantirete più spazio alle
piantine più robuste.
Una volta che le nuove piantine saranno sufficientemente grandi per essere manipolate (in
genere dopo 2-3 mesi) si trapiantano nei vasi o in piena terra (usando una distanza
di circa 10 cm lungo e tra la fila) a seconda delle necessità.
|
|
PARASSITI E MALATTIE
Presenza di piccoli insetti di colore chiaro sulla pianta
Se notate dei piccoli insetti mobili di colore chiaro siete
quasi sicuramente in presenza di afidi o come comunemente sono chiamati pidocchi"
Osservateli con una lente di ingrandimento e confrontateli con la foto a lato, sono
inconfondibili, non ci si può sbagliare.
Rimedi: occorre intervenire con prodotti sistemici (vale a dire che entrano nel circolo linfatico della pianta) che sono assorbiti
durante la nutrizione degli insetti.
|
|
Foglie che iniziano ad ingiallire, appaiono macchiate
di giallo e marrone
Foglie che ingialliscono e si accartocciano quasi sempre denotano la presenza di un attacco
di ragnetto rosso,
un acaro molto fastidioso e dannoso. Osservando attentamente
si noteranno anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle
foglie.
Rimedi: aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di
umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni
particolarmente gravi, usare un acaricida specifico.
|

|
CURIOSITA'
Il nome del genere è stato dato in onore del botanico belga Matthias de Lobel
(1538–1616).
La specie Lobelia inflata chiamata anche "tabacco indiano" dai nativi americani
veniva usata per combattere le malattie dell'apparato respiratorio quali asma, tosse,
bronchite, polmonite, fumandola. Nel 1800 i medici americani la prescrivevano
per provocare il vomito ed in questo modo "rimuovere" le tossine dal corpo e da qui
il nome "erbaccia che fa vomitare". Oggi viene
usata in erboristeria per combattere l'asma in quanto si è scoperto che il suo principio
attivo, la lobelina, è efficace contro le affezioni bronchiali. Nel suo utilizzo
occorre fare attenzione in quanto è potenzialmente tossica se consumata in dosi
eccessive.
Note
1) Original photograph courtesy National Park Service (NPS), US Department of the
Interior
2) Original photograph courtesy of U.S. Fish and Wildlife Service, creator
Barnes, Dr. Thomas G.
3) Original photograph courtesy of U.S. Fish and Wildlife Service, creator
Perlick, Laura
Fonti bibliografiche online
-
University of Maryland Medical Center
|