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Papavero selvatico

(Papaver rhoeas L.)
In questo articolo:
Caratteristiche generali Proprietà Parti utilizzate della pianta Curiosità Avvertenze Linguaggio dei fiori Il papavero come pianta allucinogena

Caratteristiche generali papavero selvatico

II Papavero selvatico, pianta erbacea annuale spontanea il cui nome sceintifico è Papaver rhoeas appartiene alla famiglia delle Papaveraceae ed è una specie cosmopolita che ritroviamo un po' ovunque in Asia, in Africa ed in Europa, nelle zone a clima temperato. 

La radice è a fittone, bianca dalla quale partono le piccole radichette. All'inizio forma una sorta di rosetta di foglie alla base da cui successivamente si sviluppano i fusti, pelosi, diritti, ramificati e alti anche 1 m.

Le foglie disposte a rosetta sono di forma ovale, lunghe e portate da lunghi piccioli profondamente lobate e dentate. Sono presenti anche delle foglie lungo i fusti ma sono molto più semplici e prive di picciolo.  

I fiori  sono grandi, solitari, portati da lunghi peduncoli e si formano o all'apice del fusto o all'ascella delle foglie. Sono formati da due sepali che cadono quando si aprono i 4 petali di colore rosso sangue che alla base di solito hanno una macchia nera. Sono ermafroditi, sprovvisti di nettare (caratteristica di tutte le Papaveraceae) di conseguenza l'impollinazione avviene tramite gli insetti che sono attirati dai colori vivaci dei fiori e non dal nettare.

I frutti sono delle capsule ovoidali che contengono i semi che si diffondono in seguito a forti scosse di vento perchè i pori si trovano nella parte alta della capsula che una volta matura non si piega. 

Tutta la pianta emette un forte odore e produce un succo lattiginoso bianco, acre e anche lei come la specie Papaver sominiferum (Papavero da oppio) ha un leggero effetto narcotico anche se molto meno marcato.

Ci  considerata una pianta infestante.

Proprietà papavero selvatico o rosolaccio

Nel papavero selvatico (rosolaccio) ritroviamo diversi principi attivi: alcaloidi quali la readina, la reagiina, la rearubina I e II; tannini; mucillaggini; coloranti; antociani.

Queste sostanze sono contenute nel latice che la pianta secerna se si intaglia la capsula: la stessa cosa succede nel papaver somniferum (papavero da oppio) solo che il latice del rosolaccio non ha la stessa pericolosità anche se occorre usarlo con grande cautela.  

Parti utilizzate della pianta

Del papavero selvatico (rosolaccio) si usa tutta la pianta raccolta prima della fioritura anche se i petali rossi sono quelli maggiormante utilizzati. Appena raccolti, di solito tra maggio e luglio, vengono subito essicati all'ombra ed in ambienti caldi e ventilati. Una volta secchi i petali diventano di colore rosso ancora più intenso e si conservano in recipienti ermetici di vetro o porcella e al buio. 

 

Come si usa

Per uso interno i petali possono essere usati come infuso o decotto come blando sedativo. Infatti le sue proprietà calmanti e leggermente narcotiche sono dovute agli alcaloidi presenti che fanno si che venga usato contro l'insonnia, per la tosse insistente, la pertosse e l'asma bronchiale.

Secondo alcuni per uso esterno l'infuso dei petali farebbe bene nei casi di mal d'orecchio o ascessi dentali.

I semi sono l'unica parte della pianta priva dei principi attivi, sono infatti anche commestibili e usati nell'industria dolciaria ed in panetteria. Da essi si estrae un olio considerato molto pregiato ed ottimo come lenitivo ed emolliente. 

I cataplasmi caldi degli infusi dei fiori sono ottimi applicati sulle palpebre come antiinfiammatorio.  E' anche un tonico contro le rughe: si fanno macerare 50 gr di fiori in mezzo litro di acqua bollente per mezz'ora, quindi si filtra e si spremono bene i fiori. Con il liquido ottenuto si fanno degli impacchi al mattino ed alla sera per alcuni giorni. Non è necessario prepararlo ogni volta. La parte rimanente può essere conservata in frigorifero.   

Gli antociani presenti rendono i petali ottimi come coloranti.  Come colorante si usa il fiore intero in questo modo: si prende ad esempio un maglione che si vuole tingere e si immerge in un decotto di fiori lasciati in infusione per qualche ora poi si fa bollire per tre quarti d'ora. Quindi si lascia raffreddare con il capo in ammollo. Come mordente si usa l'allume di potassio. 

In cucina i germogli di rosolaccio sono ottimi anche crudi ad insalata. Possono anche essere cotti con le minestre o polenta oppure fritti con farina e uova per fare delle frittelline.  

Curiosità sul papavero da oppio

Il nome "papavero" deriva dal celtico "papa" cioè "pappa" derivato dall'usanza di mischiare il suo latice nella pappa dei bambini e procurare loro lunghi sonni.   

Avvertenze sul rosolaccio

Il rosolaccio in dosi eccessive può causare intossicazione ed avvelenamento.

Occorre pertanto rispettare sempre le dosi che vengono consigliate e non usare le capsule. 

Linguaggio dei fiori e delle piante

Vedi "Papavero - Il linguaggio dei fiori e delle piante"

 

Per sapere del Papavero da oppio, la pianta allucinogena leggi l'articolo

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