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CLASSIFICAZIONE BOTANICA
Regno: Plantae
Subregno: Tracheobionta
Divisione: Magnoliophyta (ex
Angiospermae)
Classe: Liliopsida (ex Monocotyledones)
Ordine: Arales
Famiglia: Araceae
Genere: Dieffenbachia
Specie:
vedere il paragrafo "Principali specie"
CARATTERISTICHE GENERALI
Originaria dell'America centrale e meridionale la Dieffenbachia appartiene alla
famiglia delle Aracee ed è una delle pianta sicuramente più presente nelle nostre
case e a seconda delle varietà può avere delle dimensioni anche notevoli.
Le Diffenbachia sono piante sempreverdi caratterizzate da un fusto carnoso ed eretto.
Le foglie molto grandi, ovali-lanceolate, di colore verde più o meno intenso e variamente
screziate a seconda della specie e della varietà. Sono provviste di un lungo picciolo
guainante che avvolgono le nuove foglie fino al momento in cui non sono completamente
cresciute.
I fiori sono raccolti in infiorescenze poco appariscenti, di colore bianco-verdastro
e formati da uno spadice e da una spata (tipica delle famiglia delle Aracae dove
ritroviamo la Calla, il
Caladium, l'Anthurium, il
Filodendro, ecc) anche se è abbastanza raro che fiorisca in appartamento.
PRINCIPALI SPECIE
Esistono circa 30 specie di Dieffenbachia tra le quali ricordiamo:
DIEFFENBACHIA PICTA
(DIEFFENBACHIA MACULATA)
La Diffenbachia picta è originaria del Brasile ed ha foglie ovali lanceolate verde
pallido con bordi e nervature verdi e macchiate color crema. Produce un'infiorescenza
a spadice e può raggiungere anche i 2 m di altezza.
E' una specie molto presente nelle nostre case.
Esistono numerosissime varietà tra le quali la Dieffenbachia Picta exotica.
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DIEFFENBACHIA BAUSEI
La Dieffenbachia bausei deriva dalla Dieffenbachia maculata x Dieffenbachia Weirii.
La sua caratteristica è che presenta delle spruzzature di giallo con foglie lunghe
fino a 30 cm e larghe circa 15 cm.
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DIFFENBACHIA AMOENA
La Dieffenbachia amoena è originaria della Columbia e della Costa Rica ha un aspetto
molto imponente e dà l'idea della robustezza e solidità.
E' la Diffenbachia più diffusa e conosciuta. Può raggiungere notevoli altezze ed
è provvista di un robusto fusto verde dal quale partono le grandi foglie, lungamente
picciolate con una lamina fogliare anche di 60 cm di colore verde screziate di giallo
e crema.
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DIEFFENBACHIA OERSTEDII
La Dieffenbachia oerstedii è originaria della Costa Rica e del Guatemala.
Diversamente dalle altre Dieffenbachia ha foglie molto più grandi e verdi caratterizzate
da nervature bianche in particolare lungo la costolatura.
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TECNICA COLTURALE
Quando si parla di Dieffenbachia è necessario tenere presente che si tratta di una
pianta velenosa in tutte le sue parti per la presenza di cellule di cristalli di
ossalato di calcio molto lunghe ed appuntite che si trovano disperse in una sostanza
mucillaginosa. Pertanto è sempre opportuno lavorare con i guanti quando si lavora
sulla pianta.
La Dieffenbachia ama il caldo e pertanto temperature tra i 20-30°C, sono ottimali.
D'inverno la temperatura minima ideale è trai 15-18°C.
Fare attenzione ai colpi di freddo ed alle correnti d'aria.
Ha necessità di buona luce ma non sole diretto che rischierebbe di bruciarla. Tanto
maggiore è la luce tanto maggiore saranno le screziature delle foglie.
Le foglie vanno pulite almeno ogni 15 gg utilizzando un panno morbido umido. Durante
l'operazione, sostenere le foglie con una mano per evitare la rottura. Non usare
mai lucidanti fogliari.
ANNAFFIATURA
Il terriccio deve essere sempre umido evitando i ristagni d'acqua nel sottovaso
che farebbero marcire le radici.
La Diffenbachia richiede un'elevata umidità relativa (80-90%) per cui è importante
nebulizzare regolarmente la pianta per mantenere un buon tasso di umidità intorno
alle fronde possibilmente con acqua piovana.
TIPO DI TERRENO - RINVASO
La Dieffenbachia, si rinvasa quando la terra ed il vaso non sono più in grado di
contenere le radice ma in ogni caso al massimo ogni due-tre anni, per rinnovare
il terriccio. E' buona norma sul fondo del vaso mettere dei pezzi di coccio per
favorire il drenaggio
Durante gli anni in cui non è necessario fare il travaso, abbiate cura, all'inizio
della primavera, di rimuovere i primi 3-5 cm di terra, senza togliere la pianta
dal vaso, e sostituirli con del terriccio fresco. Questa operazione si rende ancor
più necessaria quando notate sulla superficie del terriccio una crosta/patina biancastra
che vuol dire che c'è un eccesso di calcare nell'acqua di irrigazione.
Il periodo ottimale è all'inizio della primavera, utilizzando una composta costituita
da torba e foglie di faggio con un ph leggermente acido intorno a 5,5-6,5.
Bisogna comprimere bene il terriccio al momento del rinvaso e subito dopo bagnarla
abbondantemente e quindi lasciare sgrondare tutta l'acqua in eccesso.
CONCIMAZIONE
I concimi è preferibile somministrarli liquidi con l'acqua di irrigazione dall'inizio
della primavera e fino alla fine dell'estate (aprile - settembre) con cadenza quindicinale.
Durante l'inverno, una volta al mese è sufficiente.
Per la Diffenbachia l'ottimale è utilizzare un concime che abbia un rapporto tra
Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) di 10:1:6 vale a dire su 10 parti di Azoto,
una di Fosforo e 6 di Potassio. Accertatevi inoltre che oltre ad avere i cosiddetti
"macroelementi" quali Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) abbia anche i "microelementi"
quali il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B),
il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della
pianta.
Diminuite leggermente le dosi rispetto a quanto riportato nella confezione del fertilizzante
in quanto sono sempre eccessive.
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FIORITURA
La Dieffenbachia fiorisce nel periodo estivo producendo dei fiori poco appariscenti,
di colore bianco-verdastro, riuniti in infiorescenze anche se è raro che fiorisca
in appartamento.
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POTATURA
Di solito la Dieffenbachia non si pota. Vanno semplicemente eliminate le foglie
che via via disseccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.
Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente
alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.
MOLTIPLICAZIONE
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MOLTIPLICAZIONE PER TALEA
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All'inizio della primavera si tagliano porzioni di fusto lunghe 5-10 cm (la
parte in cui la foglia si attacca al fusto). Fate attenzione alla linfa delle piante
in quanto velenosa che non arrivi sugli occhi o su ferite aperte.
Si raccomanda di tagliare con una lametta o con un coltello affilato per evitare
le sfilacciature dei tessuti avendo cura che l'attrezzo che si usa per il taglio
sia pulito e disinfettato.
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Dopo aver eliminato le foglie poste più in basso, si immerge la parte tagliata in
una polvere rizogena per favorire la radicazione.
Successivamente si sistemano le talee in una composta formata da due parti di terriccio
fertile e una di sabbia grossolana, una per ogni vasetto. Si fanno dei buchi con
una matita e si sistemano come indicato nella foto. Avere cura successivamente di
compattare delicatamente il terriccio.
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La cassetta o il vaso si ricoprono con un foglio di plastica trasparente (o un sacchetto
messo a cappuccio) e si colloca in un luogo dove ci sia luce ma non sole diretto
e ad una temperatura intorno ai 25°C avendo cura di tenere il terriccio sempre leggermente
umido (annaffiare sempre senza bagnare le piantine in radicazione con acqua a temperatura
ambiente). Ogni giorno si toglie la plastica per controllare l'umidità del terreno
ed eliminare dalla plastica la condensa.
Una volta che iniziano a comparire i primi germogli (dopo circa 20-30 gg), vuol
dire che la talea ha radicato. A quel punto si toglie la plastica e si colloca il
vaso in una zona più luminosa, alla stessa temperatura e si aspetta che le talee
si irrobustiscano.
Una volta che sono diventate sufficientemente grandi ed hanno prodotto nuovi getti
vigorosi, si trapiantano nel vaso o nel terreno definitivo.
Non disturbare le talee fino a quando non avranno messo i nuovi getti.
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PARASSITI E MALATTIE
Foglie appassite, scolorite e pendenti
Le foglie appassite, scolorite e pendenti sono i classici sintomi da eccesso d'acqua
o eccessivo freddo.
Rimedi: spostate la pianta in una posizione più idonea. Occorre tenere presente
che le temperature non devono scendere sotto i 15°C.
La pianta cresce stentatamente e le foglie sono
pallide e non ben colorate
Vuol dire che non avete effettuato le dovute concimazioni durante il periodo primaverile
- estivo.
Rimedi: intervenite subito utilizzando un concime liquido da somministrare con l'acqua
di irrigazione Accertatevi che oltre ad avere i cosiddetti "macroelementi" quali
Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) abbia anche i "microelementi" quali il Ferro
(Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno
(Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.
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Comparsa sulle foglie di macchie rodondeggianti
Le foglie inizialmente presentano
delle macchie rotondeggianti flaccide e di aspetto oleoso che via via diventano
di color cuoio e se l'ambiente è arido si seccano rapidamente mentre se l'ambiente
è umido si trasformano in vesciche piene di liquido. In entrambi i casi l'infezione
prosegue fino ad apparire come delle strisce di colore marrone che si diffondono
fino a coinvolgere la nervatura centrale. Questo tipo di sintomatologia denota la
presenza di un marciume batterico dovuto a Erwinia chrysanthemi var. dieffenbachiae
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Rimedi: si può tentare di salvare la pianta anche se molto difficile. Per prima
cosa occorre eliminare subito le foglie distruggendole possibilmente con il fuoco;
disinfettare le forbici usate per il taglio con alcool o varechina per evitare di
trasmettere la malattia ad altre piante; fare subito un rinvaso eliminando completamente
la vecchia terra sostituendola con terriccio nuovo.
La pianta presenta i bordi con striature marroni
ed evidenti chiazze necrotiche
Questo sintomi può significare che la pianta è troppo vicina alla finestra o che
ha ricevuto sole diretto per diverso tempo.
Rimedi: trovare un luogo più idoneo.
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Macchie sulla pagina inferiore delle foglie
Macchie sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in
presenza di Cocciniglia
ed in particolare della Cocciniglia farinosa. Per essere certi, si consiglia di
fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto
al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle
con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta
è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto
delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va
risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi
e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da
un buon vivaista.
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Foglie che iniziano ad ingiallire, appaiono macchiettate
di giallo e marrone
Se le foglie iniziano ad ingiallire e successivamente a queste manifestazioni si
accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Osservando attentamente
si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle
foglie. Con questa sintomatologia siamo molto probabilmente in presenza di un attacco
di ragnetto rosso, un acaro molto
fastidioso e dannoso.
Rimedi: aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di
umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni
particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se la pianta non è particolarmente
grande, si può anche provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il
parassita usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato. Dopo di che la pianta
va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.
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Ragnatela di acaro su dieffenbachia
CURIOSITA'
Il nome "Diffenbachia" deriva dal botanico tedesco, direttore dei giardini imperiali
di Schönbrunn, a Vienna, che si chiamava J. F. Dieffenbach.
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Esiste una specie di Dieffenbachia, la Dieffenbachia
seguine (foto al lato) conosciuta anche come "pianta del muto"
in quanto se la sua linfa entra in contatto con gli organi vocali, rende muti per
diversi giorni.
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Fonti bibliografiche
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