|
CLASSIFICAZIONE BOTANICA
Regno: Plantae
Subregno: Tracheobionta (piante
vascolari)
Divisione: Pteridophyta
Classe: Magnoliopsida (ex Dicotyledones)
Subclasse: Filicopsida
Ordine: Polypodiales
Famiglia: Polypodiaceae
Genere: Polypodium
Specie:vedere il paragrafo "Principali specie"
CARATTERISTICHE GENERALI
Il genere Polypodium della famiglia delle Polypodiaceae comprende piante comunemente
chiamate "felci", diffuse in molte parti del mondo, sia nelle zone tropicali, che
in quelle semitropicale e temperate. Per lo più sono specie terrestri ma ne esistono
anche di epifite
come adattamento dalla vita acquatica a quella terrestre. Esistono sia specie sempreverdi
che specie a foglia decidua.
Le foglie di un bel colore verde brillante, sono sottili e possono variare da pochi
centimetri fino a a 6 m di lunghezza. Possono essere pennate, bipennate o a foglia
intera.
I Polypodium sono Pteridofite, cioè piante sprovviste di fiori, di frutti e di semi
cosa che ha fatto avvolgere nel mistero per lungo tempo queste piante in quanto
nessuno riusciva a capire come si moltiplicassero. Finalmente nel 1850 un libraio
tedesco è riuscito a svelare il mistero avendo notato sulla pagina inferiore delle
foglie, delle spore, gli organi attraverso i quali la pianta si moltiplicava.
PRINCIPALI SPECIE
Esistono circa 75 specie nel genere Polypodium, tra le quali ricordiamo:
POLYPODIUM VULGARE
La specie Polypodium vulgare comprende esemplari di non grandi dimensioni non superando
i 40 cm di altezza caratterizzate da un rizoma grosso e strisciante ricoperto di
squame scure dal quale si formano le fronde di un bel colore verde brillante, pennatosette.
Comunemente è chiamata "la felce dolce" o "falsa liquirizia" per via del sapore
dolciastro del suo rizoma che ricorda la liquirizia ed è usato in fitoterapia come
espettorante naturale.
|
|

|
POLYPODIUM AUREUM
Polypodium aureum conosciuta anche con nome di felce a piede di lepre è
caratterizzata da rizomi striscianti ricoperti di scaglie ricche di peluria, di
colore marrone aranciato.
Le foglie sono profondamente incise lunghe fino a 120 cm.
|
CICLO BIOLOGICO
Le Pteridofite, sono facilmente distinguibile dalle piante superiori (Fanerogame)
in quanto non possiedono gli organi di riproduzione visibili classici quali i fiori
e dalle piante inferiori (muschi, licheni, funghi, ecc) in quanto la pianta è un
corno vale a dire una pianta ben formata in tutte le sue parti
provvista quindi di radice, di fusto, di foglie, di vasi, di midollo, etc ad eccezione
degli organi di riproduzione cioè dei fiori.
Foglie con sporangi nella pagina inferiore
Le FELCI per riprodursi producono delle spore
(da qui il nome di SPOROFITO)
che sono evidenti sulla pagina inferiore delle foglie. Le spore sono contenute all'interno
di SPORANGI che altro non sono
che delle capsule in cui maturano le SPORE.
A loro volta gli sporangi sono raggruppati in formazioni chiamate
SORI.
|
La spora viene trasportata dal vento e cade nel terreno e germina. Dalla sua germinazione
nasce una pianta indipendente che produce dei GAMETI chiamata
PROTALLO o GAMETOFITO. Su questo protallo si formano gli organi
sessuali, ARCHEGONI (femminili)
e ANTERIDI (maschili) dove
maturano rispettivamente le OOSFERE e gli ANTEROZOI. L'anterozoo maschile si sposta
nella pianta grazie all'acqua (pioggia, rugiada, ecc.) e va a fecondare la oosfera.
La oosfera appena fecondata (EMBRIONE FECONDATO)
germoglia immediatamente rimanendo nell'Archegonio (in questa fase l'embrione produce
una sorta di radice detta austorio che affonda nei tessuti del gametofito per potesi
nutrire). Da questo embrione nascerà il Polypodium che tutti noi conosciamo.
|
|
TECNICA COLTURALE
Le Polypodium come tutte le felci non sono piante particolarmente difficili da allevare
richiedono solo qualche cura e qualche attenzione in più rispetto alle altre piante.
Una volta comprese le loro necessità, la coltivazione è molto semplice.
Sono piante che non amano l'eccessiva illuminazione pertanto devono essere sistemate
dove non è presente molta luce. In natura sono piante da sottobosco per cui non
ricevono mai la luce diretta del sole ma vivono quasi all'ombra. Il colore verde
scuro delle foglie le aiuta ad ottenere il massimo vantaggio da qualsiasi tipo di
luce e dato che non fioriscono, non hanno bisogno di tanta luce, perlomeno non tanta
quanto le piante da fiore.
Le temperature medie ottimali di coltivazione sono intorno ai 18°C.
Non amano le correnti d'aria, soprattutto quella d'aria fredda.
Se vi accorgete che la vostra Polypodium vegeta bene nel luogo dove l'avete sistemata,
non spostatela. Vuol dire che in quel luogo ha trovato un microclima ideale.
Una raccomandazione che vale sia per le felci ma anche per tutte le altre piante:
NON usate mai lucidanti per le foglie. Questi prodotti infatti otturano gli stomi
della pianta impedendole di svolgere le sue normali funzioni fisiologiche. Per pulire
le foglie usate semplicemente un panno umido oppure fate alla pianta la classica
doccia avendo cura di proteggere la terra con un foglio di plastica per evitare
che il terreno si inzuppi.
ANNAFFIATURA
Le Polypodium sono piante che richiedono un ambiente particolarmente umido infatti
un ambiente troppo secco o troppo caldo provoca gravi danni alla pianta. Il terreno
deve pertanto essere sempre moderatamente umido durante tutto il periodo primaverile-estivo
mentre nel periodo autunno-invernale, quando la pianta entra in riposo vegetativo,
il terreno va annaffiato solo quando si asciuga in superficie. Per i Polypodium
che perdono le foglie in inverno il terreno deve essere annaffiato solo il tanto
da non far seccare le radici.
E'
importante mantenere un ambiente costantemente umido con frequenti nebulizzazioni
alla chioma, almeno due volte al giorno durante il periodo caldo, per evitare la
disidratazione. In questo modo si rallenta la perdita d'acqua da parte delle fronde.
Un altro sistema è quello di sistemare il vaso sopra un sottovaso pieno di ciottoli
e poi riempirlo d'acqua facendo attenzione però che il fondo del vaso non sia immerso
nell'acqua in quanto in questo modo il terreno del vaso si saturerebbe di acqua
facendo marcire le radici. Questo sistema permette all'acqua di evaporare e quindi
di garantire intorno alla pianta un microclima umido. Ricordatevi di riempire il
sottovaso ogni qualvolta l'acqua sarà evaporata.
TIPO DI TERRENO - RINVASO
Le Polypodium sono abbastanza rapide nella crescita per cui in genere si rinvasa
ogni due anni, all'inizio della primavera, utilizzando un vaso leggermente più grande
del precedente. Se quando svasate però vi accorgete che le radici hanno ancora spazio
a loro disposizione non cambiate il vaso ma solo il terriccio. Inoltre controllate
che non vi siano radice marce perchè se presenti, dovete lavare le radici con acqua
tiepida, eliminare le parti compromesse tagliandole 1 cm sopra la parte danneggiate
e dove aver ripulito per bene il vaso, rinvasate usando lo stesso vaso ma con del
terriccio fresco.
Sistemate sul fondo del vaso uno strato consistente di ghiaia e piccoli sassi o
pezzi di coccio che servono per favorire il deflusso dell'acqua di annaffiatura.
Un buon terriccio per le Polypodium deve essere leggero, fibroso e spugnoso e capace
di assorbire e di trattenere l'umidità senza però diventare compatto. Una buona
miscela potrebbe essere formata da terriccio di foglie e torba con l'aggiunta di
sabbia grossolana non calcarea. Si può anche aggiungere del carbone di legna polverizzato.
CONCIMAZIONE
Durante tutta la stagione primaverile-estiva è necessario concimare le Polypodium
ogni due settimane, con concimi liquidi da diluire nell'acqua di irrigazione. Negli
altri periodi vanno sospese.
POTATURA
Per le Polystichum non si può parlare di potatura. Si eliminano solo le foglie che
si seccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.
Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente
alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.
FIORITURA
La pianta non fiorisce.
MOLTIPLICAZIONE
La moltiplicazione delle Polypodium può avvenire in due modi: per porzioni di rizoma
o per propagazione mediante spore, quest'ultima di non facile realizzazione.
MOLTIPLICAZIONE PER PORZIONI DI RIZOMA
In febbraio, prima della ripresa vegetativa, si prendono delle talee lunghe 8-10
cm dalle estremità dei rizomi portanti almeno una foglia. Ciascuna si sistema in
un vaso contenente torba e sabbia in parti uguali. Si tengono in ambiente caldo
e umido fino a quando le talee non avranno radicato. A qual punto si piantano nel
vaso definitivo e si trattano come le piante adulte.
MOLTIPLICAZIONE PER SPORE
La moltiplicazione per spore è una tecnica difficile da attuare in casa. In ogni
caso, se volete provare, di seguito vi spieghiamo come fare.
Per sapere se le spore sono mature basta prendere una fronda con le spore e sistemarla
dentro un sacchetto di carta e si lascia appesa per 24 ore in una stanza. Se ritrovate
le spore in fondo al sacchetto vuol dire che sono mature per essere seminate.
Si prepara quindi una cassetta che contiene del terriccio finemente setacciato e
della torba in parti uguali e dopo avere bagnato uniformemente il terriccio si appoggiano
le spore sul substrato. Si annaffia quindi con moderazione usando uno spruzzatore
in modo da non formare fosse o buche nel terriccio e si mette sopra una lastra di
vetro o un foglio di plastica trasparente che sarà fissato al vassoio con un elastico
per evitare la perdita di umidità.
A questo punto si mette la cassetta al buio con le spore di Polypodium e ad una
temperatura di circa 20-23 °C, avendo cura di mantenere il terriccio sempre umido.
La lastra di vetro o il foglio di plastica si aprono tutti i giorni in modo da eliminare
la condensa che si forma.
Dopo circa 2-3 mesi nasceranno le prime piantine e a questo punto è necessario spostare
la cassetta in una posizione più luminosa (ma non troppo) e togliere definitivamente
la lastra di vetro.
Una volta che le piantine saranno cresciute e sviluppate vanno trapiantate 2-3 per
vaso che deve avere un diametro non superiore ai 6-7 cm e si trattano come le piante
adulte.
|
|
PARASSITI E MALATTIE
Foglie secche che cadono
Se le foglie si seccano vuol dire che la pianta non ha un giusto equilibrio idrico.
E' necessario aumentare le annaffiature e l'umidità.
Rimedi: come primo intervento è consigliabile immergere il vaso in un secchio d'acqua
in modo che la terra si imbeva, poi si fa sgocciolare per bene e quindi si ripone
al suo posto regolando le annaffiature e l'umidità in maniera più corretta.
Le foglie diventano chiare e scolorite
Se le foglie presentano questo sintomo, vuol dire che la pianta è stata esposta
al sole diretto.
Rimedi: spostatela in un luogo più idoneo.
Foglie arricciate
Le foglie si arricciano quando la temperatura è troppo bassa.
Rimedi: spostare la pianta in un luogo più caldo.
Le foglie so orlano di scuro che appassiscono rapidamente
Se si presenta questa sintomatologia
vuol dire che l'ambiente dove si trova la vostra polipodio è troppo caldo.
Rimedi: spostare la pianta in un luogo più fresco.
Le foglie iniziano a differenziare delle macchie
scure
Questo sintomo è indice che la pianta stia subendo un attacco fungino, dovuto il
più delle volte a squilibri idrici, vale a dire ad eccessivo ristagno dell'acqua
nel sottovaso.
Rimedi: togliete le parti colpite ed usate dei prodotti anticrittogamici specifici.
Macchie brune sulle foglie
Macchie brune sulle foglie soprattutto nella pagina inferiore potrebbero significare
che siete in presenza di Cocciniglie, Cocciniglia bruna o Cocciniglia farinosa. Per essere
certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e osservarle. Confrontatele
con le foto riportate, sono caratteristiche, non potete sbagliare. Inoltre se provate
a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.
|
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta
è grande potete lavarla con acqua e sapone neutro strofinando delicatamente con
una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata per
eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto, potete
usare degli antiparassitari specifici reperibili nei centri specializzati in giardinaggio.
|

Cocciniglia bruna
|

Cocciniglia farinosa
|
CURIOSITA'
Delle 75 specie molte sono state (e sono) usate nella medicina popolare per secoli.
Ricordiamo ad esempio la Polypodium leucotomos e la Polypodium decumanum
(conosciute rispettivamente con il nome di samambaia e calaguala
nella lingua di origine) sono usate dalle popolazioni indigene dell'America
centro-meridionale per la cura di diverse patologie: le popolazioni indigene dell'Honduras
le usano per curare i tumori maligni, l'artrite reumatoide e la psoriasi; gli indigeni
della foresta amazzonica usano una macerazione del rizoma per curare la febbre mentre
il rizoma grattugiato fresco è usato come infuso per la pertosse e per i problemi
renali; gli indiani dell'Amazzonia peruviana usano le foglie per ricavare bevande
per curare tosse insomma, in tutta l'Amazzonia e l'America centro meridionale più
in generale sono piante considerate un toccasana, considerate un ottimo sostentamento
del sistema immunitario.
Il nome del genere deriva dal greco "polys = molti" e "podos = piede", per via forse
del fatto che possiedono numerose radichette nel rizoma.
Fonti bibliografiche online
- Welcome to the Rain forest
|