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COME COLTIVARE E CURARE LE NOSTRE PIANTE
AMARYLLIS
Amaryllis, coltivazione
Nota 1
L'Amaryllis, deliziosa bulbosa che sorprende ogni volta con le sue fioriture spettacolari!
CLASSIFICAZIONE BOTANICA


Regno
:
Plantae

Clado
: Angiosperme
Clado
: Monocotiledoni
Ordine
:
Asparagales

Famiglia
:
Amaryllidaceae

Genere
:
Amaryllis

Specie
:
Amaryllis belladonna
CARATTERISTICHE GENERALI

Il genere Amaryllis comprende piante bulbose originarie di una zona molto ristretta delle coste del sud Africa (S. Wester Cape) con un'unica specie: Amaryllis belladonna (dalle quale è derivato il nome della famiglia: Amaryllidaceae).

Amaryllis belladonna

Si tratta di una splendida pianta con foglie lunghe fino a 50 cm, lineari, lucide, che compaiono dopo la fioritura. Gli steli fiorali sono robusti, alti 50-70 cm, di colore verde intenso tendente al viola alla cui sommità, nel periodo autunno-invernale, si formano da 6 a 10 fiori particolarmente vistosi, a forma di tromba e ricadenti, di colore principalmente rosa ma anche rosso e bianco e quasi sempre profumati.

Amaryllis, foglie
TECNICA COLTURALE

L'Amaryllis è una pianta bulbosa semplice da coltivare. Essendo una pianta tipica del sud Africa non ha avuto alcuna difficoltà ad ambientarsi nel clima mediterraneo caratterizzato da estati calde e asciutte e inverni umidi e piovosi, soprattutto nelle zone dove l'inverno non è eccessivamente freddo.

Ciclo vegetativo

La loro coltivazione è preferibile che avvenga in piena terra anche se, con opportuni accorgimenti, può avvenire anche in vaso. In questo caso è importante però che il vaso sia grande e profondo e che si abbia l'accortezza di eseguire un corretto piano di concimazione.

Circa il tipo di terreno da utilizzare l'importante è che sia ben drenante in quanto sono piante non tollerano in alcun modo i ristagni idrici. E' preferibile che abbiano una discreta quantità di sostanza organica e una discreta quantità di sabbia. I bulbi vanno trapiantati ogni 5-6 anni (sia che la pianta sia allevata in piena terra che in vaso) ricordandosi che quasi sicuramente l'anno del trapianto l'amarillo non fiorirà in quanto non ama i cambiamenti e ha necessità di un lungo periodo per adattarsi alla nuova situazione.

L'amarillis va annaffiata con molta parsimonia solo durante la fioritura e la crescita delle foglie.

Circa l'ambiente nel quale ama vivere ha necessità di stare in pieno sole e se coltivata all'aperto occorre proteggerla da eventuali gelate che sono sempre mal tollerate (temperature di -5°C iniziano a essere fastidiose per la pianta). Se allevata in vaso sarebbe preferibile che durante la bella stagione sia portata all'aperto.

Durante tutto il periodo della fioritura e dell'emissione e crescita delle foglie somministrare un fertilizzante liquido con l'acqua d'annaffiatura una volta al mese a dosi dimezzate rispetto a quelle indicate nella confezione. È importante concimare soprattutto durante il periodo in cui l'amarillis è provvista di foglie in quanto aiuta ad accumulare maggiori sostanze nutritive nei bulbi e quindi ad avere successivamente, una fioritura più copiosa.

L'epoca per trapiantare i bulbi è quando la pianta è priva di vegetazione (tra giugno e agosto). I bulbi di media grandezza devono essere piantati a una profondità di circa 1,5 o 2 volte la loro altezza restando pertanto sempre al di sotto del terreno e ben coperti. I bulbi invece particolarmente grandi, quindi pronti per la fioritura, devono invece essere piantati meno profondi, con la punta a livello del suolo. Non allarmarsi se la pianta il primo anno non fiorirà. Come già detto, la pianta si prende un lungo periodo di adattamento al nuovo ambiente nel quale è collocata.

MOLTIPLICAZIONE

La moltiplicazione dell'Amaryllis avviene normalmente tramire i bulbilli (bulbi più piccoli) che crescono attorno al bulbo principale. La moltiplicazione per seme in genere non è effettuata perchè occorrono cinque o più anni perché le nuove piante possano fiorire per la prima volta. Inoltre sono piante che spesso non producono semi o ne producono molto pochi. È per questa ragione che i bulbi hanno un costo abbastanza elevato.

Il recupero dei bulbilli e il loro trapianto va fatto quanto tutta la parte aerea è assente quindi in estate. Ci rendiamo conto che sono presenti i bulbilli quando vediamo che a fianco del bulbo madre nascono nuove foglie (quindi una nuova pianta). Questi possono essere staccati dalla pianta madre in maniera molto delicata, facendo attenzione a non danneggiare le radici. Occorrono diversi anni (3-6 anni) prima che questi nuovi bulbi raggiungano le dimensioni per produrre fiori. Durante questo periodo di tempo vanno trattati come se fossero piante in fioritura.

PARASSITI E MALATTIE


Non è una pianta particolarmente soggetta a malattie. In genere solo le limacce e la mosca del narciso possono creare dei problemi.

Le limacce

Le limacce rosicchiamo le foglie e possono provocare gravi danni. Escono in genere di notte perchè l'aria è più umida che di giorno ma dopo una pioggia di una certa entità, è facile vederle in giro anche in pieno giorno.
Rimedi: o vengono allontanate manualmente oppure si possono usare apposite esche avvelente facilmente reperibile in un buon centro di giardinaggio.

I bulbi possono essere attaccati dalla mosca del narciso

Si tratta della Lampetia equestris, un dittero della famiglia Syrphidae. Questa mosca depone le uova alla base delle foglie nel periodo primaverile e dopo un paio di settimane nascono le larve che migrano verso il bulbo e vivono e crescono a spese della sua polpa fino alla primavera successiva quando, una volta mature, abbandonano il bulbo per impuparsi. Ci si accorge che qualcosa non va quando le foglie, senza apparente ragione, crescono stentate.
Rimedi: i bulbi possono essere disinfestati immergendoli in acqua calda (45°C) per circa un'ora.

CURIOSITA'

Il nome Amaryllis deriva dal nome greco Amarillide, la pastorella cantata da Virgilio nelle Bucoliche (vissuto tra il 70-19 a.C. mentre l'opera è stata pubblicata intorno al 38 a.C.), in cui il pastore Titiro declama le bellezze della sua Amarillide, accompagnandosi con la zampogna:
«Titiro, tu sdraiato al riparo di un grande faggio moduli una canzone boschereccia sulla umile zampogna; noi abbandoniamo i territori della patria e i dolci campi, noi fuggiamo dalla patria; tu, Titiro, placido all'ombra fai risuonare i boschi del nome della bella Amarilli» (Virgilio, Bucoliche, Egloga I).
A sua volta il nome Amarilli deriva dal verbo greco amarussō «splendo, brillo».

Nel genere Amaryllis per lungo tempo venne classificato anche l'Hippeastrum, anch'essa specie bulbosa proveniente però dal sud America, meno rustica e con fiori che si sviluppano insieme alle foglie al contrario dell'amarillis. Per questa ragione ancora oggi l'Hippeastrum viene chiamata impropriamente Amaryllis.

Comunemente la pianta è conosciuta con il nome di femmina nuda questo perchè fiorisce quando è priva di foglie.

Tutte le parti dell'amarillo sono tossiche per l'uomo a causa della presenza di alcaloidi. Occorre pertanto fare molta attenzione a non ingerire alcuna sua parte e quando si maneggia la pianta, è opportuno usare i guanti in quanto i suoi liquidi possono provocare irritazioni cutanee.

Note
1. Immagine tratta dal sito Bunny Cakes

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