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lunedì 8 febbraio 2010
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COME COLTIVARE E CURARE LE PIANTE
SPATHIPHYLLUM

noto come

SPATIFILLO

Lo Spatifillo è una deliziosa pianta che si ritrova spesso nelle nostre case per  la bellezza non solo dei fiori ma anche delle foglie, verdi, lucenti, portate da lunghi piccioli.
In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Fioritura Potatura Moltiplicazione Parassiti e malattie Curiosità
CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Famiglia: Araceae
Genere: Spathiphyllum
Specie: vedere il paragrafo "Principali specie"

CARATTERISTICHE GENERALI

Alla famiglia delle Araceae appartiene lo Spathiphyllum, una deliziosa pianta sempreverde che si ritrova spesso nelle nostre case per  la bellezza non solo dei "fiori" ma anche delle foglie, verdi, lucenti, appuntite, lunghe e solcate da nervature marcate portate da lunghi piccioli.

Sono piante originarie dell'America tropicale.

La carattterisitica dello Spatifillo è la totale mancanza di fusto, crescono infatti direttamente da un RIZOMA sotterraneo (fusto perenne, per lo più sotterraneo e funzionante come organo di riserva simile a una radice provvisto di gemme nella parte superiore e radici in quella inferiore) che rappresentano la radice di questa pianta e sono anche gli organi di moltiplicazione. Dal rizoma nascono direttamente le foglie.

Quello che noi chiamiamo "fiore" vale a dire la parte bianca che tanto apprezziamo, in realtà sono delle brattee cioè delle foglie modificate che avvolgono i fiori e le infiorescenze per proteggerli e sono chiamate SPATA. Il fiore (l'infiorescenza) è in realtà quella specie di asta che vediamo al centro della spata ed è chiamato SPADICE che porta fiori maschili e fiori femminili.

La Spata, assume la colorazione bianca quando raggiunge la maturazione ma via via che passa il tempo, assume un colore verde pallido.

PRINCIPALI SPECIE

Esistono circa 35 specie di Spathiphyllum tra le quali ricordiamo:

SPATHIPHYLLUM WALLISII

Lo Spathiphyllum wallisii, è originaria della Colombia e del Venezuela ed è molto apprezzata per via delle sue infiorescenze che produce ininterrottamente dalla primavera fino all'autunno. Presenta foglie provviste di un lungo picciolo di colore verde intenso e fiori che emergono dal ciuffo di foglie tramite un lungo picciolo.

E' la specie più diffusa e coltivata. E' molto longeva e molto rustica non richiedendo particolari cure colturali.

Un ibrido molto coltivato è lo Spathiphyllum wallisii Mauna Loa che risulta più grande con foglie lunghe anche 25 cm portate da dei piccioli lunghi 25-30 cm e raggiunge i 60 cm di altezza.

Anche i fiori sono molto più grandi con una spata lunga anche 15 cm.

Questa varietà è molto apprezzata per essere allevata in apparatamento in quanto prodice infiorescenze in grande quantità, quasi ininterrottamente dalla primavera all'autunno.

E' apprezzata inoltre per la sua longevità, per le poche cure colturali che richiede e per l'adattabilità a posizioni di luminosità ed umidità atomosferiche scarse

SPATHIPHYLLUM CANNAEFOLIUM

Lo presenta Spathiphyllum cannaefolium presenta delle foglie lunghe tanto quanto i piccioli. Le spate sono bianche nella pagina superiore e verdi in quella inferiore.

SPATHIPHYLLUM FLORIBUNDUM

Lo Spathiphyllum floribundum originario della Colombia, Ecuador, Venezuela e Panama. E' una pianta che raggiunge anche i due metri di altezza.

TECNICA COLTURALE

Le temperature ideali sono di 18°C durante la notte e 20-25°C durante il giorno. Se si riesce ad assicurare queste temperature si avrà una fioritura costante dalla primavera fino all'autunno. Riesce in ogni caso a tollerare temperature anche di 30 °C per periodi di tempo non troppo prolungati ed assicurando la necessaria umidità. Viceversa temono il freddo, temperature al di sotto dei 15°C non ben tollerate.

Gli Spathiphyllum sono piante che amano la luce sia d'estate che d'inverno ma mai al sole diretto.

Non sopportano le correnti d'aria nè gli ambienti fumosi è pertanto buona norma arieggiare spesso il locale che li ospita.

Le foglie imbrunite o le spate che iniziano a sfiorire vanno eliminate dalla base.

Durante il periodo estivo lo Spatifillo può essere portato all'aperto ma in un luogo ombreggiato e lontano dalle correnti d'aria.

Non utilizzate i lucidanti fogliari per pulire le foglie ma un panno morbido inumidito con acqua

ANNAFFIATURA

Nel periodo estivo lo si Spathiphyllum annaffia abbondantemente in modo che la composta rimanga sempre umida (non inzuppata) .

Durante il periodo invernale gli Spathiphyllum si annaffiano moderatamente, il tanto da mantenere umida la composta che non deve mai restare asciutta.

Si avvantaggiano di frequenti nebulizzazioni con acqua a temperatura ambiente e non calcarea.

Per garantire una buona umidità si può sistemare il vaso su un sottovaso dove avrete sistemato dell'argilla espansa dove sarà costantemente presente un filo d'acqua che evaporando garantirà un ambiente umido al vostro Spathiphyllum. Attenzione che il vaso non sia a diretto contatto con l'acqua.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

Lo Spathiphyllum si rinvasa ogni anno in primavera utilizzando un terriccio a base di torba mescolato a corteccia sminuzzata e sabbia grossolana, in modo che sia leggermente acido, utilizzando un vaso via via leggermente superiore al precedente.

Poichè è una pianta che non ama i ristagni idrici, per assicurare un buon drenaggio, disponete sul fondo del vaso dei pezzi di coccio che favoriranno lo sgrondo delle acque in eccesso.

Il rinvaso si effettua fino a quando il vaso non ha raggiunto le dimensioni di 20 cm. Dopo di che, ogni anno, si rimuove lo strato superficiale del terreno per circa 3 cm e si sostituisce con del terriccio fresco.

CONCIMAZIONE

Per tutta la primavera, l'estate e fino all'autunno inoltrato si deve concimare lo Spatifillo regolarmente ogni 15 gg.. Durante l'inverno le concimazioni vanno sospese.

Per quanto riguarda il tipo di concime da somministrare, in commercio ne esistono di tanti tipi ma è buona norma leggere l'etichetta che specifica la composizione. Per queste piante che producono una grande quantità di fiori, è preferibile usare concimi che abbiamo un titolo più elevato di Potassio (K). Accertatevi pertanto che oltre ad avere i cosiddetti "macroelementi" quali Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) e che tra questi il Potassio sia in "maggiore quantità" che abbia anche i "microelementi" quali il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.

Attenzione, dimezzate le dosi rispetto a quello riportato nella confezione.

FIORITURA

Se garantite allo Spatifillo le giuste condizioni di crescita di cui ha bisogno fiorirà ininterrottamente praticamente tutto l'anno. Fondamentale è la temperatura di allevamento: se si  riesce  ad  assicurare 18°C durante la notte e 20-25°C durante il giorno si avrà una fioritura costante dalla primavera fino all'autunno.

POTATURA

Di solito lo Spatifillo non si pota. Vanno semplicemente eliminate le foglie che via via disseccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie. 

Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.

MOLTIPLICAZIONE

Lo Spatifillo si moltiplica per divisione dei rizomi.

Al momento del rinvaso, in primavera, si dividono delicatamente i rizomi utilizzando un coltello pulito, disinfettato ed affilato (in modo da evitare la sfilacciatura dei tessuti) in più porzioni ognuna provvista di almeno 2-3 foglie e radici ben sviluppate.

Le superfici tagliate vanno trattate con prodotti fungicidi ad ampio spettro a base di zolfo.

Dopo di che ogni singola porzione si pianta in vasi singoli utilizzando lo stesso terriccio per le piante adulte e si tengono all'ombra e ad una temperatura intorno ai 21 °C fino a quando non inizieremo a spuntare i nuovi germogli. A quel punto, vuol dire che le radici del vostro neo Spatifillo hanno ben attecchito e quindi si possono trattare come le piante adulte.

PARASSITI E MALATTIE

Foglie che avvizziscono ed appassiscono

Questo è il classico sintomo di scarse annaffiatura.
Rimedi: immergere il vaso in una bacinella che contiene dell'acqua tiepida fino a quando non noterete che la pianta si sta riprendendo. Dopo di che lasciare sgrondare l'acqua in eccesso e regolarsi con le successive annaffiature.

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza di  Cocciniglia ed in particolare della Cocciniglia farinosa. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.

Foglie che iniziano ad ingiallire, appaiono macchiettate di giallo e marrone

Se le foglie iniziano ad ingiallire e successivamente a queste manifestazioni si accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Osservando attentamente si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Con questa sintomatologia siamo molto probalbilmente in presenza di un attacco di ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso e dannoso.

Rimedi: aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se la pianta non è particolarmente grande, si può anche provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il parassita usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato. Dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.

Presenza di piccoli animaletti biancastri sulla pianta

Se notate dei piccoli insettini mobili di colore bianco-giallastro-verdastri siete quasi sicuramente  in presenza di afidi o come comunemente sono chiamati "pidocchi". Osservateli con una lente di ingrandimento e  confrontateli con la foto a lato, sono inconfondibili, non ci si può sbagliare.
Rimedi: trattare la pianta con antiparassitari specifici facilmente reperibili da un buon vivaista.

CURIOSITA'

Il nome "Spathiphyllum" deriva dal greco "spatha=foglia" e "phyllon=foglia" a causa della forma che ha la spata dell'infiorescenza che è del tutto simile ad una foglia. 

Dedicato a Pio Petrocchi
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