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sabato 4 febbraio 2012
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COME COLTIVARE E CURARE LE PIANTE
AGLAONEMA

Si tratta di piante originarie del sud-eso asiatico, molto apprezzate e diffuse in tutte le nostre case non solo per la facilità di coltivazione ma anche per la bellezza delle loro foglie.

In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Fioritura Potatura Moltiplicazione Parassiti e malattie Curiosità
CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Famiglia: Araceae
Genere: Aglaonema
Specie: vedere il paragrafo "Principali specie"

CARATTERISTICHE GENERALI

L'Aglaonema appartiene alla famiglia delle Araceae, una famiglia molto ricca di generi tra i quali ricordiamo: Spathiphyllum, Dieffenbachia, Philodendron, Anthurium, Caladium, ecc.

E' una pianta molto diffusa nelle nostre case non solo per la sua facilità di coltivazione ma anche per la bellezza delle sue foglie. 

L'Aglaonema sono piante erbacee perenni, originarie delle sud- est asiatico, a crescita lenta.

Sono caratterizzate da foglie molto decorative portate da dei lunghi piccioli di colore grigio - verde molto spesso screziate di bianco- giallo o argento.

Produce delle infiorescenze a spadice del tutto simili a quelle della Calla (appartengono alla stessa famiglia).

Infatti quello che noi chiamiamo "fiore" vale a dire la parte più o meno colorata, in realtà sono le brattee, vale a dire delle foglie modificate che avvolgono le infiorescenze ed i  fiori per proteggerli e sono chiamate SPATA (per lo più bianche o verdi).

Il fiore (l'infiorescenza) è in realtà quella sorta di asta che vediamo al centro della spata ed è chiamata SPADICE che porta i fiori maschili nella parte alta ed i fiori femminli  nella parte bassa.

I frutti sono delle bacche.

PRINCIPALI SPECIE

Esistono circa una cinquantina di specie tra le quali ricordiamo:

AGLAONEMA MODESTUM

L'Aglaonema modestum è una pianta originaria della Cina a crescita molto lenta.

E' caratterizzata da foglie di un bel colore verde, cerose, ovate-acuminate, lunghe 15-20 cm, picciolate che con l'età tendono a ripiegarsi verso il basso. La nervatura centrale delle foglie si presenta screziata.

Produce una infiorescenza tipica del genere: una spata di colore verde con lo spadice di colore bianco-crema. 

E' una specie che più delle altre è resistente alle basse (10°C) come alle alte temperature.
AGLAONEMA PSEUDOBRACTEATUM

L'Aglaonema  pseudobracteatum è una pianta robusta e per questo motivo è una delle specie che si ritrovano più facilmente in commercio. Può raggiungere gli 80 cm di altezza.

Presenta belle foglie lanceolate di colore verde intenso e screziate di giallo - crema.

Un'altra particolarità che la rendeno particolarmente gradevole sono i piccioli delle foglie ed i giovani fusti che sono bianchi macchiettati di verde.

Produce delle spate bianche. 

AGLAONEMA CRISPUM

L'Aglaonema  crispum è una pianta che può raggiungere i 90 cm di altezza con foglie molto grandi, coriacee, ovali ed acuminate e variamente screziate.  

AGLAONEMA COSTATUM

L'Aglaonema  costatum è un altro splendido esemplare di questo genere.

E' caratterizzato da foglie cuoriformi di un bel colore verde intenso e lucente macchiettate di bianche come la nervatura centrale.

Sono piante originarie della Malesia e dell'India ed ha la particolarità che i fusti sono cortissini tanto da sembrarne sprovvista.

Produce delle spate bianche.  

AGLAONEMA TREUBII
L'Aglaonema  treubi presenta foglie strette, abbastanza coriacee e spesso screziate di grigio-argento.

E' una specie originaria dell'Indonesia ed è molto diffusa come pianta d'appartamento.

AGLAONEMA PICTUM

L'Aglaonema pictum è caratterizzata da foglie verde scuro variamente screziate.

Fiorisce in piena estate con la produzione di una spata di un bel colore verde-giallastro.

Sono piante originarie di Sumatra.


AGLAONEMA COMMUTATUM

L'Aglaonema commutatum è una pianta originaria delle Filippine caratterizzata da foglie coriacee, lisce, lanceolate di un bel colore verde scuro con striature argento lungo le nervature secondarie.

Produce una spata di colore bianco crema ed uno spadice biancastro.

Sono piante che possono raggiungere oltre un metro di altezza.

AGLAONEMA VERSICOLOR

L'Aglaonema  versicolor presenta tutte le carateristiche del genere con foglie ovali acuminate di colore verde variamente screziate.

AGLAONEMA OBLONGIFOLIUM

L'Aglaonema  oblongifolium è sicuramente la specie più grande del genere raggiungendo un'altezza anche di 1,2 m ed anche più. Presenta le foglie tipiche della specie: ovalate, coriacee, verdi macchiettate di bianco. La spata è di un bel colore giallo e lo spadice è bianco. E' una pianta originaria della Malesia. Esistono numerose varietà tra le quali ricordiamo la varietà Curtisii, la più diffusa in commercio con foglie verdi provviste di striature di colore argento-grigio che partono dalla nervatura centrale fino al margine della foglia. Produce delle spate di colore verde molto chiaro nel periodo estivo.

AGLAONEMA ANGUSTIFOLIUM

L'Aglaonema  angustifolium è caratterizzata da foglie erette, ovali ed acuminate con le nervature depresse che conferiscono alla pianta un aspetto increspato.

AGLAONEMA ROEBELINII

L'Aglaonema roebelinii (un tempo appartenente al genere Schismatoglottis sempre della famiglia delle Araceae) presenta foglie di colore verde chiaro variamente screziate d'argento, abbastanza grandi. E' una pianta a crescita abbastanza lenta.

TECNICA COLTURALE

L'Aglaonema sono piante di non difficile coltivazione.

Richiedono molto calore e le temperature ottimali di coltivazione sono di 16°C durante la notte e 18°C durante il giorno. In ogni caso le temperature non devono scendere sotto i 15°C.

Sono piante che non richiedono delle grandi quantità di luce infatti vivono bene anche nella penombra anche se preferiscono luce abbondante (non sole diretto). La luce è importante soprattutto per le specie a foglie variegate in quanto una sua mancanza, fa perdere la screziatura.

Sono piante che amano l'aria per cui è bene garantire un buon ricambio dell'aria nell'ambiente nel quale sono ospitate ma facendo attenzione alle correnti, soprattutto d'aria fredda che non sono tollerate.

Man mano che le foglie appassiscono vanno eliminate tagliandole con delle forbici pulite e ben disinfettate per evitare l'insorgenza di malattie fungine.

Teniamo presente che tutte le specie sono a crescita abbastanza lenta. 

ANNAFFIATURA

E' una pianta che va annaffiata spesso durante il periodo primaverile - estivo in modo che il terriccio sia umido, non inzuppato.

Assicurasi che la superficie del terreno, tra un'annaffiatura e l'altra sia asciutto.

La pianta si avvantaggia di frequenti nebulizzazioni in quanto gradisce un ambiente umido.

E' buona consuetudine appoggiare il vaso sopra un sottovaso nel quale è stata sistemata della ghiaia o dei ciotoli, nel quale sarà sempre presente un filo d'acqua per garantire un buon tenore di umidità facendo attenzione che il fondo del vaso non sia a contatto con l'acqua.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

Sono piante a crescita lenta per cui è sufficiente rinvasare ogni 2-3 anni, all'inizio della primavera quando le temperature hanno raggiunto i 18-21°C in quanto per riprendersi, hanno necessità di temperature abbastanza elevate e soprattutto stabili.

Si utilizza una miscela formata da torba e terriccio di foglie senza comprimere troppo il terreno attorno alle radici in quanto non amano stare costrette.  

CONCIMAZIONE

Durante il periodo primaverile - estivo, si concima ogni due settimane utilizzando un fertilizzante liquido diluito nell'acqua di irrigazione.

Usate dei concimi che oltre ad avere i cosiddetti "macroelementi" quali Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) e che tra questi l'Azoto sia in maggiore quantità,  abbiano anche i "microelementi" quali  il Ferro (Fe),  il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo),  il Magnesio (Mg), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.

Diminuire leggermente le dosi di fertilizzante rispetto a quanto riportato nella confezione in quanto sono sempre eccessive. 

FIORITURA

La pianta fiorisce d'estate producendo le classiche infiorescenza a spata.

Una cosa abbastanza facile da realizzare, perlomeno si può provare, è l'impollinazione artificiale per ottenere delle nuove varietà.


Foto Flickr

Se volete provare procedete in questo modo: prendete un pennellino morbido di pelo di cammello. Inumidite preventivamente lo spadice e quindi passate il pennello nella parte alta dello spadice per recuperare il polline e quindi passatelo delicatamente nella parte bassa per fecondare i fiori femminili.

Dato che sicuramente l'ambiente nel quale di trova la pianta non ha un elevato tasso di umidità, avvolgete gli spadici con della carta umida e chiudete il tutto con dei sacchetti di plastica. Lasciate così per 24 ore e dopo di che togliete il tutto e lasciate fare a madre natura.

Se tutto è andato a buon fine, vedrete dopo un po' di tempo comparire delle protuberanze nello spadice a testimonianza che si sta sviluppando il frutto dal quale poi potrete recuperare i semi e procedere come indicato nel paragrafo "moltiplicazione".


Foto Anthurium

POTATURA

La pianta non si pota. Vanno semplicemente eliminate le foglie che via via seccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie. 

Non mi stancherò mai di ripeterlo: l'attrezzo che usate per il taglio (sia esso forbice, cesoia, coltello) deve essere pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti (così come le mani).

MOLTIPLICAZIONE

La moltiplicazione avviene per talea, per seme o per divisione della pianta. 

Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si otterranno degli esemplari uguali alla pianta madre. Qualora si voglia ottenere una pianta  ben precisa o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.

MOLTIPLICAZIONE PER TALEA

Le talee altro non sono che i germogli che si sviluppano alla base della pianta (polloni). Prelevateli con alcune foglie ed un po' di radici. Piantateli in un terriccio così come indicato per le piante adulte e teneteli ad una temperatura intorno ai 18-20°C.

Quando inizieranno a comparire i nuovi germogli vuol dire che la nuova piantina ha radicato per bene e quindi a quel punto trattatela come una pianta adulta.

MOLTIPLICAZIONE PER SEMI

La moltiplicazione per semi si effettua all'inizio della primavera (marzo) distribuendo i semi della pianta  il più uniformemente possibile date le piccole dimensioni, in file parallele su un terriccio per semi.

Dato le loro piccole dimensioni, per interrarli, spingeteli sotto il terreno usando un pezzo di legno piatto.

Sarebbe buona norma, per prevenire eventuali attacchi di funghi, aggiungere all'acqua di irrigazione anche un fungicida ad ampio spettro, nelle dosi indicate nella confezione.

Il vassoio che contiene i semi va tenuto all'ombra, ad una temperatura intorno ai 21°C e costantemente umido usando uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio, fino al momento della germinazione.

Il vassoio va ricoperto con una lastra di vetro o con un foglio di plastica trasparente che garantirà una temperatura costante ed eviterà che il terriccio si secchi troppo rapidamente.

Una volta che i semi hanno germogliato, si toglie il vetro o il telo di plastica, e via via che le piantine crescono, si aumenta la quantità di luce (mai il sole diretto), si riduce la temperatura intorno ai 18°C e si assicura un buon arieggiamento.

Tra tutte le piantine nate, sicuramente ci saranno quelle meno vigorose rispetto ad altre. Individuatele ed eliminatele in questo modo garantirete più spazio alle piantine più robuste.

Ricordatevi che le piante nate da seme potrebbero non essere uguali alla pianta dalla quale avete ottenuto i semi, cosa che si ottiene solo con la moltiplicazione di parti della pianta madre.

DIVISIONE DELLA PIANTA

Al momento del rinvaso, se la pianta è sufficientemente grande, si può dividere e piantare ciascuna porzione in vasi singoli così come indicato al paragrafo "rinvaso". Questa tecnica è indicate per quelle specie che hanno un fusto molto corto, come ad esempio nella A. costatum. 

PARASSITI E MALATTIE

Non è una pianta particolarmente soggetta a malattie. Più che altro dobbiamo parlare di cattiva tecnica di coltivazione.

Foglie che avvizziscono

Se le foglie presentano questo sintomo vuol dire che la pianta o è stata annaffiata in maniera insufficiente oppure troppo.
Rimedi: fate un'analisi di come l'avete allevata tenendo presente che il terreno deve essere sempre appena umido non fradicio per cui se il terreno è troppo bagnato, lasciatelo asciugare (al limite toglietela con tutto il pane di terra, e lasciatelo all'aria fino a quando non si sarà asciugato) se troppo asciutto provvedete ad annaffiare e per il futuro regolate meglio le irrigazioni.

Foglie che appaiono deboli, sofferenti ed ingialliscono 

Questo è il classico sintomo di temperatura troppo bassa.
Rimedi: spostate la pianta in un luogo più caldo.

Foglie bruciate che si accartocciano

Questo è il classico sintomo di un eccesso di luce: la pianta è stata esposta al sole diretto.
Rimedi: spostate la pianta in un luogo più idoneo.


Foglie che iniziano ad ingiallire, appaiono macchiettate di giallo e marrone

Se le foglie iniziano ad ingiallire e successivamente a queste manifestazioni si accartocciano, assumendo un aspetto quasi polverulento e cadono e se osservando attentamente notate delle sottili ragnatele, soprattutto nella pagina inferiore delle foglie, molto probabilmente siete in presenza di un attacco di ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso che si riscontra spesso in queste piante.

Rimedi: aumentare l'umidità intorno alla pianta con nebulizzazioni alle foglie (la mancanza di umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se la pianta non è particolarmente grande, potete provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il parassita,  usando un batuffolo di cotone insaponato. Dopo di che risciacquate la pianta per bene per eliminare tutto il sapone.

CURIOSITA'

Il nome del genere deriva da due parole greche: "aglao = splendore" e "nema= filo" per indicare la lucentezza dei filamenti staminali.

Attenzione alle foglie che in parecchie specie sono velenose per gli animali domestici.

Vendita opere di Toru Iwaya
Dedicato a Pio Petrocchi
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