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mercoledì 8 febbraio 2012
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ANGELICA

(Angelica archangelica)




L'angelica è una pianta erbacea perenne o biennali che può raggiungere anche i due metri di altezza, diffusa nell'Europa nord orientale mentre in Italia non si ritrova facilmente allo stato spontaneo ma solo in alcune zone soleggiate e fresche, riparate dal vento in alcune valli delle Alpi e degli Appennini fino a 3.000 m d'altitudine. 
In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Tecnica colturale Fioritura Proprietà aromatiche Raccolta e conservazione Proprietà medicinali Uso in cucina Curiosità
CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (piante vascolari)
Divisione: Magnoliophyta (ex Angiospermae)
Classe: Magnoliopsida (ex Dicotyledones)
Subclasse: Rosidae
Ordine:  Apiales   
Famiglia: Apiaceae
Genere: Angelica
Specie: Angelica archangelica

CARATTERISTICHE GENERALI

Il genere Angelica appartiene alla famiglia delle Apiaceae ed è originaria dell'Europa settentrionale.

In Europa la specie coltivata ed utilizzata a scopo officinale è l'Angelica archangelica ma esistono una trentina di specie.

E' diffusa nell'Europa nord orientale mentre in Italia non si ritrova facilmente allo stato spontaneo. La si ritrova solo in alcune zone soleggiate e fresche, riparate dal vento in alcune valli delle Alpi e degli Appennini fino a 3.000 m d'altitudine.

L'angelica è una pianta erbacea perenne o biennali che può raggiungere anche i due metri di altezza. con portamento eretto, fusto robusto, in genere rossastro, percorso da numerose scanalature e molto ramificato con radice fittonante, grossa, carnosa, di colore bruno all'esterno e bianca all'interno.

Le foglie sono alterne, bipennatosette, formate da numerose foglioline dentellate, larghe, di colore verde, più chiaro nella pagina inferiore e portate da dei lunghi piccioli e provviste di un'ampia guaina di colore verde chiaro che avvolge lo stelo.

I fiori di angelica sono giallo-verdastri disposti in ombrelle alla sommità degli steli con 20-30 raggi, vellutati alle estremità.

I frutti sono degli acheni di colore marroncino provvisti di due semi con tre costole dorsali ben evidenti.

La specie principale è l'Angelica archangelica (o Angelica officinalis) che non và confusa con l'Angelica silvestris (o Angelica selvatica) comune in Italia ma dalla quale differisce perchè molto meno profumata, più piccola sia come altezza che come dimensioni delle foglie che sono verdi uniforme su entrambe le pagine ed i fiori sono di colore bianco-rosato.

ANGELICA ARCHANGELICA

ANGELICA SILVESTRIS

TECNICA COLTURALE

L'Angelica, ha necessità di un clima fresco, umido, con terreni profondi, ben drenati, ricchi di sostanza organica e umidi. Tollera terreni con ph che vanno da 4,5 a 7. E' una pianta tollerante per le basse temperature e sopporta senza grossi problemi gli inverni rigidi.

I terreni devono essere molto fertili tanto che all'impianto occorre fare delle abbondanti letamazioni e soprattutto alla ripresa vegetativa delle concimazioni complete.

L'angelica si propaga per seme che si seminano appena raccolti in quanto hanno un periodo di germinabilità breve. Vanno seminati in serra fredda e le piantine si trapiantano all'aperto la primavera successiva. Considerando che l'angelica è una pianta che raggiunge grandi dimensioni, anche come apparato radicale, va coltivata in piena terra.

Nel maneggiare l'angelica bisogna usare grande cautela in quanto i suoi succhi (che contengono tra l'altro furanocumarine) sono irritanti per la pelle e causano irritazioni.

FIORITURA

L'Angelica fiorisce in giugno - agosto.

PROPRIETA' AROMATICHE

L'Angelica contiene derivati della cumarina, tannino, resine, acidi aromatici, sostanze amare e zuccherine. Il suo aroma è dovuto ad un derivato dell'acido pentadecenoico. 

L'odore dell'angelica è caratteristico perchè molto aromatico e di sapore acre e leggermente piccante e viene coltivata e molto utilizzata per essere usata soprattutto in pasticcera e nell'industria dei liquori mentre in passato si usava di più come pianta medicinale considerata una panacea, cioè un rimedio per tutti i mali. 

RACCOLTA E CONSERVAZIONE

Dell'angelica si utilizzano tutte le parti della pianta: la radice, raccolta all'inizio dell'autunno; i semi estratti dalle ombrelle in piena fioritura e fatte essiccare; il fusto raccolto in estate e le foglie colte alla fine della primavera, prima della fioritura.

Le radici ed i frutti sono fatti essiccare al sole e poi conservati: le radici in sacchetti di tela, i frutti in barattoli di vetro. Le foglie di angelica si fanno essicare in un luogo fresco e arieggiato e si conservano in sacchetti di tela.

PROPRIETA'  MEDICINALI 

Vedi: "Le piante medicinali: l'Angelica"

USO IN CUCINA

L'Angelica viene utilizzata nella preparazione dei dolci e soprattutto dei liquori (amari a base di erbe) per le sue proprietà digestive.

Le foglie fresche di angelica possono essere usate per aromatizzare frutta cotta o pesce.

Il fusto, ripulito dalla parte esterna scura amara finemente tritato, in piccole quantità profuma marmellate e confetture.

I giovani rametti delle piante di angelica, privati della parte esterna scura amara, raccolti all'inizio dell'estate possono essere canditi e usati come decorazione dei dolci. Le foglie sono indicate per aromatizzare formaggi molli.

Dopo le bacche di ginepro, la radice di angelica è l'ingrediente principale del gin. Viene inoltre utilizzata per aromatizzare Cointreau e Vermouth.

Famoso è il liquore benedettino Chartreuse (verde o giallo a seconda che si desideri più o meno forte).

CURIOSITA'

L'angelica è classificata tra le erbe dolci e profumate per eccellenza tanto che i suoi fiori, molto ricchi di nettare, sono sempre circondati dalle api.

In passato l'angelica era conosciuta dagli antichi erboristi con in nome di "radice dello Spirito Santo" o "erba degli Angeli". Si credeva infatti che quest'erba fosse consacrata all'Arcangelo Michele che proteggeva dagli spiriti e dagli incantesimi.

Secondo gli erboristi del 1500 l'angelica era il più efficace rimedio contro la peste e si raccomandava di annusare la sua radice imbevuta di aceto per preservarsi dal contagio e la tradizione voleva che questo rimedio fosse stato suggerito da un angelo ad un frate. Veniva anche molto utilizzata contro i veleni.

Nei paesi nordici, nei periodi di carestia, le radici di angelica si macinavano e venivano aggiunte alla farina per fare il pane.

Ai tempi degli antichi romani le foglie di angelica venivano bruciate per profumare e purificare gli ambienti inoltre assieme al rosmarino, alla melissa ed all'alloro, venivano utilizzate per risciacquare il bucato: in una grossa pentola si facevano bollire queste erbe che poi si versavano nell'acqua della conca nella quale si immergeva il bucato per il risciacquo.

L'angelica in percentuale molto bassa viene utilizzata per dare aroma al tabacco da pipa inoltre le sue profumatissime foglie non dovrebbero mai mancare nei pot-pourri.

L'angelica è molto coltivata in Germania, Ungheria e Belgio

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