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Come coltivare e curare le nostre piante
Toru Iwaya
PIANTE ALLUCINOGENE
COCA

Erythroxylum spp.

piante coltivate fin dai tempi più antichi per le loro foglie per gli effetti allucinogeni che producono e dalle quali si ottengono diverse droghe, tutte a base di cocaina.

 

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"Questo articolo contiene informazioni che possono generare situazioni di pericolo e di danno in quanto tratta di sostanze allucinogene. I dati presenti hanno solo un fine informativo, non esortativo ed in alcun caso medico."

In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie Tipi di droghe e modalità di assunzione Principi attivi Effetti Tendenze del mercato Storia della coca Legislazione Curiosità
Classificazione botanica

Regno: Plantae
Subregno: Tracheobionta 
Divisione: Magnoliophyta (ex Angiospermae)
Classe: Magnoliopsida (ex Dicotyledones)
Subclasse: Rosidae
Ordine: Linales
Famiglia: Erythroxylaceae
Genere: Erythroxylum
Specie: vedere il paragrafo "Principali specie"

Caratteristiche generali della coca

La coca è una pianta appartenente alla famiglia delle Erythroxylaceaea ed al genere Erythroxylum che comprende circa 250 specie due delle quali, la Erythroxylum coca e la Erythroxylum novogranatense (comunemente chiamate coca) sono coltivate da tempi immemorabili al fine di utilizzare le foglie per gli effetti che producono nell'organismo. Sono infatti considerate a tutti gli effetti delle piante pscicoattive.

Le Erythroxylum sono piante originarie del sud America che crescono prevalentemente nelle regioni andine.

E' una pianta a portamento arbustivo che rimane produttiva anche fino a 50 anni d'età.   I fiori  sono piccoli e bianchi. Le foglie sono di colore verde molto intenso ed alterne.

  
I frutti  sono delle drupe di colore rosso di circa  6-8 mm di lunghezza e 35 mm di diametro che contengono al loro interno un solo seme

Dalla foglie della pianta  si ricava la COCAINA un alcaloide con effetto stupefacente.

Principali specie

Sono due le specie dalle quali si ottiene la cocaina la Eritroxyulum coca e Eritroxulum novogranatense

1) Eritroxylum coca

La Eritroxylum coca (o Coca Huánuco) è originaria delle foreste tropicali delle Ande peruviane orientali (Bolivia, Perù, Ecuador) e precisamente dal Nord dell'Ecuador fino a Chapare (fiume della Bolivia nel bacino del Rio delle Amazzoni) zona che rimane molto circoscritta in quanto racchiusa dalle montagna fatto questo che ha permesso che ciascuna valle abbia mantenuto le sue varietà.

La Eritroxylum coca è un arbusto di non grandi dimensione che non supera i 3 m di altezza. E' una pianta a crescita molto lenta. La corteccia è rugosa e di colore rossiccio. Le foglie sono semplici, alterne portate da un corto picciolo.

Da questa pianta vengono prelevate le foglie più giovani che contengono circa l'1% di cocaina e sono utilizzate per produrre la famosa droga.

Le foglie delle piante  che provengono dalla Bolivia sono di colore verde- marrone di forma ovale con un sapore amaro mentre quelle peruviane sono molto più piccole e di colore verde chiaro.

Le foglie si deteriorano molto facilmente in ambiente umido per questo motivo l'alcaloide viene estratto in genere nei luoghi di raccolta prima dell'esportazione.

La varietà principale è la  

Eritroxylum coca var. coca, molto diffusa alle altitudini tra i 500 - 2000 m sul livello del mare ad una temperatura media di 20°C, umidità relativa del 90% e nei suoli argillosi.   

Questa è la varietà più pregiata per la produzione di cocaina e contribuisce per l'80% nella produzione di pasta di coca.

Alle massime altitudini il suo livello in cocaina è massimo (0,93% in peso).

 

2) Eritroxylum novogranatense

La Eritroxulum novogranatense è originaria invece delle zone montuose ed aride della Colombia, dei Caraibi e delle zone più settentrionali del Perù.

Le sue foglie sono coltivate in maniera legale per estrarre la cocaina utilizzata a scopo terapeutico.

Esistono due varietà:  

2a) Eritroxyulum novogranatense var. novogranatense (o varietà di coca colombiana perchè è coltivata principalmente in Colombia)

2b) Eritroxyulum novogranatense var. truxillense (coltivata lungo la costa peruviana)

Le due varietà  della Eritroxyulum novogranatense sono state selezionate nei secoli per favorire la coltivazione in zone di minore umidità atmosferica. Si coltivano soprattutto negli orti di casa per cucinare ma non per ottenere delle bibite aromatiche quali ad esempio la coca cola. Viene considerato una pianta ornamentale e usata a scopi medicinali.  

Il loro contenuto in cocaina è pari a 0,77% in quella colombiana (Eritroxyulum novagranatense var. novagranatense)   e 0,72% nella varietà Eritroxyulum novogranatense var. truxillense.      

 

Spesso si sentono nominare queste piante con nomi assai diversi tanto da far sembrare che esistano numerose specie. In realtà si tratta sempre delle stesse varietà. Questo fatto è stato spiegato perchè le differenze tra le diverse varietà sono talmente minime che è quasi impossibile distinguerle tra loro.

Tipi di droghe che si ottengono dalla coca e modalità di assunzione

Le foglie della pianta  possono essere utilizzate in vari modi

1) Come FOGLIE senza nessuna trasformazione

Le foglie tal quali sono abitualmente usate in tre modi:

a) le foglie vengono tagliate per fare infusi (ad esempio il tè di coca) o si ritrovano semplicemente come bustine nei centri commerciali da mettere in infusione che contengono normalmente 1gr di foglie di coca e all'incirca 5 mg di cocaina (dopo circa 10' di infusione si libera circa il 90% di cocaina). Si trovano anche in  mistura aromatica con altre erbe quali la menta, l'anice, la camomilla ed in questo caso la percentuale di foglie di coca si aggira intorno al 40%.   

b) le foglie  vengono messe in bocca a formare una "palla" alla quale si aggiunge una sostanza alcalina che ha diversi nomi quali "tocra" o "llipta". Questo atto si chiama "acullicu" o "coqueo" in spagnolo ed il tutto si chiama "chacchar". In inglese questo viene chiamato «coca chewing» o più semplicemente  "masticazione delle foglie di coca";

Il sapore delle foglie è amaro producendo sulla lingua una sensazione di "addormentamento" o anestesia locale.

c) le foglie sono usate per cucinare. Questo modo di usare le foglie  è praticamente confinato a poche popolazioni delle Ande centrali e per questo motivo, questo aspetto, è poco studiato e conosciuto.

 

Questi usi sono propri della cultura andina e secondo gli studi effettuati non provoca dipendenza.

2) PASTA BASE  (o SOLFATO DI COCAINA O PASTA DI COCA O PASTA) 

La pasta di coca è il risultato dell'estrazione della cocaina contenuta nelle foglie. Queste vengono prima tritate, poi si aggiungono idrocarburi tipo kerosene, gasolio, petrolio, ecc. (o carbonato di potassio) per dissolvere i componenti organici. Quindi si eliminano gli idrocarburi e si aggiunge acqua ed acido solforico.

Si filtra il tutto e si aggiunge della calce o dell'ammoniaca per far precipitare i sali.

Una volta secca si ottiene la pasta di cocaina, ricca di impurità e la cocaina è presente sotto forma di SOLFATO DI COCAINA.

E' il prodotto grezzo, non raffinato che si ottiene direttamente dalle foglie di coca.

La pasta base (in Colombia chiamata bazuco o basuco, in Bolivia pitillo e in Perú Kete) è un prodotto intermedio per la produzione del cloridrato di cocaina che contiene dal  50% all'85% di solfato di cocaina, il resto sono alcaloidi e contaminanti.

Questo processo normalmente viene realizzato nelle immediate vicinanze della piantagione  questo per non spostare grandi quantità di foglie. Infatti per ottenere 1 kg di pasta di coca occorrono 60 kg di foglie, circa 9 l di kerosene e circa 5 l di acido solforico. Mentre per ottenere 1 kg di cocaina pura occorrono 500 kg di foglie di coca secca (oltre i diversi prodotti chimici).

Questa forma di utilizzo è diffuso nelle città dell'America latina e si fuma miscelata al tabacco ed ha un alto grado di impurezza. La durata del suo effetto è di circa 5- 10 minuti e provoca dipendenza.

3) CLORIDRATO DI COCAINA (neve o coca)

Il cloridrato di cocaina si ottiene a partire dalla pasta base trattata con acido cloridrico ed estrazione con acetone o etanolo. Chimicamente è il sale della cocaina quindi idrosolubile ed anche termolabile.

Si presenta sotto forma di cristalli squamosi bianchi che vengono ridotti in polvere ed è conoscita come neve o coca.

Può essere più o meno adulterato e si assume per via intranasale (sniffata è l'uso più frequente) o si inietta per via endovenosa diluito con acqua distillata. Non si fuma perchè il calore distruggerebbe la cocaina. I suoi effetti sono rapidi e durano dai 20 ai 40 minuti e provoca dipendenza. 

 

Il metodo dei fumatori abituali è quello di tritare finemente i cristalli di coca e quindi formare delle sottili strisce e quindi aspirarle con piccole cannucce con il naso.

 

Ogni striscia contiene dai 10 ai 40 mg di cocaina in base a quando la cocaina è pura.  La dose media della cocaina  sniffata è di 20 -  50 milligrammi anche se i consumatori abituali arrivano anche a 100 milligrammi.

Questa forma è utilizzata soprattutto in Europa ed in nord America. 

4) COCAINA BASE

Si ottiene mescolando il cloridrato di cocaina con una soluzione basica quale ammoniaca o bicarbonato di sodio o idrossido di sodio quindi si filtra il precipitato (crack) o si dissolve con etere e si aspetta che questo evapori (freebase).

Esistono due forme di consumo:

a) inalare i vapori della base libera, FREEBASE o BASE LIBRE,  estratta dal cloridrato con solventi volatili (etere) ad alta temperatura utilizzando accendini al propano. L'aspetto del suo uso è legato al fatto che bisogna usare delle pipe speciali (pipa de agua) oltre che l'etere ed il propano per cui il suo utilizzo non è molto diffuso.

Arriva al cervello in 15 secondi dando una sensazione di euforia seguita da irritabilità e con il desiderio di consumare un'altra dose. E' altamente tossica e pericolosa. 

b) il CRACK che è la forma della cocaina base che si ottiene aggiungendo ammoniaca (o bicarbonato di sodio o idrossido di sodio) ad una soluzione acquosa del cloridrato di cocaina per alcalinizzarla (in pratica non si usano solventi volatili). Si scalda quindi a 98°C e la base libera precipita sotto forma di pasta che una volta essicata ha l'aspetto della porcellana che si tritura fino a ridurla in squame.

Si inala in recipienti riscaldati (in genere pipe speciali come il freebase) o più normalmente e frequentemente si fuma dopo averla polverizzata associata con tabacco, marijuana, fenciclidina (PCP), ecc. in quanto si vaporizza facilmente a basse temperature. 

I suoi effetti sono quasi immediati (5 secondi) e si dice che sono molto più potenti rispetto alla cocaina sniffata e molto più fugaci durando infatti pochi minuti.

Tra le diverse droghe viene considerata quella che provoca maggiore dipendenza psicologica tanto che di essa si dice "El crack es el sueño del traficante y la pesadilla del adicto" (Il crack è il sonno del trafficante e l'incubo del tossicodipendente).     

Il nome crack le fu dato per il rumore che si genera quando si riscaldano i cristalli per fumarli.

Sia il freebase che il crack sono le forme più utilizzate nell'America del nord anche se il crack si riscontra frequentemente anche in Europa. 

Esiste un'altra forma di consumo della cocaina ed è quello che viene chiamato SPEEDBALL che consiste nel mischiare cocaina ed eroina che viene iniettata. E' una forma molto tossica (il 66% delle morti causate dalla cocaina sono dovute allo speedball)

Provoca una rapida accelerazione del battito del cuore, ma quando l'effetto svanisce si ha un rallentamento del battito cardiaco ed il cuore rischia l'arresto. La morte di John Belushi è avvenuta per una dose di speedball.

 

Si sa che la coca che contiene maggiori quantità di cocaina e quella di Cuzco e Huánuco in Perù e Yungas in Bolivia (Erythroxylum coca con il 0.6% - 1% di cocaina) e quella che contiene percentuali più basse sono quelle di Trujillo nel peruviano e Cauca in Colombia (Erythroxylum novogranatense, con meno di 0.6% de cocaina).

 

Principi attivi

Le foglie contengono dallo 0,2 all’1,3% di alcaloidi di cui il principale è la cocaina.

La cocaina e' un estere che appartiene al gruppo degli alcaloidi naturali e strutturalmente è una benzoilmetilecgonina, vale a dire un estere dell'acido benzoico e una base azotata appartenente al gruppo degli anestetici locali.

Al mercato nero si trova il cloridrato di cocaina, che però abitualmente viene tagliato dagli spacciatori con altre sostanze diverse a volte innocue, come fruttosio, purganti, mannite, a volte pericolose, come anfetamina, atropina, ecc.

Spesso la percentuale di principio attivo contenuto nella cosiddetta «cocaina di strada» non supera il 20%.

 

Effetti della coca e dei suoi derivati

La cocaina agisce a livello delle sinapsi prolungando l’attività di alcuni neurotrasmettitori quali la dopamina, la noradrenalina e la serotonina. La cocaina infatti inibisce il processo di riassorbimento di queste molecole. In particolare, il potenziamento dell’attività della noradrenalina è la causa degli effetti che  questa droga produce sul sistema cardiovascolare, mentre è l'azione prolungata della dopamina la causa della maggior parte degli effetti di comportamento.

La cocaina è anche un anestetico locale con potente effetto vasocostrittore.

Gli effetti quando si usa la cocaina si manifestano abbastanza rapidamente e sono in funzione del modo in cui viene assunta: più rapidi se iniettata per via venosa, a seguire come crack/freebase, sniffata o masticando le foglie:

Effetti a livello psichico:  aumento dell’attenzione e della concentrazione, riduzione del senso di fatica, riduzione di sonno e fame, senso di euforia, maggiore potenza sessuale; 

Effetti a livello fisico: contrazione dei vasi sanguigni, dilatazione delle pupille, aumento della temperatura corporea, del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa, blocco del riassorbimento della dopamina nelle sinapsi;

Effetti a lungo termine: depressione, ansia, irritabilità, paranoia, insonnia e psicosi, perdita di peso, rottura del setto nasale nel caso la droga sia assunta per via intranasale per un lungo periodo di tempo;

Sintomi di Overdose: agitazione, ostilità, allucinazioni, psicosi, paranoie, ansia, convulsioni, ipertermia, infarto, paralisi muscolare e della respirazione, morte.

Un aspetto molto importante nell'uso della cocaina è che provoca dipendenza con vere e proprie crisi di astinenza.

L’uso cronico della cocaina può portare ad un grave debilitazione dello stato di salute ed alla comparsa di disturbi organici. Gli organi maggiormente colpiti sono soprattutto il cuore e tutto il sistema cardio-circolatorio. L’assunzione per via nasale può condurre, per gli effetti vasocostrittori della sostanza, alla necrosi e alla perforazione del setto nasale.

La cocaina pura viene metabolizzata rapidamente dall'organismo nel giro di pochi giorni attraverso le urine e non restano tracce nell'organismo.

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