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CLASSIFICAZIONE BOTANICA
Regno: Plantae
Subregno: Tracheobionta (piante
vascolari)
Divisione: Magnoliophyta (ex
Angiospermae)
Classe: Liliopsida (ex Monocotyledones)
Subclasse: Arecidae
Ordine: Arecales
Famiglia: Palmae o Arecaceae
Genere: Chamaerops
Specie:vedere il paragrafo "Principali specie"
CARATTERISTICHE GENERALI
Il genere Chamaerops appartiene alla famiglia delle Arecacea dove ritroviamo piante
comunemente chiamate palme con due sole specie delle quali solo una, la Chamaerops
humilis, cresce spontanea in Italia e si ritrova frequentemente nel sud Italia e
nelle isole principali, dove vive soprattutto nelle zone costiere contribuendo alla
costituzione della tipica macchia termoxerofila.
Sono piante sempreverdi, caratterizzate da un robusto apparato radicale, un fusto
eretto (stipite), alla cui sommità si forma un ciuffo di foglie. Il fusto con il
tempo forma alla base della pianta nuovi getti secondari, facendo sembrare la pianta
formata da più fusti (portamento policormico).
Le foglie sono di colore verde intenso, coriacee ed hanno la particolarità che nascono
intere e si sfrangiano con il tempo assumendo la tipica forma a ventaglio tanto
che spesso rimangono i residui filamentosi sui bordi delle foglie. Sono provviste
di un peduncolo importante, spesso biconvesso, persistenti per diversi anni. In
genere sono le foglie più esterne che cadono per prime anche se non si staccano
del tutto ma hanno la base che si ripiega sul fusto lasciando dei residui fibrosi
che persistono (le fibre marroni che vediamo nel fusto - foto sopra).
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I fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia e si formano alla base delle
foglie, pendenti, formati da numerosi piccoli fiori di colore giallo-verdognoli,
unisessuali o ermafroditi, generalmente su piante distinte.
I frutti sono delle bacche carnose che contengono al loro interno un solo seme legnoso.
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PRINCIPALI SPECIE
Esistono solo 2 specie nel genere Chamaerops:
CHAMAEROPS HUMILIS
La specie Chamaerops humilis è l'unica che cresce spontanea in Italia un po'
ovunque ed è anche molto apprezzata come pianta ornamentale e rimane di piccole
dimensioni. Le infiorescenze sono a pannocchia e si formano alla base delle foglie.
I frutti sono di forma ellittica e di colore rosso o giallo.
E' conosciuta con il nome di "palma di san Pietro" o "palma nana".
Una varietà spesso coltivata è la Chamaerops humilis 'Dactylocarpa' che può raggiungere
un'altezza di 6 m.
CHAMAEROPS EXCELSA
Lo Chamaerops excelsa di solito viene classificata come Trachycarpus fortunei in quanto,
quando fu introdotta in Europa dal Giappone, fu identificata come tale.
E' una pianta che si presta per essere coltivata sia in vaso che in piena terra
raggiungendo in questo caso anche i 3,5 m di altezza mentre in vaso rimane di dimensioni
molto più contenute non superando i 2 m di altezza.

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Le foglie, portate da lunghi piccioli, si formano nella parte alta del fusto, sono
a ventaglio, più grandi e più molli della C. humilis, con le punte che con il tempo
diventano pendenti.
I fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia, di colore giallo mentre i frutti
sono delle bacche scure.
Sono piante dioiche vale a dire che ci sono "piante femminili" e "piante maschili"
cioè piante che portano solo fiori maschili e piante che portano solo fiori femminili
Esistono diverse varietà tra le quali una varietà nana di dimensioni molto contenute.
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TECNICA COLTURALE
Le Chamaerops non sono piante difficili da coltivare anche se hanno necessità di
determinate condizioni climatiche per poter crescere al meglio.
Possono essere allevate sia in vaso che all'aperto nelle zone dove le estati sono
abbastanza fresche e gli inverni miti.
Per pulire le foglie usate solo un panno morbido inumidito. Non usate mai lucidanti
fogliari che otturano gli stomi delle piante impedendo le normali funzioni fisiologiche.
Nella coltivazione di queste palme occorre tenere presente che sono piante a crescita
lenta.
ANNAFFIATURA
Il terreno deve rimanere sempre appena umido.
TIPO DI TERRENO - RINVASO
Il rinvaso nelle Chamaerops deve essere effettuato solo quanto il vaso è diventato
troppo piccolo per contenere la pianta. Negli anni in cui non si effettua, rimuovere
i i primi centimetri di terra e sostituirli con del terriccio fresco.
Per il rinvaso utilizzate un buon terriccio di foglie con della sabbia grossolana
per favorire il drenaggio dell'acqua di irrigazione.
CONCIMAZIONE
Le Chamaerops si concimano una volta al mese e solo dalla primavera all'estate usando
un concime liquido diluito nell'acqua di irrigazione dimezzando le dosi rispetto
a quanto riportato nella confezione del fertilizzante.
E' opportuno usare un concime che oltre ad avere i macroelementi quali Azoto (N),
Fosforo (P) e Potassio (K) abbia anche i "microelementi" quali il Ferro
(Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno
(Mo), tutti importanti per una corretta crescita della pianta.
POTATURA
Le Chamaerops non si potano. Si asportano solo le foglie che si seccano, soprattutto
quelle poste più in basso, per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie,
tagliandole nel punto in cui partono dal fusto. Può succedere che la punta delle
foglie si secchi a causa della bassa umidità ambientale. In questo caso non occorre
eliminare le foglie ma semplicemente tagliare la punta avendo cura che l'attrezzo
che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma)
per evitare di infettare i tessuti.
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FIORITURA
La fioritura avviene nel periodo estivo con la produzione di infiorescenze a pannocchia
molto appariscenti.
Nel caso delle specie dioiche per fruttificare e produrre i semi hanno necessità
che avvenga l'impollinazione quindi che piante maschili siano vicine a piante femminili.
L'impollinazione in genere avviene ad opera degli insetti.
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MOLTIPLICAZIONE
La moltiplicazione avviene tramite i polloni che si formano alla base della pianta
o per seme anche se molto lunga e laboriosa da attuarsi in casa.
MOLTIPLICAZIONE PER POLLONI
In primavera si possono asportare i polloni provvisti di due-tre foglie che si formano
alla base della pianta e piantarli in vasi singoli di circa 15 cm di diametro, usando
un terriccio così come indicato per le piante adulte.
I vasetti vanno tenuti ad una temperatura intorno ai 10°C e si mantiene il terreno
sempre leggermente umido. Tenetele in questa condizione per almeno due mesi, fino
a quando le radici non si saranno ben sviluppate.
E' preferibile che il primo inverno siano tenute in serra fredda e se i polloni
prelevati erano piccoli, teneteli anche un paio d'anni prima di piantarli all'aperto.
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PARASSITI E MALATTIE
Non sono piante particolarmente soggette a malattie.
Le punte delle foglie si seccano
Questo sintomo, che non è una malattia ma una fisiopatia, è dovuto ad un ambiente
troppo secco.
Rimedi: le punte non ricresceranno più ma potrete tagliare la parte danneggiata,
usando una forbice pulita e disinfettata, preferibilmente alla fiamma, per evitare
che diventino veicolo di malattie parassitarie.
CURIOSITA'
Le palme sono piante molto antiche e la loro origine si fa risalire al Cretaceo,
vale a dire a circa 145 milioni di anni fa, datate grazie ai numerosissimi fossili
pervenuti fino a noi.
Il nome del genere "chamaerops" deriva dal greco "khamai=piccolo, prostrato" e "rhops=
arbusto, cespuglio" in riferimento al portamento contenuto della pianta.
La Chamaerops humilis ha i giovani germogli apicali commestibili e un tempo venivano
usati lessati come verdura. Questo fatto ha contribuito non poco a ridurre la popolazione
naturale di questa pianta nel territorio italiano. I frutti sono astringenti e ricchi
di tannini. Le foglie per la loro fibrosità erano usate per la fabbricazione di
scope, cesti, cappelli, ventagli, stuoie, funi, ecc. E' una pianta molto importante
dal punto di vista forestale in quanto avendo un importante apparato radicale aiuta
contro l'erosione e la desertificazione anche perchè ricaccia senza grossi problemi
dopo un incendio.
Nell' Orto botanico di Padova esiste una Chamaerops humilis piantata nel 1585 che
è comunemente conosciuta come "Palma di Goethe" in quanto Johann Wolfgang von Goethe
(1749 - 1832)) durante un suo viaggio in Italia (1786) la vide e ne rimase affascinato
tanto da dedicarle il saggio "Metamorfosi delle piante" (1790).
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