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CLASSIFICAZIONE BOTANICA
Regno: Plantae
Subregno: Tracheobionta (piante
vascolari)
Divisione: Magnoliophyta (ex
Angiospermae)
Classe: Magnoliopsida (ex Dicotyledones)
Subclasse: Asteridae
Ordine: Asterales
Famiglia: Asteraceae (ex Compositae)
Genere: Dimorphotheca
Specie:vedere il paragrafo "Principali
specie"
CARATTERISTICHE GENERALI
Il genere Dimorphotheca della famiglia delle Asteraceae comprende piante annuali
o perenni originarie del sud Africa, utilizzate soprattutto per realizzare bordure
e tappeti erbosi ma coltivate anche in vaso.
Formano dei piccoli cespugli caratterizzati da numerosi fusti ricchi di foglie lanceolate,
di consistenza cuoiosa e cerose.
I fiori sono portati da lunghi steli che terminano con una infiorescenza a capolino
che porta i veri fiori disposti in questo modo: fiori femminili a forma di petalo
(fiori ligulati) sono quelli più esterni e variamente colorati che danno il colore
al fiore; fiori ermafroditi con funzionalità femminile e fiori ermafroditi con funzionalità
maschile che costituiscono il disco, cioè la parte centrale del capolino.
La fioritura è molto lunga iniziando in primavera e terminando con l'arrivo della
brutta stagione, periodo in cui tutta la parte aerea si secca per rinascere con
l'arrivo della primavera.
PRINCIPALI SPECIE
Esistono sette specie nel genere Dimorphotheca tra le quali ricordiamo:
DIMORPHOTHECA AURANTIACA
La specie Dimorphotheca aurantiaca è una pianta perenne che non supera i 40 cm di
altezza. Presenta foglie disposte in maniera alternata lungo i fusti ed i fiori,
larghi 5 cm, riuniti in infiorescenze a capolino, con i fiori esterni di colore
aranciato molto intenso, mentre i fiori del disco centrale sono di colore marrone
scuro.
La fioritura inizia alla fine della primavera e prosegue per tutta l'estate (giugno
- settembre).
Esistono numerose varietà che si differenziano per il diverso colore dei capolini.
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DIMORPHOTHECA PLUVIALIS O ANNUA
La Dimorphotheca pluvialis (sinonimo Dimorphotheca annua) è una pianta annuale molto
apprezzata per il suo effetto decorativo.

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E' caratterizzata da fusti non più alti di 30 cm ed i fiori, particolarmente profumati
(come le foglie), larghi 5cm, di colore bianco crema e rossastro nella parte più
centrale con il disco centrale di colore bruno-giallastro.
La fioritura avviene a partire dalla fine della primavera e prosegue per tutta l'estate
(giugno - agosto).
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DIMORPHOTHECA ECKLONIS
La Dimorphotheca ecklonis è una pianta perenne che non supera i 60 cm di altezza.
La sua particolarità è che è molto cespugliosa ed appariscente grazie
anche ai suoi capolini larghi fino ad 8 cm, di colore rosa-porpora e con il disco centrale azzurro.
Fiorisce durante il periodo estivo (luglio - agosto).
DIMORPHOTHECA BARBERIAE
La Dimorphotheca barberiae è una specie perenne caratterizzata da foglie lanceolate,
ricoperte da una leggera peluria e molto profumate. I capolini sono di colore rosa-porpora
con il disco centrale di colore rosso scuro. Fiorisce per tutto il periodo
estivo (giugno -settembre).
DIMORPHOTHECA CALENDULACEA
La Dimorphotheca calendulacea è una specie annuale caratterizzata da fusti sottili
e foglie di un bel colore verde intenso.
Fiorisce durante il periodo estivo (luglio - settembre) producendo dei bei fiori
di colore bianco o giallo pallido larghi 8cm con il disco centrale di colore azzurro.
TECNICA COLTURALE
Le Dimorphotheca sono piante di facile coltivazione che non richiedono attenzioni
particolarmente importanti.
Pur essendo molte specie perenni, di solito sono allevate come annuali. L'impianto
si effettua a maggio ed in ottobre si tagliano i fusti (nel caso di specie
perenni) alla base se si vuole avere un altro anno di coltivazione. Se la zona ha
delle temperature
invernali rigide, occorre proteggere le radici con della paglia o uno spesso strato
di foglie.
Sono piante che vanno allevate in posizioni soleggiate ma lontano da correnti d'aria
fredda.
ANNAFFIATURA
Le Dimorphotheca vanno annaffiate con regolarità nei periodi estivi, usando acqua
a temperatura ambiente facendo attenzione ai ristagni idrici che non sono tollerati.
TIPO DI TERRENO - RINVASO
Il terreno deve essere fertile, ricco di sostanza organica. Un buon miscuglio potrebbe
essere formata da terra da giardino, torba e sabbia, per favorire il drenaggio dell'acqua
di irrigazione.
CONCIMAZIONE
Le Dimorphotheca si concima ogni due/tre settimane a partire dalla primavera e per
tutta l'estate, usando un buon concime liquido diluito nell'acqua di annaffiatura
e dimezzando le dosi rispetto a quanto riportato nella confezione del fertilizzante.
Negli altri periodi vanno sospese.
E' opportuno usare un concime che oltre ad avere i macroelementi quali Azoto (N),
Fosforo (P) e Potassio (K) abbia anche i "microelementi" quali il Ferro
(Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno
(Mo), tutti importanti per una corretta crescita della pianta.
POTATURA
Le Dimorphotheca sono piante che non si potano. Si eliminano solo le parti della
pianta e le infiorescenze che con il tempo si seccano per evitare che diventino
veicolo di malattie parassitarie. Ricordate di usare sempre delle forbici che siano
nel pulite e disinfettate, preferibilmente alla fiamma, per evitare che diventino
veicolo di malattie parassitarie.
FIORITURA
L'epoca di fioritura in genere avviene nel periodo estivo.
Per poter avere una seconda fioritura occorre tagliare i capolini non appena sfioriscono.
MOLTIPLICAZIONE
La moltiplicazione del Dimorphotheca avviene prevalentemente per seme anche se ci
sono delle specie (la D. aurantiaca) che può essere moltiplicata per talea.
MOLTIPLICAZIONE PER TALEA
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Nella specie D. aurantiaca si prelevano delle talee lunghe 8 cm in
estate (luglio - agosto) tagliandole immediatamente sotto
il nodo. Si raccomanda di tagliare in senso
obliquo in quanto ciò permette d'avere una maggiore superficie per la radicazione
ed evita l'accumulo di acqua su questa superficie.
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Usate una lametta o un coltello affilato per evitare le sfilacciature dei tessuti.
Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente
alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.
Dopo aver eliminato le foglie poste più in basso si sistemano
in una composta formata da torba e sabbia in parti uguali facendo dei buchi con
una matita, tanti quante sono le talee da sistemare avendo cura successivamente
di compattare il terriccio.
Le nuove piantine dovranno passare tutto l'inverno in ambiente
protetto e solo a maggio dell'anno successivo potranno essere messe a dimora.
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MOLTIPLICAZIONE PER SEMI
La semina, sia che si tratti di specie annuali che di specie perenni si effettua
direttamente in pieno campo all'inizio della primavera (aprile). Quando iniziano
ad emergere le nuove piantine si eliminano quelle evidentemente meno robuste, anche
per diradare ed ottenere una distanza media di 30 cm (eccetto che nella D. annua
che può essere di 15 cm) .
Se il tempo è buono le prime piantine inizieranno ad emergere dopo un mese e mezzo
dalla semina.
Se la zona nella quale vi trovate è soggetta a gelate tardive, è preferibile
che la semina venga fatta in ambiente protetto, a marzo, in un vassoio usando un
miscuglio di torba e sabbia e mantenendo la cassetta di moltiplicazione ad una temperatura costante di 18°C e mantenendo il
terreno sempre costantemente umido. Si metteranno a dimora non appena siete sicuri
che è scongiurato il pericolo di gelate.
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PARASSITI E MALATTIE
Presenza di piccoli insetti biancastri sulla pianta
Se notate dei piccoli insetti mobili di colore chiaro siete quasi sicuramente in
presenza di afidi o come comunemente sono chiamati pidocchi"
Rimedi: trattare la pianta con antiparassitari specifici facilmente reperibili da
un buon vivaista. Si tratta in genere di prodotti sistemici,
vale a dire che entrano nel circolo linfatico della pianta e quindi sono assorbiti
durante la nutrizione degli insetti.
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Presenza sulla pianta di insetti bianchi simili a
piccole farfalle
Questi piccoli insetti sono aleurodidi,
conosciuti con il nome comune di "mosche bianche". Per essere certi della loro presenza
basta scuotere la pianta: se si solleva una nuvola bianca, vuol dire che sono
presenti. Normalmente sono localizzati nella pagina inferiore delle
foglie. I danni che provocano sono determinati dalla sottrazione della linfa grazie
al loro apparato boccale pungente-succhiante e dalle punture che effettuano nei
tessuti per la deposizione delle uova. Producono inoltre melata che altro non è
che gli escrementi, zuccherini ed appiccicosi degli aleurodidi che possono provocare
l'insorgenza di fumaggini e possono trasmettere virosi.
Rimedi: trattare con antiparassitari specifici reperibili presso un buon vivaista.
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