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COME COLTIVARE E CURARE LE PIANTE
COTYLEDON

I Cotyledon, sono delle deliziose "piantine grasse" originarie delle zone aride dell'Africa, dell'Arabia Saudita e dello Yemen.
In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Fioritura Potatura Moltiplicazione Parassiti e malattie
CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Famiglia: Crassulaceae
Genere: Cotyledon
Specie: vedere il paragrafo "Principali specie"

CARATTERISTICHE GENERALI

Il genere Cotyledon appartiene alla famiglia delle Crassulaceae, vasto gruppo di piante succulenti originarie delle zone aride dell'Africa, dell'Arabia Saudita e dello Yemen.

Sono piante con portamento arbustivo caratterizzate da lunghi fusti dai quali si sviluppano coppie di foglie opposte.

Sono provviste di un fusto carnose che nelle giovani piante è unico. Successivamente si ramifica.

Le foglie sono, a seconda della specie, carnose e sempreverdi oppure decidue ma in entrambi i casi tondeggianti o ovali ed in alcune specie con i margini ondulati.

Sia i fusti che le foglie sono carnosi ed hanno la funzione di immagazzinare acqua.

I fiori sono molto colorati per lo più rossi o aranciati o gialli, con i petali arricciati e spesso riuniti in grappoli portati da lunghi steli. Fiorisce a partire dalla tarda primavera e per tutta l'estate.

Sono piante a crescita lenta tanto che occorrono dai 3 ai 4 anni per arrivare ad un'altezza di 30 cm e lo stesso periodo occorre per iniziare a produrre i fiori.

PRINCIPALI SPECIE

Esistono numerossissime specie appartenenti al genere Cotyledon tra le quali ricordiamo:

COTYLEDON UNDULATA
COTYLEDON ORBICULATA
COTYLEDON TOMENTOSA
COTYLEDON LADSMITHIENSIS

TECNICA COLTURALE

Una credenza molto diffusa è che "le piante grasse" così come in questo caso "le piante succulenti" crescono bene anche se sono trascurate. Questo non è affatto vero perchè come tutti gli esseri viventi, hanno necessità di attenzioni e cure. Possono "sopravvivere" se le trascuriamo ma non certo vivere al meglio delle loro capacità. Considerando che le cure che richiedono non sono poi tante, dedichiamo pochi minuti alla settimana a queste incredibili piante ed esse ci ripagheranno con una crescita stupenda.

Le Cotyledon sono piante che richiedono molta luce, in tutte le stagioni dell'anno, con l'esposizione al sole diretto. L'ottimale è un'esposizione a sud e da evitare invece un'esposizione a nord.

Se la pianta è tenuta su un davanzale dietro dei vetri doppi, durante l'estate tenetela in leggera ombra in quanto i raggi del sole in quel caso sono troppo concentrati.

Le temperature estive ottimali di coltivazione sono intorno ai 21°C anche se vegeta bene a temperature di 27°C. Le temperature invernali si devono aggirare tra i 10-13 °C ma attenzione a non scendere sotto i 10°C.  Se le temperature scendono intorno a questi valori, assicuratevi di lasciare la pianta perfettamente asciutta.

Sono piante che amano l'aria per cui date loro aria fresca soprattutto d'estate sistemandole vicino ad una finestra aperta.

ANNAFFIATURA

Le annaffiature della Cotyledon devono essere effettuate quando la superficie del terriccio è secca. Una buona pratica è bagnare per bene il terriccio, poi far sgrondare tutta l'acqua in eccesso e quindi aspettare che il terreno sia secco prima di procedere con la successiva irrigazione.

Durante il periodo autunno-invernale (a partire da metà novembre e fino a metà marzo) le irrigazioni vanno sospese fino alla primavera.

Bisogna evitare con cura di lasciare acqua stagnante nel sottovaso in quanto i ristagni idrici non sono in alcun modo tollerati e porterebbero al marciume delle radici.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

La Cotyledon, come tutte le piante, ha necessità di essere rinvasata periodicamente, in primavera, se le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione.

Il rinvaso è anche un ottimo momento per controllare lo stato delle radici: se notate delle radici annerite o grigiastre (le radici devono essere bianco-panna) vanno eliminate. Prendete allora delle forbici lavate e sterilizzate (possibilmente alla fiamma) e procedete al taglio. Dopo di che cospargete nelle ferite del taglio della polvere fungicida ad ampio spettro e quindi rinvasate. In questo caso però aspettate almeno una settimana prima di annaffiare per consentire alle ferite di cicatrizzarsi. 

Per il rinvaso utilizzate una composta specifica per Cactaceae alla quale unite sabbia grossolana o perlite nella misura di 2:1 (2 parti di composta per 1 parte di sabbia o perlite).

Abbiate cura di sistemare nel foro di drenaggio dei pezzi di coccio in modo che la terra o le radici non ostruiscano il foro di drenaggio in quando i ristagni idrici sono letali per questa pianta.

Utilizzate dei vasi bassi del diametro massimo di 15 cm. Personalmente consiglio sempre di usare dei vasi di terracotta e non di plastica in quanto consentono alla terra di respirare e se il foro di drenaggio è stato sistemato in modo da garantire un buon scolo delle acque, bè, direi che è perfetto. Inoltre i vasi devono essere più larghi che profondi in quanto l'apparato radicale tende a svilupparsi in larghezza più che in profondità.

La prima annaffiatura dopo il rinvaso fatela per immersione del vaso. Ricordatevi che se avete potato le radici occorre aspettare almeno una settimana prima annaffiare per dare il tempo alle ferite di cicatrizzarsi.

CONCIMAZIONE

Dalla primavera e per tutta l'estate concimare la Cotyledon ogni 3-4 settimane con un concime liquido da diluire nell'acqua di irrigazione diminuendo le dosi rispetto a quanto riportato nella confezione.

A partire dall'autunno e per tutto l'inverno, sospendere le concimazioni perchè la Cotyledon va in riposo vegetativo per cui non si devono dare concimi che si accumulerebbero nel terreno creando un ambiente dannoso per le radici della pianta.

Per assicurare alla vostra Cotyledon un'ottima crescita, somministrate un concime equamente bilanciato in Azoto, Fosforo e Potassio (ad esempio 30:30:30). Oltre all'Azoto, al Fosforo ed al Potassio (macroelementi) assicuratevi però che il fertilizzante che usate contenga sempre anche i "microelementi" quali il Magnesio (Mg), il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.

FIORITURA

Se assicurate alla Cotyledon la giusta quantità di luce solare, acqua e concime, così come indicato nei rispettivi paragrafi, avrete delle bellissime fioriture che inizieranno a partire dalla tarda primavera e proseguiranno per tutta l'estate.

Tenete conto che la pianta inizia a fiorire quando ha raggiunto il 3-4 anni di vita per cui se l'avete acquistata da poco e vedete che non fiorisce, non preoccupatevi: abbiate solo pazienza.

POTATURA

La Cotyledon non si pota. Vanno semplicemente eliminate le foglie che via via disseccano o si danneggiano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie. 

Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.

MOLTIPLICAZIONE

La Cotyledon si moltiplica per talea o per seme o per polloni.

Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere una Cotyledon ben precisa o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.

MOLTIPLICAZIONE PER POLLONI

In primavera si preleva dalla Cotyledon un pollone basale (sono le piccole piantine che crescono alla base della pianta madre) utilizzando un coltello ben affilato pulito e disinfettato (possibilmente alla fiamma). 

Il pollone si pianta in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali e si tiene al caldo, in buona luce ma non al sole diretto e si concima una volta la mese.

Una volta che vedrete nascere i nuovi germogli vuol dire che la Cotyledon ha radicato. A quel punto la potete trattare come una pianta adulta. 

MOLTIPLICAZIONE PER TALEA

Il momento migliore nel quale fare la talea di Cotyledon è in genere tra maggio e giugno.

Le talee devono essere lunghe 10-15 cm prelevandole munite di 2-3 paia di foglie e vanno asportate utilizzando un coltello bel affilato e disinfettato (possibilmente alla fiamma).

Si lascia asciugare la superficie tagliata per 7-10 gg o più per far cicatrizzare la ferita e poi si piantano a 5 cm di profondità in una composta formata da sabbia e torba.

Il terriccio va tenuto appena umido ed il vaso va posizionato in un luogo dove la temperatura è di circa 21°C.

Una volta che iniziano a comparire le prime radici (in genere dopo poche settimane) vuol dire che la Cotyledon ha radicato a quel punto trattatela come una pianta adulta.

MOLTIPLICAZIONE PER SEMI

La moltiplicazione per semi della Cotyledon si effettua in marzo o a settembre distribuendo i semi il più uniformemente possibile su un terriccio formato da 2 parti di sabbia sottile ed una di terriccio per seme.

Potete usare dei vasi non troppo alti o dei vassoi da moltiplicazione lasciando uno spazio di almeno 2 cm tra il bordo del vaso ed il terreno. Immergete quindi il vaso nell'acqua fino a quando il terreno non sarà ben bagnato. A quel punto lasciate sgrondare l'acqua in eccesso e sistemate i semi sulla superficie del terriccio in modo uniforme ed eventualmente usate un pezzo di legno per interrarli in maniera uniforme oppure cospargete sopra un po' di terriccio.  

Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente o una lastra di vetro che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio. Il foglio di plastica va rimosso ogni giorno per controllare il grado di umidità del terreno e togliere la condensa che si forma sulla plastica o nel vetro.

Il vassoio o il vaso che contiene i semi di Cotyledon va tenuto all'ombra, ad una temperatura intorno ai 21°C e leggermente umido (usate uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione.

Una volta che i semi hanno germogliato si toglie il telo di plastica o il vetro. Ora poichè i semi non germogliano tutti assieme ma in maniera scalare, occorrerà garantire alle nuove nate un po' di luce. Per cui sistemate il vassoio o il vaso in modo che ricevano un po' di luce, ma non eccessiva, in modo da rispettare anche i semi che ancora non hanno germinato.

Una volta che le piantine saranno sufficientemente grandi da essere manipolate si trapiantano nel vaso definitivo così come indicato per le piante adulte e si trattano come tali.

PARASSITI E MALATTIE

Le Cotyledon, come tutte le piante succulente, non sono piante particolarmente soggette a malattie. Nel loro caso forse è più corretto parlare di fisiopatie vale a dire malattie dovute non a causa di agenti patogeni ma a cattive tecniche di coltivazione.

Il fusto della pianta marcisce

questo nella Cotyledon è il classico sintomo di troppe annaffiature.
Rimedi: purtroppo se tutta la pianta si presenta in questo modo, non c'è più niente da fare. Se invece alcuni fusti non sono ancora colpiti, potete tentare di salvare la pianta. Togliete la pianta con tutto il pane di terra dal vaso e lasciatelo all'aria in modo che il terreno si asciughi rapidamente. Controllare le radici ed eliminate quelle eventualmente marce tagliandole per almeno 1 cm sopra la zona marcia con una forbice affilata e disinfettata (possibilmente alla fiamma), così come i fusti oramai morti. Cospargete la superficie di taglio con una polvere fungicida ad ampio spettro e quindi rinvasate. Aspettate almeno due settimana prima di annaffiare nuovamente e soprattutto adottate, per il futuro, maggiore cautela nella quantità d'acqua che somministrate.

La pianta avvizzisce e perde le foglie

per lo più questo sintomo è dovuto a temperature troppo basse o a correnti d'aria fredda.
Rimedi: sistemate la pianta in posizione più idonea.

Le parti verdi della pianta si decolorano ed appaiono come "svuotate":

Questo sintomo è in genere dovuto a troppo poche irrigazioni. Se stiamo diversi mesi senza annaffiare la pianta, specialmente d'estate, la pianta esaurisce tutta l'acqua contenuta nei tessuti e quindi appare come "svuotata".
Rimedi: non sempre se si arriva a questo stadio è possibile recuperare la pianta, in ogni caso, val la pena fare un tentativo ridando un po' più di attenzione alla nostra pianta con giuste irrigazioni.

Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie

Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza di  Cocciniglia ed in particolare della Cocciniglia bruna. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza di  Cocciniglia ed in particolare della Cocciniglia farinosa. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.

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