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martedì 22 maggio 2012
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La Saxifraga è una deliziosa piantina che ritroviamo spesso nelle nostre case, allevata soprattutto nei cesti sospesi.
In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Fioritura Potatura Moltiplicazione Parassiti e malattie Curiosità
Classificazione botanica

Famiglia: Saxifragaceae
Genere: Saxifraga 
Specie: vedere il paragrafo "Principali specie"

Caratteristiche generali saxifraga

Il genere Saxifraga appartiene alla famiglia delle Saxifragracaceae, un genere molto grande che comprende più di 480 specie.

Il nome Saxifraga deriva dal latino ?saxum= pietra" e ?frango =  rompo", quindi "spaccasassi" per la capacità che hanno le radici di alcune specie di penetrare nelle rocce e di frantumarle.

Dato il grande numero di specie, ritroviamo piante rustiche e non, annuali e perenni, a foglie persistenti o decidue, alpine e non.

Sono per lo più piante di piccole dimensioni con le foglie disposte a rosetta nella parte bassa della pianta ed i  fiori ermafroditi che possono essere riuniti in infiorescenze o crescere solitari fiorendo durante tutta l'estate, di colore molto variabile a seconda della specie.

Principali specie

Ci sono circa 480 specie di Saxifraga ma solo una, la Saxifraga stolonifera è adatta alla coltivazione in casa.

Saxifraga stolonifera o Saxifraga sarmentosa

La Saxifraga stolonifera è una piccola pianta perenne originaria dell'Asia che non raggiunge mai grandi dimensioni, rimanendo infatti piccola, non più alta di 20 cm.

Per il suo portamente ricadente è molto utilizzata ad essere allevata nei panieri sospesi.

Di questa specie esistono numerosissime varietà tra le quali ricordiamo: Saxifraga stolonifera tricolor con le foglie screziate di bianco, rosa e verde.

Tecnica colturale saxifraga

Le temperature ottimali di coltivazione della Saxifraga sono comprese tra 16-18°C d'estate e non devono scendere sotto i 7 °C d'inverno.

La Saxifraga è una pianta che ama la luce ma non va esposta in pieno sole, specialmente nelle ore più calde. Si può tenere alla luce solare diretta la mattina presto o la sera, per poche ore, ma poi va riparata lontano dal sole diretto.  Una buona illuminazione consente di mantenere i colori variegati delle foglie.

Se allevate in vaso, durante la bella stagione, è opportuno che vengano portate all'aperto, una volta che le temperature si siano stabilizzate.

E'  importante che ci sia sempre un buon ricambio dell'aria facendo attenzione alle correnti d'aria fredda che non sono gradite.

Annaffiatura

Dalla primavera e per tutta l'estate la Saxifraga va annaffiata abbondantemente in modo che il terriccio rimanga costantemente umido (non bagnato) e senza lasciare ristagni idrici nel sottovaso.

Durante l'inverno si annaffia con più moderazione mantenendo sempre il terriccio leggermente umido

Se le temperature salgono, occorre mantenere un buon grado di umidità intorno alla pianta con frequenti nebulizzazioni e disporre la pianta su un sottovaso pieno di ciottoli e poi riempirlo d'acqua facendo attenzione però che il fondo del vaso non sia immerso nell'acqua in quanto in questo modo il terreno si saturerebbe di acqua facendo marcire le radici. Questo sistema consente, quando fa caldo, di far evaporare l'acqua del sottovaso che di conseguenza inumidisce l'aria circostante Ricordarsi di riempire il sottovaso ogni qualvolta l'acqua è evaporata.

Tipo di terreno - rinvaso

La Saxifraga si rinvasa ogni anno, all'inizio della primavera, utilizzando dei vasi di dimensioni via via poco più grandi del precedente.

Non sono piante particolarmente esigenti in fatto di terreno. Un buon terriccio fertile mescolato con un po' di sabbia va bene. Importante è che consenta un rapido sgrondo delle acque in eccesso.

Personalmente consiglio sempre di usare dei vasi di terracotta anche se per questa pianta molti optano per i vasi di plastica (meno costosi e più fori di drenaggio). Ritengo che quelli di terracotta consentono alla terra di respirare e se il foro di drenaggio è stato sistemato in modo da garantire un buon scolo delle acque, bè, direi che è perfetto.

Se la pianta viene piantata all'aperto ed avete a che fare con un terreno argilloso, assicuratevi prima dell'impianto di fare uno scavo profondo e di mescolare al terreno della sabbia (circa il 30%) per migliorare il drenaggio.

Concimazione saxifraga

Dalla primavera e per tutta l'estate concimare una volta al mese con un concime liquido da diluire nell'acqua di irrigazione diminuendo leggermente le dosi rispetto a quanto riportato sulla confezione.

Utilizzate un concime equamente bilanciato in Azoto, Fosforo e Potassio (macroelementi) ma assicuratevi però che il fertilizzante che usate contenga sempre anche i "microelementi" quali  il Magnesio (Mg), il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.

Fioritura

La Saxifraga fiorisce nel periodo primaverile - estivo.

Potatura

Di solito la Saxifraga non si pota. Vanno semplicemente eliminate le foglie che via via disseccano o si danneggiano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie. 

Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.

Moltiplicazione saxifraga

La Saxifraga si moltiplica facilmente per stoloni.

MOLTIPLICAZIONE PER STOLONI

Nel periodo di marzo - aprile si prelevano le piantine che crescono sugli stoloni della pianta.

Le piantine si piantano in vasi individuali di 5-6 cm di diametro utilizzando un terriccio costituito da sabbia e torba in parti uguali.

I vasetti vanno tenuti in leggera ombra, al caldo e annaffiando il tanto necessario a mantenere il terriccio appena appena umido.

Le nuove piantine radicheranno in poche settimane.

Quando saranno sufficientemente grandi ed avranno ben radicato allora possono essere trasferite nel vaso definitivo utilizzando il terriccio indicato per le piante adulte e trattate come tali.

E' anche possibile lasciare le piantine attaccate alla pianta madre e semplicemente piantarle in piccoli vasetti fino a quando non avranno radicato e inizieranno a crescere i nuovi germogli. A quel punto si possono staccare dalla pianta madre e trattare come piante singole.

Parassiti e malattie

Le Saxifraga non sono piante particolarmente soggette a malattie. In ogni caso le patologie che si possono riscontrare sono le seguenti:

Le foglie ingialliscono ed appassiscono

Questa sintomatologia è da attribuire a scarse irrigazioni.
Rimedi: fate in modo che il terriccio rimanga costantemente umido.

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza di  Cocciniglia ed in particolare della Cocciniglia farinosa. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.

Presenza di piccoli animaletti biancastri sulla pianta

Se notate dei piccoli insettini mobili di colore bianco-giallastro-verdastri siete quasi sicuramente  in presenza di afidi o come comunemente sono chiamati "pidocchi". Osservateli con una lente di ingrandimento e  confrontateli con la foto a lato, sono inconfondibili, non ci si può sbagliare.
Rimedi: trattare la pianta con antiparassitari specifici facilmente reperibili da un buon vivaista.

Curiosità

Alcune Saxifraga sono specie protette come ad esempio la Saxifraga tombeanensis (foto a sinistra) specie endemica delle zone prealpine della Lombardia, Trentino e Veneto che deve il suo nome al fatto che è stata trovata per la prima volta presso il Monte Tombea in Val Vestino in Lombardia.

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