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LE PIANTE MEDICINALI
Papavero da oppio

(Papaver somniferum L.)
In questo articolo:
Caratteristiche generali Proprietà Parti utilizzate della pianta Curiosità Avvertenze Linguaggio dei fiori Il papavero come pianta allucinogena

Caratteristiche generali papavero da oppio

II Papavero da oppio, pianta erbacea annuale il cui nome scientifico è Papaver somniferum appartiene alla famiglia delle Papaveraceae ed è originario della Turchia ma oramani si ritrova in tutte le zone a clima temperato. 

La radice è un fittone. Il fusto è  eretto, con scarse ramificazioni e non più alto di 1,5m. Le foglie sono semplici, isolate, prive di stipole, divise o laciniate.  

I fiori  sono grandi (anche 10 cm di larghezza) formati da due sepali che cadono quando si aprono i 4 petali di colore dal bianco, al rosa al lillà ed in alcune varietà  con una macchia violacea alla base. Si trovano alla sommità dello stelo, isolati, ermafroditi, sprovvisti di nettare (caratteristica di tutte le Papaveraceae) di conseguenza l'impollinazione avviene tramite gli insetti che sono attirati dai colori vivaci dei fiori e non dal nettare.

I frutti sono delle capsule ovoidali che contengono i semi che si diffondono in seguito a forti scosse di vento perchè i pori si trovano nella parte alta della capsula che una volta matura, non si piega. 

La parte della pianta dalla quale si estrae la droga sono proprio i frutti in quanto hanno le pareti ricche di un latice biancastro che contiene gli alcaloidi dai quali si estrae l'oppio mentre i semi ne sono sprovvisti.

Ci sono diverse varietà di Papaver somniferum e quella usata per ottenere l'oppio è Papaver somniferum varietà album  mentre le altre varietà, sono utilizzate come piante ornamentali.

Le varietà spontanee in Italia sono il Papaver somniferum varietà setigerum e il Papaver rhoeas (conosciuto come rosolaccio) entrambi con basse percentuali di alcaloidi.

Il papavero bianco (Papaver somniferum var. album) non si trova allo stato spontaneo.

Proprietà papavero da oppio

Dal papavero da oppio si ottiene l'OPPIO che si ricava dalle capsule ancora verdi, non ancora mature tramite una leggera incisione dalla quale si ottengono diversi alcaloidi i cui principali, da un punto di vista terapeutico sono:

MORFINA 

La morfina viene utilizzata in medicina come potente analgesico per il dolore acuto e cronico ed è il prodotto più usato in campo medico nella terapia del dolore.

La morfina rappresenta circa il 9-16%  in peso dell'oppio.

PAPAVERINA

La papaverina ha effetti minimi sui centri del dolore e viene usata come sedativo della muscolatura liscia: delle arterie, dei visceri e dell'utero. Viene anche usata nei casi di coliche nefritiche ed epatiche, come vasodilatatore nei casi di insufficienza circolatoria cerebrale. 

La papaverina rappresenta circa lo 0,5 - 2,5% in peso dell'oppio.


CODEINA

La codeina ha effetti sedativi e viene ottenuta prevalentemente tramite metilazione della morfina. La codeina in dosi terapeutiche ha un effetto dieci volte meno potente della morfina e viene usata come sedativo della tosse.

La codeina rappresenta circa lo 0,8 -2,5 in peso % dell'oppio.

 

Altre sostanze che si ottengono dal papavero da oppio, utilizzate come droghe sono:

OPPIO

L'oppio si ricava dalle capsule acerbe non ancora mature del papaver somniferum mediante incisione in conseguenza della quale si ha la fuoriuscita del latice sotto forma di gocce che vengono raccolte. Si ottengono quindi dei pani di colore scuro e più o meno duri a seconda del metodo di confezionamento e della zona di origine. 

L'oppio è una vera e propria droga ed ha la caratteristica di provocare una sensazione di euforia, di benessere, di distacco dalla realtà e di ridurre la sensibilità al dolore, all'ansia e allo stress in quanto agisce sul sistema nervoso centrale con meccanismi del tutto simili alle endorfine.    

In ogni caso è una droga che provoca dipendenza, per cui una volta cessato l'effetto si hanno crisi di astinenza. Una dose elevata provoca un sonno pesante, ma una vera overdose può provocare la morte.

 

EROINA

L'eroina (diacetilmorfina) è una sostanza semisintetica (in parte ottenuta in laboratorio) che si ottiene dalla morfina estratta dall'oppio mediante trattamento con anidride acetica. Ha l'aspetto di una polvere molto fine, bianca, bruna o rossastra a seconda della purezza. 

Parti utilizzate della pianta

Del papavero da oppio si utilizzano i frutti ancora verdi dai quali mediante incisioni si fa fuoriuscire il latice che viene poi raccolto e variamente lavorato. 

Curiosità sul papavero da oppio

L'oppio era noto fin dai tempi più antichi e questo lo dimostra anche il fatto che era entrato a far pare della famosissima "Teriaca" (dal greco "Therios"), che pare sia stata inventata da  Mitridate, re di Ponto(132–63 a.C.) ed era un antico medicinale polifunzionale che per ben 18 secoli era preparato ed usato come rimedio per ogni male.

Paracelso (Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim detto Paracelsus o Paracelso, 1493 – 1541) alchimista, astrologo e medico svizzero elaborò, a partire dall'oppio, una medicina che è diventata famosa in tutto il mondo: il "laudano", una droga con effetto  narcotico, a base di oppio, oggi non più utilizzata.

Thomas Dover (1660-1742) nel 1710 elaborò la "Polvere di Dover" un medicinale contro la gotta a base d'oppio, liquirizia, salnitro e ipecacuana.  

Avvertenze

I derivati dell'oppio sono a tutti gli effetti delle droghe e come tali vanno assunti solo sotto stretto controllo medico.  

Linguaggio dei fiori e delle piante

Vedi "Papavero - Il linguaggio dei fiori e delle piante"

 

Per sapere di più sul Papavero da oppio come piante allucinogena leggi l'articolo

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