elicriso.it - rivista sull'ambiente e sulla natura
venerdì 3 settembre 2010
  Skip Navigation Links
   Elicriso offerto in  
Testo normale Testo grande Testo molto grande
Rubriche sulle piante
Come coltivare e curare le piante
Le amiche silenziose
Cure per le vacanze
Rinvaso
Abutilon
Acalypha
Achimenes
Adiantum
Aechmea
Aeschynanthus
Agapanthus
Agave
Aglaonema
Albizia
Allamanda
Alocasia
Aloe
Ananas
Anthurium
Aphelandra
Aquilegia
Araucaria
Ardisia
Arisaema
Asarum
Asparagus
Aspidistra
Asplenium
Aucuba
Azalea (Rhododendron)
Babiana
Bambù (subtribù Bambusine)
Bauhinia
Beaucarnea
Begonia
Beloperone
Billbergia
Bouvardia
Bromeliaceae
Browallia
Brunfelsia
Caladium
Calatea (Calathea)
Calceolaria
Calendula
Calla (Zantedeschia)
Callistemon
Camelia
Campanula
Capelvenere
Celosia
Ceropegia
Chamaedorea
Chlorophytum
Ciclamino (Cyclamen)
Cissus
Clerodendrum
Clivia
Coffea
Coleus
Columnea
Cordyline
Cotyledon
Crassula
Crossandra
Croton
Cryptanthus
Cycas
Cyrtomium
Cytisus
Davallia
Dieffenbachia
Dipladenia
Dizygotheca
Dracena (Dracaena)
Echeveria
Echinopsis
Episcia
Erica
Exacum
Fatsia
Felci
Fico d'india
Ficus
Filodendro (Philodendron)
Fittonia
Fucsia
Gardenia
Gelsomino
Geranio (Pelargonium)
Gerbera
Grevillea
Guzmania
Gynura
Haworthia
Hedychium
Helxine
Hemerocallis
Ibisco (Hibiscus)
Hippeastrum (Amarillo)
Hosta
Hoya
Hypoestes
Impatiens
Ipomoea
Iresine
Ixora
Jacaranda
Jacobinia
Kalanchoe
Kentia
Lampranthus
Lapageria
Lithops
Mammillaria
Maranta
Medinilla
Musa
Neoregelia
Nephrolepsis
Nertera
Nidularium
Oleandro (Nerium)
Orchidea
Ortensia (Hidrangea)
Pachira
Pachystachys
Pandanus
Papiro (Cyperus)
Passiflora
Pellaea
Peperomia
Pereskia
Pervinca (Vinca)
Piante grasse
Pilea
Pittosporo (Pittosporum)
Platycerium
Plectranthus
Plumbago
Plumeria
Polystichum
Pothos (Scindapsus)
Primula
Pteris
Quesnelia
Rebutia
Rechsteineria
Rhapis
Rhoeo
Ricino
Rose
Sansevieria
Saxifraga
Schefflera
Sedum
Selaginella
Sinningia
Solanum
Sparmannia
Spathiphyllum
Stapelia
Stella di Natale
Stephanotis
Strelitzia
Streptocarpus
Syngonium
Tetrastigma
Thunbergia
Tillandsia
Tolmiea
Trachycarpus
Urceolina
Vallota
Veltheimia
Tibouchina
Violetta africana (Saintpaulia)
Vriesea
Woodwardia
Xanthosoma
Yucca
Le nostre amiche orchidee
Piante medicinali
Piante aromatiche
I fiori di Bach
Il linguaggio dei fiori e delle piante
Come le donne famose della storia si facevano belle con le piante
Piante carnivore
Piante allucinogene
Piante tonificanti e afrodisiache
I principali nemici delle nostre piante
L'agronomo risponde
Epoca di raccolta e vendita della frutta italiana
Rubriche sugli animali
Mammiferi
Uccelli
Rettili
Anfibi
Pesci
Echinodermi
Cefalopodi
Suoni emessi dagli animali
Altre rubriche
News ambientali
Geologia e ambiente
Clima e ambiente
Mitologia e ambiente
Geologia e biologia marina
Quando l'uomo diventerà un essere umano?
Energie rinnovabili
Diritto ambientale
Directory
La natura in cucina
Natura, usi, costumi del sud America
La conservazione delle specie e dell'ambiente
Arte e ambiente
Aree protette
Musica e ambiente
Tutto ciò che dobbiamo sapere sugli incendi
Quattro risate in compagnia
L'angolo della Sardina
Le nostre vignette
Spazio aperto ai lettori
Pubblicazione foto dei nostri amici animali
Racconti di viaggio
Gli articoli dei lettori
Vecchi siti geologici
Forum
Toru Iwaya
Toru Iwaya
COME COLTIVARE E CURARE LE PIANTE

LE FELCI

ADIANTUM




Il genere appartiene a quel gruppo di piante che comunemente sono chiamate FELCI e comprende numerose specie molto conosciute ed utilizzate per adornare le nostre case. 
In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie Ciclo biologico Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Fioritura Potatura Moltiplicazione Parassiti e malattie Curiosità
CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Famiglia: Polypodiaceae (o Adiantaceae)
Genere: Adiantum
Specie: vedere il paragrafo "Principali specie"

CARATTERISTICHE GENERALI

Parliamo di quel grande gruppo di piante che comunemente sono chiamate felci. Sono piante   prive di fiori, frutti e semi ed appartengono alla grande famiglia delle Polipodiaceae dove ritroviamo circa 170 generi e più di 7000 specie suddivise in 14 sottofamiglie.

Per moltissimi anni sono state avvolte nel mistero perchè non si comprendeva come potessero moltiplicarsi. Solo nel 1850 un libraio tedesco è riuscito a svelare il mistero avendo notato sulla pagina inferiore delle foglie, le spore, attraverso le quali la pianta si moltiplicava.  

PRINCIPALI SPECIE

Esistono numerose specie tra le quali ricordiamo

Adiantum capillus veneris noto come Capelvenere

L'A. capillus veneris, più conosciuto come Capelvenere è una delle piante più attraenti e popolari, caratterizzato da steli neri e delicati che ricordano i capelli di una donna.

Non raggiunge grandi dimensioni ed è provvista di rizoma.

Per maggiori informazioni sulla coltivazione del Capelvenere vai alla pagina a lui dedicata.

Presentiamo adesso una carrellata di specie che presentano tutte le stesse tecniche di coltivazione.

 
Adiantum aleuticum
 
Adiantum raddianum
 
Adiantum hispidulum
 
Adiantum caudatum
 
Adiantum peruvianum
 
Adiantum trapeziforme
 
Adiantum venustum
 
Adiantum tenerum
 
Adiantum reniforme
 
Adiantum pedatum
 
Adiantum aethiopicum
 
Adiantum formosus
 
Adiantum macrophyllum
 
Adiantum concinnum

CICLO BIOLOGICO

In linea generale le Pteridofite, si distinguono dalle piante superiori (Fanerogame) in quanto sprovviste di organi di riproduzione visibili classici quali i fiori e dalle piante inferiori (muschi, licheni, funghi, ecc) in quanto la pianta è un corno vale a dire una pianta ben formata in tutte le sue parti con radice, fusto, foglie, vasi, midollo, ecc ad eccezione dei fiori cioè degli organi di riproduzione.


Foglie con sporangi nella pagina inferiore

Le felci per riprodursi producono spore (da qui il nome di SPOROFITO) evidenti nella pagina inferiore delle foglie. Le spore si trovano all'interno di SPORANGI che altro non sono che le capsule in cui maturano le SPORE. A loro volta gli sporangi sono raggruppati in formazioni dette SORI.

La spora, trasportata dal vento, cade nel terreno e germina. Dalla sua germinazione nasce una pianta indipendente che produce GAMETI detta PROTALLO o GAMETOFITO. Sul protallo si formano gli organi sessuali, ANTERIDI (maschili) e ARCHEGONI (femminili) dove maturano rispettivamente gli ANTEROZOI e le OOSFERE. L'anterozoo maschile si sposta nella pianta grazie all'acqua (pioggia, rugiada, ecc.) e va a fecondare la oosfera che appena fecondata (EMBRIONE FECONDATO) germoglia  rimanendo nell'Archegonio (in questa fase l'embrione produce una sorta di radice detta austorio che affonda nei tessuti del gametofito per potersi nutrire). Da questo embrione nascerà la pianta che conosciamo.

TECNICA COLTURALE

Le piante devono essere sistemate in una zona della casa dove non è presente molta luce. Il colore verde scuro delle foglie le aiuta infatti ad ottenere il massimo vantaggio da qualsiasi tipo di luce e poichè non fioriscono, le felci non hanno bisogno di tanta luce, tanta quanta ne assorbono le piante da fiore. Inoltre in natura sono piante di sottobosco per cui l'ombra è il loro ambiente ideale.

Le felci non hanno bisogno di particolari attenzioni: una volta comprese le loro necessità, la coltivazione è molto semplice. Innanzitutto ricordate che le temperature medie ottimali sono intorno ai 18°C e devono stare lontane dalle correnti d'aria. Se vedete che la felce vegeta bene nel luogo dove l'avete sistemata, non spostatela. Vuol dire che in quel luogo ha trovato un microclima ideale.

Una raccomandazione che vale per le felci ma che consiglio per tutte le piante: NON usate mai dei lucidanti per le foglie. Questi prodotti infatti otturano gli stomi della foglia impedendole di svolgere le sue normali funzioni fisiologiche. Per pulire le foglie usate semplicemente un panno umido.

ANNAFFIATURA

Il problema principale per le felci è l'umidità. Infatti un ambiente troppo secco o troppo caldo provoca gravi danni.

In genere hanno le fronde abbastanza sottili e quindi non sono in grado di assorbire molta acqua. Questo fatto le rende molto sensibili alla disidratazione, quando stanno per troppo tempo in un ambiente secco. Per ovviare a questo inconveniente è indispensabile tenere l'ambiente intorno alla felce umido con costanti nebulizzazioni, almeno due volte al giorno durante la stagione calda. In questo modo si rallenta la perdita d'acqua da parte delle fronde.

Un altro sistema è quello di mettere il vaso su di un sottovaso pieno di ciottoli e poi riempirlo d'acqua facendo attenzione però che il fondo del vaso non sia immerso nell'acqua in quanto in questo modo il terreno del vaso si saturerebbe di acqua facendo marcire le radici. Questo sistema consente, quando fa caldo, di far evaporare l'acqua del sottovaso che di conseguenza inumidisce l'aria circostante. E' consigliabile ricordarsi di riempire il sottovaso ogni qualvolta l'acqua è evaporata.

In ogni caso il terriccio deve essere sempre moderatamente umido.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

In genere hanno un accrescimento rapido perciò quando ha raggiunto delle dimensioni eccessive, a marzo si rinvasa. Si tolgono le foglie di base normalmente secche e si pone in un vaso leggermente più grande.

Mettete sul fondo del vaso uno strato consistente di ghiaia e piccoli sassi che servono per favorire il deflusso dell'acqua. La composta deve essere formata da tre parti di torba, 2 di sabbia grossolana ed una buona dose di fertilizzante di base.

CONCIMAZIONE

Durante tutta la stagione primaverile-estiva è necessario concimare regolarmente, due volte al mese, con concimi liquidi da diluire nell'acqua di irrigazione. Negli altri periodi vanno sospese.

Utilizzate un concime che oltre ad avere i cosiddetti "macroelementi" quali Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) abbia anche i "microelementi" quali il Magnesio (Mg), il Ferro (Fe), il Rame (Cu),  il Manganese (Mn), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per la crescita della pianta.

FIORITURA 

Le felci non fioriscono. 

POTATURA

Non si può parlare di potatura: vanno semplicemente eliminate le foglie  che via via si seccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie. 

Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.

MOLTIPLICAZIONE

La moltiplicazione può avvenire in due modi: per divisione dei cespi o per propagazione mediante spore, quest'ultima di non facile realizzazione.

MOLTIPLICAZIONE PER DIVISIONE DELA PIANTA

La divisione della pianta si effettua in primavera, all'incirca ogni tre anni. Si prende il vaso e si capovolge facendola scivolare fuori dal vaso.

A quel punto si afferra la zolla di terreno tra le mani e si divise la pianta in due o più parti facendo attenzione che ogni porzione abbia almeno un paio di gemme. Le due parti si piantano in vasi singoli utilizzando un terriccio così come indicato per le piante adulte e si trattano come tali.

MOLTIPLICAZIONE PER SPORE

La moltiplicazione mediante spore è una tecnica difficile da attuare nelle condizioni domestiche. In ogni caso, se volete provarci, di seguito viene spiegata una procedura che può essere tentata in ambiente domestico.

In primavera si taglia una foglia di felce che contiene le spore, si raschiano e si fanno cadere in un foglio.

Si prepara quindi una cassetta che contiene terra di brughiera e torba in parti uguali e si sistemano le spore. Si annaffia quindi con moderazione in modo da non formare fosse o buche nel terriccio e si mette sopra una lastra di vetro o un foglio di plastica trasparente.

A questo punto si mette la cassetta al buio e ad una temperatura di circa 20-23 °C, avendo cura di mantenere il terriccio sempre umido. La lastra di vetro o il foglio di plastica si aprono tutti i giorni in modo da eliminare la condensa che si forma.

Dopo circa 2-3 mesi nasceranno le prime piantine e a questo punto è necessario spostare la cassetta in una posizione più luminosa (ma non troppo) e togliere la lastra di vetro.

Una volta che le piantine saranno cresciute e sviluppate vanno trapiantate 2-3 per vaso che deve avere un diametro non superiore ai 6-7 cm e si trattano come le piante di felci adulte. 

PARASSITI E MALATTIE

Foglie secche che cadono

Questo sintomo vuol dire che la pianta non ha un giusto equilibrio idrico. E' necessario aumentare le annaffiature e l'umidità.
Rimedi: come primo intervento è consigliabile immergere il vaso in un secchio d'acqua in modo che la terra si imbeva, poi si fa sgocciolare per bene e quindi si ripone al suo posto regolando, per il futuro, le annaffiature e l'umidità in maniera più corretta.

Foglie chiare e scolorite

Se le foglie presentano questo sintomo, vuol dire che la pianta è troppo esposta al sole.
Rimedi: spostatela in un luogo più idoneo.

Foglie arricciate

Se le foglie appaiono arricciate vuol dire che la temperatura è troppo bassa.
Rimedi: spostare la pianta in un luogo più caldo.

Foglie orlate di scuro che appassiscono abbastanza rapidamente

Se si presenta questa sintomatologia vuol dire che l'ambiente dove si trova la vostra pianta è troppo caldo.
Rimedi: spostare la pianta in un luogo più fresco.

Foglie con macchie scure

Se è presente questo sintomo è probabile che la pianta stia subendo un attacco fungino, dovuto il più delle volte a squilibri idrici, vale a dire ad eccessivo ristagno dell'acqua nel sottovaso.
Rimedi: togliete le parti colpite ed usate dei prodotti anticrittogamici specifici.

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie 

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza della  Cocciniglia, è potrebbe trattarsi sia della cocciniglia bruna che della cocciniglia farinosa. Osservatele con una lente di ingrandimento, sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a grattarle via con un'unghia, si staccano molto facilmente.


Cocciniglia farinosa 

Cocciniglia bruna 

Rimedi: eliminatele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata per eliminare il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto, usare degli antiparassitari specifici.

 

CURIOSITA' 

Il nome del genere "Adiantum" vuol dire "che non si bagna" infatti le goccioline d'acqua sulle foglie scivolano via rapidamente.

Le Pteridofite  sono comparse sulla terra 350 milioni di anni fa

Cesare Pavese (nato a Santo Stefano Belbo nelle Langhe nel 1908 e morto a Torino nel 1950) nei suoi libri parla molto del Capelvenere in quanto la ritrovava spesso nelle grotte delle Langhe.

Dedicato a Pio Petrocchi
Contatti Perchè Elicriso Links Redazione Privacy
Copyright© 2000-2010 Elicriso.it - Note legali