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CLASSIFICAZIONE BOTANICA
Regno: Plantae
Subregno: Tracheobionta (piante
vascolari)
Divisione: Magnoliophyta (ex
Angiospermae)
Classe: Liliopsida (ex Monocotyledones)
Subclasse: Arecidae
Ordine: Arecales
Famiglia: Arecaceae
Genere: Areca
Specie:vedere il paragrafo "Principali specie"
CARATTERISTICHE GENERALI
Il genere Areca della famiglia delle Arecacee comprende piante
meglio conosciute come "palme" originarie della Malesia e delle Filippine e molto
coltivate nelle zone caldo-umide dell'Africa e dell'Asia. In natura sono piante
che diventano dei veri e propri alberi mentre in vaso non superano i due metri di
altezza.
Sono piante caratterizzate da un fusto rigido dal quale si dipartono lunghe foglie
di colore verde scuro brillante, pennate vale a dire composte da un asse centrale
(rachide) a destra e a sinistra del quale sono inserire numerose foglioline.
In natura le Areca sono piante che fioriscono generosamente mentre in vaso è abbastanza
raro anche se può capitare, se le condizioni di coltivazione sono molto favorevoli.

Nota 1
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PRINCIPALI SPECIE
Al genere Areca appartengono numerose specie ma le specie più diffuse, come piante
d'appartamento e da giardino, sono:
ARECA CATECHU
La Areca catechu (nota anche
come Palma di Betel) è una pianta originaria dell'isola di Ceylon (Sri
Lanka) e della Malesia e viene coltivata in tutto il sud-est asiatico, in India
ed in alcune regioni dell’Africa centro-orientale.
E' caratterizzata da un lungo fusto rigato e da lunghe foglie di colore verde intenso
a loro volta suddivise in numerose foglioline, tipiche del genere.
In natura produce numerosi fiori bianchi e frutti tondeggianti riuniti in pannocchie
i cui semi sono conosciuti con il nome di "noci di betel" e molto utilizzati
a scopo alimentare(vedi paragrafo curiosità).
Raramente fiorisce in vaso.

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Frutti (nota 1)
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ARECA LUTESCENS
L'Areca lutescens è una bella pianta con foglie molto decorative e molto fitte.
TECNICA COLTURALE
Le Areca, in considerazione del fatto che si tratta di piante originarie dei paesi
tropicali, sono piante che hanno necessità di una buona esposizione alla luce, ma
non l'esposizione ai raggi diretti del sole con temperature medie che oscillano
intorno ai 20-25°C.
Sono piante che amano l'aria pertanto ricordate di arieggiare spesso la stanza che
le ospita senza però creare correnti d'aria, specialmente fredda, che non sono gradite.
Per eliminare la polvere dalle foglie di Areca usate un panno morbido bagnato con
acqua tiepida oppure potete fare la classica "doccia" dentro la vasca da bagno se
non si dispone di un giardino, avendo cura di sigillare il vaso con della plastica
in modo da non allagare la terra.
Una raccomandazione che non finirò mai di ripetere: NON usate lucidanti fogliari
perchè danneggiano la pianta in quanto ostruiscono i pori e quindi impediscono i
normali processi fisiologici.
ANNAFFIATURA
Il terreno deve restare costantemente umido (non inzuppato) facendo attenzione che
l'acqua non ristagni nel sottovaso.
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Nei periodi di maggiore temperatura è bene nebulizzare regolarmente le foglie di
Areca in modo da creare un microclima umido intorno alla pianta oppure posizionare
la pianta sopra un sottovaso su dell'argilla espansa o ghiaino dove sarà presente
un po' d'acqua (che non sarà mai a contatto con le radici) che evaporando, manterrà
intorno alla pianta un ambiente costantemente umido.
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E' una pianta che non ama il calcare pertanto è opportuno annaffiare con acqua piovana
o con acqua demineralizzata se l'acqua della vostra zona è particolarmente calcarea.
TIPO DI TERRENO - RINVASO
L'Areca non ha necessita di particolari attenzioni per quanto riguarda il terreno
di coltivazione. L'importante è che sia ben drenato per permettere all'acqua di
irrigazione di percolare e non ristagnare creando quindi un ambiente asfittico che
non sarebbe tollerato dalla pianta. Per questa ragione è opportuno mescolare al
terriccio della sabbia o dell'argilla espansa che favoriranno il drenaggio dell'acqua
di annaffiatura e sistemare sul fondo del vaso dei pezzi di coccio o della ghiaia
in modo da garantire un buon drenaggio.
Il rinvaso si effettua all'inizio della primavera e solo se c'è una reale necessità
dettata dal fatto che le radici hanno occupato tutto il terreno a loro disposizione.
CONCIMAZIONE
Le concimazioni si effettuano a partire dalla primavera e per tutto il periodo estivo
ogni 15-20 gg utilizzando un concime liquido disciolto nell'acqua di irrigazione.
Durante gli altri periodi non si concima.
E' opportuno usare un concime che oltre ad avere i macroelementi quali Azoto (N),
Fosforo (P) e Potassio (K) abbia anche i "microelementi" quali il Ferro
(Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno
(Mo), tutti importanti per una equilibrata crescita della pianta.
Per quanto riguarda le dosi è opportuno che siano dimezzate rispetto a quanto riportato
nella confezione.
POTATURA
Di solito L'Areca non si pota. Si eliminano solo le parti della pianta che via disseccano
o si danneggiano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.
In queste piante è frequente che la punta delle foglie si secchi a causa della eccessiva
secchezza dell'aria. In questo caso non occorre tagliare la foglia ma semplicemente
tagliare la punta secca (con una forbice pulita e disinfettata con alcool o alla
fiamma) per evitare di infettare i tessuti.
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FIORITURA
E' molto difficile che l'Areca possa fiorire se allevata in vaso anche se non è
raro.
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MOLTIPLICAZIONE
L'Areca si moltiplica per seme o per divisione dei cespi.
Se desiderate ottenere un esemplare uguale alla pianta madre allora dovete necessariamente
fare la divisione dei cespi in quanto se utilizzate la tecnica della moltiplicazione
per seme è probabile che, subentrando la variabilità genetica, non otterrete una
pianta uguale alla pianta madre.
MOLTIPLICAZIONE PER DIVISIONE DELLA PIANTA
La divisione della pianta si effettua in primavera. Si prende il vaso, si capovolge
e si fa scivolare la pianta fuori dal vaso. A quel punto si afferra la zolla di
terra e si divise la pianta in due o più partiche saranno poi piantate in vasi singoli
utilizzando un terriccio così come indicato nel paragrafo "rinvaso" e si trattano
come le piante adulte.
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La MOLTIPLICAZIONE PER SEMI si effettua
a partire dalla fine del mese dell'inverno (fine marzo - inizio aprile) seminando
in un terriccio formato da una parte di torba ed una di sabbia grossolana.
Sarebbe opportuno per prevenire eventuali attacchi fungini, somministrare assieme
all'acqua di irrigazione un fungicida ad ampio spettro, nelle dosi indicate nella
confezione.
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Il vassoio (o il vaso) che contiene i semi va tenuto alla luce (non al sole diretto)
e ad una temperatura di circa 24-26°C e costantemente umido (usate uno spruzzatore
per inumidire il terriccio) fino al momento della germinazione.
Il vassoio si ricopre con un foglio di plastica trasparente per garantire una buona
temperatura ed evitare che il terriccio secchi troppo rapidamente. Ogni giorno togliete
la plastica per eliminare la condensa che sicuramente si sarà formata.
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Una volta che i semi hanno germogliato, si toglie il telo di plastica definitivamente
e mano a mano che le piantine di Areca crescono, si aumenta la luce (mai il sole
diretto) assicurando una buona ventilazione.
Si può iniziare a trapiantare le piantine quanto avranno formato la prima serie
di foglie facendo in ogni caso molta attenzione a non rovinare alcuna parte della
pianta (sarebbe opportuno usare una forchetta per queste operazioni che infilerete
al di sotto del terreno per prendere la piantina intera e metterla nel nuovo vaso)
in vasi singoli di non più di 7 cm di diametro in una composta così come indicato
per le piante adulte.
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PARASSITI E MALATTIE
Punte delle foglie secche
Questo sintomo (che non è una malattia ma una fisiopatia) nella maggior parte dei
casi è causato da un eccesso di acqua.
Rimedio: il rimedio è solo preventivo vale a dire mantenere intorno alla pianta
un microclima umido adottando gli accorgimenti indicati nel paragrafo "annaffiatura".
Purtroppo, anche se si migliorano le condizioni ambientali, il danno non può essere
riparato. Le foglie potranno solo essere accorciate.
Marciumi radicali
Se la pianta manifesta una sofferenza diffusa e si ha il dubbio che qualcosa non
va, estraete la pianta dal vaso e controllate le radici. Se notate che è in atto
un marciume (le radici al tatto sono molli) eliminate con una forbice (pulita e
disinfettata alla fiamma) le radici morte tagliadole almeno un centimetro sopra
la zona danneggiata e cospargete le ferite con un fungicida ad ampio spettro e quindi
rinvasate con del terreno asciutto ed aspettate almeno una settimana prima di procedere
con la nuova irrigazione per dare tempo alle ferite da taglio di cicatrizzarsi.
Per il futuro, regolate meglio le annaffiature.
Foglie che iniziano ad ingiallire, appaiono macchiettate
di giallo e marrone
Le foglie possono iniziare ad ingiallire e successivamente si accartocciano, assumono
un aspetto quasi polverulento. Se si osserva attentamente si possono trovare anche
delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Con questa
sintomatologia siamo in presenza di un attacco di
ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso e dannoso.
Rimedi: aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma in quanto poca umidità
favorisce la loro prolificazione. Se l'infestazioni è particolarmente grave, usare
un acaricida specifico. Se l'Areca non è particolarmente grande, si può anche provare
a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il parassita usando un batuffolo
di cotone bagnato e insaponato o con una spazzola molto morbida. Alla fine ricordatevi
di risciacquare molto bene per eliminare il sapone.
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Macchie brune sulle foglie
Macchie brune sulle foglie soprattutto nella pagina inferiore potrebbero significare
che siete in presenza di
Cocciniglie, Cocciniglia bruna o Cocciniglia farinosa. Per essere certi,
osservatele con una lente di ingrandimento e confrontatele con le foto a lato. Inoltre
se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta
è grande ed in vaso, potete lavarla con acqua e sapone neutro strofinando molto
delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che risciacquate
molto bene per eliminare il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto,
potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.
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Cocciniglia bruna
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Cocciniglia farinosa
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CURIOSITA'
Le noci di Betel (Areca nut) sono i semi della
Areca catechu, molto utilizzati nelle regioni dell'Asia tropicale per essere
masticati e sono comunemente conosciuti anche con il nome "Betel nut".
La pratica masticatoria risale a tempi molto antichi (le prime testimonianze risalgono
a più di 2000 anni fa) ed ancora oggi è largamente diffusa dall’India alla Cina
meridionale fino alla Melanesia ed è legato a funzioni sociali e rituali.

Mercato per vendita di Betel nut (Nota 1)

Nota 1
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Bocconi di Betel nut (Nota 1)
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I semi sono molto ricchi di sostanze grasse, diversi alcaloidi (arecolina, arecaidina,
guvacina e guvacolina) e tannini che conferiscono una colorazione rossa (chiamato
rosso areca o kuni) e vengono di solito masticati dopo i pasti in quanto stimolano
l'attività salivaria e quindi la digestione. Da analisi più approfondite è stato
anche osservato che hanno un'azione vermifuga, cardiotonica ed anche astringente.

Piper Betle (Nota 1)
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La noce di Betel (il seme di Areca) viene triturata in piccoli pezzi e quindi spolverata
di lime (calce) ed alle volte anche di spezie tipo cannella, noce moscata o cardammomo
o altre; il tutto viene quindi avvolto nelle foglie di un'altra pianta, la Piper
betle (appartenente alla famiglia Piperaceae e nota come il pepe di Betel).
In questo modo si ottengono dei bocconi (betel quid) che vengono masticati
o semplicemente tenuti in bocca dopo pranzo per profumare l'alito e favorire la
digestione. Le foglie di Piper betle conferiscono al boccone un sapore piccante
e causano una leggera ebrezza. Un inconveniente è che i tannini presenti nei semi
anneriscono i denti e tingono la saliva di rosso. La noce di Betel triturata si
può anche mescolare con il tabacco per ottenere sigarette chiuse in una foglia di
Pepe betel per essere fumate.
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Vendita di Betel Nut (Nota 1)
Si stima che circa 200 milioni di persone masticano regolarmente le noci di Betel
nel Pacifico Occidentale e nell’Asia meridionale mentre sono circa 600 milioni quelle
che lo consumano nel mondo.
Note
(1) Immagine non soggetta a copyright
Bibliografia online
Dipartimento del Farmaco Istituto Superiore di Sanità - Roma
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