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CLASSIFICAZIONE BOTANICA
Famiglia: Polypodiaceae
Genere: Pellaea
Specie: vedere
il paragrafo "Principali specie"
CARATTERISTICHE GENERALI
Il genere Pellaea appartiene a quel gruppo di piante che sono chiamate
FELCI ed appartengono alla famiglia delle Pteridofite, che comprende piante prive di fiori, di frutti e di semi
e nella classificazione botanica sono inserite tra le Briofite (i maggiori rappresentanti sono i muschi) e le Gimnospermae. In questa grande famiglia delle Polipodiacea ritroviamo circa 170 generi e più di 7000 specie suddivise in 14 sottofamiglie.
Per moltissimi anni queste piante sono
state avvolte nel mistero in quanto non si capiva come potessero
moltiplicarsi. Soltanto nel 1850 un libraio tedesco svelò il mistero:
aveva osservato nella pagina inferiore delle foglie, le spore, attraverso le quali
la pianta si moltiplicava.
Le pellaea si ritrovano spontanee un po' in tutto il mondo e sono particolarmente decorative e possono essere allevate anche in panieri sospesi.
Non sono piante di difficile coltivazione se si rispettano le loro necessità.
PRINCIPALI SPECIE
Esistono circa 80 specie tra le quali ricordiamo le più diffuse:
Pellaea rotundifolia
La P. rotundifolia è una felce con delle bellissime fronde, lunghe anche 30cm, che si incurvano verso il basso e che nascono direttamente dai rizomi.
Ogni fronda è formata da piccole foglie (10-20) di forma rotondeggiante quando giovani e ovali da adulte. Sono di colore verde intenso e disposte in modo alternato
e con i margini lievemente dentati.
Questa felce ha un portamento prostrato che diventa quasi eretto con la maturità.
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Pellaea viridis
La P. viridis ha un aspetto che ricorda una felce "più tradizionale" con fronde lunghe fino a 45 cm, di colore verde molto scuro, con i piccioli neri e brillanti.
Esistono numerose varietà tra le quali ricordiamo: la "Macrophylla" che secondo alcuni è una specie a se stante e precisamente la Pellaea adiantoides caratterizzata da fronde molto lunghe, anche 60 cm e con foglioline più diradate.
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Pellaea atropurpurea La P. atropurpurea è caratterizzata da delle fronde che portano piccole foglioline di colore verde abbastanza intenso e dai piccioli di colore blu-violaceo.
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Altre specie sono:

Pellaea mucronata
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Pellaea truncata
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Pellaea glabella |
CICLO BIOLOGICO
In linea generale le Pteridofite, si distinguono dalle piante superiori (Fanerogame) in quanto non hanno organi di riproduzione visibili
classici quali i fiori e dalle piante inferiori (muschi, licheni, funghi, ecc) in quanto la pianta
è un corno cioè una pianta formata in tutte le sue parti quindi provvista di radice, fusto, foglie, vasi, midollo, ecc. eccetto che gli organi di riproduzione cioè i fiori.

Foglie con sporangi nella pagina inferiore
Le FELCI si riproducono tramite spore (da qui il nome di SPOROFITO)
ben visibili nella pagina inferiore delle foglie. Le spore si trovano all'interno di SPORANGI
che sono le capsule in cui maturano le SPORE.
A loro volta gli sporangi sono raggruppati in formazioni dette
SORI.
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La spora viene trasportata
dal vento e cade nel terreno e germina. Dalla sua germinazione nasce una pianta indipendente che produce GAMETI detta
PROTALLO o GAMETOFITO. Su questo protallo si formano gli organi sessuali, ANTERIDI
(maschili) e ARCHEGONI (femminili) dove maturano rispettivamente gli ANTEROZOI e le OOSFERE.
L'anterozoo maschile si sposta nella pianta grazie all'acqua (pioggia, rugiada, ecc.) e va a fecondare la oosfera
che appena fecondata (EMBRIONE FECONDATO) germoglia subito rimanendo nell'Archegonio (in questa fase
l'embrione produce una sorta di radice detta austorio che affonda nei tessuti del gametofito per potesi nutrire). Da questo embrione nascerà la pianta
di felce che conosciamo.
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TECNICA COLTURALE
Le piante del genere Pellaea non necessitano di particolari cure: una volta capite le loro necessità, la coltivazione è molto semplice. Occorre tenere presente che sono piante che non entrano in riposo vegetativo per cui durante il periodo invernale le cure colturali devono solo essere rallentate, non sospese.
Innanzitutto ricordate che le temperature
medie ottimali sono intorno ai 18°C e se salgono sopra i 21°C occorre assicurare una eccellente umidità ambientale. Per esse vale la regola: maggiore è la temperatura maggiore deve essere l'umidità.
Devono stare lontane dalle correnti
d'aria. Se vedete che la felce vegeta bene dove l'avete sistemata, non spostatela.
Devono essere posizionate
in una zona della casa molto luminosa, al contrario di molte altre felci, ovviamente però non al sole diretto che farebbe bruciare le foglie.
Una raccomandazione che vale per tutte le piante ed in particolare per le felci:
NON usate mai lucidanti per le foglie. Questi prodotti infatti otturano gli
stomi della pianta impedendole di svolgere le sue normali funzioni fisiologiche.
Per pulire le foglie usate semplicente un panno umido o farle una doccia nella vasca da bagno se non avete un giardino.
ANNAFFIATURA
Il problema principale per questa pianta, comune a tutte le felci è l'umidità infatti un ambiente troppo secco
o troppo caldo provoca gravi danni alla pianta.
Per mantenere un ambiente sempre umido occorre fare alla pellaea delle costanti nebulizzazioni, almeno due volte al giorno durante
la stagione calda. In questo modo si rallenta la perdita d'acqua da parte delle
fronde.
Un altro sistema è quello di mettere il vaso su di un sottovaso pieno di ciottoli
e poi riempirlo d'acqua facendo attenzione però che il fondo del vaso non sia immerso
nell'acqua in quanto in questo modo il terreno del vaso si saturerebbe di acqua
facendo marcire le radici. Questo sistema consente, quando fa caldo, di far
evaporare l'acqua del sottovaso che di conseguenza inumidisce l'aria circostante.
E' consigliabile ricordarsi di riempire il sottovaso ogni qualvolta l'acqua è evaporata.
Per quanto riguarda le annaffiature devono essere fatte in modo che il terreno sia sempre umido, sia d'estate che d'inverno. Attenzione pertanto a non lasciare mai asciugare il terriccio e a non lasciare ristagnare l'acqua nel sottovaso in quanto i ristagni idrici non sono in alcun modo graditi.
TIPO DI TERRENO - RINVASO
Le Pellaea vanno controllate ogni anno, a marzo, per verificare se occorre fare o no il rinvaso. Si estrae delicatamente la pianta dal vaso per controllare le radici: se hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione occorre sostituire il vaso con uno di dimensioni leggermente più grandi.
Abbiate cura di sistemare sul fondo del vaso dei ciottoli o della ghiaia che favoriranno il rapido sgrondo delle acqua di irrigazione in eccesso.
Il terreno deve essere formato da
tre parti di torba e 2 di sabbia grossolana.
Se si vuole allevare questa pianta in un paniere sospeso occorre foderare le pareti del contenitore con dello sfagno al quale si farà poi aderire per bene la terra.
CONCIMAZIONE
Durante tutta la stagione primaverile-estiva è necessario eseguire delle regolari
concimazioni, ogni due settimane utilizzando un concime liquido da diluire nell'acqua di irrigazione.
Negli altri periodi vanno sospese.
Utilizzate un concime che oltre ad avere i cosiddetti "macroelementi" quali Azoto
(N), Fosforo (P) e Potassio (K) abbia anche i "microelementi" quali il Magnesio
(Mg), il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B),
il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della
pianta.
Diminuite leggermente le dosi rispetto a quanto indicato nella confezione (sono sempre un po' esagerate).
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FIORITURA
Le Pellaea non fioriscono.
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POTATURA
Per le Pellaeae non si può parlare di potatura: si eliminano semplicemente le foglie che via via seccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.
Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.
MOLTIPLICAZIONE
La moltiplicazione delle pellaea può avvenire in due modi: per divisione della
pianta o per propagazione mediante spore, quest'ultima
di non facile realizzazione.
MOLTIPLICAZIONE PER DIVISIONE DELA PIANTA
La divisione della pianta si effettua in primavera inoltrata (maggio) e solo se la pianta è diventata troppo
grande. Si prende il vaso e si capovolge facendola scivolare fuori dal vaso.
A quel punto si afferra la zolla di terreno tra le mani e si divise la pianta in due o più parti tagliando, se occorre, i rizomi carnosi. Ogni porzione deve essere provvista di almeno una fronda e radici.
Le parti tagliate si piantano in vasi singoli utilizzando un composto così come indicato per le piante adulte e si trattano come tali.
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MOLTIPLICAZIONE PER SPORE
La moltiplicazione della pellaea mediante spore è una tecnica difficile da attuare a casa. In ogni caso, se volete provarci, vi spieghiamo come fare.
In primavera si taglia una foglia di felce che contiene le spore e si raschiano via facendole cadere su di un foglio di carta.
Si prepara quindi una cassetta che contiene terra di brughiera e torba in parti uguali e si sistemano le spore.
Si annaffia quindi con moderazione in modo da non formare fosse o buche nel terriccio e si appoggia sopra una lastra di vetro o un foglio di plastica trasparente.
Sistemate quindi la cassetta al buio e ad una temperatura intorno ai 20-23 °C, avendo cura di mantenere il terriccio sempre umido. La lastra di vetro o il foglio di plastica si aprono tutti i giorni in modo da eliminare la condensa che si forma.
Dopo alcuni mesi (2-3 mesi) iniziano a nascere le prime piantine e a questo punto è necessario spostare la cassetta in una posizione più luminosa (ma non troppo) e togliere la lastra di vetro o il foglio di plastica.
Una volta che le piantine di pellaea saranno cresciute e sviluppate vanno trapiantate in gruppi di 2-3 in un vaso di diametro non superiore ai 6-7 cm.
Se riuscite a realizzarla, si sarei grata se mi mandaste le foto da pubblicare.
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PARASSITI E MALATTIE
Foglie che si seccano e cadono
Se si manifesta questo sintomo vuol dire che la pellaea non ha un giusto equilibrio idrico: sia le irrigazioni che l'umidità ambientale è scarsa. Rimedi: come primo intervento è consigliabile immergere il vaso in un secchio d'acqua in modo che la terra si imbeva,
poi si fa sgocciolare per bene e quindi si ripone al suo posto regolando, per il futuro, le annaffiature e l'umidità ambientale in maniera più equilibrata.
Le foglie diventano chiare e si scoloriscono
Se si manifesta questo sintomo vuol dire che la pianta è troppo esposta al sole. Rimedi: spostatela in un luogo più adatto.
Le foglie si arriccianoe
Questo sintomo si manifesta quando la temperatura ambientale è troppo bassa. Rimendi: spostare la pianta in un luogo più caldo.
Le foglie presentano i margini scuri ed appassiscono abbastanza rapidamente
Questo sintomo vuol dire che l'ambiente nel quale si trova la vostra felce è troppo caldo.
Rimendi: spostare la pianta in un luogo più fresco.
Foglie con macchie scure
Questo sintomo è un chiaro indice di un attacco fungino, dovuto il più delle volte a squilibri idrici,
vale a dire ad un eccessivo ristagno dell'acqua nel sottovaso. Rimedi: eliminare subito le fronde danneggiate e trattare con fungicidi ad ampio spettro.
Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie
Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete
in presenza di Cocciniglia
ed in particolare della Cocciniglia bruna. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento
e si osservano. Confrontatele con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono
via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando
molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per
le piante più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.
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Macchie sulla pagina inferiore delle foglie
Macchie sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in
presenza di
Cocciniglia ed in particolare della Cocciniglia farinosa. Per essere certi,
si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele
con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate
a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta
è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto
delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va
risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi
e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da
un buon vivaista.
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