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martedì 21 ottobre 2014
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COME COLTIVARE E CURARE LE PIANTE
PITTOSPORUM

ovvero

PITTOSPORO


Il Pittosporum (o Pittosporo) è una pianta originaria dell'Asia, soprattutto della Cina e del Giappone, dell'Australia ed anche dell'Africa ma è molto diffusa ed utilizzata, soprattutto come siepi e bordure, in tutto il mondo.
In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Principali specie Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Fioritura Potatura Moltiplicazione Parassiti e malattie Curiosità
CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Famiglia: Pittosporaceae
Genere: Pittosporum
Specie: vedere il paragrafo "Principali specie"

CARATTERISTICHE GENERALI

Il Pittosporo (come comunemente viene chiamata), appartiene al genere Pittosporum ed alla famiglia delle Pittosporaceae Sono piante originarie dell'Asia (soprattutto Cina e Giappone), dell'Australia ed anche dell'Africa ma sono molto diffuse ed utilizzate, soprattutto come siepi e bordure, in tutto il mondo.

Sono piante sempreverdi, molto rustiche, a portamento arbustivo ed arboreo, con la chioma compatta  e abbastanza cespugliosa.

Le foglie sono coriacee, ovali o lanceolate, alterne, lucide, di un bel colore verde scuro nella pagina superiore che diventa più chiaro nella pagina inferiore con screziature più o meno evidenti a seconda della varietà, con nervatura centrale incisa.

I fiori possono essere bianco crema, giallastri, rossastri, marroncini quasi neri a seconda della specie e della varietà disposti singolarmente o riuniti in infiorescenze terminali. Nella maggior parte delle specie sono profumati emanando un gradevole profumo che in alcune specie ricorda i fiori d'arancio. La fioritura del Pittosporo inizia nella tarda primavera e dura parecchie settimane. Sono specie ad impollinazione entomofila.

Il frutto è una capsula che matura a partire dal mese di agosto e produce numerosi semi che rimangono immersi in una sostanza gommosa-resinosa della quale si ricoprono.

PRINCIPALI SPECIE

Ci sono circa 150 specie di Pittosporum tra le quali ricordiamo:

PITTOSPORUM TOBIRA

Il Pittosporum tobira originario della Cina e del Giappone è una specie a crescita ridotta, non superando nei suoi ambienti naturali i 5 m di altezza, con portamento cespuglioso.

I rami sono molto aperti e le foglie sono di colore verde scuro nella pagina superiore e verde più chiaro nella pagina inferiore e sono lucide con i bordi leggermente ricurvi verso il basso

I fiori sono molto profumati di colore bianco crema-giallastri, riuniti in mazzetti terminali e sbocciamo da maggio fino a luglio.

E' la specie più diffusa in Italia, assieme al Pittosporum tenuifolium, e viene normalmente utilizzata per formare siepi ma cresce molto bene anche in vaso.

Esistono diverse varietà tra le quali ricordiamo:

Pittosporum tobira Nanum con portamento contenuto e molto tondeggiante che non supera i 60 cm di altezza;

Pittosporum Tobira Variegatum con le foglie screziate d' argento (foto al lato).

PITTOSPORUM TENUIFOLIUM

Il Pittosporum tenuifolium conosciuto anche come Pittosporum nigracans è originario della Nuova Zelanda e nei suoi luoghi di origine forma alberi alti fino a 9 m.

Assieme al Pittosporum tobira è la specie più diffusa nei climi mediterranei dove però raramente supera i 2 m di altezza.

Ha un portamento molto ramificato e cespuglioso. I rami hanno la corteccia di un bel colore rosso cupo con foglie verdi-argentate e lucide.

I fiori sono piccoli, molto profumati, di colore marron scuro e compaiono alla fine della primavera.

I frutti maturano a partire dal mese di agosto.

Esistono numerosissime varietà tra le quali ricordiamo: Pittosporum tenuifolium Purpureum con le foglie di colore bronzo che diventano di color porpora con la maturità; Pittosporum tenuifolium Garnettii con le foglie grigio-verdi con i margini di color bianco crema;  Pittosporum tenuifolium Augyrophillum con le foglie screziate di bianco; Pittosporum tenuifolium Silver Queen con le foglie screziate d'argento; Pittosporum tenuifolium Aureo variegatum con le foglie macchiate di giallo; Pittosporum tenuifolium Variegatum con le foglie acuminate di colore verde chiaro con i margini biancastri.

PITTOSPORUM CRASSIFOLIUM

Il Pittosporum crassifolium è una specie arbustiva originaria della Nuova Zelanda.

Fiorisce in primavera con fiori di colore rosso cupo - marroncino riuniti in infiorescenze terminali.

E' una specie molto rustica, molto resistente agli ambienti salini per cui può essere coltivata con successo lungo i litorali.

I rami sono ricoperti da una leggera peluria biancastra così come la pagina inferiore delle foglie.

Il suo legno è molto duro ed è utilizzato per fare intarsi. Si presta molto bene alla potatura. Questa pianta è molto ricca di saponine.

PITTOSPORUM EUGENIOIDES

Il Pittosporum eugenioides è una specie arbustiva che si sviluppa anche per 10 m di altezza.

Le foglie sono di solito leggermente ondulate.

I fiori sono giallini e molto profumati e si presentano raggruppati in infiorescenze terminali.

Da questa pianta si ottiene una resina utilizzata per fare le gomme da masticare. Inoltre dalla resina si ottiene un olio per capelli e colluttori per trattare l'alitosi. I suoi fiori sono molto utilizzati per la composizione dei Pot pourri

TECNICA COLTURALE

Le piante di Pittosporum non sono di difficile coltivazione e formano delle eccellenti siepi, di rapido accrescimento e molto decorative.

Fondamentalmente sono piante da esterni ma possono crescere anche in casa.

All'esterno posizionate il Pittosporo in una posiziona protetta (ad esempio davanti ad un muro) in modo da poter avere caldo e non essere investa da correnti fredde o dai venti.

Può essere posizionata in piena luce anche al sole diretto.

Le temperature minime di coltivazione sono variabile. Ad esempio le piante di Pittosporum tenuifolium e Pittosporum tobira (le più diffuse) resistono a temperature minime invernali intorno agli 0 °C.

Per le piante di Pittosporum coltivate dentro casa, occorre tenere presente che amano l'aria per cui è importante che ci sia sempre un buon ricambio dell'aria facendo attenzione alle correnti d'aria fredda che non sono in alcun modo gradite e con l'arrivo della bella stagione è preferibile portarle all'aperto.

ANNAFFIATURA

Dalla primavera e per tutta l'estate la pianta di Pittosporum va annaffiata abbondantemente, aspettando che il terriccio si asciughi tra un'annaffiatura ed un'altra e senza lasciare ristagni idrici nel sottovaso o nel terreno.

Durante l'inverno si annaffia con molta più moderazione.

Quando la annaffiamo ricordiamo che è una pianta che tollera meglio la siccità che non le eccessive irrigazioni.

Se l'aria è troppo secca durante la stagione estiva potete nebulizzare la chioma e disporre la pianta su un sottovaso pieno di ciottoli e poi riempirlo d'acqua facendo attenzione però che il fondo del vaso non sia immerso nell'acqua in quanto in questo modo il terreno si saturerebbe di acqua facendo marcire le radici. Questo sistema consente, quando fa caldo, di far evaporare l'acqua del sottovaso che di conseguenza inumidisce l'aria circostante. Ricordarsi di riempire il sottovaso ogni qualvolta l'acqua è evaporata.

Se la pianta di Pittosporo viene coltivata all'aperto, al momento della sistemazione, abbiate cura di non metterla in corrispondenza di depressioni del terreno dove potrebbe accumularsi sia l'acqua piovana che l'acqua di irrigazione.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

La pianta di Pittosporum si rinvasa praticamente ogni anno, ad aprile e fino a che il vaso non ha raggiunto la dimensione di 50-60 cm dopo di che ogni anno si rimuove lo strato superficiale del terreno per circa 5 cm e si sostiutisce con del terriccio fresco.

Non è particolarmente esigente in fatto di terreno. La caratteristica che deve avere è la possibilità di consentire un rapido sgrondo delle acque in eccesso ed essere tendenzialmente alcalino non ama infatti i suoli acidi. Mescolare al terriccio della vermiculite o della perlite o della sabbia grossolana che renderanno in terreno più soffice e maggiormente drenante.

Abbiate cura di sistemare sul fondo del vaso dei pezzi di coccio per favorire il rapido sgrondo delle acqua in eccesso in quanto i ristagni idrici non sono tollerati.

Personalmente consiglio sempre di usare dei vasi di terracotta anche se per questa pianta molti optano per i vasi di plastica (meno costosi e più fori di drenaggio). Ritengo che quelli di terracotta consentono alla terra di respirare e se il foro di drenaggio è stato sistemato in modo da garantire un buon scolo delle acque, bè, direi che è perfetto.

Se la pianta di Pittosporo viene piantata all'aperto ed avete a che fare con un terreno argilloso, assicuratevi prima dell'impianto di fare uno scavo profondo e di mescolare al terreno della sabbia (circa il 30%) per migliorare il drenaggio.

CONCIMAZIONE

Dalla primavera e per tutta l'estate la pianta di Pittosporum si concima ogni 3-4 settimane con un concime liquido da diluire nell'acqua di irrigazione diminuendo leggermente le dosi rispetto a quanto riportato sulla confezione.

Utilizzare un concime equamente bilanciato in Azoto, Fosforo e Potassio (macroelementi) assicuratevi però che il fertilizzante che usate contenga sempre anche i "microelementi" quali  il Magnesio (Mg), il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita del vostro Pittosporo.

FIORITURA

La pianta di Pittosporo inizia a fiorire dalla tarda primavera e prosegue per tutta l'estate.

POTATURA

La pianta di Pittosporum è una pianta che si presta bene ad essere potata soprattutto per darle una forma armonica accorciando i rigetti troppo lunghi e sparsi ed i rami troppo sottili.

La potatura si effettua in aprile - maggio.

Anche nel caso della potatura non mi stancherò mai di ripeterlo: sterilizzare, possibilmente alla fiamma, le cesoie che utilizzate per tagliare soprattutto quando passate da una pianta ad un'altra.

MOLTIPLICAZIONE

La pianta di Pittosporo si moltiplica per talea o per seme.

Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere un Pittosporo ben preciso o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.

MOLTIPLICAZIONE PER TALEA

La talea di Pittosporum può essere prelevata dai fusti d'estate.

Le talee devono essere lunghe 8-10 cm e vanno tagliate immediatamente sotto una foglia e vanno eliminate le foglie più basse. Sceglietele inoltre da piante di Pittosporum robuste ed in buona salute.

Si raccomanda di tagliare in senso obliquo in quanto ciò permette d'avere una maggiore superficie per la radicazione ed evita l'accumulo di acqua su questa superficie.

Usate una lametta o un coltello affilato per evitare le sfilacciature dei tessuti. Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti e disinfettatela ad ogni taglio.

Immergere la parte tagliata in una polvere rizogena mischiata ad un buon fungicida ad ampio spettro (reperibili da un buon vivaista) per favorire la radicazione e prevenire eventuali attacchi fungini.

Successivamente si sistemano le talee di Pittosporo in una composta formata in parti uguali da torba scura e sabbia grossolana.

Fate un buco con una matita e sistematela ad una profondità di 1,5-2 cm. Abbiate cura successivamente di compattare delicatamente il terriccio.

La cassetta o il vaso si ricoprono con un foglio di plastica trasparente (o un sacchetto messo a cappuccio) e si colloca all'ombra e ad una temperatura intorno ai 18°C avendo cura di tenere il terriccio sempre leggermente umido (annaffiare sempre senza bagnare la piantina in radicazione con acqua a temperatura ambiente e non calcarea). Ogni giorno togliete la plastica, controllate l'umidità del terreno ed eliminate dalla plastica la condensa.

Una volta che iniziano a comparire i primi germogli (in genere dopo un mese, un mese e mezzo) vuol dire che la vostra talea di Pittosporum ha radicato a quel punto si toglie la plastica e si piantano nel vaso definitivo di circa 10 cm di diametro così come indicato per le piante adulte. Le giovani piantine è preferibile, se devono essere trapiantate all'aperto, che trascorrano l'inverno in ambiente protetto e messe a dimora in primavera.

MOLTIPLICAZIONE PER SEMI

I semi di Pittosporum vanno piantati in una composta formata da una parte di terriccio fertile ed una di sabbia grossolana o perlite o vemiculite a marzo. I semi, prima di essere utilizzati vanno ripuliti per bene dalla sostanza resinosa che li circonda.

Il vassoio che contiene i semi va tenuto alla luce e in un luogo caldo. E' fondamentale che il terriccio sia costantemente umido (usate uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione.

Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente (o con una lastra di vetro) che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio. Il foglio di plastica va rimosso ogni giorno per controllare il grado di umidità del terreno e togliere la condensa.

Una volta che i semi di Pittosporo hanno germogliato si toglie il telo di plastica e si sposta la cassetta in una posizione più luminosa (non sole diretto).

Quando le piantine saranno sufficientemente grandi da essere manipolate si trapiantano in vasetti singoli.

Se devono essere trapiantate all'aperto, aspettate la primavera successiva e fate passare alla pianta il primo inverno in ambiente protetto.

PARASSITI E MALATTIE

Le piante di Pittosporo non sono piante particolarmente soggette a malattie. In ogni caso le patologie che si possono riscontrare sono le seguenti:.

Le foglie appassicono e scuriscono

Se notate questo sintomo vuol dire che c'è una carenza d'acqua.
Rimedi: regolate meglio le irrigazioni.

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza di  Cocciniglia ed in particolare della Cocciniglia farinosa. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante di Pittosporo più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.

Foglie che iniziano ad ingiallire, appaiono macchiettate di giallo e marrone

Se le foglie iniziano ad ingiallire e successivamente a queste manifestazioni si accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Osservando attentamente si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Con questa sintomatologia siamo molto probalbilmente in presenza di un attacco di ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso e dannoso.

Rimedi: aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se la pianta non è particolarmente grande, si può anche provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il parassita usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato. Dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.

Presenza di piccoli animaletti biancastri sulla pianta

Se notate dei piccoli insettini mobili di colore bianco-giallastro-verdastri siete quasi sicuramente  in presenza di afidi o come comunemente sono chiamati "pidocchi". Osservateli con una lente di ingrandimento e  confrontateli con la foto a lato, sono inconfondibili, non ci si può sbagliare.
Rimedi: trattare la pianta con antiparassitari specifici facilmente reperibili da un buon vivaista.

CURIOSITA'

Il nome "Pittosporum" deriva dal greco "pitta = pece" e "sporos = seme" che significa "semi a rivestimento resinoso" per alludere al fatto che i semi di questo genere sono ricoperti da una sostanza appiccicosa simile alla resina.

Il Pittosporum è anche conosciuto come "Mock orange giapponese" perché il profumo dei suoi fiori è simile a quello emesso dai fiori d'arancio.

Vendita opere di Toru Iwaya
Dedicato a Pio Petrocchi
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