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CLASSIFICAZIONE BOTANICA
Famiglia: Amaryllidaceae
Genere: Clivia
Specie: vedere
il paragrafo "Principali specie"
CARATTERISTICHE GENERALI
Il genere Clivia appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae e comprende piante originarie del Sud Africa.
Il nome Clivia deriva da Lady Charlotte Clive, duchessa di Northumberland alla quale fu dedicata da John Lindley.
Sono piante sempreverdi coltivate ed apprezzate non solo per la bellezza delle loro foglie ma anche per i loro gradevolissimi fiori.
Sono piante che sviluppano un grande apparato radicale formato da radici rizomatose
molto spesse e carnose che tendono ad occupare tutto
lo spazio a loro disposizione e contrariamente a quanto accade con la maggior parte delle specie, questo esalta la fioritura anzichè deprimerla.
Questa pianta una volta adulta produce numerosi polloni
che possono essere usati per riprodurre la pianta. Se lasciati dove
sono danno alla pianta un aspetto veramente imponente.
Le foglie sono molto belle, nastriformi, inguinanti alla base, grandi potendo infatti superare il metro
di lunghezza
ed una larghezza di 5-7 cm, con la lamina coriacea opaca o lucida a seconda della specie, di un bel colore verde intenso e si formano direttamente dalle radici.
I singoli fiori non sono molto grandi ma rimangono riuniti in infiorescenze portate
da un lungo stelo che cresce al centro della rosetta di foglie in primavera. I fiori sono tubolari o imbutiformi, ricadenti o diritti, di numero variabile dai 20 ai 60, di colore per lo più rosso-arancio in
gradazioni diverse e più raramente di colore albicocca o gialli. I fiori durano solo pochi giorni ma vengono rigettati
continuamente così che per parecchi tempo si può avere una splendida fioritura.
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I frutti sono delle bacche rosse che impiegano parecchi mesi per maturare,
sono carnose e contengono al loro interno dai 2 ai 4 semi rotondeggianti abbastanza grandi.
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PRINCIPALI SPECIE
Esistono poche specie tra le quali ricordiamo
CLIVIA NOBILIS
La Clivia nobilis, originaria del Sud Africa, è la specie che per prima è stata classificata nel 1828 da Lindley.
Fra le diverse specie è quella a crescita più lenta infatti se si moltiplica per seme, impiega circa 6 anni per arrivare alla fioritura. I fiori sono tubolari, rossi-aranciati con l'apice verde, penduli, riuniti in infiorescenze (circa 15-20 fiori per infiorescenza) portate da uno scapo fiorale più corto rispetto alle altre specie.
Le foglie sono grandi (30-80 cm di lunghezza e 2-5 cm di larghezza) di un bel verde intenso.
Le bacche sono di colore rosso brillante a maturità ed impiegano circa 9 mesi per maturare.
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CLIVIA MINIATA

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La Clivia miniata è endemica del Sud Africa ed è stata classificata nel 1854, circa trent'anni dopo la Clivia nobilis. E' una pianta
di medie dimensioni che non supera i 40-50 cm di altezza. I fiori sono diversi rispetto alle altre specie in quanto grandi, imbutiformi, aperti e rivolti verso l'alto, di colore arancio brillante, raramente gialli ed appaiono da agosto a novembre.
Le foglie sono nastriformi, tipiche
della specie, incurvate verso l'esterno di colore verde molto intenso.
Sono state scoperte inoltre nelle varietà a fiori gialli quale la C. miniata
citrina (foto al lato).
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CLIVIA CAULESCENS
La C. caulescens venne classificata solo nella metà del 1900 ed è originaria anche lei del Sud Africa.
E' caratterizzata da fiori penduli di colore rosso-aranciato variamente screziati di giallo e con le punte verdi.
Le foglie sono per lo più sottili ed aguzze lunghe fino a 60 cm e larghe fino a 6 cm.
Può arrivare a svilupparsi fino a due metri di altezza per una larghezza di 40 cm.
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CLIVIA MIRABILIS
La C. mirabilis anche lei originaria del Sud Africa, ha foglie di un bel colore verde molto intenso, molto grandi, lunghe fino ad 1,2 m e larghe anche 5 cm.
I fiori sono pendenti, di colore rosso aranciato con la punta verde.
Le bacche impiegano dai 4 ai 7 mesi per maturare.
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CLIVIA ROBUSTA
La C. robusta è una specie che è stata classificata di recente (2004). Rispetto alla Clivia nobilis o alla Clivia caulescens i fiori sono meno
pendenti ma più curvi, di colore rosso aranciato scuro con le estremità verdi. In genere si hanno dai 15 ai 40 fiori per infiorescenza.
In natura è una specie che può raggiungere notevoli dimensioni, fino a quasi 2 m di altezza.
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CLIVIA CYRTANTHIFLORA
La Clivia cyrtanthiflora è un ibrido ottenuto incrociando tra la C. nobilis e la C. miniata che produce splendidi fiori imbutiformi e pendenti di colore rosso. Esistono varietà con fiori di colori giallo, arancio ecc.
Le foto sono state inviate dal prof. Dario Toffolon che ha questa splendida fioritura nel mese di novembre e la pianta è tenuta a temperature intorno a 0°C (vedi "le testimonianze dei nostri lettori),
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CLIVIA GARDENII
La C. gardenii è originaria dell'Africa meridionale e produce lunghe foglie opposte dal cui centro della rosetta cresce uno stelo in cima al quale
si sviluppano le infiorescenze che portano numerosi fiori (dai 10 ai 20) giallo-aranciati, rosa salmone bordati di verde e penduli.
Questa pianta è stata dedicata al maggiore Robert Garden nel 1855.
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TECNICA COLTURALE
Queste piante non sono particolarmente
rustiche tanto che in genere sono coltivate in luoghi protetti e solo nelle regioni con i climi particolarmente caldi ed umidi possono essere allevate
all'esterno.
Le temperature ottimali di coltivazioni sono d'estate intorno ai 21 °C che possono arrivare anche a 28°C se si garantisce alla pianta un giusto grado di umidità. Viceversa le temperature minime invernali non devono scendere sotto i 13-15°C.
L'esposizione deve essere in buona luce e mai il sole diretto che ustionerebbe le foglie. Per regolarsi sull'esatta esposizione si può seguire una
regola generale molto semplice: più le foglie sono disposte verticalmente, più la pianta ha bisogna di luce (mai sole diretto).
Sono piante cha amano l'aria per cui, quando le temperature salgono sopra i 15°C portatele all'aperto, sistemandole all'ombra. Le vostre Clivia vi ringrazieranno.
Attenzione però alle correnti d'aria fredda che non sono in alcun modo gradite.
ANNAFFIATURA
Dalla primavera all'autunno la clivia va annaffiata abbondantemente in modo che il terriccio
rimanga costantemente umido (non bagnato) e senza lasciare ristagni
idrici nel sottovaso.
Durante l'inverno si annaffia con molta moderazione, il tanto da mantenere il terriccio appena umido.
Fare molta attenzione quando si annaffia a non lasciare acqua nella parte centrale della rosetta di foglie.
Amano gli ambienti umidi per cui è opportuno nebulizzare
regolarmente le foglie e disporre la pianta su un sottovaso pieno di ciottoli (o come nel caso della mia bellissima
Dracena
dato che non aveva molta stabilità date le grandi dimensioni, ho sistemato nel sottovaso delle mattonelle al posto dei ciottoli) e poi riempirlo d'acqua facendo attenzione però che il fondo del vaso non
sia immerso nell'acqua in quanto in questo modo il terreno si saturerebbe di acqua facendo marcire le radici. Questo sistema consente, quando fa
caldo, di far evaporare l'acqua del sottovaso che di conseguenza inumidisce l'aria circostante. Ricordarsi di riempire il sottovaso ogni qualvolta
l'acqua è evaporata.
TIPO DI TERRENO - RINVASO
Sono piante che sviluppano un grande apparato radicale e tendono rapidamente ad esaurire la terra del vaso occupando
con le loro radici tutto lo spazio a loro disposizione.
Nonostante ciò non è una pianta che va rinvasata spesso per non pregiudicare la fioritura. In genere infatti si rinvasa ogni 2 anni quando le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione. Anche se vediamo che le radici si affollano nel vaso, non rinvasiamo prima.
E' preferibile usare dei vasi di terracotta per due motivi: il primo è che la terracotta consente alla terra di respirare (avendo cura di sistemare
il foro
di drenaggio in modo da garantire un buon scolo delle acque di irrigazione); il secondo è che essendo delle piante che sviluppano
un imponente apparato fogliare sono molto voluminose ed occorre quindi un vaso pesante per evitare che la pianta si capovolga.
Molto importanti sono la dimensione del vaso che non deve essere troppo grande. Diciamo che per clivie da un solo individuo, vale a dire private
dei getti laterali, è sufficiente un vaso di 20 cm di diametro e non di più. Questo comporta ovviamente che il quantitativo di terra contenibile nel vaso
sia molto modesto. A questo si sopperisce con frequenti concimazioni (un po' la logica della coltivazione delle orchidee per capirci) e con rinnovi dello
strato superficiale di terra quando questa è esaurita. Vasi di maggiori dimensioni (25-30 cm) devono essere usati solo in esemplari multipli vale a dire
piante alle quali non sono stati asportati i polloni basali.
Per il rinvaso utilizzate del buon terriccio di bosco, corteccia di pino di dimensioni medie mescolati a della sabbia grossolana (molto importante che
sia grossolana e non fina e possibilmente silicea) per favorire il drenaggio dell'acqua.
Un buon drenaggio è fondamentale per queste piante in quanto non tollerano in alcun modo i ristagni idrici e l'aria deve poter circolare.
CONCIMAZIONE
Dalla primavera e per tutta l'estate concimare ogni 2 settimane con un concime liquido da diluire nell'acqua di irrigazione diminuendo leggermente le dosi
rispetto a quanto riportato sulla confezione.
Utilizzate un concime che oltre all'Azoto, al Fosforo ed al Potassio (macroelementi) abbia anche i "microelementi" quali il Magnesio
(Mg), il Ferro (Fe), il Manganese (Mn), il Rame (Cu), lo Zinco (Zn), il Boro (B), il Molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata
crescita della pianta.
FIORITURA
La pianta allevata in appartamento fiorisce a partire dalla primavera producendo dei fiori riuniti in infiorescenze portate da un lungo stelo che cresce
al centro della rosetta di foglie. I fiori durano solo pochi giorni ma vengono rigettati continuamente così che per parecchi tempo si può avere
una splendida fioritura.
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Se le piante sono allevate in serra calda durante la stagione fredda, iniziano a fiorire da novembre.
Man mano che i fiori si seccano, vanno subito eliminati e quando la fioritura si è conclusa, tagliare tutto lo stesso fiorale dalla base.
Una raccomandazione che non mi stancherò mai di ripetere: sterilizzare, possibilmente alla fiamma, le cesoie che utilizzate per tagliare
soprattutto quando passate da una pianta ad un'altra. Se viceversa lo fate con le mani, bè, abbiate cura che siano ben pulite.
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POTATURA
Per questa pianta non si può parlare di potatura ma semplicemente di eliminazione delle foglie danneggiate.
Anche nel caso della potatura non mi stancherò mai di ripeterlo: sterilizzare, possibilmente alla fiamma, le cesoie che utilizzate per tagliare soprattutto
quando passate da una pianta ad un'altra. Se viceversa lo fate con le mani, bè, abbiate cura che siano ben pulite.
MOLTIPLICAZIONE
La Clivia si moltiplica per divisione della pianta o per seme.
Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica,
non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere una pianta ben precisa o non si è certi
della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per parti vegetative.
MOLTIPLICAZIONE PER DIVISIONE DELLA PIANTA
La pianta può essere moltiplicata all'inizio della primavera, al momento della rinvasatura. Si toglie la pianta dal vaso e si liberano le radici
dalla terra e si separano le diverse piante cercando di danneggiare il meno possibile le radici. Ognuna dovrebbe contenere almeno 5-6 foglie.
Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente
alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti e disinfettatelo
ad ogni taglio. Sulle parti tagliate cospargete della polvere fungicida ad ampio spettro e lasciate asciugare per almeno un'oretta prima di procedere
al rinvaso.
Le singole porzioni vengono piantate dentro piccoli vasetti di 10-13 cm di diametro in un terriccio così come indicato per le piante adulte. Assicuratevi
che al momento del rinvaso il terriccio sia stato precedentemente bagnato in quanto, la prima annaffiatura dopo il rinvaso andrà fatta dopo circa 7 gg
per dare il tempo alle ferite di cicatrizzarsi.
La composta deve essere mantenuta appena umida e va tenuta in un luogo semi ombreggiato
ad una temperatura di circa 16°C. Una volta che hanno radicato si sposta la pianta in una posizione più luminosa (non al sole diretto) e si trattano
come le piante adulte.
Sia la pianta madre che la nuova pianta riprenderanno a fiorire dopo un paio di stagioni.
MOLTIPLICAZIONE PER SEME
I semi di Clivia, se raccolti dai frutti della pianta che avete in casa, vanno ripuliti dalla polpa e seminati subito (tarda primavera o
estate) in una composta formata da una parte di terriccio fertile ed una di sabbia grossolana o perlite o vemiculite.
Dato che i semi sono di grosse dimensioni, vanno interrati per metà della loro lunghezza in vasi singoli di circa 10 cm di diametro.
I vasetti vanno tenuti alla luce, a temperatura il più possibile
costante intorno ai 21°C o anche più. E' fondamentale che il terriccio sia costantemente umido (usate uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio)
fino al momento della germinazione.
Una volta che i semi hanno germogliato (in genere dopo 6-8 settimane) e quando la piantina sarà sufficientemente grande da essere manipolata, trapiantatela
nel vaso definitivo così come indicato per le piante adulte e trattate la pianta come tale.
Se adottate questa tecnica di moltiplicazione tenete conto che una pianta ottenuta da seme impiega parecchi anni (circa sei) prima di fiorire.
PARASSITI E MALATTIE
Non sono piante particolarmente soggette a malattie. In ogni caso le patologie che si possono riscontrare sono le seguenti:
Le foglie ingialliscono e si accartocciano
Questa sintomatologia è da attribuire ad annaffiature sbagliate (troppo o troppo poco).
Rimedi: fate un'analisi su come state allevando la pianta in base alle indicazioni riportate nei vari paragrafi precedenti e regolatevi di conseguenza.
Le foglie assumono una colorazione bronzea e la lamina fogliare si ispessisce
Questa sintomatologia è da attribuire a troppa luce.
Rimedi: sistemate la pianta in una posizione più idonea.
Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie
Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete
in presenza di Cocciniglia
ed in particolare della Cocciniglia bruna. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento
e si osservano. Confrontatele con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono
via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando
molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per
le piante più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.
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Macchie sulla pagina inferiore delle foglie
Macchie sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in
presenza di
Cocciniglia ed in particolare della Cocciniglia farinosa. Per essere certi,
si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele
con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate
a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.
Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta
è grande ed in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto
delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va
risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le clivie più grandi
e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da
un buon vivaista.
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CURIOSITA'
Tutte le parti della pianta sono tossiche se ingerite in gran quantità.
La prima Clivia fu scoperta nel settembre 1815 da William J. Burchell raccolta presso il Great Fish River in sud Africa. Nel 1820 il botanico inglese
James Bowie raccolse diversa piante dal fiore pendulo e le invio in Inghilterra. Nel 1828 John Lindley, classificò la prima come Clivia nobilis
in onore di lady Charlotte Florentine Clive duchessa di Northumberland che per prima le aveva allevate nel suo giardino.
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