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COME COLTIVARE E CURARE LE NOSTRE PIANTE
CYRTOMIUM

Il Cyrtomium appartiene al vasto gruppo di piante che comunemente sono chiamate felci originarie di diversi paesi asiatici ma oramai diventate cosmopolite in quanto si ritrovano spontanee in tutte le zone a clima temperato - caldo e molto apprezzate per il loro splendido fogliame.

CLASSIFICAZIONE BOTANICA


Regno
:
Plantae

Clado
: Felci e gruppi affini
Ordine
:
Polypodiales

Famiglia
:
Dryopteridaceae

Genere
:
Cyrtomium

Specie
: vedere il paragrafo «Principali specie»
CARATTERISTICHE GENERALI

Il genere Cyrtomium appartiene alla famiglia delle Dryopteridaceae originarie di diverse zone dell'Asia dal Giappone all'Himalaya alla Corea anche se oramai si può trovare in tutti i continenti nelle zone a clima temperato-caldo.

Sono piante sempreverdi che comunemente sono chiamate FELCI, caratterizzate da un rizoma carnoso, scuro, foglie lunghe fino a un metro formate da numerose paia di foglioline di colore verde più o meno lucenti a seconda della specie. Nella pagina inferiore si formano le spore (vedi il paragrafo «Ciclo biologico») all'interno degli sporangi la cui maturazione avviene dalla primavera in poi.

Sono piante molto resistente che si adattano molto bene anche a condizioni non ottimali di coltivazione e formano delle vere e proprie siepi, molto fitte alte fino a un metro e più.

PRINCIPALI SPECIE

Esistono circa dodici specie tra le quali ricordiamo:

CYRTOMIUM FALCATUM (PHANEROPHLEBIA FALCATA)

E' originaria della Cina e del Giappone con foglie di colore verde scuro, lucide, e composte da numerose foglioline lunghe circa 7 cm sistemate in maniera opposta rispetto uno stelo centrale di colore scuro. E' una felce molto resistente ed esistono numerose varietà tra le quali ricordiamo la varietà Rochfordianum.

E' la specie più diffusa e coltivata.

E' anche conosciuta con il nome di felce agrifoglio o agrifoglio giapponese per la somiglianza delle sue foglie con quelle dell'agrifoglio.

CYRTOMIUM FORTUNEI (PHANEROPHLEBIA FORTUNEI)

La Cyrtomium fortunei è una felce sempreverde caratterizzata da foglie di colore verde scuro erette, non lucide, tipiche del genere.

CYRTOMIUM MACROPHYLLUM

Originaria dell'Asia orientale è una felce sempreverde con larghe fronde espanse lunghe 20-50 cm.

CICLO BIOLOGICO

Le felci si distinguono dalle piante superiori in quanto prive degli organi di riproduzione visibili classici quali i fiori e dalle piante inferiori (muschi, funghi, licheni, etc) in quanto la pianta è un corno cioè una pianta formata in tutte le sue parti vale a dire provvista di radice, fusto, foglie, midollo, etc. a eccezione degli organi di riproduzione cioè dei fiori.


Foglie con sporangi nella pagina inferiore

Per riprodursi producono delle spore (da cui deriva il nome di SPOROFITO) molto evidenti nella pagina inferiore delle foglie che sono contenute all'interno di capsule chiamate SPORANGI all'interno delle quali maturano le SPORE. Gli sporangi, a loro volta sono raggruppati in formazioni chiamate SORI.

La spora, trasportata dal vento, cade nel terreno e germina e da essa nasce una piantina autonoma che produce dei GAMETI detta PROTALLO o GAMETOFITO. Su questo protallo si formano gli organi sessuali e precisamente gli ANTERIDI (maschili) e ARCHEGONI (femminili) dove maturano rispettivamente gli ANTEROZOI e le OOSFERE. L'anterozoo maschile si muove nella pianta grazie all'acqua (pioggia, umidità, rugiada, ecc.) e raggiunge la oosfera fecondandola. Questa una volta fecondata (EMBRIONE FECONDATO) germoglia all'interno dell'Archegonio (in questa fase l'embrione produce una specie di radice detta austorio che affonda nei tessuti del gametofito per potersi nutrire).
Da questo embrione nascerà la nuova pianta di felce che conosciamo.
TECNICA COLTURALE

Sono piante che non richiedono attenzioni o cure particolari come tutte le felci. Basta un minimo di attenzioni per avere delle fronde verdi, sane e prosperose.

Le temperature ottimali di coltivazione sono intorno ai 18°C e quelle minime non dovrebbero scendere al di sotto degli 8-10°C.

E assolutamente da evitare sia il sole diretto che l'eccessiva illuminazione. Sono infatti piante da sottobosco per cui l'ambiente deve essere ombreggiato pertanto l'illuminazione ottimale è intorno ai 30.000 lux.

ANNAFFIATURA

La Cyrtomium va annaffiata con generosità e il terreno deve restare sempre umido, non inzuppato. In pratica si procede con le successive annaffiature quando il terreno in superficie è asciutto.

Richiedono ambienti umidi per cui oltre a frequenti nebulizzazioni alla chioma sistemate il vaso sopra sottovaso (facendo attenzione che il fondo del vaso non sia a contatto con l'acqua) nel quale avrete sistemato della ghiaia o altro materiale inerte nel quale sarà sempre presente dell'acqua che evaporando consentirà di avere un microclima umido.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

Si rinvasa quando le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione nel vaso, all'inizio della primavera usando un terreno formato da terreno fertile e torba e avendo cura di sistemare sul fondo del vaso dei pezzi di coccio per favorire il drenaggio dell'acqua di annaffiatura. Il terreno deve essere neutro o leggermente acido (ph 6-7).

CONCIMAZIONE

Due volta alla settimana dalla primavera e per tutta l'estate si diluisce nell'acqua di irrigazione un fertilizzante liquido (dimezzando le dosi rispetto a quanto riportato nella confezione), che oltre ad avere i macroelementi quali azoto (N), fosforo (P), potassio (K) contengano anche i cosiddetti microelementi, vale a dire quei composti di cui la pianta ha bisogno in minima quantità (ma ne ha pur sempre bisogno) quali il magnesio (Mg), il ferro (Fe), il manganese (Mn), il rame (Cu), lo zinco (Zn), il boro (B), il molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta.

E' importante non eccedere con i fertilizzanti in quanto sono molto sensibili all'eccessiva salinità.

FIORITURA

La pianta non fiorisce.

POTATURA

Non si può parlare di potatura: semplicemente si eliminano le fronde che si seccano (in genere quelle poste più in basso) per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.

MOLTIPLICAZIONE

La moltiplicazione può essere fatta per divisione della pianta.

MOLTIPLICAZIONE PER DIVISIONE DELLA PIANTA

In primavera si può dividere la pianta in due o più porzioni facendo in modo che ciascuna porzione abbia una parte del rizoma, comprese le radichette, e almeno tre - quattro fronde. Le parti così ottenute si piantano in vasi singoli usando un terreno come indicato per le piante adulte.

Sistemate le porzione ottenute in modo che le radici non siano troppo in profondità e posizionate il vaso in una zona luminosa ma senza sole diretto e mantenete il terriccio sempre appena umido fino a quando non inizieranno a nascere i nuovi germogli.

A quel punto potete trattarla come se fosse adulta.

PARASSITI E MALATTIE
La pianta tende ad appassire

Questo sintomo è sempre indice di eccessive annaffiature, specialmente durante il periodo invernale se le temperature scendono al di sotto dei 10°C.
Rimedi: toglietela dal vaso, controllate la radici ed eliminate quelle eventualmente marce tagliando la parte almeno un centimetro sopra la parte danneggiata. Cospargete la superficie con una polvere fungicida ad ampio spettro e rinvasate. Per il futuro regolate meglio le annaffiature.

La foglie appaiono bruciate

Questo sintomo indica che è stata esposta al sole diretto.
Rimedi: eliminate le parti bruciate e spostate la pianta in una zona ombreggiata.

La pianta cresce poco e le foglie restano piccole

Questo sintomo indica che è in una posizione troppo ombreggiata.
Rimedi: spostarla in una zona con una maggiore intensità luminosa, ma sempre molto moderata.

Macchie brune nella pagina inferiore delle foglie

La presenza di queste macchie sono spesso indice della presenza della cocciniglia bruna, degli insetti facilmente0 riconoscibili se osservati con una lente di ingrandimento in quanto si presentano come dei piccoli scudetti scuri che vengono via molto facilmente.

Cocciniglia bruna

Rimedi: possono essere eliminati o con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool denaturato oppure lavando la pianta con acqua e sapone neutro strofinando delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti (dopo va risciacquata molto bene). Per gli esemplari grandi e piantati all'aperto occorre intervenire con antiparassitari specifici reperibili nei centri specializzati in giardinaggio.

CURIOSITA'

Solo nel 1850 si è riusciti a capire come si riproducevano le felci grazie a un libraio tedesco che aveva notato la presenza delle spore nella pagina inferiore delle foglie.

Il nome del genere derivia dal greco kyrtos «ricurvo» in riferimento alle foglie ricurve.

Trovapiante