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COME COLTIVARE E CURARE LE NOSTRE PIANTE
SEDUM
Sedum, coltivazione e cura

Il Sedum è un genere che comprende tantissime specie originarie dell'Europa meridionale, del Messico e anche dell'Africa centrale considerate "piante succulenti".

CLASSIFICAZIONE BOTANICA


Regno
:
Plantae

Clado
: Angiosperme
Clado
: Eudicotiledoni
Ordine
:
Saxifragales

Famiglia
:
Crassulaceae

Genere
:
Sedum

Specie
: vedere il paragrafo «Principali specie»
CARATTERISTICHE GENERALI

Il genere Sedum appartiene alla famiglia delle Crassulaceae, vasto gruppo di piante succulenti originarie dell'Europa meridionale, del Messico e anche dell'Africa centrale. Il genere comprende un numero molto elevato di specie, circa 450.

Sono piante quasi tutte perenni e molto rustiche con un portamento per lo più strisciante o ricadente anche se esistono specie con portamento eretto, ad alberello e cespuglioso. Sono piante molto apprezzate in quanto sono molto belle da un punto di vista estetico, con foglie di un verde molto particolare e attraente e formano dei fiori stellati di grande effetto decorativo.

Sia i fusti che le foglie del Sedum sono carnosi e hanno la funzione di immagazzinare acqua. Le foglie sono opposte e disposte alternativamente lungo il fusto e ricoperte da una sostanza cerosa o da una leggera peluria.

I fiori sono per lo più a forma di stella e di dimensioni molto diverse ma per lo più piccoli, a seconda della specie; in alcune specie sono riuniti in infiorescenze a corimbo, a grappolo o a pannocchia. A seconda della specie fiorisce da marzo a settembre.

PRINCIPALI SPECIE

Esistono numerose specie di Sedum tra le quali ricordiamo

Sedum rubrotinctum
SEDUM RUBROTINCTUM
Sedum hintonii
SEDUM HINTONII
Sedum bellum
SEDUM BELLUM
Fiori Sedum bellum
SEDUM BELLUM
Sedum morganianum
SEDUM MORGARIANUM
Sedum pachyphyllum
SEDUM PACHYPHYLLUM
Sedum sieboldii
SEDUM SIEBOLDII
Sedum acre
SEDUM ACRE
TECNICA COLTURALE

Una credenza molto diffusa è che le piante grasse o meglio le piante succulenti crescono bene anche se sono trascurate. Questo non è affatto vero perchè come tutti gli esseri viventi, hanno necessità di attenzioni e cure. Possono "sopravvivere" se le trascuriano ma non certo vivere al meglio delle loro capacità. Considerando che le cure che richiedono non sono poi tante, dedichiamo pochi minuti alla settimana a queste incredibili piante ed esse ci ripagheranno con una crescita stupenda.

Sono piante che richiedono molta luce, anche il sole diretto, in tutte le stagioni dell'anno. L'ottimale è un'esposizione a sud e da evitare invece un'esposizione a nord.

Non hanno grossi problemi con le temperature massime mentre quelle invernali si devono aggirare tra i 10-13 °C ma attenzione che non scendano sotto i 10°C. Se le temperature arrivano a questi valori, assicuratevi di lasciare la pianta perfettamente asciutta.

Amano l'aria per cui date loro aria fresca soprattutto d'estate sistemandole vicino a una finestra aperta.

ANNAFFIATURA

Le annaffiature del Sedum devono essere effettuate quando la superficie del terriccio è secca. Una buona pratica è bagnare per bene il terriccio, poi far sgrondare tutta l'acqua in eccesso e quindi aspettare che il terreno sia secco prima di procedere con la successiva irrigazione.

Durante il periodo autunno-invernale (a partire da metà novembre e fino a metà marzo) le irrigazioni vanno sospese fino alla primavera.

Bisogna evitare con cura di lasciare acqua stagnante nel sottovaso in quanto i ristagni idrici non sono in alcun modo tollerati e farebbero marcire le radici.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

La pianta ha necessità di essere rinvasata periodicamente, in primavera, se le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione.

Il rinvaso è anche un ottimo momento per controllare lo stato delle radici: se notate delle radici annerite o grigiastre (le radici devono essere bianco-panna) vanno eliminate. Prendete allora delle forbici lavate e sterilizzate (possibilmente alla fiamma) e procedete al taglio. Dopo di che cospargete nelle ferite del taglio della polvere fungicida ad ampio spettro e quindi rinvasate. In questo caso però aspettate almeno una settimana prima di annaffiare per consentire alle ferite di cicatrizzarsi.

Per il rinvaso utilizzate una composta specifica per Cactaceae alla quale unite sabbia grossolana o perlite nella misura di 2:1 (2 parti di composta e 1 parte di sabbia o perlite).

Abbiate cura di sistemare nel foro di drenaggio dei pezzi di coccio in modo che la terra o le radici non ostruiscano il foro di drenaggio in quando i ristagni idrici sono letali per questa pianta.

Personalmente consiglio sempre di usare dei vasi di terracotta e non di plastica in quanto consentono alla terra di traspirare e se il foro di drenaggio è stato sistemato in modo da garantire un buon scolo delle acque, bè, direi che è perfetto. Inoltre i vasi devono essere più larghi che profondi in quanto l'apparato radicale tende a svilupparsi in larghezza più che in profondità.

La prima annaffiatura dopo il rinvaso fatela per immersione del vaso. Ricordatevi che se avete potato le radici occorre aspettare almeno una settimana prima annaffiare per dare il tempo alle ferite di cicatrizzarsi.

Sedum furfuraceum
SEDUM FURFURACEUM
CONCIMAZIONE

Dalla primavera e per tutta l'estate va concimato ogni 4 settimane con un concime liquido da diluire nell'acqua di irrigazione diminuendo le dosi rispetto a quanto riportato nella confezione.

A partire dall'autunno e per tutto l'inverno, sospendere le concimazioni perchè la pianta entra in riposo vegetativo per cui non si devono dare concimi che si accumulerebbero nel terreno creando un ambiente dannoso per le radici della pianta.

Per assicurare alla vostra pianta un'ottima crescita, somministrate un concime equamente bilanciato in azoto, fosforo e potassio, a esempio 30:30:30 (macroelementi). Oltre ciò assicuratevi però che contenga anche i microelementi quali il magnesio (Mg), il ferro (Fe), il manganese (Mn), il rame (Cu), lo zinco (Zn), il boro (B), il molibdeno (Mo), tutti importanti per una corretta ed equilibrata crescita della pianta..

FIORITURA

Se assicurate la giusta quantità di luce, acqua e concime, così come indicato nei rispettivi paragrafi, avrete delle bellissime crescite e fioriture.

La pianta di solito inizia a fiorire da marzo e prosegue per tutta l'estate, fino a settembre.

POTATURA

Di solito il Sedum non si pota. Vanno semplicemente eliminate le foglie che via via disseccano o danneggiate per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.

Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.

MOLTIPLICAZIONE

Il Sedum si moltiplica per talea o per seme.

Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere una pianta ben precisa o non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione per talea.

MOLTIPLICAZIONE PER TALEA

Il momento migliore nel quale fare la talea di Sedum è in genere tra maggio e giugno.

Le talee si ricavano tagliando gli apici degli steli a una lunghezza di 8-10 cm utilizzando un coltello bel affilato e disinfettato (possibilmente alla fiamma) e si rimuovono le foglie più basse per circa 2-3 cm nella parte bassa.

Moltiplicazione per talea
Moltiplicazione per talea

Si lascia asciugare la superficie tagliata per 7-10 gg o più per far cicatrizzare la ferita e poi si piantano in una composta formata da sabbia e torba.

Il terriccio va tenuto appena umido e il vaso va posizionato in un luogo dove la temperatura è di circa 13-16°C.

Una volta che iniziano a comparire le prime radici (in genere dopo poche settimane) vuol dire che ha radicato a quel punto trattatela come una pianta adulta.

MOLTIPLICAZIONE PER SEMI

La moltiplicazione per semi del Sedum si effettua tra gennaio e marzo distribuendo i semi il più uniformemente possibile su un terriccio formato da 2 parti di sabbia sottile e una di terriccio per seme.

Potete usare dei vasi non troppo alti o dei vassoi da moltiplicazione lasciando uno spazio di almeno 2 cm tra il bordo del vaso e il terreno. Immergete quindi il vaso nell'acqua fino a quando il terreno non sarà ben bagnato. A quel punto lasciate sgrondare l'acqua in eccesso e sistemate i semi sulla superficie del terriccio bagnato in modo uniforme e non interrateli ma semplicemente spruzzate un pochino d'acqua in modo che aderiscano meglio al terreno.

Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente o una lastra di vetro che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio. Il foglio di plastica va rimosso ogni giorno per controllare il grado di umidità del terreno e togliere la condensa che si forma sulla plastica o nel vetro.

Il vassoio o il vaso che contiene i semi va tenuto all'ombra, a una temperatura intorno ai 13-18°C e leggermente umido (usate uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione.

Moltiplicazione per seme: uso di un foglio di plastica trasparente per evitare che il terreno si secchi troppo rapidamente e per mantenere una umidità costante
Moltiplicazione per seme: uso di un nebulizzatore per inumidire il terreno

Una volta che i semi hanno germogliato si toglie il telo di plastica o il vetro. Ora poichè i semi non germogliano tutti assieme ma in maniera scalare, occorrerà garantire alle nuove nate un po' di luce. Per cui sistemate il vassoio in modo che ricevano più luce, ma non eccessiva, in modo da rispettare anche i semi che ancora non hanno germinato.

Una volta che le piantine saranno sufficientemente grandi da essere manipolate si trapiantano nel vaso definitivo così come indicato per le piante adulte e si trattano come tali.

PARASSITI E MALATTIE

Il Sedum, come tutte le piante succulente, non sono particolarmente soggette a malattie. Nel loro caso forse è più corretto parlare di fisiopatie vale a dire malattie dovute non a causa di agenti patogeni ma a cattive tecniche di coltivazione.

Il fusto della pianta marcisce

Questo è il classico sintomo di troppe annaffiature.
Rimedi: purtroppo se tutta la pianta si presenta in questo modo, non c'è più niente da fare. Se invece alcuni fusti non sono ancora colpiti, potete tentare di salvare la pianta. Togliete la pianta con tutto il pane di terra dal vaso e lasciatelo all'aria in modo che il terreno si asciughi rapidamente. Controllare le radici ed eliminate quelle eventualmente marce tagliandole per almeno 1 cm sopra la zona marcia con una forbice affilata e disinfettata (possibilmente alla fiamma), così come i fusti oramai morti. Cospargete la superficie di taglio con una polvere fungicida ad ampio spettro e quindi rinvasate. Aspettate almeno due settimana prima di annaffiare nuovamente e soprattutto adottate, per il futuro, maggiore cautela nella quantità d'acqua che somministrate.

La pianta avvizzisce e perde le foglie

Per lo più questo sintomo è dovuto a temperature troppo basse o a correnti d'aria fredda.
Rimedi: sistemate la pianta in una posizione più idonea.

Le parti verdi della pianta si decolorano e appaiono come aggrinzite

Questo sintomo è in genere dovuto a troppo poche irrigazioni. Se stiamo diversi mesi senza annaffiare la pianta, specialmente d'estate, esaurisce tutta l'acqua contenuta nei tessuti e quindi appare come svuotata.
Rimedi: non sempre se si arriva a questo stadio è possibile recuperare la pianta, in ogni caso, val la pena fare un tentativo ridando un po' più di attenzione alla nostra pianta con giuste irrigazioni.

Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie

Macchie brune sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza di cocciniglia: cocciniglia bruna e cocciniglia cotonosa (farinosa). Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto riportata: sono facilmente riconoscibili. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.

Cocciniglia bruna e cocciniglia farinosa sulla pianta

Rimedi: possono essere eliminate usando un batuffolo di cotone imbevuto di alcool oppure si può lavare la pianta con un acqua e sapone neutro strofinando delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti. Una volta fatta questa operazione la pianta va risciacquata per eliminare il sapone. Solo in caso di infestazioni gravi si consiglia di usare degli antiparassitari sistemici.

Trovapiante