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COME COLTIVARE E CURARE LE NOSTRE PIANTE
HIPPEASTRUM
conosciuto impropriamente come
AMARYLLIS o AMARILLO
Hippeastrum, coltivazione e cura

L'Hippeastrum, è una meravigliosa bulbosa a portamento imponente che produce dei grandi ed eleganti fiori variamente colorati, molto diffusa nelle nostre case e ricercata dai floricolturi.

CLASSIFICAZIONE BOTANICA


Regno
:
Plantae

Clado
: Angiosperme
Clado
: Monocotiledoni
Ordine
:
Asparagales

Famiglia
:
Amaryllidaceae

Genere
:
Hippeastrum

Specie
: vedere il paragrafo «Principali specie»
CARATTERISTICHE GENERALI

Il genere Hippeastrum, comprende piante originarie delle regioni tropicali dei Caraibi, Messico e Sud America e appartengono alla famiglia delle Amayllidaceae.

Hippeastrum

I floricolture tendono a chiamare questa pianta con la sua vecchia denominazione AMARYLLIS o AMARILLIDE o AMARILLO anche se ciò è sbagliato in quanto oramai a livello internazionale i botanici hanno classificato questa pianta come Hippeastrum. Il vero Amaryllis in realtà è una specie sudafricana.

Sono piante bulbose con il bulbo molto grosso, più o meno sferico e provvisto di tuniche con un colletto molto evidente e radici carnose ramificate.

Le foglie sono lineari, lunghe, glabre e di un bel colore verde scuro.

Gli Hippeastrum sono piante caratterizzate dalla produzione di grandi fiori variamente colorati dal bianco, al rosa, al rosso più o meno scuro e più o meno screziati.

I fiori sono inseriti a gruppi di 2/4 nella parte terminale di un lungo stelo fiorale che si origina direttamente dal bulbo.

In molte specie sono profumati.

PRINCIPALI SPECIE

Esistono circa 70 specie di Hippeastrum oltre numerosissimi ibridi in quanto il miglioramento genetico in questo settore è molto attivo. Infatti molte piante di queste specie sono commercializzate semplicemente con il nome di HIPPEASTRUM HYBRIDUM. Riportiamo di seguito solo alcune specie:

HIPPEASTRUM PUNICEUM o HIPPEASTRUM EQUESTRE

L'Hippeastrum puniceum è caratterizzato da un lungo stelo fiorale (lungo anche 60 cm) che porta alla sommità da due a tre fiori a trombetta di rosato-rosso variamente screziati.

E' una delle specie più diffuse e coltivate.

HIPPEASTRUM VITTATUM

L'Hippeastrum vittatum è uno splendido esemplare di questo genere con fiori molto grandi e larghi fino a 15 cm di colore bianco striati di rosso.

Di questa specie esistono numerose cultivars tra le quali ricordiamo: H. vittatum ‘Red Lion’ con grandi fiori rossi; H. vittatum ‘White Lady’ con fiori bianchi sfumati di verde; H. vittatum ‘Picotee’ con fiori bianchi sfumati di rosa, solo per ricordarne alcuni.

TECNICA COLTURALE

Le Hippeastrum, si adattano a essere allevate in vaso in appartamento e all'aperto a condizione che siano rispettate le loro esigenze climatiche e colturali.

Una cosa molto importante per queste piante per poter vegetare e fiorire è necessario che abbiano un vero periodo di riposo vegetativo di circa due-tre mesi.

Vediamo adesso passo passo come allevare al meglio queste piante per ottenere delle splendide fioriture.

PIANTARE E CRESCERE I BULBI

In genere a fine inverno - inizio della primavera si piantano i bulbi.

Prima di piantare il bulbo è opportuno immegere le radici del bulbo in acqua per 12-24 ore facendo molta attenzione che in ammollo rimangano solo le radici e non la base del bulbo. Eliminare eventuali radici secche e sarebbe bene bagnare il bulbo con un fungicida sistemico ad ampio spettro per evitare l'insorgenza di eventuali malattie fungine.

Uilizzate dei vasi da 18 cm per dei bulbi che hanno una circonferenza di 30-34 cm e da 20 cm per i bulbi di dimensioni superiori. Oppure per avere un bel vaso fiorito mettete assieme tre bulbi in vasi da 25 cm.

Si usa un terreno costituito da torba, sabbia fine e perlite in parti uguali. Mettere un po' di questo terriccio sul fondo del vaso e quindi sistemate le radici del bulbo molto delicatamente e poi ricoprite il tutto fino a che il bulbo sia sotterrato solo per i 2/3 della sua lunghezza. Innaffiare quindi non acqua tiepida.

Il vaso con il bulbo di Hippeastrum va posto in un luogo dove la temperatura sia costante di circa 21°C e mantenendo il terriccio appena umido e con una buona illuminazione (non il sole diretto) e lontano dalle correnti d'aria.

Quando iniziano a comparire i primi germogli si aumentano le annaffiature in modo da mantenere il terreno umido. Quando annaffiate abbiate cura di usare acqua tiepida facendo molta attenzione a non bagnare la parte superiore del bulbo e che non ristagni mai acqua nel sottovaso.

Iniziate anche le concimazioni ogni 15 gg utilizzando un concime liquido equamente bilanciato in Azoto, Fosforo e Potassio, diminuendo leggermente le dosi rispetto a quanto riportato nella confezione.

Per avere una crescita diritta e uniforme si consiglia di girare il vaso ogni giorno di 45° per evitare che foglie e steli fiorali si pieghino in direzione della luce. Quando gli steli fiorali raggiungo la lunghezza di 40 cm è opportuno assicurarli a un tutore in modo da evitare che si pieghino o si rompano.

Quando inizieranno a comparire i fiori sarebbe preferibile trovare una collocazione dove le temperature siano più basse, intorno ai 16°C in modo che la fioritura del vostro Amarillo duri più a lungo ma possono tranquillamente stare anche a temperature più elevate, fino a un massimo di 30°C.

E' preferibile cambiare il tipo di concime che utilizzate scegliendone uno con un titolo più alto in Potassio e somministratelo una volta alla settimana, diminuendo sempre leggermente le dosi rispetto a quanto riportato nella confezione.

Le piante di Hippeastrum fiorite possono anche essere messe all'aperto, anche al sole diretto ma non nelle ore più calde della giornata.

Dato che la pianta ama gli ambienti umidi, nebulizzate le foglie (non i fiori) con acqua tiepida in modo da garantire maggiore umidità e sistemate intorno alla pianta delle ciotole piene d'acqua che evaporando garantiranno un ambiente più umido.

Quando inizia l'autunno, circa a metà ottobre, portate la pianta all'interno a una temperatura intorno ai 13°C diminuendo le annaffiature in modo da tenere in terreno appena appena umido e interrompete le concimazioni. Via via vedremo che alcune le foglie inizieranno ad appassire. Non preoccupatevi, è normale. Se l'ambiente nel quale abbiamo sistemato l'Hippeastrum si trova a una temperatura notevolmente più bassa (intorno ai 5°C) occorre sistemare un cappuccio di plastica intorno alla pianta per garantire una temperatura più calda e stabile.

Dopo circa tre mesi di queste temperature, tagliate tutte le foglie rimaste a circa 10 cm dal colletto del bulbo avendo molta cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia ben pulito e disinfettato con alcool o varechina, meglio se alla fiamma e anche le mani siano molto ben pulite.

Sostituite i primi 5-6 cm di terriccio con del terriccio fresco in quanto non è necessario che si effettui il rinvaso ogni anno. Ogni 3-4 anni è più che sufficiente.

Una volta sostituito il terriccio, spostate la pianta in una posizione più calda, come indicato precedentemente, e crescetela come già spiegato.

BULBI PIANTATI ALL'APERTO

Se gli Hippeastrum sono piantati all'aperto, finita la stagione i bulbi possono essere disotterrati e conservati per essere trapiantati la primavera successiva. Si conservano in luoghi bui e asciutti a temperature intorno ai 5°C nella torba. Questi bulbi daranno delle fioriture più abbondanti rispetto a quelli che sono stati lasciati nel terreno in quanto in questo modo, avranno un vero e proprio periodo di riposo, importantissimo per questa pianta per poter vegetare e fiorire al meglio.

BULBI SECONDARI

Abbiamo visto come dai bulbi crescono direttamente sia le foglie sia gli steli fiorali. Da essi però si generano anche nuovi bulbi a fianco di quello principale. Ci rendiamo conto che sono presenti quando vediamo che a fianco del bulbo madre nascono nuove foglie. Questi possono essere staccati dalla pianta madre in maniera molto delicata, facendo attenzione a non danneggiare le radici e sistemati in vasi separati.

Il momento migliore per separare questi bulbi è gennaio-marzo.

Occorrono diversi anni (3-6 anni) prima che questi nuovi bulbi di Hippeastrum raggiungano le dimensioni per produrre fiori. Durante questo periodo di tempo trattateli come si fossero piante in fioritura vale a dire non sottoponetele a un periodo di freddo.

PARASSITI E MALATTIE
Presenza di piccole macchie rosse su tutte le parti della pianta

La comparsa di queste macchie rosse di dimensioni variabili, inizialmente molto piccole (pochi millimetri) e successivamente fino a qualche centimetro, sia nella parte aerea della pianta che nei bulbi è indice di un grave attacco fungino. Sulle foglie e sugli steli fiorali di Hippeastrum in genere si localizzano nella parte basale quasi a livello del terreno e in seguito a questa infezione, lo stelo si piega. Sui bulbi l'infezione inizia prima dalle tuniche esterne del bulbo poi passa all'interno creando delle zone di marciume di colore nero al centro e rosse ai bordi.

Si tratta di un attacco di un fungo, abbastanza diffuso negli Hippeastrum la Stagonospora curtisii. E' necessario intervenire con antiparassitari specifici.

Una pratica molto semplice da attuare può essere, prima di mettere i bulbi a dimora, disinfettarli con formalina al 0,2-1% che fornisce dei buoni risultati e una discreta protezione alle piante.

Le foglie iniziano a ingiallire e appaiono piccole macchie gialle e marroni

Le foglie iniziano a ingiallire e ad accartocciarsi assumendo un aspetto quasi polverulento e si notano sottili ragnatele, soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Questo sintomo è associato a un'infezione di ragnetto rosso, un acaro.

Acari delle piante

Rimedi: aumentare l'umidità ambientale in quanto gli acari proliferano in ambiente asciutti. Se l'infestazione è grave usate insetticidi specifici. Se la pianta non è particolarmente grande, si può provare a pulire le foglie usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato per eliminare meccanicamente il parassita. Dopo di che l' Hippeastrum va risciacquata molto bene per eliminare il sapone residuo.

CURIOSITA'

Il nome del genere Hippeastrum deriva dal greco e significa «stella del cavaliere». Non si sa con certezza da cosa derivi questo curioso nome. La prima identificazione di questa pianta fu fatta Linneo che chiamò il primo Hippeastrum da lui classificato Amaryllis equestris e non si sa per quale motivo abbia associato il nome equestris alla pianta. Nel Curtis's Botanical Magazine del 1795 viene fornita una spiegazione: sembra che all'inizio della fioritura se osservati attentamente ricordano le orecchie di un cavallo, quindi il fiore avrebbe ricordato a Linneo la testa di un cavallo, da qui il nome. Alcuni anni dopo però William Dean Herbert, un botanico studioso della famiglia delle Amaryllidaceae del 1800, si rese conto che la pianta classificata da Linneo come Amaryllis in realtà non aveva nulla a che vedere con quel tipo di piante e così coniò un nuovo genere e per mantenere il nome dato da Linneo (Amaryllis equestris) chiamò il genere Hippeastrum, «stella del cavaliere».

Fonti bibliografiche online:
- (en) Royal Botanic Gardens
Trovapiante