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mercoledì 24 settembre 2014
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LE PIANTE AROMATICHE
ROSMARINO
(Rosmarinus officinalis)




Il Rosmarino, regina delle piante aromatiche, è la tipica pianta mediterranea, che cresce sia spontanea che coltivata soprattutto lungo le fasce costiere.  
In questo articolo:
Classificazione botanica Caratteristiche generali Tecnica colturale Annaffiatura Tipo di terreno - rinvaso Concimazione Fioritura Potatura Moltiplicazione Parassiti e malattie Proprietà aromatiche Raccolta e conservazione Proprietà medicinali Uso in cucina Curiosità Linguaggio dei fiori e delle piante
CLASSIFICAZIONE BOTANICA

Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (piante vascolari)
Divisione: Magnoliophyta (ex Angiospermae)
Classe: Magnoliopsida (ex Dicotyledones)
Subclasse: Asteridae
Ordine:  Lamiales   
Famiglia: Lamiaceae (ex Labiatae)
Genere: Rosmarinus
Specie: Rosmarinus officinalis

CARATTERISTICHE GENERALI DEL ROSMARINO

Il rosmarino appartiene al genere Rosmarinus, famiglia delle Lamiaceae ed il suo nome scientifico è Rosmarinus officinalis. Originario dei paesi del Mediterraneo si ritrova spontaneo lungo la fascia costiera e fino a 1500 m s.l.m.

L'etimologia del suo nome è abbastanza controversa: secondo alcuni deriverebbe dal latino "ros = rugiada" e "maris = mare" vale a dire "rugiada del mare" secondo altri deriverebbe sempre dal latino ma da "rosa = rosa" e "maris = mare" cioè "rosa del mare" secondo altri dal latino "rhus = arbusto" e "maris = mare" cioè "arbusto di mare". In ogni modo, qualunque sia la sua origine, è sempre strettamente legata al mare che lo ricordano anche i suoi delicati e deliziosi fiori colore del mare.

E' una pianta arbustiva, perenne con portamento cespuglioso che può raggiungere un'altezza di tre metri..

Il fusto del rosmarino all'inizio è prostrato, poi eretto e molto ramificato con radici molto profonde e tenacemente ancorate al terreno.

Le foglie sono piccole, prive di picciolo, un po' coriacee, di un bel colore verde scuro sulla pagina superiore e verde-argentate-bianche in quella inferiore, strette, lineari e molto fitte sui rami e ricche di ghiandole oleifere.

I fiori sono riuniti in grappoli che crescono all'ascella delle foglie, di colore azzurro-violetti e presenti quasi tutto l'anno. Sono ermafroditi e ad impollinazione entomofila soprattutto da parte delle api che vanno ghiotte del loro nettare dal quale producono un miele delizioso.

I frutti sono degli acheni che diventano scuri a maturità.

Il rosmarino si vede spesso lungo i pendii, le strade, sugli argini in quanto, avendo un apparato radicale molto profondo, aiuta a contenere il terreno.

Nel genere Rosmarinus ritroviamo solo il Rosmarinus officinalis ma esistono numerose varietà che si differenziano per la maggiore o minore aromaticità e per il portamento. Tra di essere ricordiamo il Rosmarinus officinalis prostratus molto utilizzata come pianta ornamentale perchè come dici il nome stesso ha un portamento prostrato.

TECNICA COLTURALE

Il rosmarino è una pianta che ama il sole, il caldo e l'aria quindi sono piante che devono essere coltivate all'aperto, anche in vaso, purchè siano tenute in un balcone o in un davanzale.

Crescono molto bene lungo le zone litoranee del mediterraneo e tollerano senza alcuna difficoltà l'aria salmastra. E' preferibile però che siano localizzate in zone riparate da eventuali venti freddi che potrebbero sopraggiungere con l'inverno.

Temperature al di sotto di 10-15 °C sono mal tollerate  specialmente se la pianta ha già un certo numero di anni.

ANNAFFIATURA

Preferisce terreni asciutti, va pertanto annaffiato poco e spesso facendo attenzione a non inzuppare il terreno e a non lasciare ristagni idrici che non sono tollerati. Le maggiori richieste idriche si hanno quando la piantina di rosmarino è ancora giovane e durante la fioritura

TIPO DI TERRENO - RINVASO

Il rosmarino non è una pianta esigente in fatto di terreni ma non gradisce terreni pesanti, devono essere leggeri, permeabili, tendenzialmente alcalini. E' importante che il terreno possa favorire il rapido sgrondo delle acqua in eccesso in quanto non tollerano i ristagni idrici.

Essendo comunque una pianta molto adattabile trova spazio e valorizza quei terreni che per loro natura, non potrebbero ospitare altre specie.

Se le piante sono coltivate in vaso è opportuno rinvasare ogni due-tre anni usando un buon terriccio fertile, a reazione alcalina avendo cura di ben sistemare su fondo del vaso dei pezzi di coccio per favorire il rapido sgrondo delle acque di irrigazione.

CONCIMAZIONE

Le piante  sono molto rustiche e non richiedono concimazioni particolari. All'impianto si fa di solito una letamazione di fondo e poi ogni anno, alla ripresa vegetativa si fa una concimazione completa con Azoto, Fosforo e Potassio.

FIORITURA

Il rosmarino fiorisce da marzo a settembre-ottobre. Se il clima si mantiene particolarmente mite la fioritura può durare più a lungo.

POTATURA

Non è necessario fare delle potature energiche al rosmarino. Basta eliminare regolarmente le parti secche e cimarla in primavera per mantenere un aspetto cespuglioso e favorire la nascita di nuovi getti laterali.

MOLTIPLICAZIONE

Il rosmarino si moltiplicano per seme, per talea o per divisione della pianta.

La moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere un tipo di pianta  ben precisa e non si è certi della qualità del seme che si sta utilizzando, è bene fare la moltiplicazione o per talea (dà i migliori risultati) o per divisione della pianta madre.

Nel caso della moltiplicazione per seme c'è da tenere presente che, sia che sia fatta in semenzaio o in pieno campo i semi hanno una bassa geminabilità.

MOLTIPLICAZIONE PER SEMI

Se si prevede di fare la semina in vaso o in semenzaio, i semi vanno seminati in primavera in una composta formata da terriccio fertile e sabbia grossolana. Dato che i semi sono piccoli, per interrarli leggermente, spingeteli sotto il terriccio usando un pezzo di legno piatto oppure potete versare sopra del nuovo terriccio.

Il vassoio che contiene i semi va tenuto all'ombra, ad una temperatura intorno ai 15°C ed è fondamentale che il terriccio sia costantemente umido (usate uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione.

Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente (o con una lastra di vetro) che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio. Il foglio di plastica va rimosso ogni giorno per controllare il grado di umidità del terreno e togliere la condensa che si forma sulla plastica.

Una volta che i semi hanno germogliato (in genere dopo un paio di settimane), si toglie il telo di plastica e si sposta la cassetta in una posizione più luminosa (non sole diretto).

Tra tutte le nuove piantine di rosmarino, sicuramente ci saranno quelle meno vigorose rispetto ad altre. Individuatele ed eliminatele in questo modo garantirete più spazio alle piantine più robuste.

Una volta che le piantine saranno sufficientemente grandi da essere manipolate si trapiantano in vasi singoli con una composta così come indicato per le piante adulte e si trattano come tali.

Se si prevede di fare la semina direttamente in campo o in giardino, occorre lavorare il terreno in modo da eliminare la crosta superficiale e renderlo meno compatto e fare una concimazione di fondo a base di sostanza organica (letame).

Si semina in primavera a partire da aprile ed il seme va sistemato in modo che la densità di impianto sia di 1,5 - 2 piante/mq.

Se si fa il trapianto delle piantine fatte crescere in semenzaio, il trapianto va fatto in aprile-maggio.

MOLTIPLICAZIONE PER TALEA

La moltiplicazione per talea si effettua in primavera. Le talee devono essere lunghe 15-20 cm, prelevate dai germogli basali e da piante in buona salute e vigorose. Vanno piantate per almeno i 2/3 della loro lunghezza in un miscuglio di torba e sabbia e tenute in serra fresca (circa 10°C) fino a quando non saranno radicate (impiegano circa due mesi). Saranno trapiantate nella loro sede definitiva la primavera successiva.

La densità d'impianto dovrà essere di 1,5 - 2 piante/mq.

DIVISIONE DELLA PIANTA

La moltiplicazione per divisione del rosmarino  si effettua in primavera fatta su giovani piantine di 1-2 anni. Sarebbe preferibile tenere le giovani piantine in un luogo fresco fino a quando non avranno attecchito e poi essere trapiantate nel loro luogo definito all'inizio dell'estate.

La densità d'impianto dovrà essere di 1,5 - 2 piante/mq.

PARASSITI E MALATTIE

Comparsa di una patina biancastra sulle parti verdi della pianta

Se osservate questa sintomatologia siete in presenza del cosiddetto mal bianco causato da Sphaerotheca spp, che si manifesta inizialmente con una muffa biancastra. In conseguenza dell'attacco le foglie ingialliscono e cadono.
Rimedi: se presa in tempo, questa malattia non è letale ed è sufficiente eliminare le parti colpite. Se l'attacco però è particolarmente grave, utilizzare degli antiparassitari specifici registrati per la pianta.

Comparsa di marciumi radicali a livello del colletto delle piante

I tessuti colpiti appaiono decolorati e in seguito marciscono. I tessuti a livello del punto colpito risultano flaccidi, distaccandosi facilmente sotto una leggera pressione. Le piante colpite avvizziscono rapidamente e muoiono. Questa patologia è causata da Rhizoctonia sp. un fungo.
Rimedi: la lotta è innanzitutto preventiva infatti le più colpite sono le giovani piantine di rosmarino che non hanno ancora i tessuti lignificati subito dopo il trapianto. Buona norma è effettuare la messa a dimora delle piantine in modo che sia interrato il solo apparato radicale; non fare eccessive concimazioni azotate in questo periodo perchè ritardano la formazione dei tessuti secondari; non fare i trapianti troppo in la nel tempo vale a dire quando le temperature sono troppo alte.
Esistono diversi prodotti che possono essere utilizzati per combattere questa grave patologia registrati per questa pianta che si possono trovare nei negozi specializzati.

Foglie e fusti ricoperti da piccole macchie scure:

Se osservate queste macchie molto nette, prive di contorno che all'inizio sono piccole e successivamente confluiscono tra loro interessando l'intera superficie della pianta fino a portarla alla morte  siete in presenza di un'alternariosi causata da un fungo, l'Alternaria spp.

Rimedi: innanzitutto preventivi evitando di coltivarlo in zone umide, poco ventilate e illuminate. Se l'attacco è grave utilizzare degli antiparassitari specifici registrati per questa pianta.

 
Presenza di piccoli animaletti biancastri sulla pianta

Se notate dei piccoli insettini mobili di colore bianco-giallastro-verdastri siete quasi sicuramente in presenza di afidi o come comunemente sono chiamati "pidocchi". Osservateli con una lente di ingrandimento e  confrontateli con la foto a lato, sono inconfondibili, non ci si può sbagliare.
Rimedi: trattare la pianta con antiparassitari specifici facilmente reperibili da un buon vivaista.

PROPRIETA' AROMATICHE

Il rosmarino è una pianta ricchissima di olio essenziale responsabile delle caratteristiche aromatiche di questa pianta costituito essenzialmente da pinene, conforene, limonene, flavonoidi, acidi fenolici, tannini, resine, canfora e acido rosmarinico.

RACCOLTA E CONSERVAZIONE

Si utilizzano sia le foglie che i fiori, che vanno raccolti in piena fioritura, durante l'estate. I rametti con i fiori del rosmarino vanno essiccati appena raccolti, il più velocemente possibile appesi a testa in giù in luoghi asciutti, bui e aerati affinché non perdano le loro caratteristiche. Una volta essiccati, vanno recuperate le foglie ed i fiori e conservati in vasetti di vetro sigillati.

Per la produzione degli oli essenziali si utilizzano le sommità fiorite fresche.

Il rosmarino è meglio utilizzarlo fresco in quanto con l'essiccazione perde buona parte dei suoi principi attivi.

Si utilizzano sia le foglie che i fiori, che vanno raccolti in piena fioritura, durante l'estate. I rametti con i fiori del rosmarino vanno essiccati appena raccolti, il più velocemente possibile appesi a testa in giù in luoghi asciutti, bui e aerati affinché non perdano le loro caratteristiche. Una volta essiccati, vanno recuperate le foglie ed i fiori e conservati in vasetti di vetro sigillati.

Per la produzione degli oli essenziali si utilizzano le sommità fiorite fresche.

Il rosmarino è meglio utilizzarlo fresco in quanto con l'essiccazione perde buona parte dei suoi principi attivi.

PROPRIETA'  MEDICINALI 

Vedi: "Le piante medicinali: il Rosmarino"

USO IN CUCINA

Questa pianta aromatica è un'erba insostituibile in cucina, soprattutto nella cucina mediterranea per carni, pesci e salse ed è la spezia più usata nella cucina mediterranea.

CURIOSITA' 

Secondo la tradizione ermetica è la pianta rappresentativa del terzo decano dei gemelli e presiede alle mani e ai loro mali. Per questo motivo durante i riti di purificazione ci si lavava con il rosmarino pena la non guarigione.

L'uso della pianta di rosmarino fin dall'antichità è stato da sempre legato alle sue positive proprietà terapeutiche. Sono numerosissime le leggente e le "ricette" proposte a base di questa pianta nel corso dei secoli. Ne proponiamo alcune tra le più famose.

Una preparazione divenuta molto famosa è "l'Acqua della Regina d'Ungheria" che diceva:

"Io donna Isabella, regina d'Ungheria, di anni 72, inferma nelle membra e affetta di gotta, ho adoperato per un anno intero la presente ricetta donatami da un eremita mai da me conosciuto, la quale produsse su di me un così salutare effetto che sono guarita ed ho riacquistato le forze, sino al punto da sembrare bella a qualcuno. Il re di Polonia mi voleva sposare ma io rifiutai per amore di Gesù Cristo. Ho creduto che la ricetta mi fosse stata donata da un angelo. Prendete l'acqua distillata, quattro volte trenta once (1 oncia = 28,35 gr n.d.r.), 20 once  di fiori di rosmarino, ponete tutto in un vaso ben chiuso, per lo spazio di 50 ore: poi distillate con un alambicco a bagnomaria. Prendete una volta alla settimana una dramma (1 dramma = 3,545 grammi n.d.r.) di questa pozione con qualche altro liquore o bevanda o anche con carne. Lavate con esso il viso ogni mattina e stropicciate con essa le membra malate. Questo rimedio rinnova le forze, solleva lo spirito, pulisce le midolla, dà nuova lena, restituisce la vista e la conserva per lungo tempo; è eccellente per lo stomaco ed il petto" (cfr . Giuseppe De Vitofranceschi, Le virtù medicinali del rosmarino, Milano 1983).

Ancora famoso è "l'Aceto dei quattro ladri" da un'antica leggenda francese che narra la storia dei quattro ladri che nel 1630, quando la peste colpì tutta l'Europa, saccheggiavano le case degli appestati senza mai contrarre la malattia. Quando furono finalmente presi e condannati a morte svelarono la ricetta dietro la promessa d'avere salva la vita (non appena l'ebbero rivelata, vennero uccisi): si cospargevano il corpo con un aceto da loro inventato formato dagli oli essenziali di salvia, rosmarino, timo, menta, ginepro, cannella e lavanda (le piante potevano variare a seconda della zona di origine della storia), tutte piante note per le loro proprietà antisettiche e antibatteriche. Nacque così "l'aceto dei quattro ladri" che veniva molto usato coma antibiotico naturale in caso di infezioni ed epidemie.

Un altro balsamo famoso è "Il Balsamo Tranquillo", chiamato così perchè fu inventato da frate Tranquillo, un cappuccino, formato da una mescolanza di varie erbe, dove spicca il rosmarino, utile per curare i reumatismi.

Ancora ritroviamo nel libro "Teatro farmaceutico" di Giuseppe Donzelli (medico, chimico e filosofo napoletano vissuto nel 1600) la seguente ricetta: "Piglia di fiori di rosmarino libre una, zucchero libbre tre. Si cuoce lo zucchero a cottura di manuschristi e si lascia raffreddare, e poi vi si mescola li fiori sani e si fanno cuocere poco perchè così facendo li si resta il loro colore natio. Conforta il cerebro humido, giova al cuore e corrobora le membra nervose".

Nota a molti è "l'acqua di San Giovanni" che consiste in una serie di rituali da compiere in concomitanza della festa di San Giovanni, il 24 giugno che corrisponde al solstizio d'estate. Vuole la tradizione che si debbano raccogliere una serie di erbe (ginestra, iperico, artemisia, verbena, timo, rosmarino, salvia, basilico, maggiorana, lavanda, rosa, ecc. La composizione delle erbe varia da regione a regione) il giorno prima del 24 e che siano lasciate in acqua, fuori di casa durante la notte del 24. La mattina dopo ci si deve lavare con quest'acqua e poi buttarla via in quanto si dice che porti benefici alla pelle e come protezione per le malattie.

E tante altre ancora .... che stanno a testimoniare gli straordinari poteri e virtù di questa incredibile pianta che ci fornisce madre natura, senza farci spendere neanche un euro.

Per le sue proprietà si sono attribuite virtù magiche tanto che nel Medioevo si aveva l'abitudine di realizzare oggetti di ogni tipo con il legno del rosmarino da usare come talismano tra i quali i pettini che avrebbero impedito la calvizie.

Pare che la pianta di rosmarino allontani gli insetti dalle piante vicine.

Sacchetti contenenti rosmarino sono spesso messi negli armadi per tenere lontane le tarme.

LINGUAGGIO DEI FIORI E DELLE PIANTE

Vedi "Rosmarino - Il linguaggio dei fiori e delle piante"

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