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COME COLTIVARE E CURARE LE NOSTRE PIANTE
STRELITZIA

La Strelitzia o uccello del Paradiso, questo capolavoro della natura, è considerata così pregiata tanto che presso alcune tribù del sud Africa viene usata solo per adornare la capanna del capo o dello stregone.

CLASSIFICAZIONE BOTANICA


Regno
:
Plantae

Clado
: Angiosperme
Clado
: Monocotiledoni
Ordine
:
Zingiberales

Famiglia
:
Strelitziaceae

Genere
:
Strelitzia

Specie
: vedere il paragrafo «Principali specie»
CARATTERISTICHE GENERALI

Il genere Strelitzia appartenente alla famiglia delle Strelitziaceae comprende piante originarie dell'Africa meridionale molto apprezzate per la loro incredibile bellezza.

La Strelitzia è una pianta erbacea, perenne, ha un portamento cespuglioso, acaule, con grosse radici carnose e fascicolate che se coltivata all'aperto, si sviluppano nel terreno per un metro di profondità.

Descriviamo nel dettaglio la Strelitzia reginae in quanto è la specie più diffusa, usata e conosciuta.

Le foglie sono ovali, ellittiche, provviste di nervatura mediana molto marcata, molto grandi, larghe anche 20 cm e lunghe fino a 50 cm, coriacee, coperte da pruina nella pagina inferiore, con i margini ondulati e le nervature marcate e sono portate da dei piccioli lunghi 100-150 cm.

Le infiorescenze, portate da lunghi steli, più lunghi di quelli fogliari di forma cilindrica ed eretti, sono formate da una spata coriacea verde leggermente variegata di rosso, che in età giovanile è situata in posizione eretta e da adulta si dispone a 90°.

All'interno della spata si trovano dai 5 agli 8 fiori, ognuno formato da tre tepali (nelle piante in cui non esiste la distinzione tra calice e corolla gli elementi che costituiscono il fiore sono detti tepali) che nella Strelitzia reginae sono di colore arancione e formano il calice: due situati da un lato e l'altro dalla parte opposta. La corolla è formata da tre tepali azzurri di cui quello superiore corto a forma di cappuccio e i due inferiori uniti insieme a formare una sorta di alabarda. Possiede cinque stami, completamente nascosti, e un unico stilo filiforme lungo circa 10 cm con ovario infero.

Le strelitzie in natura sono impollinata da uccelli di piccole dimensioni che non ci sono nei nostri climi pertanto tutte le nostre piante sono impollinate artificialmente.

Il frutto è una capsula triloculare in cui si formano i semi tondeggianti, neri, con arillo (parte esterna del seme) colorato di arancione e piumoso.

Sono piante molto longeve. Si hanno segnalazioni di strelitzie di età superiore ai 100 anni.

PRINCIPALI SPECIE

Il genere Strelitzia comprende diverse specie tra le quali ricordiamo:

STRELITZIA REGINAE

La Strelitzia reginae è sicuramente la più conosciuta del genere ed è una pianta originaria dell'Africa meridionale.

Le sue infiorescenze assumono colorazioni giallo-arancio e i fiori, in numero di 5 o 6 vengono aperti in sequenza. Le foglie sono lunghe di forma ellittica. Il suo portamento è cespuglioso.

STRELITZIA ALBA o AUGUSTA

La Strelitzia alba o Strelitzia augusta, originaria del sud Africa, presenta le foglie più allungate e strette rispetto alla Strelitzia reginae e possono raggiungere parecchi metri di altezza. I fiori sono bianchi racchiusi da una spata di un bel verde cupo tendente al porpora.

E' una pianta maestosa che può raggiungere anche i dieci metri di altezza.

STRELITZIA JUNCEA

La Strelitzia juncea, originaria anche lei del sud Africa, ha la particolarità d'avere le foglie aghiformi ed erette che si sviluppano anche per due metri di altezza.

Il suo fiore è molto simile a quello della Strelitzia reginae.

Fino a poco tempo fa veniva considerata una varietà della Strelitzia parvifolia ma nel 1974, è stata elevata al rango di specie a se stante in quanto presenta caratteristiche genetiche proprie.

STRELITZIA NICOLAI

La Strelitzia nicolaj originaria del sud America, è una pianta imponente con fusti legnosi che si ramificano dalla base del terreno e può raggiungere anche gli otto metri d'altezza.

Le foglie sono molto grandi, di un bel verde brillante lunghe fino a tre metri e larghe anche 1,5 metri. I fiori sono di colore azzurro, bianco o lillà con la spata di colore blu molto scuro.

TECNICA COLTURALE

La Strelitzia nonostante il suo aspetto imponente che incute quasi timore è, sorprendentemente, non particolarmente difficile da coltivare e resiste anche a condizioni ambientali non ottimali.

Le temperature di coltivazione sono tra i 13°C e i 21 °C. Mai sotto i 5°C.

Può essere coltivata all'aperto nelle regioni a clima particolarmente mite dove le temperature non scendono sotto i 5°C diversamente, durante la stagione invernale va portata in un luogo riparato.

Fondamentale per la Strelitzia è la luce. Deve essere la più intensa possibile e può essere posizionata anche in pieno sole ma non al sole delle ore centrali della giornata estive.

La Strelitzia ama l'aria pertanto è importante che l'ambiente nel quale si trova sia spesso aerato ma senza creare delle correnti d'aria, specialmente fredde.

Contrariamente a quanto avviene con le altre piante, la Strelitzia entra in riposo vegetativo a giugno-luglio.

E' importante pulire regolarmente le foglie con un panno morbido e umido e non utilizzare mai lucidanti fogliari.

ANNAFFIATURA

La Strelitzia va annaffiata molto generosamente a eccezione del periodo di riposo vegetativo (giugno - luglio) durante il quale si annaffia in maniera molto più moderata.

Tra un'annaffiatura e l'altra è necessario che il terreno si asciughi in superficie.

La pianta ama gli ambienti umidi pertanto beneficia di nebulizzazioni alle foglie ma facendo attenzione a non bagnare i fiori.

TIPO DI TERRENO - RINVASO

La Strelitzia si rinvasa ogni anno all'inizio della primavera, e fino a che non ha raggiunto i cinque anni d'età. Si utilizza un vaso di dimensioni leggermente più grandi del precedente fino a quando si raggiunge la dimensione del vaso di 30 cm di diametro.

Dopo i cinque anni, vale a dire quando la pianta è considerata matura e ha iniziato a fiorire, non va più rinvasata nè disturbata in alcun modo pena la sospensione della fioritura. Si asportano i primi centimetri di terriccio (2-3 cm) e si sostituiscono con del terriccio nuovo, in primavera, quando la pianta non è in fiore.

Per il rinvaso e per la sostituzione del terriccio utilizzate un buon terriccio fertile, a base di letame maturo al quale aggiungerete un po' di sabbia grossolana per favorire il drenaggio dell'acqua di irrigazione. Le strelitzie infatti mal sopportano i ristagni idrici. A tal scopo ponete sul fondo del vaso dei pezzetti di coccio che favoriscono lo sgrondo delle acque in eccesso.

Raccomando sempre di usare dei vasi di terracotta che favoriscono la respirazione della terra.

CONCIMAZIONE

Da ottobre e fino a maggio bisogna concimare una volta al mese con un concime liquido somministrato assieme all'acqua di irrigazione.

Per quanto riguarda il tipo di concime da somministrare, per la Strelitzia è stato calcolato che quando la pianta è giovane, vale a dire ha meno di cinque anni (quindi non ha ancora fiorito), l'apporto degli elementi nutritivi deve essere maggiormente concentrato sul Potassio e sull'Azoto e in proporzione, in quantità dimezzata per il Fosforo.

Quando la pianta supera i cinque anni, l'apporto di potassio deve essere più che doppio rispetto all'azoto e in minima quantità il fosforo. In ogni caso abbiate cura di non trascurare i microelementi quali il manganese (Mn) che influenza la formazione della clorofilla, il rame (Cu) che agisce sugli enzimi della respirazione e il il boro (B) che agisce sullo sviluppo degli apici vegetativi, tutti importanti, anche se in minima quantità per una corretta ed equilibrata crescita di questa pianta.

Una/due volta all'anno fate un trattamento con chelati di ferro per correggere il calcaree del terreno e rendere quindi il ferro disponibile per la pianta.

FIORITURA

La Strelitzia fiorisce dall'autunno fino alla primavera inoltrata e non prima di aver raggiunto i cinque anni d'età.

POTATURA

Di solito la Strelitzia non si pota. Vanno semplicemente eliminate le foglie che via via disseccano per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.

Abbiate cura che l'attrezzo che usate per il taglio sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti.

MOLTIPLICAZIONE

La moltiplicazione della Strelizia può avvenire per seme (in questo caso dovrete aspettare almeno cinque anni prima di vedere i fiori) oppure più semplicemente e velocemente per divisione della pianta.

DIVISIONE DELLA PIANTA

Nel mese di giugno, si toglie la pianta dal vaso e con un coltello affilato pulito e disinfettato si divide in due la massa delle radici.

Si trattano le superficie tagliate con un fungicida in polvere a base di zolfo e si piantano le singole porzioni in vasi separati.

Si posizionano i vasi in un luogo caldo e luminoso ma non al sole diretto e si tiene il terriccio appena umido.

Occorrerà circa un mese e mezzo prima che le singole piante attecchiscano. Dopo tale periodo iniziare a trattare le neo piante come le piante adulte.

PARASSITI E MALATTIE
La pianta presenta un aspetto malandato, un accrescimento stentato e le foglie prima quelle esterne e poi quelle interne ingialliscono e poi avvizziscono

Successivamente ai primi sintomi il colletto della pianta risulta imbrunito. Se togliete la pianta dal vaso, le radici appaiono rammollite e imbrunite. Tutti questi sono i classici sintomi da marciume radicale e basale causato da un fungo la Phytophtora spp. che si sviluppa soprattutto in seguito a eccessive annaffiature.
Rimedi: per prima cosa occorre togliere la pianta dal vaso ed eliminare tutte le parti danneggiate. Dopo di che le parti tagliate vanno trattate con un fungicida in polvere ad ampio spettro. Quindi si fa asciugare per bene la terra, si rimette la pianta nel vaso e si aspetta almeno una settimana prima di annaffiare per dare il tempo, alle superfici di taglio, di cicatrizzarsi. Per il futuro, regolare meglio le irrigazioni.

Le infiorescenze appena uscite dalla spata presentano delle macchie brune, leggermente depresse di forma irregolare in corrispondenza delle quali si ha formazione di una sostanza gommosa

se osservate questa sintomatologia siete in presenza di una fusariosi, causata da un fungo, il Fusarium spp.
Rimedi: la lotta contro questo fungo si basa, oltre con una riduzione dell'umidità ambientale, grazie alla quale questo fungo prolifica, anche con il trattamento con fungicidi specifici.

Macchie necrotiche sulle foglie e comprarsa di una muffa grigia

queste sintomatologie sono in genere il sintomo della presenza della muffa grigia, un fungo, la Botrytis spp.

Attacco di Botrytis cinerea

Rimedi: eliminare subito le parti infette e trattare con uno specifico anticrittogamico. I rimedi nei confronti della Botrytis sono innanzitutto preventivi, in quanto questo fungo è favorito dall'umidità dell'aria e dalle eccessive annaffiature.

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie

Macchie sulla pagina inferiore delle foglie potrebbero significare che siete in presenza di cocciniglia farinosa. Per essere certi, si consiglia di fare uso di una lente di ingrandimento e si osservano. Confrontatele con la foto al lato. Sono caratteristiche, non ci si può sbagliare. Inoltre se provate a toglierle con un'unghia, vengono via facilmente.

Cocciniglia farinosa

Rimedi: toglietele con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o se la pianta è grande e in vaso, potete lavarla con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone. Per le piante più grandi e piantate all'aperto, potete usare degli antiparassitari specifici reperibili da un buon vivaista.

Foglie che iniziano a ingiallire, appaiono macchiettate di giallo e marrone

Se le foglie iniziano a ingiallire e successivamente a queste manifestazioni si accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Osservando attentamente si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Con questa sintomatologia siamo molto probalbilmente in presenza di un attacco di ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso e dannoso.

Acari delle piante

Rimedi: aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se la pianta non è particolarmente grande, si può anche provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il parassita usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato. Dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.

Presenza di piccoli animaletti biancastri sulla pianta

Se notate dei piccoli insettini mobili di colore bianco-giallastro-verdastri siete quasi sicuramente in presenza di afidi o come comunemente sono chiamati pidocchi. Osservateli con una lente di ingrandimento e confrontateli con la foto a lato, sono inconfondibili, non ci si può sbagliare.

Afidi delle piante

Rimedi: trattare la pianta con antiparassitari specifici facilmente reperibili da un buon vivaista.

CURIOSITA'

La Strelitzia è stata introdotta in Europa da Banks alla fine del 1700, curatore dell'Orto botanico di Kew Gardens (Royal Botanic Gardens di Kew) di Londra, e fu dedicata alla vedova di re Giorgio III, la regina Carlotta Sofia di Meclemburg-Strelitz da cui deriva sia il nome del genere che della specie.

In Italia fu introdotta per la prima volta nei giardini di villa Hambury nel 1912, creati da Thomas Hanbury (un londinese innamorato della costa ligure) e che si estendono, sul promontorio della Mortola, vicino alla frazione di Latte di Ventimiglia. Per molti anni rimase una pianta confinata a pochi amatori e agli orti botanici. Poi si andò via via diffondendo dapprima in Sicilia, dove si iniziò a coltivarla in piena terra e successivamente le aziende floricole la scoprirono e iniziarono la sua coltivazione a livello industriale (specialmente in Liguria) assumendo una posizione di primissimo piano nell'industria dei fiori recisi diventando preziosa quanto le orchidee.

La Strelitzia reginae è anche conosciuta come uccello del paradiso e nella sua zona d'origine, il Sudafrica, è così pregiata che presso alcune tribù viene usata solo per adornare la capanna del capo o dello stregone.

E' stata dipinta da molti pittori. Famoso è il quadro dell'artista Man Ray (Filadelfia, 1890 – Parigi, 1976), Incompreso (foto sotto).

Trovapiante