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"Contrariamente alle critiche lanciate e quelle prevedibili, la rivoluzione cucinaria futurista, si propone lo scopo alto nobile ed utile a tutti di modificare radicalmente l'alimentazione della nostra razza, fortificandola, dinamizzandola e spiritualizzandola con nuovissime vivande in cui l'esperienza, l'intelligenza e la fantasia sostituiscano economicamente la qualità, la banalità, la ripetizione e il costo. Questa nostra cucina futurista, regolata come il motore di un idrovolante per alte velocità, sembrerà ad alcuni tremebondi passatisti pazzesca e pericolosa: essa invece vuole finalmente creare un'armonia tra il palato degli uomini e la loro vita di oggi e di domani. Nasce con noi futuristi la prima cucina umana, cioè l'arte di alimentarsi (...)." Marinetti
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"(...) vi annuncio il prossimo lanciamento delle cucina futurista per il rinnovamento totale del sistema alimentare italiano, da rendere al più presto adatto alle necessità dei nuovi sforzi eroici e dinamici imposti dalla razza. La cucina futurista sarà liberata dalla vecchia ossessione del volume e del peso e avrà, per uno dei suoi principi, l'abolizione della pastasciutta. La pastasciutta, per quanto gradita al palato, è una vivanda passatista perchè appesantisce, abbrutisce, illude sulla sua capacità nutritiva, rende scettici, lenti, pessimisti. E' d'altra parte patriottico favorire in sostituzione il riso." Marinetti
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Abbiamo voluto iniziare questa rubrica con le stesse parole di Marinetti, il fondatore della cucina futurista che aveva poche e semplici regole:
- abolizione della pastasciutta,
assurda religione gastronomica italiana in quanto antivirile perchè uno stomaco appesantito non è mai favorevole alla sanità, all'agilità e alla freschezza
dell'intelletto e del fisico;
- abolizione del volume e del peso nel modo di concepire e valutare
un alimento;
- abolizione delle tradizionali miscele per l'esperimento di
tutte le nuove miscele, apparentemente assurde;
- abolizione del quotidianismo mediocrista nei piaceri del palato
e di tutti gli altri sensi che comporta: abolizione delle posate per moltissimi dei piatti preparati, l'uso dei profumi per favorire la degustazione;
l'uso della musica negli intervalli tra una vivanda ed un'altra per non distrarre il palato; l'abolizione del parlare a tavola; l'uso della poesia per
accendere con la loro intensità sensuale i sapori di una vivanda, stimolare la curiosità la sorpresa e la fantasia con la presentazione delle diverse
vivande; bocconi che contengano dieci- venti sapori diversi da gustare in pochi attimi; l'uso di strumenti scientifici (ozonizattori, apparecchi a raggi
ultravioletti, ecc.) per esaltare il sapore dei cibi;
- abolizione delle parole, degli usi, delle consuetudini che
ricordino, anche se pur vagamente, tutto ciò che non è italiano;
- abolizione delle dosi per preparare le vivande perchè
la dosatura deve eccitare la fantasia inventiva del cuoco e perchè un errore del cuoco può suggerire delle nuove vivande.
Un pranzo perfetto secondo i futuristi esige solo due cose:
- un'armonia originale della tavola (cristalleria, vasellame, addobbo);
- originalità assoluta delle vivande.
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