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CLASSIFICAZIONE
Regno: Animalia
Phylum: Arthropoda
Subphylum: Chelicerata
Classe: Arachnida
Subclasse: Acari
CARATTERISTICHE GENERALI
Gli Acari sono degli artropodi (dal greco "artros = articolazione" e "pos = piedi", animali invertebrati col corpo protetto da un dermoscheletro di natura chitinosa, diviso in segmenti e con appendici articolate) di piccolissime dimensioni (da pochi micron a qualche millimetro), forniti di quattro paia di zampe allo stato adulto.
Appartengono alla classe degli "Aracnidi" e pertanto non sono degli insetti (che al contrario appartengono alla classe degli "Insetti" e sono provvisti di soli tre paia di zampe allo stato adulto), come erroneamente si pensa.
Molte specie di Acari sono parassiti di animali (come ad esempio l'Acaro della scabbia) e di vegetali, che pungono con le appendici boccali, dette CHELICERI che unendosi e allungandosi formano un vero e proprio stiletto, svuotando poi le cellule del loro contenuto.
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Come conseguenza si formano soprattutto sulle foglie e sulle gemme, delle malformazioni e delle galle, nonchè ingrossamenti anomali dei peli provocati da sostanze emesse dall'acaro.
COME SI RIPRODUCONO
Negli acari i sessi sono separati e la maggioranza delle specie sono ovipare ma ci sono anche casi di viviparia e di ovoviviparia in certi acari zoofagi.
Le uova sono in genere bianche, opache, lisce o con sculture ma esistono anche casi di uova variamente colorate di rosso, arancio o verde.
Il ciclo è molto semplice: dall'uovo nasce la larva con sei zampe (tranne alcuni casi in cui ne troviamo 2) ed al massimo con tre stadi intermedi (pupe, ninfe o neanidi) per arrivare all'adulto.
CONDIZIONI CLIMATICHE FAVOREVOLI ALLO SVILUPPO
I cicli e le popolazioni di acari sono fortemente influenzate dai fattori climatici: sono favoriti dalle alte temperature; umidità relativa intorno al 60% (umidità più alta per diversi giorni deprime le popolazioni per la morte nel periodo della muta, rallentamento nell'ovideposizione e minore longevità); durante la stagione estiva sono fototropici positivi mentre durante l'inverno sono fototropici negativi (le femmine svernanti).
C'è da tenere presente che gli acari fitofagi hanno un tegumento sottile per cui sono poco protetti dalle condizioni climatiche conseguentemente si assiste spesso a vere e proprie migrazioni sulla pianta alla ricerca di microclimi più favorevoli (gemme o altri anfratti protetti) oppure in alcune specie la creazione di galle (malformazioni che creano nella pianta) dove proteggersi oppure ancora entrano in diapausa vale a dire in uno stadio particolare in cui entrano in quiescenza fino a quando le condizioni non saranno ritornate ottimali.
SINTOMI SULLE PIANTE DI UN ATTACCO
I sintomi più evidenti del loro attacco sono costituiti da clorosi e avvizzimento delle foglie; alcuni di essi, i Tetranichidi o "ragnetti", producono una tela biancastra che forma una massa farinosa o fioccosa come protezione delle uova, in genere sulla pagina inferiore delle foglie.
LOTTA
I fitofarmaci utilizzati nella lotta contro gli acari dannosi, detti appunto ACARICIDI, possono agire per contatto, per ingestione, per asfissia. Esistono anche formulati efficaci contro le uova. E' importante intervenire prima possibile, quando l'infestazione è ancora limitata.
Alcune specie di acari sono però utili all'uomo in quanto parassite di altri acari e insetti dannosi e come tali possono essere utilizzati nella lotta biologica a difesa delle piante di interesse agrario.
Fonti bibliografiche
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