elicriso.it - rivista sull'ambiente e sulla natura
venerdì 25 luglio 2014
  Skip Navigation Links
   Elicriso offerto in  
Testo normale Testo grande Testo molto grande
Skip Navigation LinksHome > Rubriche sugli animali > Rettili > Tartaruga marina
Rubriche sulle piante
Come coltivare e curare le piante
Le nostre amiche orchidee
Piante medicinali
Piante aromatiche
Conoscere le piante: come vivono e come sono fatte
I fiori di Bach
Il linguaggio dei fiori e delle piante
Come le donne famose della storia si facevano belle con le piante
Piante carnivore
Piante allucinogene
Piante tonificanti e afrodisiache
I principali nemici delle nostre piante
L'agronomo risponde
Epoca di raccolta e vendita della frutta italiana
Dizionario botanico
Rubriche sugli animali
Mammiferi
Uccelli
Rettili
Cobra reale
Serpente a sonagli
Tartaruga marina
Anfibi
Pesci
Echinodermi
Cefalopodi
Suoni emessi dagli animali
Altre rubriche
News ambientali
Geologia e ambiente
Clima e ambiente
Mitologia e ambiente
Agricoltura e ambiente
Geologia e biologia marina
Quando l'uomo diventerà un essere umano?
Energie rinnovabili
Diritto ambientale
Directory
La natura in cucina
Conservazione delle specie e dell'ambiente
Natura, usi, costumi del sud America
Arte e ambiente
Aree protette
Musica e ambiente
Tutto ciò che dobbiamo sapere sugli incendi
Quattro risate in compagnia ed altro
L'angolo della Sardina
Le nostre vignette
Video
Foto natura
Recensioni
Spazio aperto ai lettori
Pubblicazione foto dei nostri amici animali
Racconti di viaggio
Gli articoli dei lettori
Vecchi siti geologici
Forum
Toru Iwaya
Toru Iwaya
ANIMALI
CARETTA CARETTA

ovvero

TARTARUGA MARINA COMUNE


Tartaruga marina, Caretta caretta, famiglia Cheloniidae
Foto tratta da Georgia Department of Natural Resources
In questo articolo:
Classificazione Dati generali Habitat e distribuzione geografica Carattere, comportamento e vita sociale Caratteristiche fisiche Comunicazione Abitudini alimentari Riproduzione e crescita dei piccoli Predazione Stato della popolazione Importanza sociale ed economica Curiosità
CLASSIFICAZIONE

Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Subphylum: Vertebrata
Classe: Reptilia
Ordine: Testudines
Famiglia: Cheloniidae
Genere: Caretta
Specie: Caretta caretta
Nome comune: Tartaruga marina o testuggine

DATI GENERALI

Lunghezza del corpo 80 - 140 cm
Peso 100 - 160 kg
Durata della vita

30-60 anni (stima) - non si hanno dati sufficienti

Maturità sessuale intorno ai 16-17 anni

HABITAT E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

La specie Caretta caretta della famiglia Cheloniidae, è la tartaruga marina comune d'acqua salata, diffusa nei mari e negli oceani temperati e tropicali di tutto il mondo, compreso il Mar Mediterraneo. Si ritrova anche nelle barriere coralline, nelle lagune salmastre ed anche nelle foci dei fiumi.

CARATTERE, COMPORTAMENTO E VITA SOCIALE

La tartaruga marina è un rettile che ama il caldo pertanto compie vere e proprie migrazioni spostandosi verso le acque tropicali e subtropicali durante la stagione fredda: temperature al di sotto dei 10°C sono letargiche e provocherebbero una sorta di "catalessi" e la tartaruga galleggerebbe in superficie; al di sotto di questa temperatura potrebbe anche morire.

Un individuo può compiere anche 5000 km (circa) per sfuggire alle acque fredde invernali, sfruttando le correnti oceaniche.

I giovani e gli adulti si trovano spesso lungo le coste preferendo i fondali rocciosi piuttosto che sabbiosi.

CARATTERISTICHE FISICHE

Le tartarughe C. caretta sono le più grandi tartarughe viventi sul nostro pianeta. Come abbiamo detto si trovano nelle acque di tutto il mondo e si è osservato che quelle che vivono nei mari hanno delle dimensioni più piccole rispetto a quelle che vivono negli oceani.

Tutto il corpo è protetto da una corazza e lo scudo dorsale, leggermente a forma di cuore, viene chiamato carapace, formato da cinque coppie di placche cornee (dette scudi) di colore rosso marrone e verde, fuse insieme a formare i caratteristici solchi.

Sono provviste di due paia di zampe trasformate in pinne che servono per nuotare e nei maschi ogni zampa anteriore è provvista di un artiglio ricurvo che viene utilizzato durante l'accoppiamento.

La testa è molto grande con potenti mascelle. Le tartarughe C. caretta non possiedono denti ma sporgenze taglienti sul becco che sono usate per triturare il cibo.

In prossimità degli occhi sono presenti delle ghiandole particolari che servono per eliminare il sale dall'acqua marina per poterla bere. Spesso si sente dire dalle persone che, osservando la C. caretta mentre nidifica, la vede "piangere": in realtà sta solo espellendo il sale in eccesso dall'acqua.

Sono in grado di trattenere il respiro per lunghissimi periodi di tempo, anche delle ore anche se in genere, un'immersione tipica, dura 5-20 minuti.

I maschi si distinguono dalle femmina sia perchè la pelle ha una colorazione più marrone e la testa è più gialla rispetto alle femmine sia perchè hanno una lunga coda che si sviluppa quando raggiungono la maturità sessuale.

Alcuni studiosi considerano due sottospecie: la C. caretta gigas del Pacifico e dell'Oceano Indiano e la C. Caretta caretta dell' Atlantico che differiscono tra loro per le diverse caratteristiche del carapace ma molti studiosi non concordano con questa classificazione.

COMUNICAZIONE

Non si sa molto su come queste tartarughe marine comunichino tra loro. Sembrerebbe che il corteggiamento dipenda soprattutto dalla vista e dal tatto anche se alcuni studiosi suggeriscono che potrebbe dipendere anche da alcune ghiandole che secernano particolari odori.

ABITUDINI ALIMENTARI

Per quanto riguarda le abitudini alimentari le tartarughe C. caretta sono prevalentemente carnivore anche se possono mangiare alghe e piante acquatiche, il che le rende praticamente onnivore.

Le loro possenti mascelle le rende in grado di frantumare senza problemi i gusci duri dei granchi, dei ricci di mare, dei bivalvi ma più frequentemente mangiano spugne, meduse, insetti, cefalopodi, gamberetti, pesce e uova di pesce.

RIPRODUZIONE E CRESCITA DEL PICCOLI

Le C. caretta depongono le uova nella sabbia, nelle spiagge soleggiate e non troppo lontano dal mare in quanto i piccoli quando nascono devono dirigersi subito verso il mare.

Poco prima della stagione riproduttiva (inizio del periodo estivo) il maschio della C. caretta migra verso le spiagge dove avverrà la nidificazione e si ferma al largo in attesa delle femmine. Una volta che le femmine arrivano, i maschi iniziano il corteggiamento. Le femmine possono rifiutare il maschio conseguentemente si riparano verso il fondo del mare. Il maschio però le attende pazientemente in superficie quando ritornano a galla per respirare e fa un nuovo tentativo.

L'accoppiamento può durare anche molte ore ed il maschio rimane attaccato alla femmina grazie agli artigli delle zampe anteriori. Durante questo lungo periodo il maschio di tartaruga può essere scacciato da altri maschi per prendere il suo posto infatti non è infrequente che in una singola nidiata possano esserci uova fecondate da maschi diversi.

La femmina durante la stagione riproduttiva si alterna diverse volte nella deposizione delle uova in pratica si accoppia, va nella spiaggia a deporre le uova e poi ritorna ad accoppiarsi e questo ogni 12-14 gg durante la stagione riproduttiva, all'incirca 2-5 volte, che corrisponde quindi a 2-5 nidi per tartaruga.

Ogni nido di tartaruga contiene 110 - 130 uova.

Il tempo di incubazione delle uova dipende dalla temperatura nel nido (influenzata dalle condizioni climatiche e dalla posizione dell'uovo all'interno del nido): circa 65-70 gg a basse temperature (intorno ai 25°C); circa 45 gg a temperature più alte (circa 35°C).

Come molto altri rettili nella tartaruga C. caretta il sesso dei nascituri è determinato dalla temperatura esterna delle uova e non c'è una regola fissa vale a dire che varia da zona a zona. Ad esempio si è osservato che in Sud Africa la temperatura alla quale si formeranno 50% maschi e 50% femmine deve essere compresa fra 28-30°C infatti temperature più basse (24-26°C) tendono a produrre solo maschi mentre temperature più alte (32-34°C) tendono a produrre solo femmine. In pratica si produrrà testosterone od estrogeni a seconda della temperatura. Al di fuori di queste oscillazioni termiche le uova non sono vitali.

Una volta che le uova si schiudono le piccole tartarughe si dirigono verso il mare.

Non si sa con precisione come le piccole tartarughe C. caretta appena nate, riescano ad orientarsi (in genere le uova si schiudono di notte) verso il mare: si è ipotizzato che forse distinguano l'orizzonte o l'inclinazi0ne della spiaggia. Qualunque sia la motivazione sembra comunque certo che una volta in acqua utilizzino segnali chimici e magnetici per orientarsi.

Normalmente tendono a ritornare ogni anno nella stessa spiaggia in cui sono nate.

PREDAZIONE

Le tartarughe marine adulte in pratica non hanno predatori se si fa eccezione per gli squali che qualche volta le aggrediscono e l'uomo. In realtà chi viene predato sono le piccole larve e le uova che hanno in tasso di mortalità dell'80% negli Stati Uniti mentre in Australia è stato calcolato anche del 90-95% a causa di procioni e volpi ma anche da parte di granchi, uccelli e pesci.

STATO DELLA POPOLAZIONE

La Caretta caretta è classificata nella Red list dell'IUNC tra gli animali ad altissimo rischio di estinzione ENDANGERED (EN).

Le motivazioni sono diverse: la cattura accidentale di queste tartarughe da parte dell'uomo con le reti da pesca; lo sfruttamente degli adulti e delle uova nell'alimentazione umana; la distruzione dei loro habitat di riproduzione da parte dell'uomo sia con le costruzioni che indirettamente con l'inquinamento acustico (i rumori delle barche le disturbano durante la nidificazione), chimico (pesticidi, prodotti petroliferi, ecc) , luminoso (le luci delle città disorientano i piccoli nella loro corsa verso il mare). Inoltre da non trascurare il riscaldamento globale che alterando le temperature, altera il sesso dei nascituri con gravi squilibri nella popolazione.

Tutto questo ha portato che le C. caretta sono specie protette da vari trattati e accordi internazionali, nonché ogni stato ha le sue leggi nazionali.

Sono tartarughe citate nell'Appendice I del CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) come specie in pericolo di estinzione (Cheloniidae spp) e per la quale tutti gli scambi commerciali sono vietati. Sono inoltre elencati negli allegati I e II della Convenzione sulle specie migratorie del CMS (Convention on Migratory Specie).

IMPORTANZA SOCIALE, ECONOMICA E NELL'ECOSISTEMA

La tartaruga C. caretta è un animale fondamentale nell'ecosistema tanto che da molti studiosi è chiamata la "chiave di volta" questo perchè si nutre di numerosi invertebrati i cui gusci vengono spezzati dalle sue potenti mascelle che diventano poi nutrimento di numerosi altri animali come ricca fonte di calcio; le sue uova che rappresentano il nutrimento di un gran numero di specie; il suo carapace che rappresenta una tana numerosissime specie di animali.

Anche per l'uomo la C. caretta è importante per stimolare l'ecoturismo.

CURIOSITA'

Le tartarughe marine sono animali molto antichi ed il loro aspetto è rimasto invariato da milioni di anni.

Vendita opere di Toru Iwaya
Dedicato a Pio Petrocchi
Contatti Perchè Elicriso Links Redazione Privacy
Copyright© 2000-2014 Elicriso.it - Note legali