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ANNAFFIATURA ED UMIDITA' DELLE ORCHIDEE annaffiatura delle orchidee
Sophronitis acoensis
(Per gentile concessione di Adelindo Giuliani)

Per comprendere quanto un ambiente appropriato sia fondamentale per la sanità delle nostre piante bisogna sempre pensare al loro luogo di origine. Le orchidee sono originarie per lo più dei Paesi tropicali e quindi di come annaffiare le orchideeambienti molto caldi e molto umidi dove le uniche stagioni sono la stagione secca e quella delle piogge. Nel loro ambiente naturale si sono adattate a questo clima vegetando durante la stagione delle piogge ed entrando in riposo vegetativo durante i periodi di siccità usufruendo in questo periodo solo della rugiada mattutina e nutrendosi con le riserve che hanno accumulato durante la stagione delle piogge.

Lo stesso ciclo di vita viene seguito anche nei nostri climi. Infatti ci accorgiamo che la pianta si sta risvegliando quando notiamo la crescita di nuovi germogli; i vecchi pseudobulbi avvizziscono perchè le loro riserve nutritive sono utilizzate per la sopravvivenza dei nuovi germogli fino a quando non saranno cresciuti abbastanza da essere autonomi. Durante questo periodo la pianta va mantenuta abbastanza asciutta per evitare la marcescenza dei giovani germogli e non ha bisogno di concimazione.

Quando si saranno sviluppate le radici e avranno aderito al substrato, bisogna riprendere sia le irrigazioni che le concimazioni avendo cura di apportare discreti quantitativi di Azoto che favoriscono la crescita e questo fino a quando il nuovo pseudobulbo non si sarà formato e sarà bello turgido.

A questo punto, le bagnature dovranno diminuire e si dovrà cambiare il tipo di concimazione utilizzando una miscela bilanciata in parti uguali. Dopo di che la pianta rientra in riposo vegetativo e si ricomincia.

come innaffiarlePer una buona riuscita della coltivazione delle orchidee il segreto è fermarsi ogni giorno qualche minuto ed osservarle con attenzione. Pensate a loro come ad una persona che ha esigenze non solo nutrizionali ma anche ambientali diverse a seconda dell'età. Se avrete cura di osservarla durante la sua crescita, vi assicurerete una pianta che vi ricambierà con uno spettacolo che solo la natura può donarvi.

Fatta questa premessa teniamo presente che è molto importante creare attorno alla pianta un microclima adatto. Un'idea è quella di mettere attorno all'orchidea delle altre piante che aiuterà l'orchidea ad avere un ambiente più idoneo (secondo alcuni pare che non gradiscano la compagnia del Ficus).

Per creare un buon microclima si deve spruzzare dell'acqua intorno alla pianta e sopra le foglie due volte al giorno (evitare di bagnare i fiori che potrebbero macchiarsi) ma avendo cura di far si che la pianta non resti bagnata la notte e che non ristagni all'ascella delle foglie perchè questo potrebbe far insorgere malattie parassitarie.

La pianta non va nebulizzata nelle ore più calde della giornata infatti in quelle ore i pori sono molto aperti e l'acqua rappresenta un veicolo ideale per l'attacco di microorganismi patogeni.

Un altro accorgimento è quello di posare il vaso che contiene l'orchidea su un sottovaso (o altro recipiente) nel quale sarà presente dell'argilla espansa o della ghiaia nel quale terrete sempre un filo d'acqua. In questo modo le radici dell' orchidea non entreranno in contatto con l'acqua che evaporando garantirà un ambiente umido intorno alla pianta.

bagnare le orchidee



Per quanto riguarda le annaffiature vere e proprie vale la regola generale: le orchidee epifite vanno irrigate solo una volta alla settimana mentre quelle terrestri due volte. Attenzione agli eccessi che provocano marciume. Sono infatti morte più orchidee per eccesso d'acqua che per serie malattie.

Avrete fatto caso che quando compriamo un'orchidea, sempre sistemata in un vasetto molto piccolo, si trovano pezzetti di ogni sorta: cortecce, gommapiuma, polistirolo, spugna, fibra di cocco e quant'altro la nostra fantasia possa immaginare. Bene non sono li a caso o per "risparmiare" sul terriccio. Sono per evitare i ristagni d'acqua e contemporaneamente mantenere un ambiente costantemente umido.
Il modo migliore per annaffiare la nostra orchidea è immergere il vaso in acqua (con le caratteristiche specificate sopra) per circa venti/trenta minuti, dopo di che, lasciarla sgocciolare per bene per un'oretta buona se possibile appendendo la pianta in modo da assicurarci che tutta l'acqua sia andata via.

E' necessario che l'acqua non contenga Cloro e non sia un'acqua dura vale a dire ricca di Carbonato di Calcio e di Magnesio e sia distribuita a temperatura ambiente. Sarebbe preferibile utilizzare acqua piovana o se non disponibile, demineralizzata (ad esempio l'acqua dei condizionatori andrebbe benissimo).
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