elicriso.it - rivista sull'ambiente e sulla natura
martedì 22 luglio 2014
  Skip Navigation Links
   Elicriso offerto in  
Testo normale Testo grande Testo molto grande
Rubriche sulle piante
Come coltivare e curare le piante
Le nostre amiche orchidee
Piante medicinali
Piante aromatiche
Conoscere le piante: come vivono e come sono fatte
I fiori di Bach
Il linguaggio dei fiori e delle piante
Come le donne famose della storia si facevano belle con le piante
Piante carnivore
Piante allucinogene
Piante tonificanti e afrodisiache
I principali nemici delle nostre piante
L'agronomo risponde
Epoca di raccolta e vendita della frutta italiana
Dizionario botanico
Rubriche sugli animali
Mammiferi
Uccelli
Rettili
Anfibi
Pesci
Echinodermi
Cefalopodi
Suoni emessi dagli animali
Altre rubriche
News ambientali
Geologia e ambiente
Clima e ambiente
Mitologia e ambiente
Mito di Perseo
Mito di Narciso
Mito di Dafne
Mito di Aracne
Mito di Demetra e Persefone
Mito di Scilla e Cariddi
Mito di Io
Mito di Orfeo ed Euridice
Mito di Pan
Mito di Teseo ed Arianna, del Minotauro e Minosse
Mito di Dedalo e Icaro
Mito di Acheloo, Eracle e Deianira
Mito della nascita del mondo (regno di Urano e regno di Crono)
Mito della nascita del mondo (regno di Zeus)
Mito della nascita del primo uomo e della prima donna
Mito di Asclepio (Esculapio) il padre della medicina
Mito del diluvio universale
Mito della creazione dell'olivo e del cavallo
Mito di Sisifo
Mito di Mida
Mito di Edipo
Mito di Dioniso
L’ambiente pagano slavo-russo
Abbondanza
Ade
Afrodite
Apollo
Ares
Arpie
Artemide
Ate
Atena
Atlante
Centauri
Chimera
Chirone
Ciclopi
Crono
Demetra
Dioniso
Ecate
Efesto
Elios
Era
Erinni
Eris
Ermes
Eros
Estia
Gea
Metis
Ninfe
Oceano
Pan
Persefone
Pluto
Poseidone
Rea
Teti
Tifeo
Titani
Urano
Zeus
Bibliografia
Agricoltura e ambiente
Geologia e biologia marina
Quando l'uomo diventerà un essere umano?
Energie rinnovabili
Diritto ambientale
Directory
La natura in cucina
Conservazione delle specie e dell'ambiente
Natura, usi, costumi del sud America
Arte e ambiente
Aree protette
Musica e ambiente
Tutto ciò che dobbiamo sapere sugli incendi
Quattro risate in compagnia ed altro
L'angolo della Sardina
Le nostre vignette
Video
Foto natura
Recensioni
Spazio aperto ai lettori
Pubblicazione foto dei nostri amici animali
Racconti di viaggio
Gli articoli dei lettori
Vecchi siti geologici
Forum
Il regno delle Orchidee
Il regno delle Orchidee
MITOLOGIA E AMBIENTE
MITO DI
ARACNE
Aracne - Mito di Aracne
Particolare di illustrazione di Gustave Doré (1832 - 1883), Divina commedia, Purgatorio, canto XII

Aracne, figlia del tintore Idmone, era una fanciulla che viveva nella città di Colofone, nella Lidia, famosa per la sua porpora. Era molto conosciuta per la sua abilità di tessitrice e ricamatrice in quanto le sue tele erano considerate un dono del cielo tanto erano piene di grazia e delicatezza e le persone arrivavano da ogni parte del regno per ammirarle.

Aracne era molto orgogliosa della sua bravura tanto che un giorno ebbe l'imprudenza di affermare che neanche l'abile Atena, anche lei famosa per la sua abilità di tessitrice, sarebbe stata in grado di competere con lei tanto che ebbe l'audacia di sfidare la stessa dea in una pubblica gara.

Aracne - Trionfo di Minerva, >Francesco del Cossa (1435 - 1478), Palazzo Schifanoia, Ferrara (Italia)
Francesco del Cossa (1435 - 1478) , "Trionfo di Minerva", Affresco, Palazzo Schifanoia, Ferrara (Italia)

Atena, non appena apprese la notizia, fu sopraffatta dall'ira e si presentò ad Aracne sotto le spoglie di una vecchia suggerendo alla stessa di ritirare la sfida e di accontentarsi di essere la migliore tessitrice tra i mortali. Per tutta risposta Aracne disse che se la dea non accettava la sfida era perchè non aveva il coraggio di competere con lei. A quel punto Atena si rivelò in tutta la sua grandezza e dichiarò aperta la sfida.

Una di fronte all'altra Atena e Aracne iniziarono a tessere le loro tele e via via che le matasse si dipanavano apparivano le scene che le stesse avevano deciso di rappresentare: nella tela di Atena erano rappresentate le grandi imprese compiute dalla dea e i poteri divini che le erano propri; Aracne invece, raffigurava gli amori di alcuni dei, le loro colpe e i loro inganni.

Quando le tele furono completate e messe l'una di fronte all'altra, la stessa Atena dovette ammettere che il lavoro della sua rivale non aveva eguali: i personaggi che erano rappresentati sembrava che balzassero fuori dalla tela per compiere le imprese rappresentate. Atena, non tollerando l'evidente sconfitta, afferrò la tela della rivale riducendola in mille pezzi e tenendo stretta la spola nella mano, iniziò a colpire la sua rivale fino a farla sanguinare.

Aracne, illustrazione di Gustave Doré
Illustrazione di Gustave Doré é (1832 - 1883), Divina commedia, Purgatorio, canto XII

Aracne, sconvolta dalla reazione della dea, scappò via e tentò di suicidarsi cercando di impiccarsi a un albero. Ma Atena, pensando che quello fosse un castigo troppo blando, decise di condannare Aracne a tessere per il resto dei suoi giorni e a dondolare dallo stesso albero dal quale voleva uccidersi ma non avrebbe più filato con le mani ma con la bocca perchè fu trasformata in un gigantesco ragno.

Racconta Ovidio (Metamorfosi, IV, 23 e segg.): " (...) Accetta Minerva la sfida ... la dea dai biondi capelli si corrucciò del felice successo e stracciò la trapunta tela che scopre le colpe dei numi e colpì con la spola di citoriaco bosso più volte la fronte di Aracne. Non lo patì l'infelice: furente si strinse la gola con un capestro e restò penzoloni. Atena, commossa, la liberò, ma le disse: - Pur vivi o malvagia, e pendendo com'ora pendi. E perchè ti tormenti nel tempo futuro, per la tua stirpe continui il castigo e pei tardi nepoti -. Poscia partendo la spruzza con sughi di magiche erbette: subito il crime toccato dal medicamento funesto cadde e col crine le caddero il naso e gli orecchi: divenne piccolo il capo e per tutte le membra si rimpicciolisce: l'esili dita s'attaccano, invece dei piedi, nei fianchi: ventre è quel tanto che resta, da cui vien traendo gli stami e, trasformata in un ragno, contesse la tela di un tempo" .

Dipinto di Arache, Paolo Veronese (1528 - 1588), palazzo Ducale, Venezia (Italia)
Paolo Veronese (1528 - 1588), Aracne, Palazzo Ducale, Venezia (Italia)

Scrive Dante Alighieri (Purgatorio, XII, 43-45):
O folle Aragne, sì vedea io te
Già mezza ragna, trista in su li stracci
De l'opera che mal per te si fé
.

Ancor oggi, quando si vede un ragno tessere la sua tela, si ripensa alla sorte toccata alla tessitrice della Lidia condannata per il resto della sua vita a quel triste destino perchè aveva osato essere più abile di una dea.

Ragnatela con ragno
Vendita opere di Toru Iwaya
Dedicato a Pio Petrocchi
Contatti Perchè Elicriso Links Redazione Privacy
Copyright© 2000-2014 Elicriso.it - Note legali