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giovedì 29 luglio 2010
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ANIMALI
ELEFANTE AFRICANO
In questo articolo:
Classificazione Dati generali Habitat e distribuzione geografica Carattere, comportamento e vita sociale Caratteristiche fisiche Comunicazione Abitudini alimentari Riproduzione e crescita dei piccoli Predazione Stato della popolazione Importanza sociale ed economica Curiosità
CLASSIFICAZIONE

Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Subphylum: Vertebrata
Classe: Mammalia
Ordine: Proboscidea
Famiglia: Elephantidae
Genere: Loxodonta
Specie: Loxodonta africana (Elefante africano)

Subspecie:
Loxodonta africana cyclotis (Elefante africano di foresta)
Subspecie: Loxodonta africana africana (Elefante africano del deserto)

Nome comune:
Elefante africano



DATI GENERALI

Lunghezza del corpo femmina: 3,3 m dalla testa all'estremità della coda
maschio: 4 m dalla testa all'estremità della coda 
Altezza al garrese (1) femmina: 2,5 - 3,0 m 
maschio: 4,0 - 4,5  m
Peso  fino a 6000 kg
Durata della vita

60 - 80 anni

Maturità sessuale 10 - 12 anni

HABITAT  E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

L'elefante africano, un tempo diffuso in  37 paesi dell'Africa sub-sahariana, oggi lo si ritrova solo in alcune zone con un 30% della sua popolazione ristretto a poche aree protette. Il sua aerale va dal sud del Sahara fino alla punta più meridionale dell'Africa tra l'Oceano Atlantico e l'Oceano Indiano.

Le due sottospecie attualmente riconosciute sono Loxodonta africana cyclotis (Elefante africano di foresta) e Loxodonta africana africana (Elefante africano del deserto) che differiscono tra loro per la loro ubicazione geografica, per il peso e la lunghezza delle zanne. Il primo vive prevalentemente nelle foreste pluviali ha zanne più slanciate ed è più piccolo mentre il secondo vive nel deserto e nelle praterie. Secondo alcuni studiosi si tratterrebbe di due specie distinte anzichè di due sottospecie.

 

CARATTERE, COMPORTAMENTO  E VITA SOCIALE

Le femmine dell' elefante africano vivono in branchi formati da 9-11 femmine, in genere imparentate tra loro (sorelle), ed  il loro piccoli. All'interno del gruppo viene stabilita una gerarchia: la femmina più anziana è la matriarca, sulla cui esperienza ed autorità tutte fanno affidamento.

In genere il branco è formato solo da femmine ma possono essere presenti anche i piccoli maschi che non abbiano ancora raggiunto la maturità sessuale (intorno ai 10 anni).

La matriarca rimane al comando per tutta la vita e viene sostituita solo quando oramai vecchia non ce la fa più e a quale punto la più anziana dopo di lei prende il comando e lei viene abbandonata a se stessa.

Gli elefanti isolati sono i maschi che si riuniscono in gruppo solo temporaneamente per una qualche necessità ma normalmente vivono soli.

In genere i gruppi famigliari che vivono in una stessa area sono tutti imparentati tra loro.

Sono animali nomadi che seguono il ritmo delle stagioni spostandosi ora in una zona ora in un'altra a seconda delle maggiori disponibilità di cibo.

Durante la stagione secca, quindi con poche disponibilità d'acqua, diversi gruppi si possono riunire tutti assieme intorno ad un'unica pozza d'acqua.

Il branco è molto ben organizzato ad esempio con veri e propri turni di guardia per lasciare riposare soprattutto le madri (gli elefanti dormano o in piedi o sdraiati su di un fianco)  mentre alcune fanno la guardia e controllano i piccoli.

Quando un predatore di avvicina al branco i piccoli vengono fatti sistemare al centro e tutte le altre femmine si sistermano in circolo per proteggerli creando una barriera impenetrabile per qualunque predatore.

Gli elefanti amano rotolarsi nel fango con il quale si ricoprono tutto il corpo per proteggersi dal sole e dai parassiti.

CARATTERISTICHE FISICHE

L'elefante africano è un enorme pachiderma molto pesante tanto da essere l'animale più pesante della terra ed il secondo più alto.

Sono caratterizzati da dimorfismo sessuale in quanto il maschio è notevolmente più grande della femmina.

Il corpo è di colore grigio scuro-marrone e provvisto di peli sparsi che vengono persi con gli anni. La pelle è spessa da 2,0 a 4,0 cm.

Hanno orecchie molto grandi (sono di circa 1,2 m di diametro) e molto vascolarizzate che l'elefante agita per disperdere il calore.

L'elefante africano è provvisto di un naso che è trasformato in una lunga proboscide molto flessibile che si origina dal labbro superiore. E' lunga circa 1,5 m e pesa da sola circa 135 kg. La proboscide viene utilizzata sia per sollevare pesi che per fare operazioni di precisione con le due narici prensili particolarmente sensibili. Oltre ciò viene anche utilizzata per nutrirsi, per percepire gli odori, per barrire e per bagnarsi.

Ai lati della proboscide sono presente due zanne di avorio che altro non sono che gli incisivi particolarmente sviluppati, che crescono continuamente e sono utilizzate dall'elefante per lacerare le cortecce degli alberi, per scavare o come elementi di offesa/difesa. Il resto dei denti è formato da quattro molari che sono sostituiti tre volte nel corso della vita dell'elefante.

Le zampe nella parte terminale sono provviste di uno spesso cuscinetto di grasso che serve all'animale come ammortizzatore per sostenere il grande peso.

Una particolarità tipica dell'elefante africano è che le mammelle si trovano nel petto anzichè nel ventre, cosa abbastanza rara nei mammiferi a quattro zampe.

Gli elefanti africani sono tra i mammiferi più longevi, avendo una vita che dura mediamente 70 anni.

COMUNICAZIONE

Gli elefanti africani sono animali che comunicano molto tra loro. Usano il tatto: ad esempio intrecciano le proboscidi tra loro in segno di saluto o si tastano tra loro o barriscono.

ABITUDINI ALIMENTARI

L'elefante africano è un animale erbivoro. Quando c'è abbondanza di cibo si nutre di piante erbacee (dai 100 ai 300 kg al giorno e beve fino a 200 l d'acqua al giorno), frutta,   mentre durante la stagione secca si nutre di foglie, di corteccia e di piccoli arbusti.

In genere non mangiano le piante che crescono nelle zone paludose in quanto molto povere di nutrimento. Solo gli animali vecchi e con problemi di denti si nutrono di questa vegetazione perchè più tenera.

RIPRODUZIONE E CRESCITA DEL PICCOLI

L'elefante africano non ha una precisa stagione riproduttiva in quanto la femmina è fertile ogni due mesi per circa due giorni. Il maschio quando trova una femmina in calore diventa molto aggressivo e combatte strenuamente con gli altri maschi per assicurarsi i favori della femmina e in questi casi è sempre il più grosso e con le zanne più lunghe che riesce ad avere la meglio.

Pur non essendoci una stagione degli amori il periodo delle piogge è quello con un tasso di riproduzione più elevato rispetto ai periodi secchi grazie alla maggiore abbondanza di cibo.

La gestazione è molto lunga, 22 mesi (quasi due anni) ed i piccoli alla nascita pesano circa 120-130 kg. Essendo piccoli ed indifesi sono spesso preda dei grandi predatori quali i leoni e nonostante siano protetti da tutto il gruppo, solo 1 piccolo su 3 riesce a raggiungere l'età adulta. Praticamente da appena nati sono in grado di camminare e di seguire la madre

Le femmine partoriscono mediamente ogni 4 anni ed il piccolo viene svezzato solo pochi mesi prima della nascita del successivo elefantino.

Il piccolo viene allevato e protetto da tutto il branco ed in genere le femmine restano con il branco nel quale sono nate per tutto il resto della loro vita mentre i maschi, una volta raggiunta la maturtà sessuale, lasciano il branco (all'età di 10 - 12 anni).

PREDAZIONE

L'elefante africano adulto date le sue enormi dimensioni in pratica non ha predatori, se si esclude l'uomo. I piccoli possono essere preda dei leoni e delle iene anche se sono quasi sempre molto ben protetti dal branco.

La principale minaccia per gli elefanti africani è sempre stata l'uomo che l'ha pesantemente cacciato per ricavare l'avorio delle sue zanne dal quale ottiene gioielli ed altri oggetti ed anche per la sua carne.

STATO DELLA POPOLAZIONE

L'elefante africano è classificato nella Red list dell'IUNC tra gli animali prossimi alla minaccia di estinzione NEAR THREATENED (NT). 

Anche se oggi la caccia dell'elefante è pressochè vietata in tutti i paesi del mondo la principale minaccia alla sua estinzione sta diventando la frammentazione del suo habitat, causata dall'avanzare dell'urbanizzazione.

L'elefante africano è elencate nell'appendice I CITES dal 1989, ma per alcuni stati è stato inserito nell'Appendice II, con annotazioni specifiche: Botswana, Namibia, Sudafrica e Zimbabwe.

L'elefante africano gode di diversi gradi di tutela giuridica in tutti gli Stati dove è presente anche se il 70% della sua popolazione vive in aree non protette.

Alcuni paesi africani (Botswana, Camerun, Gabon, Mozambico, Namibia, Sud Africa, Tanzania e Zimbabwe) consentono la caccia sportiva dell'elefante ed il CITES gli permette l'esportazione dei trofei.

IMPORTANZA SOCIALE, ECONOMICA E NELL'ECOSISTEMA

L'elefante africano è una delle poche specie che è in grado di modificare sensibilmente l'ecosistema nel quale vive: sradica alberi per nutrirsene buttando giù interi boschi;  scava nei letti dei fiumi alla ricerca di acqua modificandone anche il percorso naturale; ingrandisce grotte mano mano che si nutre di sale. Inoltre essendo un grande camminatore contribuisce alla dispersione di numerose essenze vegetali (con le feci disperdono i semi). 

CURIOSITA'

Oltre la genere Loxodonta che comprende gli elefanti africani esiste il genere Elephas che comprende l'elefante asiatico. Le differenze sostanziali tra i due generi sono: l'elefante asiatico ha il dorso arcuato rispetto a quello  africano che rimane concavo; quello asiatico è di dimensioni molto più piccole; le femmine dell'elefante asiatico hanno le zanne e le orecchie molto più piccole rispetto a quelle dell'africano; l'elefante africano ha due appendici nella punta della proboscide mentre quello asiatico ne ha solo una.


Elefante africano 

Elefante asiatico (2) 

Vi proponiamo adesso questo video che mette in evidenza la proverbiale memoria degli elefanti.

Note

(1) Garrese: regione del corpo dei quadrupedi compresa tra il bordo superiore dell'incollatura e il dorso e sovrastante le spalle, in pratica la zona più alta del corpo (esclusa la testa).

(2) Immagine non soggetta a Copyright.

Dedicato a Pio Petrocchi
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