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giovedì 29 luglio 2010
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PIANTE CARNIVORE

NEPENTHES

Le Nepenthes sono piante carnivore che catturano le loro prede mediante meccanismi di ASCIDI O SIMILI derivanti dalla modificazione di alcune foglie.

Il lembo delle foglie modificate perde, in tutto o in parte, la sua forma per diventare una trappola che assume la funzione di catturare le piccole prede animali.

Le prede vengono attirate in vario modo (con i colori, con il nettare, ecc) e restano intrappolate nell'ascidio. A quel punto si attivano dei dispositivi atti a dissolverle e ad assorbirne gli elementi che ne derivano.

In genere gli Ascidi sono ripieni d'acqua ed il dispositivo che determina la morte e la decomposizione della preda ha un'importanza secondaria (tipico esempio e' la Sarracenia e la Darlingtonia) in quanto molto spesso sia la morte che la decomposizione delle prede avviene ad opera della microflora batterica normalmente presente in queste strutture e non grazie ad enzimi secreti dalla pianta ma per la secrezione di acidi da parte dei batteri acido-resistenti che esse contengono.

Nelle tipiche piante carnivore non si ha una simbiosi con i batteri e la digestione della preda, che e' sempre extracellulare, si ha grazie alla secrezione di enzimi proteolitici animali (pepsine, tripsine) associate per lo piu' alla secrezione di acidi (acido formico).

In alcune piante carnivore la secrezione degli acidi e degli enzimi e' continua mentre in altre la secrezione si ha solo sotto lo stimolo della presenza della preda.

Le Nepenthes (famiglia Nepentaceae) sono originarie delle foreste equatoriali del Madagascar, dell'Indo Malesia, e dell'Australia al quale appartengono sessanta specie dai colori e forme molto particolari.

In questo caso l'ascidio e' a forma di brocca e pende da ogni foglia. Queste piante si presentano pertanto con foglie normali che alla loro estremita' hanno una sorta di bicchiere che pende.

Sono piante che possono raggiungere dimensioni ragguardevoli con ascidi che possono avere una capienza anche di due litri ed in natura spesso sono epifite vale a dire che posseggono solo radici aeree e crescono fissate agli alberi o sui detriti vegetali che utilizzano come supporto. Le vittime, attirate da una sostanza zuccherina, si appoggiamo sull'ascidio e scivolano sulle pareti interne dell'ascidio finendo all'interno dello stesso dove si trovano delle ghiandole che producono speciali enzimi per la digestione della preda.

Per quanto riguarda le SPECIE più diffuse ne esistono circa 80 che vengono suddivise in due grandi gruppi:

  • lowland: specie di pianura che crescono a temperature calde ed in ambienti molto umidi sia di giorno che di notte 
  • highland: sono le nepenthes che crescono invece ad alta quota. Il loro luogo di origine sono le montagne asiatiche e le condizioni climatiche sono caldo di giorno e freddo la notte, quindi con forti sbalzi di temperatura e con elevata umidità ambientale.

In genere le piante che ritroviamo nei negozi specializzati appartengono al gruppo delle Iowland in quanto più semplici da coltivare nei nostri appartamenti o nei nostri climi.

La specie più diffusa è la Nepenthes ventrata che è un ibrido ottenuto dall'incrocio tra la N. ventricosa e N. alata; l'ibrido ottenuto dall'incrocio tra N. maxima x Mixta con ascidi molto colorati e grandi. 

 

Per quanto riguarda la COLTIVAZIONE di queste piante carnivore, relativamente alle specie più diffuse (appartenti al gruppo lowland), possiamo dire che non sono difficili da coltivare. Le Nepenthes appartenti al gruppo highland presentano parecchi problemi di coltivazione in quanto è molto difficile riprodurre le loro condizioni naturali ed inoltre sono pressocchè introvabili.  

La Nepenthes è una pianta che può essere allevata anche all'aperto durante la bella stagione ma durante l'inverno è oppurtuno riportarla dentro casa in quanto, essendo una pianta tropicale, mal si adatta a temperature troppo basse. Infatti i margini di temperatura entro i quali tali piante vegetano bene sono tra i 15-25°C.

Innanzitutto c'è da dire che richiedono vasi di piccole dimensioni in quanto il loro apparato radicale è estremamente ridotto, utilizzando un terriccio composto da torba mischiata a del bark ed una piccola percentuale di perlite. 

L'esposizione deve essere al sole diretto cercando però di evitare le ore più calde delle giornate estive. 

Le annaffiature devono essere abbondanti ed è fondamentale usare o acqua demineralizzata o piovana in quanto l'acqua calcarea non è gradita.

Un altro aspetto importante è l'umidità ambientale che deve essere elevata con frequenti spruzzature, effettuate la mattina, in modo che alla sera la pianta sia asciutta.

Si moltiplica mediante divisione della pianta.

Dedicato a Pio Petrocchi
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